Arte&Danza con Motori di Ricerca. Alla Lavanderia a Vapore di Collegno un’artista visiva e una coreografa fanno Mapping. Performance di Giulia Gallo, finalista del concorso di Vanni occhiali

Lei è un’artista finalista del concorso Autofocus 5, promosso da Vanni occhiali in collaborazione e con il patrocinio del GAI. E l’altra lei è una coreografa e danzatrice torinese. Giulia Gallo e Sara Marasso, questi i nomi delle artiste selezionate per la prima edizione di Motori di Ricerca, percorsi d’artisti fra coreografia e arti visive […]

Lei è un’artista finalista del concorso Autofocus 5, promosso da Vanni occhiali in collaborazione e con il patrocinio del GAI. E l’altra lei è una coreografa e danzatrice torinese. Giulia Gallo e Sara Marasso, questi i nomi delle artiste selezionate per la prima edizione di Motori di Ricerca, percorsi d’artisti fra coreografia e arti visive a cura di Chiara Castellazzi. Si tratta di un progetto del Centro di Eccellenza per la Danza Lavanderia a Vapore di Collegno (To), nato in collaborazione con il concorso per giovani artisti di Vanni occhiali e sfociato in uno spettacolo, a cui si potrà partecipare il 4 aprile alle ore 21. Il format prevede che ad un coreografo e ad un artista visivo, selezionati dal territorio, venga offerta un’opportunità di confronto e crescita per dare propulsione ai motori che muovono la ricerca creativa. Da due percorsi artistici, una residenza mirata, un momento di apertura e discussione si arriverà ad una possibile sintesi, sottoforma di performance ed esposizione.
La proposta di ricerca selezionata per questa edizione è Mapping, presentata dalla Compagnia Sara Marasso – Il Cantiere. La coreografa torinese condividerà il percorso di residenza, confronto e performance con Giulia Gallo, l’artista visiva selezionata in partnership con il premio Autofocus curato da Olga Gambari. Mapping utilizzerà in un’ottica interdisciplinare le caratteristiche particolari dello spazio della Lavanderia, invitando il pubblico a viverlo attivamente, attraversandolo in modo inusuale per sentirsi parte di un’opera corale e completa. Un gruppo di performers e un musicista dal vivo, poi, sonderanno i modi di misurare e rappresentare lo spazio, a partire dal corpo come unità di misura ed entità percettiva. Il tutto con l’intento coreografico di dare peso al corpo, in senso concreto e figurato, per creare linee e direzioni dal dentro al fuori, a partire dal bacino come luogo di maggior sostegno e origine di traiettorie che si disegnano nello spazio.

– Claudia Giraud

www.lavanderiaavapore.it