Bartomeu Marí si dimette dalla direzione del MACBA. Museo nella bufera dopo la censura della mostra La bestia y el soberano: via anche due curatori

La vicenda mediatica di un museo d’arte contemporanea che, spento lo scandalo, si ritrova non solo senza direttore, ma anche senza i principali attori del programma curatoriale che aveva fatto il MACBA degli ultimi anni. Succede a Barcellona, dove Bartomeu Marí (Ibiza 1966) ha presentato le dimissioni dalla carica di direttore del celebre museo che […]

Bartolomeu Mari

La vicenda mediatica di un museo d’arte contemporanea che, spento lo scandalo, si ritrova non solo senza direttore, ma anche senza i principali attori del programma curatoriale che aveva fatto il MACBA degli ultimi anni. Succede a Barcellona, dove Bartomeu Marí (Ibiza 1966) ha presentato le dimissioni dalla carica di direttore del celebre museo che è non solo uno dei fiori all’occhiello dell’archistar museografo Richard Meier, ma anche l’istituzione spagnola di riferimento sul piano internazionale insieme con il Reina Sofia di Madrid.
Dimissioni accettate dalla filiera di politica e burocrazia che c’è dietro ad ogni museo: quella che c’è dietro al MACBA decide anche di stroncare i rapporti lavorativi con i con i curatori della mostra in questione. Barcellona ha riavuto la sua mostra “cancellata”, ma direttori e curatori, tutti a casa.
Ricostruiamo velocemente la vicenda per tappe, che avevamo anticipate nei giorni scorsi. La scorsa settimana il museo cancella il giorno prima dell’inaugurazione la mostra La bestia y el soberano. All’interno di un’esposizione che avrebbe dovuto parlare d’arte oltre la politica e il diritto, di qui il titolo ispirato a un seminario del filosofo Jacques Derrida, il direttore Marí ha cancellato l’esposizione a causa di un’opera ritenuta non adatta al museo. La diffusione delle immagini dell’opera in questione, che rappresenterebbe il re Juan Carlos in una scena di sodomia, ha fatto scoppiare il caso mediatico, aggravato dalle accuse di censura e invito alle dimissioni da parte dei curatori spagnoli della mostra, Beatriz Preciado e Valentin Romá, tra i principali vertici della traiettoria intellettuale dello stesso museo.
Ci si sono messi poi anche molti lavoratori del MACBA e istituzioni culturali spagnole, dichiarando sfiducia al direttore, più manifestazioni varie nella piazza del museo. Che ha quindi deciso di aprire la mostra al pubblico sabato scorso, ma portandosi dietro le dimissioni del direttore, accettate lunedì dalla fondazione e dal consorzio che gestisce il MACBA, oltre alla decisione di cessare la collaborazione dei curatori Paul Beatriz Preciado e Valentin Romá, impiegati interni al museo e anche docenti del prestigioso master in curatela del museo.
E mentre il MACBA bandirà a breve giro il bando internazionale per nominare un nuovo direttore, il museo resta nel vuoto più totale, avendo perso tre delle figure più importanti che lo gestivano. Viene da pensare al vecchio caso del MADRE di Napoli, e a cosa significa ricostruire un museo da zero. Tra le polemiche e l’imbarazzo per una situazione che sembra essere “sfuggita di mano” troppo rapidamente, il MACBA si ritrova adesso ad affrontare la perdita di un direttore che, ha detta di molti, lo aveva gestito brillantemente, contribuendo con il suo predecessore Manuel Borja Villel – attuale direttore del Reina Sofia – a portare alla fama internazionale che lo accompagna oggi.

– Enrichetta Cardinale Ciccotti

 

 

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Enrichetta Cardinale Ciccotti
Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera si è trasferita a Barcellona per studiare exhibition design. In Spagna ha collaborato per la galleria masART, la fiera d’arte contemporanea SWAB e l’Istituto di Cultura Italiana. Si occupa di stampa internazionale, contenuti web e social media per eventi culturali e portali. Collabora per il Sónar Advanced Music and New Media Art Festival. Scrive per Artribune dal 2012.
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    E’ Paul B. Preciado non Beatriz