C’è fermento nel piccolo comune di Lana, a due passi da Merano. Arti visive, performance, live music: una kunsthalle per mostre lampo e progetti site specific

La Kunsthalle Eurocenter di Lana, in provincia di Bolzano, nasce nel 2012 come piattaforma dedicata alla creatività contemporanea. Un’ampia struttura industriale, open space per  mostre temporanee flash di due giorni appena, spesso in forma di eventi site-specific, arricchiti da concerti e performance. Questo peculiare format si è ripetuto attraverso due cicli, curati da un comitato […]

Real Naturally - Min Yoon, Leafes, Not yet Titeled, Mixed Media, 2013

La Kunsthalle Eurocenter di Lana, in provincia di Bolzano, nasce nel 2012 come piattaforma dedicata alla creatività contemporanea. Un’ampia struttura industriale, open space per  mostre temporanee flash di due giorni appena, spesso in forma di eventi site-specific, arricchiti da concerti e performance. Questo peculiare format si è ripetuto attraverso due cicli, curati da un comitato organizzativo composto dagli artisti Arnold Mario Dall’O, Hannes Egger e Ulrich Egger, oltre che da Erwin Seppi (ES-Gallery Merano) e Camilla Martinelli (Merano Arte). Un team allargatosi via via, grazie alla collaborazione con diverse associazioni locali e alcuni  curatori esterni (tra cui Valerio Dehò).
Nel 2012 sono passati da qui artisti come Antonio Riello e Armin Blasbicher, la giovane altoatesina Julia Frank e il marchigiano Terenzio Eusebi, mentre il programma 2013 si è aperto a fine settembre con la collettiva Die Lichtung (con Fabrizio Perghem, Michele Parisi e Juri Neil, a cura di Camilla Martinelli): i tre artisti, richiamandosi alla filosofia heideggeriana, hanno ricercato “sprazzi a cui abbandonarsi e in cui immergersi, come rivelazioni, e appunto, particolari aperture, radure, che trovano dimora nell’ampio e sconfinato spazio fisico”.

Intermittenze - foto Ulrich Egger
Intermittenze – foto Ulrich Egger

A inizio ottobre Silvia Morandi, Josu Lezameta e Danilo Ferrin hanno dato vita alla performance di teatro-danza Intermittenze (curata da Ulrich Egger), una “oscillazione tra desiderio di vita e alienazione del sé”, ispirata al libro Che cosa resta di Christa Wolf. L’11 ottobre è stata poi la volta di Luca Coser con Il dorso delle cose, personale a cura di Federico Mazzonelli. La ricerca dell’artista trentino (docente all’Accademia delle Belle Arti di Roma) esplora una dimensione di “lateralità”, “tra cancellazione, parziale occultamento e riemersione di un visibile inatteso e inattuale, di ciò che si muove dietro il teatro della realtà”. Ognuna delle inaugurazioni è stata poi accompagnata da serate musicali, con Rude O’rchestra, Music Designer Mr. Coon e Dj Gianna.
A chiudere il programma 2013, venerdì 18 ottobre, a partire dalle 20, inaugurerà Real Naturally, collettiva che riunisce i lavori di Paula Doepfner, Christian Eisenberger, Julia Frank, Lucie Geffray, Hubert Kostner, David Pinter, Alexander Ruthner, Benjamin Tomasi e Min Yoon. Curata da Cornelis van Almsick, la mostra indagherà da molteplici prospettive il tema della natura, unendo la creatività locale a contributi di carattere internazionale, mentre il consueto opening con live music sarà a cura di Radio Sonnenschein On Air. Un appuntamento da non perdere, e da vivere il più possibile sul momento, perché la mostra chiuderà già il giorno successivo, alle 16 in punto. Ma come al solito, per chi non potrà esserci o è mancato agli appuntamenti precedenti, Artribune offre un ricchissimo report fotografico.

– Simone Rebora

Real Naturally, a cura di Cornelis van Almsick
Opening: Venerdì 18 Ottobre 2013, ore 20.00
La mostra sarà visibile Sabato 19 Ottobre 2013, dalle 11.00 alle 16.00
Kunsthalle Eurocenter Lana
Via Industriale 1/5, Lana (BZ)

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.