Diario d’artista: giorno quinto. Giovanni Gaggia racconta la residenza di Regina José Galindo al Rave Village Artist Residency

Il quinto è un giorno sostanzialmente di riposo. Inizia con tranquillità a casa di Isabella Pers che, assieme alla sorella Tiziana, è promotrice di RAVE ed entrambe sono artiste. I caffè non si contano, le chiacchiere fluiscono in piena libertà e rilassatezza. Si fanno i primi bilanci di giornate che fino a ieri sono state scandite […]

Il quinto è un giorno sostanzialmente di riposo. Inizia con tranquillità a casa di Isabella Pers che, assieme alla sorella Tiziana, è promotrice di RAVE ed entrambe sono artiste. I caffè non si contano, le chiacchiere fluiscono in piena libertà e rilassatezza. Si fanno i primi bilanci di giornate che fino a ieri sono state scandite da tempi precisi e rigorosi. Regina Josè Galindo la vedo solo nel pomeriggio, mi dice che finalmente ha potuto godere di una lunga notte di riposo. Inizio anch’io a riflettere su questa esperienza straordinaria, ne valuto gli aspetti squisitamente umani, oltre che artistici. In fondo anche qui, come nel luogo che dirigo, l’attenzione si focalizza prevalentemente sulla relazione, sull’incontro fra artisti e persone che condividono una passione. A RAVE ho trovato una sensibilità unica per gli animali accolti, molti dei quali salvati amorevolmente dal macello.
Vedere nascere il lavoro di Regina lascerà una traccia indelebile in me. La sua meticolosità nel costruire l’azione, il preoccuparsi per le pecore troppo silenti, vederla affrontare la nuda terra senza alcun indumento, immergersi in essa. Corpo inerme, esposto e vulnerabile. E poi l’abbraccio con Ida ( Pisani ) ed Edoardo ( il delegato nazionale dell’OIPA ) che la accolgono e la riscaldano al termine dell’azione. E’ con questi pensieri affastellati uno sull’altro, che avranno bisogno di un tempo loro, che nel pomeriggio vado con tutti gli altri a far visita ad una vecchia oca cieca salvata dal macello vent’anni fa…

– Giovanni Gaggia