Il miglior programma culturale tv dell’anno? È su Sky Arte HD: il Premio Flaiano va alla serie animata “Destini Incrociati Hotel”

Attori in carne ed ossa, maestri dell’antica nobile arte del mimo. Vestiti grazie alle nuove tecnologie di maschere digitali, volti che richiamano i sembianti di personalità che hanno lasciato un segno profondo nella cultura del Novecento e, dunque, in quella contemporanea. Una narrazione fresca, frizzante, veloce ma mai approssimativa; un taglio giocato sulla dualità, sulla […]

Destini Incrociati Hotel

Attori in carne ed ossa, maestri dell’antica nobile arte del mimo. Vestiti grazie alle nuove tecnologie di maschere digitali, volti che richiamano i sembianti di personalità che hanno lasciato un segno profondo nella cultura del Novecento e, dunque, in quella contemporanea. Una narrazione fresca, frizzante, veloce ma mai approssimativa; un taglio giocato sulla dualità, sulla magia di incontri – in parte casuali in parte voluti – che hanno cambiato in modo radicale il corso degli eventi. Salvador Dalì e Luis Buñuel, Gustav Klimt ed Egon Schiele; ma anche Kurt Cobain e Krist Novoselic, Patti Smith e Robert Mapplethorpe: sono loro i protagonisti di Destini Incrociati Hotel, serie tv realizzata da Tiwi e Cast4 per Sky Arte HD; progetto che alla sua seconda stagione ottiene il Premio Ennio Flaiano come miglior programma televisivo di cultura dell’anno.
Un riconoscimento assegnato a Pescara, domenica 20 luglio, nelle mani di Giacomo Zito: sua la firma sul format originale (Destini Incrociati… senza hotel!) in onda da anni su Radio24; sua la traduzione del programma in linguaggio televisivo, con taglio specifico sul mondo dell’arte e della cultura, senza distinzione tra colto e pop.
Il programma Sky si inserisce tra autentici mostri sacri della divulgazione via piccolo schermo: istituita nel 2000, questa speciale sezione del Premio – che da più di quarant’anni omaggia scrittori, artisti, cineasti e figure dello spettacolo – ha nel recente passato omaggiato Philippe Daverio e Dario Fo, Giorgio Albertazzi e Marco Paolini.