Un concorso per giovani artisti in un’azienda vinicola di Verona. La sound art di Michele D’Agostino si merita la vittoria. E in giuria c’era anche Gabriella Belli

La conoscenza dell’ascolto di Michele D’Agostino, beneventano, classe 1988, diplomato all’Accademia di Brera, è l’opera che ha vinto la quarta edizione del concorso di scultura “Antonio Canova”, rivolto a giovani diplomati nelle Accademie di Belle Arti e promosso dall’azienda vinicola veronese Guerrieri Rizzardi. La villa in Valpolicella, sede della piccola impresa, è diventata spazio espositivo delle opere finaliste, […]

Michele D’Agostino, La conoscenza dell’ascolto

La conoscenza dell’ascolto di Michele D’Agostino, beneventano, classe 1988, diplomato all’Accademia di Brera, è l’opera che ha vinto la quarta edizione del concorso di scultura “Antonio Canova”, rivolto a giovani diplomati nelle Accademie di Belle Arti e promosso dall’azienda vinicola veronese Guerrieri Rizzardi. La villa in Valpolicella, sede della piccola impresa, è diventata spazio espositivo delle opere finaliste, oltre che luogo in cui si è svolta, venerdì 11 ottobre, la cerimonia di premiazione. “Scelta difficile”, ha affermato Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia e presidente della giuria, “perché tutte le opere meritavano di essere premiate per qualcosa”.
L’opera prescelta è una scultura in senso lato: la registrazione dei rumori e delle voci intercettati da un pacco postale nel viaggio Milano-Londra-Benevento, sorta di istantanea sonora di un frammento di realtà. Secondo la giuria, quest’opera era la più rappresentativa delle tendenza della scultura odierna: non più unicamente visione plastica, ma ricerca di nuove simmetrie e strade. E forse è proprio vero: l’arte dei giovani talenti può cambiare la realtà, se si pensa che fino a pochi anni fa i vigneti Rizzardi rischiavano di essere seppelliti da una discarica.
Questo premio salvaguardia il paesaggio e l’arte contemporanea a Verona: “Ogni città”, aggiunge Belli, “deve avere una sua idea di contemporaneo. Non c’è un’idea di futuro senza un’idea di contemporaneo: Verona, in passato, ha avuto un ruolo importante, ma oggi il governo cittadino pare abbia in mente dell’altro”.

Federica Lavarini