Il blackout natalizio non ferma Cortina. Che vince anche con l’arte: nuova sede in pieno struscio per la galleria Le Muse, che inaugura con il meglio dell’Ottocento italiano

In un modo o nell’altro, Cortina d’Ampezzo deve guadagnare le prime pagine nelle cronache natalizie: come paradiso degli sciatori, come meta di villeggiatura di starlette e veline varie, o – come successo quest’anno – per il maltempo che l’ha praticamente isolata. Ma quest’anno c’è qualche buon motivo anche per gli art addict: a fornirlo è […]

Ruggero Alfredo Michahelles - Cataclisme

In un modo o nell’altro, Cortina d’Ampezzo deve guadagnare le prime pagine nelle cronache natalizie: come paradiso degli sciatori, come meta di villeggiatura di starlette e veline varie, o – come successo quest’anno – per il maltempo che l’ha praticamente isolata. Ma quest’anno c’è qualche buon motivo anche per gli art addict: a fornirlo è la Società di Belle Arti, che sceglie di rinnovare gli spazi espositivi in città raddoppiando la storica sede della galleria Le Muse in Corso Italia, fondata da Giuliano Matteucci nel lontano 1968. In piazza Franceschi, nel cuore dello struscio ampezzano, apre infatti Le Muse 2, nuova, ampia sede espositiva completamente ristrutturata ed allestita su progetto firmato da Fabrizio Confalonieri dello Studio CREE di Milano.
La nuova Le Muse apre con un omaggio, curato da Francesco Palminteri, all’Ottocento italiano, ovvero all’arte che sin dagli esordi a Cortina Matteucci ha presentato ai collezionisti italiani ed internazionali che hanno soggiornato nella Perla delle Dolomiti. La mostra si intitola Il linguaggio della realtà e presenta venti dipinti di artisti come Fattori, Lega, Filippo Palizzi, Signorini, Mancini, Morbelli, Segantini. Nella “vecchia” sede de Le Muse, in Corso Italia 21, i riflettori saranno invece accesi su un artista meno noto, presentato per l’occasione da Susanna Ragionieri, di quanto non lo siano i grandi macchiaioli sopra citati: si tratta di Ruggero Alfredo Michahelles in arte RAM (1898 – 1976), pittore e cartellonista, protagonista del futurismo toscano, poi tra Les italiens a Parigi, quindi nuovamente in Italia.

Fino al 6 gennaio 2014
Piazza Franceschi, 6 / Corso Italia 21 – Cortina d’Ampezzo
www.sba.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.