Museo Riso, si cambia ancora. Con la neodirettrice Valeria Livigni arriva il programma per il 2014. Mostre, spettacoli di teatro e un S.A.C.S. in chiave pluri-istituzionale

Nuovo capitolo per il Museo Riso, che ha incontrato la stampa locale negli spazi dell’ex bookshop (attualmente dismesso, insieme alla caffetteria) per presentare il programma relativo al 2014. Ad accogliere i giornalisti c’erano l’Assessore ai Beni Culturali, Mariarita Sgarlata, e la nuova direttrice, nominata poche settimana fa in sostituzione di Sergio Aguglia, entrato come direttore reggente […]

Valeria Livigni

Nuovo capitolo per il Museo Riso, che ha incontrato la stampa locale negli spazi dell’ex bookshop (attualmente dismesso, insieme alla caffetteria) per presentare il programma relativo al 2014. Ad accogliere i giornalisti c’erano l’Assessore ai Beni Culturali, Mariarita Sgarlata, e la nuova direttrice, nominata poche settimana fa in sostituzione di Sergio Aguglia, entrato come direttore reggente lo scorso luglio, ma poi liquidato in favore di Valeria Livigni: anche lei dirigente regionale, museologa, nota per il lavoro svolto alla direzione dei Museo Pepoli di Trapani.
Si è conclusa dunque l’esperienza del comitato scientifico di S.A.C.S, settore su cui si era deciso di reinvestire per il 2013, dopo il naufragio di due anni fa: a fine 2011, quando la vecchia direzione e l’originaria squadra di lavoro vennero spazzate via, l’azzeramento generale e prolungato di ogni attività non risparmiò lo Sportello per l’Arte Contemporanea in Sicilia. Tornato a rivivere in questi mesi.
Ai sette curatori nominati lo scorso gennaio (Laura Barreca, Daniela Bigi, Lorenzo Bruni, Valentina Bruschi, Giovanni Iovane, Helga Marsala, Cristiana Perrella), era stato chiesto di rilanciare il progetto e di studiare delle misure di valorizzazione per gli artisti siciliani. Con una serie di residenze e di produzioni attivate tra l’Italia e l’estero (Dena Foundation di Parigi, Kunstverein zur Kunstausstellungen von Veranstaltungen di Dusseldorf, Macro di Roma, Vallefredda / Labico e American Academy in Rome), il comitato chiude il suo percorso, mentre restano un paio di step in cantiere, spostati nel semestre a venire per questioni di tempo: il 22 gennaio l’opening, a Palazzo Riso, della mostra Togli il fermo, presentata all’Accademia Americana di Roma, e in primavera un workshop per sette giovanissimi siciliani, tenuto da due guest artist di livello internazionale presso Fiumara d’Arte di Antonio Presti.
E veniamo alla nuova stagione. Di S.A.C.S. non si occuperanno più dei singoli curatori chiamati a operare una ricognizione critica del territorio, ma un team di natura istituzionale – probabilmente più simile a un comitato di indirizzo – pensato per far convergere esperienze autorevoli, radicate in diverse aree dell’Isola: ne faranno parte le Accademie di Belle Arti di Palermo e di Catania, la Fondazione Orestiadi di Gibellina, le Fabbriche Chiaramontane di Agrigento e la Fondazione Fiumare d’Arte, oltre al Presidente degli Amici del Museo Riso, l’architetto e docente universitario Maurizio Carta.

Valeria Livigni
Valeria Livigni

Due le mostre in programma: una doppia personale dei siciliani Salvo Cuccia e Fabrice De Nola, negli spazi della Cappella dell’Incoronazione, attigua al Museo; una personale di Michele Cossyro, originario di Pantelleria, attivo fin dagli anni Settanta con una sua produzione orafa, pittorica e scultorea, tra le sedi di Palazzo Riso e dell’Albergo delle Povere (che però, nel frattempo, è stato ceduto al Tar dal governo Crocetta, tra polemiche varie: resta dunque qualche punto di domanda rispetto alle destinazioni future del grande complesso storico).
Stabilita anche una convenzione col Teatro Biondo, che organizzerà delle letture e delle performance negli spazi di Riso – la prima già il 27 dicembre, con la regia di Gigi Borruso – e che in primavera metterà in scena lo spettacolo Lampedusa Beach di Lina Prosa, prodotto dal Biondo stesso e presentato a Parigi lo scorso aprile.
Ancora teatro con una serie di spettacoli realizzati con il Capua Antica Festival, in collaborazione con l’associazione Estreusa; poi un accordo con il comune di Ustica per una residenza d’artista (ancora da definire) e la presentazione di un’opera di realtà aumentata di Studio ++ – una scritta destinata alla facciata del Museo, visibile tramite un dispositivo tecnologico – acquisita in collezione. Infine, un’installazione di Assume Vivid Astro Focus, prevista per il prossimo luglio negli spazi all’aperto del Museo.
Nessun nome è stato annunciato per ruoli interni, quali quelli di curatore, coordinatore organizzativo, conservatore o direttore artistico, mentre è arrivata una nuova conferma per Giovanni Iovane, ripescato nel ruolo di consulente strategico per il fundraising e la ricerca di contatti internazionali.

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  • Helmut

    Hanno un patrimonio tra le mani e non sanno che farsene. Autentici incapaci.

  • Pier Paolo Raffa

    Ogni tipo ha la sua ricetta ideale
    Qui da noi va di moda passato di cottura con il sugo arriquariato

    Ci si fanno ottimi polpettoni.

    • Pier Paolo Raffa

      ed arancine

  • Pier Paolo Raffa

    Notevole e precisa mi sembra l’introduzione dell’articolo che denota quel che è la cosa: . ..”ha incontrato la stampa locale negli spazi dell’ex bookshop (attualmente dismesso, insieme alla caffetteria)”.

    Attualmente dismesso. Perché prima cos’era ESATTAMENTE ? Di che stiamo parlando? D’altra parte l’articolo è tutto un citare nomi ed un definire prospettive mirabolanti.

    Ma a cosa serve, e soprattutto perché esiste e come fa ad esistere un sedicente “Museo di Arte Contemporanea”in una città dove non c’é neanche minimamente un mercato della stessa – ancorché presa in considerazione socialmente- ?

    Gli “artisti” che possono permettersi di rimanere qui (e viri chi manci) grazie alla economia del loro “prodotto”, sono impiegati dell’Accademia o della Regione, sono dunque artisti d’ufficio a stipendio. Conosciamo benissimo le dinamiche della loro promozione quando “pubblica” che – nonostante tutto – non li fa emergere più lontano dell’area Sferracavallo/Bagheria. Quelli che valgono camminano con le proprie gambe e non hanno bisogno di trainarsi il carretto siciliano con i pupi.

  • Valentina

    quanti rapporti internazionali…solo mostre ad amici …degli amici…penso che questo museo non abbia piu’ niente da dire tranne che la clientela contemporanea del del nuovo direttore.