Immagini dalle mostre del Festival dei 2Mondi di Spoleto. La sezione arti visive si affida agli sconfinamenti targati Bonito Oliva: da H.H. Lim a Roberto Paci Dalò, a Rachel Libeskind

Da qualche anno ormai, le arti visive al Festival dei 2Mondi di Spoleto si identificano con Achille Bonito Oliva, e vedono la stupenda Rocca Albornoziana come sede di elezione. Alla quale si affianca – come abbiamo già visto nei giorni scorsi – Palazzo Collicola con le mostre apparecchiate da Gianluca Marziani, sempre più integrate alle […]

Da qualche anno ormai, le arti visive al Festival dei 2Mondi di Spoleto si identificano con Achille Bonito Oliva, e vedono la stupenda Rocca Albornoziana come sede di elezione. Alla quale si affianca – come abbiamo già visto nei giorni scorsi – Palazzo Collicola con le mostre apparecchiate da Gianluca Marziani, sempre più integrate alle dinamiche della rassegna. Anche quest’anno dunque il progetto di ABO si fregia del nome Sconfinamenti – una cifra ricorrente, per lui – e indaga in modo particolare la relazione tra arti visive, musica e danza.Con gli spazi della Rocca che si animano a rotazione con performance dal vivo di attori, musicisti e danzatori. E con un gruppo di creativi eterogeneo per modalità espressive, dove giovani promettenti si affiancano a personaggi già established.
Nel cortile e negli spazi delle scuderie si incontra il Gruppo di Ricerca Artistica Opera con la sua performance Ma/mains tenant le vide, ispirata al bronzo di Alberto Giacometti del 1934 tanto amato da André Breton, mentre salendo verso il piano alto della Rocca c’è spazio per le immagini in bianco e nero di H.H. Lim, che “come frammenti di un film muto, raccontano il ripetitivo ed estenuante hula-hoop che mette a dura prova la capacità di resistenza fisica dello stesso artista”. Nel Salone d’Onore Roberto Paci Dalò propone il suo intervento di cinema architettonico e musica live, mentre Maïmouna Guerresi si ispira ad un testo iraniano che risale al secolo XI per narrare le vite dimenticate di donne sufi. Ci sono poi Jonah Bokaer con Daniel Arsham, in un dialogo tra architettura, scultura e performance live, e Rachel Libeskind, alla quale è riservata la magnifica Camera Pinta. Noi ripercorriamo alcuni momenti delle mostre nella fotogallery…

www.festivaldispoleto.com

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
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    stanno ancora con bonito oliva?? avanguardia pura.