Quel vizietto di mister Loeb. L’azionista di Sotheby’s chiede la testa del CEO William Ruprecht, dopo aver fatto lo stesso con Yahoo. E intanto specula…

Mentre nella filiale di Hong Kong il 5 ottobre L’ultima Cena di Zeng Fanzhi veniva battuta alla cifra record di 23 milioni di dollari, anche i vertici di Sotheby’s stavano banchettando ad una simbolica “ultima cena”, negli States però, più precisamente al ristorante Blue Hill di New York. Dan Loeb, uno degli azionisti di maggioranza […]

Dan Loeb

Mentre nella filiale di Hong Kong il 5 ottobre L’ultima Cena di Zeng Fanzhi veniva battuta alla cifra record di 23 milioni di dollari, anche i vertici di Sotheby’s stavano banchettando ad una simbolica “ultima cena”, negli States però, più precisamente al ristorante Blue Hill di New York. Dan Loeb, uno degli azionisti di maggioranza della casa londinese, voleva che quella di venerdì fosse l’ultima cena del CEO William Ruprecht, imputato di vivere una vita di lussi che non giovano alla compagnia. La cena da centinaia di migliaia di dollari ha fatto scoppiare Mr. Loeb, che ha chiesto di cacciare Ruprecht e un posto per sé nel board.
Dan Loeb è diventato da poco uno degli azionisti di maggioranza di Sotheby’s, passando da una quota del 5,7% al 9,3%, dirige il fondo di investimento Third Point, che ha dei precedenti simili anche con Yahoo, mirando a far traballare le aziende che mostrano segni di difficoltà. L’anno scorso con Yahoo ha forzato il cambio di CEO in favore di Marissa Mayer, puntando il dito contro Scott Thompson per non avere una laurea informatica e portandolo alle dimissioni. In sintesi l’operazione avrebbe portato nelle tasche di Loeb 1.16 miliardi di dollari per la vendita di 40 milioni di azioni.

Bill Ruprecht, CEO di Sotheby’s
Bill Ruprecht, CEO di Sotheby’s

Tornando a Sotheby’s, Ruprecht era entrato nell’azienda negli anni ‘80 come dattilografo, fino ad arrivare a direttore marketing e poi CEO nel 2000. Sotto la sua guida Sotheby’s ha raggiunto in borsa il suo massimo storico di 54,17 dollari, andando di pari passo con marchi del lusso come LVMH e Tiffany, ma la strategia di Loeb ha fatto emergere la sua cattiva gestione delle spese. Nella sua lettera ha dichiaratto che “Ruprecht ha gestito bene nei tempi di crisi ma ora non funziona più. I margini di profitto sono calati e si è deteriorata la posizione competitiva rispetto a Christie’s”, e in generale “Sotheby’s è come un capolavoro di arte antica in disperato bisogno di restauro”. Sotheby’s non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito, spostando l’attenzione sulla stagione bollente che sta per iniziare e i capolavori che presenterà nelle prossime aste di Londra e New York.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.