Dal controspionaggio creativo di Voluspa Jarpa all’appello artistico pro-Amazzonia. Immagini dalle grandi mostre che a Bogotà arricchiscono la settimana della fiera ArtBo

La città non si è certo risparmiata, mettendo anzi in campo tutte le sue energie migliori per celebrare degnamente i dieci anni di una fiera d’arte che a sua volta non ha deluso le aspettative, confermandosi fra le rassegne commerciali di riferimento di tutto il continente sudamericano. Di che parliamo? Di Bogotà, capitale colombiana da […]

La città non si è certo risparmiata, mettendo anzi in campo tutte le sue energie migliori per celebrare degnamente i dieci anni di una fiera d’arte che a sua volta non ha deluso le aspettative, confermandosi fra le rassegne commerciali di riferimento di tutto il continente sudamericano. Di che parliamo? Di Bogotà, capitale colombiana da dove nei giorni scorsi vi abbiamo appunto raccontato una fiera ArtBo che ha attirato anche un grande seguito di collezionisti e professionisti internazionali. Ai quali per i cinque giorni di art week si sono aperte le porte di gallerie d’arte, fondazioni, musei, collezioni private mobilitate per l’occasione.
Fra le mostre di livello viste spicca per intensità En nuestra pequeña región de por aca, articolato progetto espositivo della cilena Voluspa Jarpa presentato – a cura della fiera e della galleria parigina Mor Charpentier – nell’imponente location dell’Archivio de Bogotà. Come nell’ormai conosciuto dna dell’artista, vincitrice dell’edizione 2012 del Premio illy Sustain Art alla fiera madrilena Arco, l’elaborata installazione pluripartita denuncia forte risonanza politica, prendendo come punto di partenza documenti d’archivio di agenzie di intelligence, che Voluspa Jarpa scopre e tenta di decifrare. Si passa da una galleria di ritratti di influenti personaggi pubblici latino americi, morti in circostanze “sospette”, al video Translation Lessons, che evoca le difficoltà linguistiche incontrate dal popolo, in questo caso cileno, nell’accesso a questo scottante materiale documentario. Qui è l’artista stessa a ricevere lezioni di lingua inglese, consistenti unicamente nella traduzione di documenti della CIA.
Si passa al Museo de Arte dell’Universidad Nacional de Colombia, e il clima artistico “impegnato” – che rappresenta la cifra di larga parte della creatività sudamericana, divenendone a volte un limite – non cambia troppo. La mostra si intitola Selva Cosmopolitica, e qui il centro dell’attenzione è più politico-ecologica, per sensibilizzare il pubblico alle ampie problematiche dell’area amazzonica, giacimento di tradizioni primigenie e allo stesso tempo oggetto di mire capitalistiche. Tra gli artisti presenti nella collettiva, costruita fra grandi installazioni, dipinti e video, ci sono Miguel Àngel Rojas, Abel Rodrìguez, Fabiàn Moreno. Nella fotogallery, un ampio reportage delle due mostre…

Massimo Mattioli

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.