Ecco le immagini della surreale serata creata dal collettivo newyorkese Cheryl in occasione di Pitti Uomo. A Firenze si rivede aperta la Strozzina…

C’era una fitta folla di curiosi spettatori, in fila la sera del 15 Gennaio a Firenze, per partecipare all’happening creato dal collettivo newyorkese Cheryl, presso il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, con la curatela di Riccardo Lami. Il filo conduttore della serata era quello dell’ironia, del nonsense e dell’assurdo, come critica e provocazione sul mondo […]

C’era una fitta folla di curiosi spettatori, in fila la sera del 15 Gennaio a Firenze, per partecipare all’happening creato dal collettivo newyorkese Cheryl, presso il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, con la curatela di Riccardo Lami. Il filo conduttore della serata era quello dell’ironia, del nonsense e dell’assurdo, come critica e provocazione sul mondo dell’arte contemporanea. Tramite una serie di performance e video live, Destiny Pierce, Nick Schiarizzi e Sarah Van Buren (insieme dal 2008) hanno animato una retrospettiva surreale del loro lavoro, già apprezzato al Moma, Ps1, al Whitney Museum ed il Brooklyn Museum di New York (ed ancora all’Asian Art Museum di San Francisco, all’Islington Mill di Manchester, alla Off Limits Gallery di Madrid, alla Escocesa di Barcellona, alla Galleria Zè dos Bois di Lisbona, al Palais Paradiso di Amsterdam).
Lo scopo di Cheryl è prevalentemente quello di sovvertire le regole degli spazi museali e delle esposizioni d’arte tradizionali, e prendersi gioco di tante illogicità del sistema arte. Installazioni (come quella del corridoio rosso, dove sembra di tornare nell’utero materno al momento della nascita), patatine e pizza sotto una teca, maschere da indossare e riutilizzare con glitter e gelatina, ma anche parrucche e sangue in forma di glucosio: questi alcuni degli elementi utilizzati per solleticare lo spirito dei visitatori, invitati a giocare, a danzare e misurarsi in coreografie divertenti, in un percorso tra le stanze dove l’unico imperativo è quello di gustare l’atmosfera ludica ed irriverente creata da questo collettivo nato qualche tempo fa dalle parti di Prospect Park (Brooklyn).
In mostra anche opere video come White Cube, ironica parodia del mondo delle gallerie di New York, o Tropical Hospital, surreale riflessione tra realtà e sogno. La serata – durante Pitti Uomo 87 – è stata una sorta di retrospettiva sul loro lavoro: nella gallery ne vedete alcuni momenti…

Diana Di Nuzzo

 

 

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Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.