Ventotto opere digitali di Andy Warhol recuperate da un vecchio floppy disk. Archeologia tecnologica contemporanea

La collaborazione di Andy Warhol con Amiga era nota. L’artista americano era infatti stato chiamato dalla Commodore International, nel lontano 1985, per sperimentare le capacità grafiche dell’allora nuovissimo personal computer Amiga 1000. Di quell’incontro, finora, era rimasto soltanto un video, disponibile anche su Youtube, che mostrava Warhol, armato di solo mouse, cimentarsi in un ritratto […]

Andy Warhol - Campbell’s, 1985,
 Digital image, from disk 1998.3.2129.3.22,
The Andy Warhol Museum, Pittsburgh,
Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc.
(© 2014 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. - Artists Rights Society (ARS), New York)

La collaborazione di Andy Warhol con Amiga era nota. L’artista americano era infatti stato chiamato dalla Commodore International, nel lontano 1985, per sperimentare le capacità grafiche dell’allora nuovissimo personal computer Amiga 1000. Di quell’incontro, finora, era rimasto soltanto un video, disponibile anche su Youtube, che mostrava Warhol, armato di solo mouse, cimentarsi in un ritratto della cantante Debbie Harry durante la presentazione del prodotto. Ed è stato proprio questo breve video che ha spinto l’artista Cory Arcangel, che si definisce “un fanatico di Warhol e un nerd dei computer da sempre“, a mettersi alla ricerca dei lavori digitali perduti del maestro della Pop Art.
Aiutato da un team di curatori, ricercatori e colleghi artisti (tra cui Golan Levin) e supportato dalla sapienza informatica del CMC Computer Club, associazione di studenti esperti in retrocomputing e restauro di vecchi videogiochi, Arcangel ha portato a termine con successo la sua impresa archeologica digitale. Da alcuni vecchi floppy disk sono state infatti estratte 28 immagini digitali inedite. I risultati di questa incredibile esperienza verranno presentati il prossimo 10 maggio in un incontro presso la Carnegie Hall di Pittsburgh durante il quale verrà proiettato un cortometraggio seguito da una tavola rotonda con tutti i protagonisti dell’impresa.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Francisnocab

    Amiga: una meraviglia, sia della tecnologia sia del pensiero umano, distrutta da un management incapace.