Un progetto pensato per i “couch potato”. Pelandroni di tutt’Italia, alzatevi dal divano. Una pioggia di micro video vi trasformerà in presenzialisti dell’arte

Stanchi delle tante inaugurazioni affollate? Sopraffatti dal lavoro e con poco tempo da spendere tra musei e gallerie? Oppure, semplicemente, siete così pigri che preferite leggere un buon libro, anziché immergervi nei caldi weekend dei vernissage? C’è qualcuno che proverà a convincervi che andare a una mostra, in ogni caso, è una buona cosa. Per […]

Omer Simpson in versione couch potato

Stanchi delle tante inaugurazioni affollate? Sopraffatti dal lavoro e con poco tempo da spendere tra musei e gallerie? Oppure, semplicemente, siete così pigri che preferite leggere un buon libro, anziché immergervi nei caldi weekend dei vernissage? C’è qualcuno che proverà a convincervi che andare a una mostra, in ogni caso, è una buona cosa. Per voi, inguaribili “couch potato” – buffa parola che in slang britannico significa “pelandrone”, “pantofolaio”, letteralmente una “patata da sofà” – è nato un omonimo progetto, pensato dal collettivo curatoriale o.n.e.s. Lo strumento, rapido e smart, è la piattaforma Vine, un’applicazione gratuita che consente di creare mini video – detti vines – e di condividerli immediatamente sui social network, da Twitter a Facebook.
Couch Potato chiede agli art lover di tutt’Italia (e non solo) di riassumere in soli 6 secondi il contenuto di ogni opening, filmando e cucendo immagini in tempo reale. Appunti video da far viaggiare su internet, provando a destare l’interesse di chi è rimasto a casa davanti al pc. L’intento non è dunque quello di raccontare o documentare, bensì di accendere la curiosità: il formato lampo funziona proprio come esca, come aperitivo flash. E opening dopo opening, chissà che non nasca un network di condivisione sull’arte contemporanea, con una pioggia di vines rapidissimi, lanciati in rete e rimbalzati in ogni dove. Che siate dei pelandroni o dei workaholic casalinghi, troppo pigri o troppo presi dal lavoro, o.n.e.s. proverà a contagiarvi. E per ogni ex couch potato non potrà che nascere un nuovo vine addicted. In modalità virale.

 – Helga Marsala

http://onesofficeproject.org/

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • maurizio

    la cosa peggiore che si sarebbe mai potuto fare per un sistema già in crisi di pubblico reale.