ArtVerona è anche off. A Castelvecchio e San Fermo, ma anche in Piazza Isolo, inaugurazioni, percorsi museali e mostre tocca e fuggi. Su Artribune tutte le foto

Continua il programma di eventi paralleli ad ArtVerona. Venerdì 11 ottobre ha inaugurato a Castelvecchio (fino al 6 gennaio 2014) la mostra di Giorgio Vigna Stati naturali: percorsi ritrovati in forme primarie, a cura di Paola Marini. Una serie di “avventure geologiche di terra e d’acqua, di fuoco e di vento”, poste in diretto dialogo […]

Continua il programma di eventi paralleli ad ArtVerona. Venerdì 11 ottobre ha inaugurato a Castelvecchio (fino al 6 gennaio 2014) la mostra di Giorgio Vigna Stati naturali: percorsi ritrovati in forme primarie, a cura di Paola Marini. Una serie di “avventure geologiche di terra e d’acqua, di fuoco e di vento”, poste in diretto dialogo con gli spazi e la collezione del Museo, e in particolar modo con il giardino disegnato da Carlo Scarpa. Sabato 12 ottobre hanno invece preso avvio le attività dello spazio OOOh! Gallery, ricavato all’interno del complesso di San Fermo Maggiore, e gestito dall’artista e collezionista Mauro Fiorese. La mostra Una, cento, mille visioni: fotografie dalla collezione di un artista raccoglie scatti di grandi fotografi (Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Maggie Taylor e tanti altri), tutti accomunati dal tema del sacro, e resterà visibile fino al 12 gennaio 2014.
Ma il più interessante tra questi eventi è stato MAT/tam n. 20, personale di Don Voisine presso lo spazio Isolo 17, visibile unicamente sabato 12 ottobre tra le 17 e le 19. Come ci hanno spiegato i curatori del progetto, Annarosa Buttarelli e Lucio Pozzi, MAT – Manto Arte Temporanea nasce dall’esigenza di individuare una diversa modalità espositiva, per sfuggire alle pastoie di un sistema che svilisce i contenuti artistici nel suo apparato. Queste mostre “tocca e fuggi” sono organizzate come eventi effimeri in vari spazi cittadini, e invitano il visitatore a una partecipazione più attenta e consapevole. Nato a Mantova nel 2012, il progetto è arrivato a Verona l’anno scorso, e si spingerà presto anche oltreoceano.

– Simone Rebora

www.artverona.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.