Italia assente dalla scena creativa internazionale? Niente di più falso: nel Carnevale primeggiamo, con ben cinque soggetti che si aggiudicano un ricco bando europeo

Ci è capitato spesso, anche di recente, di lamentare la pressochè totale assenza della creatività italiana dal palcoscenico globale. In particolare quello dell’arte contemporanea, con grandi eventi – citiamo a memoria Biennale di Shanghai, Triennale del New Museum, Absolut Art Award – animati da protagonisti provenienti da tutto il globo, anche da regioni relativamente “nuove”, […]

Ci è capitato spesso, anche di recente, di lamentare la pressochè totale assenza della creatività italiana dal palcoscenico globale. In particolare quello dell’arte contemporanea, con grandi eventi – citiamo a memoria Biennale di Shanghai, Triennale del New Museum, Absolut Art Award – animati da protagonisti provenienti da tutto il globo, anche da regioni relativamente “nuove”, ma desolatamente precluse al tricolore. Ora però arriva il momento della riscossa: con importanti soggetti italiani presenti fra i vincitori dell’ultimo bando Europa Creativa, per il sottoprogramma “Cultura”.
Di che si tratta? Quasi per contrappasso, per l’Europa la creatività italiana degna di valorizzazione è quella espressa dal Carnevale. Con ben cinque partner italiani affiliati al progetto europeo approvato dalla Commissione Europea, titolo Ephemeral heritage of the european carnival ritual, capofila l’Università di Valencia. Sia chiaro, non stiamo negando la valenza storica e sociale di manifestazioni che anche nel nostro paese vantano tradizioni antichissime e prestigiose: colpisce però che il nostro Paese, con un sistema del contemporaneo che stagna sul piano internazionale, primeggi grazie al Carnevale in un bando che reca nei suoi titoli termini come “creativa” e “cultura”. Un modo indiretto per ribadire l’adagio “Italia, pizza e mandolino”, insomma.
Nella fattispecie, fra i 21 maxi-progetti di cooperazione su larga scala che si sono aggiudicati quasi 190mila euro di fondi europei in ambito culturale, ci sono la Fondazione Carnevale di Viareggio, l’Università Federico II di Napoli, l’Università di Bologna, il comune di Noci in Puglia e quello di Putignano in Toscana. Gli altri partner sono spagnoli, portoghesi, sloveni e tedeschi.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.