Un lungo giorno meditativo, per Chiharu Shiota. Inaugurata alla Tenuta dello Scompiglio di Vorno l’installazione dell’artista giapponese. Un groviglio scuro, come un’apparizione onirica

Meditazione, vocazione ascetica, ricerca sul tempo, il corpo e la spazio. E una sintesi originalissima tra background pittorico, attitudine teatrale e lavoro con l’installazione. Chiharu Shiota, classe 1972, tra le artiste giapponesi più affermate della sua generazione, subisce e mescola le influenze della tradizione calligrafica nipponica, in cui il segno porta con sé tutta la […]

Chiaru Shiota, A Long Day, Tenuta Dello Scompiglio (2014), veduta di insieme, foto G. Mencari

Meditazione, vocazione ascetica, ricerca sul tempo, il corpo e la spazio. E una sintesi originalissima tra background pittorico, attitudine teatrale e lavoro con l’installazione. Chiharu Shiota, classe 1972, tra le artiste giapponesi più affermate della sua generazione, subisce e mescola le influenze della tradizione calligrafica nipponica, in cui il segno porta con sé tutta la lentezza e la concentrazione dell’artista in contatto col cosmo, la lezione di Marina Abromovic – di cui Shiota è stata allieva – orientata alla consapevolezza meditativa di sé, e infine l’esperienza del Gutai, movimento artistico sbocciato nel Giappone del dopoguerra, che unisce teatro, pittura e performance, nel segno di un simbolismo pulsionale.
Chiharu Shiota ha appena inaugurato un poderoso intervento site specific presso la Tenuta dello Scompiglio, a Vorno, in provincia di Lucca; un progetto curato da Franziska Nori, dal titolo“A Long Day”. Suggestiva, immersiva, sospesa nello spazio e sottratta al tempo, l’installazione satura l’ambiente con una fitta tessitura di fili di lana nera, segni grafici tracciati con pazienza non più sul foglio, ma lungo la terza e la quarta dimensione: un groviglio che congela, nell’immobilità del sogno divenuto apparizione poetica, i pochi elementi d’arredo e la nuvola di pagine bianche fluttuanti. Un lavoro che è insieme tattile e visivo, ma che esiste nella dimensione della presenza e dell’attraversamento.  Eccolo, con la sua bellezza avvolgente,  in questa galleria di immagini, scattate durante l’inaugurazione. Per visitare la mostra, passeggiando attraverso la ragnatela dark di Chiharu Shiota, c’è tempo fino al prossimo 28 settembre.

–       Helga Marsala

Chiharu Shiota, “A Long Day”
Tenuta dello Scompiglio
Via di Vorno, 67, Vorno, Capannori (Lucca)
[email protected]
www.delloscompiglio.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Valentina G. Levy

    Gli artisti Gutai si prefiggevano una riformulazione dei codici pittorici, attraverso un rinnovamento dei medium e una sperimentalità dei processi di creazione, mai uguali a se stessi e spesso imprevedibili, inseguendo l’utopia del nuovo ad ogni costo. Inoltre, caratteristica fondamentale della loro pratica artistica era l’urgenza di uno svuotamento del significato di autorialità dell’opera prendendo le distanze da ogni istanza ego-centrata. Al contrario, Shiota rifiuta la pittura fin dall’inizio della sua carriera artistica e fa proprie quelle pratiche performative e quei linguaggi installativi votati alla creazione di ‘environment’ che si diffondono tra gli anni ’90 e
    l’inizio del 2000. Shiota attinge ai codici visivi e comunicativi dell’arte internazionale, riconducibili agli ultimi vent’anni e da questa attitudine derivano le affinità estetiche con le installazioni di oggetti pendenti di Annette Messanger o con performance come Slumbeer (1993) di Janine Antoni in cui
    l’artista giace in un letto sotto l’insieme di fili da lei stessa tessuti. Shiota si nutre di immagini del passato rielaborandole attraverso il filtro del suo sentire per ricomporle pazientemente in una forma precedentemente progettata che può decidere di ripetere più volte nel tempo. Inoltre tutta la sua ricerca ruota intorno ad una riscoperta dell’io, un’attitudine che è assolutamente in antitesi con i principi di Gutai i cui membri miravano al dissolvimento della personalità dell’artista.

  • Alessia Giamberini

    Una grande opera, una tessitura, un intreccio che non lascia spazio alla confusione ma ad un ordinata composizione di pensieri idee ed emozioni, uno spazio in cui si crea, si condivide e si racconta. Un filo, mille fili, che oramai perdono la loro identità fisica per astrarre un sentimento ed evocare un presente che oramai è lontano.
    Dieci stagisti provenienti dalle diverse Accademie d’Italia uniti in un unico credo!
    Un esperienza unica, un’opportunità imperdibile che solo la TENUTA DELLO SCOMPIGLIO può offrire, dove umanità e professionalità si fondono e l’amicizia diventa un’imprescindibile prerogativa.
    Grazie a tutti gli artisti ed allo staff tecnico!

    Alessia Giamberini (Stagista, artist apprentice)