Brunello Cucinelli l’oscurantista: “sponsorizzerei l’abbattimento della chiesa di Fuksas a Foligno”. E intanto finanzia il restauro di un torrione medievale a Corciano

La scena è quella di una normalissima – ancorché assai afosa – inaugurazione di un evento culturale. Tavolo dei relatori di rito, saluti di sindaco e assessori vari, presidenti e direttori, curatori, e poi la parola allo sponsor. Siamo a Corciano, bellissimo borgo alle porte di Perugia: ed in questo caso lo sponsor ha le […]

La scena è quella di una normalissima – ancorché assai afosa – inaugurazione di un evento culturale. Tavolo dei relatori di rito, saluti di sindaco e assessori vari, presidenti e direttori, curatori, e poi la parola allo sponsor. Siamo a Corciano, bellissimo borgo alle porte di Perugia: ed in questo caso lo sponsor ha le sembianze di Brunello Cucinelli, il guru umbro del Cachemire, che a due passi da qui – nell’altrettanto bel borgo di Solomeo – ha basato il suo quartier generale, trasformandolo in una specie di campanelliana “Città del Sole”.
Lui è qui perché ha finanziato il restauro di un torrione medievale, un nuovo spazio espositivo donato alla città, che si apre ospitando una sezione della mostra Malizie sul Perugino, omaggio di artisti contemporanei al maestro rinascimentale. Tutto normale, fin quando la prolusione del fashion designer si amplia al panorama regionale: “l’ambiente umbro è un sistema dagli equilibri molto delicati”, argomenta, “che rischiano di entrare in crisi con interventi fuori contesto. Io, per esempio, sarei ben felice di sponsorizzare il progetto di abbattimento della chiesa progettata da Fuksas a Foligno”.
Il riferimento è alla Chiesa di San Giacomo di Foligno, cubo di calcestruzzo armato ideato da Massimiliano Fuksas dopo il terremoto che colpì duramente la regione nel 1997: un’architettura evidentemente ritenuta off-limits per gli iperconservativi standard cucinelliani. Attimi di smarrimento fra gli astanti – per lo meno fra i pochi ancora non annichiliti dai 41 gradi – e poi si dia il via alla visita nelle 14 location (alcune le vedete nella gallery). Boutade estemporanea? Non troppo, se è vero che i più attenti ricordano analoghi strali – corredati da analoghi propositi distruttivi – rivolti dall’imprenditore al Carapace, l’ormai famosa Cantina Lunelli di Bevagna disegnata da Arnaldo Pomodoro. Posizioni difficili da digerire, specie quando provengono da un personaggio impegnato quotidianamente sullo scenario globale: difficile condividere simili appelli alla conservazione ed alla chiusura, quando l’esperienza dimostra che a monte dei mille problemi italiani ci sono proprio mentalità come queste…

  • Rosella Fiocchi

    Grazie Brunello, ti ammiro per tutte le tue idee che realizzi con grande umanita’e umilta’.Rosella

  • Enry More

    …e meno male che c’è qualcuno che dice quello che pensa, urtando la coscienza immacolata di chi non sa nemmeno scrivere senza fare copia e incolla più volte
    saluti Enry

  • luigi

    NON CONOSCO IL LAVORO DI FUKSAS A FOLIGNO, MA MI SEMBRA ESAGERATO E POCO ARGOMENTATO IL COMMENTO DELL’AUTORE DELL’ARTICOLETTO, ASSAI MODESTO, PERALTRO. NON TUTTO CIO’ CHE VIENE FATTO OGGI DEVE ESSERE PER FORZA BELLO E MERITEVOLE DI CONSERVAZIONE, TANTOMENO UNA OPINIONE AVVERSA DEVE ESSERE OSCURANTISTA, TERMINE CHE DESIDERERI RISERVARE A FATTI PIU’ GRAVI

    • Roby

      assolutamente d’accordo con Luigi

  • Filippo

    Sarebbe sufficiente aggiungere all’articolo la foto della chiesa incriminata per dar ragione da vendere a Cucinelli. Un cazzotto in un occhio.

  • Io di fuksas abbatterei un po’ tutto…si potrebbe cominciare appunto da Foligno

    • marina tecchia

      Completamente d’accordo

  • Luca

    Mamma mia! Mi mancava l’ecomostro di Foligno! Altro che abbattimento! Va come prima cosa scomunicato il Vescovo che l’ha permesso!

  • bruno

    Di oscurantista c’è solo chi non tollera critiche al cretinismo delle archistar… bravo Cucinelli!

  • Guido

    Cucinelli ha perfettamente ragione, spesso l’architettura contemporanea non solo non si integra minimamente con l’ambiente circostante, ma ha pure perso il puro e semplice senso del bello e, nel caso della chiesa di Foligno, del sacro.

    • marina tecchia

      Troppo giusto!

  • Sabato

    Grande Cuccinelli, le opere (citate) sono dei mostri e desta stupore che siano state realizzate per davvero.

    Vorrei far notare la presunzione di giornalisti che danno dell’oscurantista a chi, anche in termini coloriti magari, esprime una propria opinione che, dai commenti che leggo, sembra essere molto condivisa.

  • Federico Ponti

    La chiesa di Foligno è un orrore estetico . Ha ragione Cucinelli , è da abbattere .
    Ma non prendiamocela solo con Fuksas : per esempio , io abbatterei anche opere del buon Mario Botta come il Casinò di Campione o le orrende torri appiccicate alla Scala (vero crimine contro l’ umanità) .

  • Oscurantismo: “Atteggiamento di cieco tradizionalismo che porta ad opporsi alla diffusione del progresso e a ogni forma di innovazione sociale o culturale” (Vocabolario Gabrielli)
    Ovviamente, spero di non dover specificare che riferivo l’aggettivo a Cucinelli per questa specifica posizione (del resto lodo le sue doti in altra parte dell'”articoletto”)
    Anzi, aggiungo che proprio da una persona illuminata come lui ci si aspetterebbero posizioni meno tranchant, meno violente: il dibattito è sempre costruttivo, ma gli intenti distruttivi tagliano il contraddittorio alla base
    Spendo solo poche parole per far notare che grandi opere di architettura contemporanea – piaccia o meno – caratterizzano lo stile di vita e l’appeal di grandi metropoli (Tate Modern e Shard a Londra, Parlamento a Berlino, Stadio Olimpico a Pechino), e no promuovono altre prima dimenticate (chi conosceva Bilbao prima del Guggenheim?)
    Cucinelli è liberissimo di sostenere – come fanno tanti – il fascino dei borghi medievali e della quiete ritirata: ma l’atteggiamento di chiusura e violenza verso il nuovo risulta – appunto – oscurantista. Fosse vissuto nel ‘200, avrebbe invocato l’abbattimento del Battistero di Parma? Nel ‘400 avrebbe mandato al rogo la Flagellazione di Cristo di Piero?

    • Angelov

      Ma questa definizione di “Oscurantismo” è tipicamente Neo-Positivista.
      Sono oscurantiste anche molte tradizioni culturali presenti in quasi tutti i paesi del mondo, e che non hanno niente a che vedere con “l’opporsi al progresso”.
      Forse Mattioli sogna di essere assunto dal Sole 24Ore? Per i redattori di quel giornale, è oscurantista chiunque si azzarda solo a dubitare della veridicità e del valore delle loro scelte.
      Per quanto riguarda il famigerato Fuksas, anche la Fiera di Rho andrebbe abbattuta, come il Casinò di Campione di Botta; affidarsi solo al Divino Auto CAD, quando non si hanno idee, può portare a questo…

  • Cristiana Curti

    Gli edifici di culto negli ultimi cinquant’anni in Italia hanno vita difficile. Sono spesso di bruttezza irresistibile. Questa di Fuksas a Foligno è di rarissimo orrore. Ma quel che viene da chiedere è: fu richiesta, e selezionata quale vincitrice del concorso istituito all’uopo, dalla CEI, che dipende dal Vaticano; perché un edificio che insiste sul nostro territorio è voluto e scelto da altro Stato (o emissari di altro Stato) senza che nessun Ente italiano sia interrogato in proposito?

    P.S. Mattioli: il copia incolla si riferisce a un errore evidentissimo di composizione del pezzo. A due terzi del pezzo è stato inserito un capoverso che viene reiterato più avanti rendendo faticosa la lettura; sarebbe meglio ricomporre l’articolo, in effetti.

    • Oppppsssss chiedo scusa, è un evidente problema tecnologico accaduto in fase di editing

  • Helmut

    Nessuno mette in conto le difficoltà enormi del costruire architetture religiose oggi. La bruttezza dell’opera di Fuksas resta tutta.

  • Angelov

    Forse una delle cose più date per scontate, è quella di ” credere in quello che si stia facendo “; nel caso specifico del progetto di una Chiesa Cristiana, non è senz’altro richiesto che l’architetto vada in pellegrinaggio strisciando sulle ginocchia la scala di 5000 gradini di un Santuario di sua preferenza, per trarre ispirazione per il progetto stesso; ma che almeno sappia o, forse meglio, senta qualcosa a riguardo del soggetto che deve trattare.

    Per molti architetti la progettazione di una Chiesa è stata vissuta quasi come una vera e propria sfida; ma tra questi, solo coloro che hanno capito che si trattava di una sfida che doveva essere necessariamente persa, hanno potuto accedere alla creazione di veri capolavori.

  • raimondo

    dai, le chiese cubiche sono brutte a prescindere!
    e che sarebbe

  • Angelov

    In Italia, nazione divisa da un murodiberlino invisibile: se ne sei al di qua, sei di destra, ma se ne sei al di la’, sei di sinistra; alla destra il Potere, alla sinistra la Kultura; (visto che con la cultura non si mangia…)
    Fuksas, espressione dell’infallibile cultura di sinistra, (infallibilità avuta come premio di consolazione), non ha avuto tempo da perdere per documentarsi su un suo predecessore, un povero emigrante in cerca di miglior fortuna in terra straniera, tale Mies van der Rohe, il quale comunque di cubi se ne intendeva davvero bene… etc etc.

  • anselma

    cubo sta a chiesa come cavolo sta a merenda
    infatti alla basilica di san pietro hanno dovuto aggiungere una signora cupola per ovviare

  • Paolo

    Oramai anche Cucinelli si è “buttato” in politica, e se non sei su i giornali (con qualsiasi pretesto) non sei nessuno.

  • Massimo Duranti

    Testimone del pronunciamento netto di Brunello Cucinelli a Corciano sulla chiesa di Fuxsas a Foligno, ho letto il reportage scandalizzato di Mattioli e i numerosi commenti successivi. Una polemichetta estiva nella quale mi inserisco con alcune precisazioni e qualche commento, anche nella mia veste di membro della Commissione diocesana d’arte sacra della Diocesi di Perugia (non competente, ovviamenente, su Foligno). Per brevità scrivo per punti.
    – meraviglia che tutti i commenti siano a senso unico pro Cucinelli e contro il commentatore critico, considerato che i lettori di Artribune hanno pratica di contemporaneità di ricerca
    -Credo che la chiesa di Fuxsas né Cucinelli, né i commentatori l’abbiano vista, sicuramente non dentro. Intanto non è un cubo, ma un parallelepipedo, il che fa la differenza, perché la magnificenza di quell’architettura non è l’esterno, ma l’interno, dove si vedono i due parallelepipedi uno dentro l’altro, congegnati in modo tale da dare un senso della vericalità infinita, dunque della ricerca dell’infinito divino come e più di una chiesa gotica. Senza dimenticare il gioco della luce che penetra magicamente da aperture irregolari. L’esterno è duro come lo è il cemento per natura, ma è anche il segno della solidità che esorcizza il terremoto che distrusse tante fragilità.
    – Questa chiesa l’ha approvata certo un vescovo, anzi più vescovi. Uno è addirittura diventato cardinale. Il progetto non è stato scelto da altro stato, ma dalla Conferenza episcopale italiana che è italiana (lo dice la parola stessa), prendendosene tutte le responsabilità, nel bene e nel male.
    – la qualità complessiva delle architetture sacre contemporanee non è eccelsa e non basta la firma di una archistar per garantirla.
    -Fuxsas ha fatto belle cose e su questa chiesa si è impegnato molto: me ne ha parlato dettagliatamente a Parigi dove l’ho conosciuto casualmente di recente.
    -Rivelo un segreto (?) il cemento del parallepipedo doveva essere colorato (non verniciato) , ma l’onere sarebbe stato troppo elevato. Vuoi vedere che cromaticamente integrato sarebbe piaciuto! Ripeto andate a vederla dentro la chiesa, seppure gli arredi non brillino, e vi ricrederete. L’invito è rivolto anche a Cucinelli che ha grandi meriti nella salvaguardia dei beni culturali, il quale penso si ricrederà, considerato anche che, dopo aver pronunciato la sentenza all’inaugurazione corcianese, mi ha seguito nella lunga visita guidata alla mostra, da me curata con A.C. Ponti, di artisti contemporanei (Malizie sul Perugino) disseminati per il borgo non dimostrando per nulla sdegno per le numerose opere decisamente poco ortodosse (come il tema richiedeva) , dimostrando anzi curiosità ed interesse.
    -bene ha fatto comunque Mattioli ad aprire questo dibattito che si prolunga utilmente nel tempo.

    Masssimo Duranti
    direttore di Contemporart

    • Cristiana Curti

      Gentile Duranti,
      nel rammentarle che l’architetto chiamasi Fuksas e non Fuxsas, ammiro comunque la difesa non tanto della chiesa di Foligno (che in realtà anche lei pare non apprezzare appieno come si evince chiaramente dal suo scritto, dovendo precisare fra l’altro che gli arredi non sono gran che o che era previsto il pigmento in massa e non il colore steso in superficie e che, infine, “la qualità complessiva delle architetture sacre contemporanee non è eccelsa e non basta la firma di una archistar per garantirla”, ma per questo assunto – che condivido – la invito anche a visitare, una per tutte, la chiesa di Alvar Aalto a Riola nell’appennino bolognese e per la questione altrettanto importante dell’importanza degli arredi in un luogo di culto la invito a leggere questa beve nota di Giuseppe Frangi nel suo bellissimo blog: http://robedachiodi.associazionetestori.it/2012/02/01/kounellis-in-cattedrale-pensieri-sul-caso-reggio/) quanto dell’operato della CEI.
      Essendo quindi così informato, le chiederò, giusto per fugare ogni dubbio, il “concorso” bandito dalla CEI con quali fondi doveva essere mai ottemperato? In sostanza chi è il committente? Ovvero chi il pagante del fabbricato?
      Quello che stupisce, aldilà di una inesistente polemica (se l’opera non è dello Stato Italiano non abbiamo noi, cittadini italiani, alcun potere di pronuncia su questo argomento, tant’è che anche Cucinelli saprà perfettamente che l’anatema non potrà mai essere perfezionato), è che si difenda un’operazione purtroppo malriuscita e ancor più erroneamente concepita per quel sito solo perché si fa parte di un comitato contiguo/affine a quello che scelse il progetto. Quel poliedro (va bene così?) è orribile nella piana di Foligno, e non potrà mai essere – neppure per un attimo – comparato per levità interne alle altezze (concettuali, spirituali, architettoniche) della più infima delle chiese gotiche. Il Duomo di Milano (già bruttarello di suo) sembra in confronto un capolavoro assoluto d’arte costruttiva.
      Purtroppo è questo il dato, con tutto il rispetto per un nostro architetto che sa farsi valere internazionalmente senza che lei ci venga a spiegare quanto questo disgraziato progetto l’abbia così appassionato (e per questo non dovremmo giudicarlo? Ci mancherebbe altro che non avesse svolto il suo lavoro con passione e impegno…).
      Infine, la prego, prima di affermare che i commentatori di Artribune non hanno mai varcato quella soglia, ci pensi. E’ necessaria la prova di quanto si dice per smontare le tesi degli “avversari”. Un saluto cordiale.

  • GRov

    Appassionato di architettura e per un periodo della mia vita (perlopiú concluso) di esoterismo e simboli religiosi, mi permetto di inserirmi nella discussione. Non ho visitato la chiesa in questione ma prometto di farlo quanto prima.
    Intanto direi che:
    -per quanto l’interno possa essere d’aiuto all’elevazione spirituale, l’esterno, cemento a vista, righe di separazione delle gettate di cemento, colore grigio che a giudicare dal plastico e dalle bozze era stato pensato al limite un filo più chiaro, mi fanno pensare più che all’incontro con Dio, arrivando sul sagrato della chiesa, ai ponteggi, ai muratori sudati che bevono birra e rischiano la vita per dare senso e forma a un materiale anti ecologico, irriciclabile, garantito 100 anni, poi da demolire e stipare in chissá quale cava…
    -la conservazione degli elementi architettonici simbolici nei luoghi di culto non é “conservatorismo”, ma conoscenza. Un archistar dovrebbe conservare quel po’ di umiltà necessaria per non stravolgere secoli di pensiero esoterico.
    Se volessi proprio dare un giudizio positivo all’opera di fuksas potrei ragionare in questo senso:
    É una provocazione.
    In barba agli ecclesiasti si é fatto approvare un aborto di chiesa che é simbolo del degrado spirituale della chiesa e della totale inutilità di una struttura dedicata al culto.
    Ada avvalorare questa ipotesi leggo i commenti dei fedeli che lamentano la difficoltà di scorgere il crocifisso, il Cristo. La chiesa é quindi un cubo (parallelepipedo? Dettagli…) che nasconde la reale natura della fede.

  • Silvano

    Se nei secoli e millenni trascorsi fosse prevalso il punto di vista di Cucinelli e di chi lo sostiene, al posto del torrione medioevale, si troverebbe a restaurare capanne di paglia e fango. E se prevalesse ora, un futuro Cucinelli si troverebbe a restaurare il medesimo torrione medioevale. Meditate gente…

  • Massimo Duranti

    Gentile Curti ed altri commentatori,
    il migliore interprete di quello che ho scritto non posso che essere io stesso. Non è vero che non apprezzo la chiesa di Foligno di Fuksas, bensì che ne ammiro soprattutto l’architettura dell’interno. Confermo che anche un’archistar come Fuksas potrebbe progettare una brutta chiesa (o altro edificio), ma non è questo – a mio avviso – il caso. Quanto agli arredi, mi riferivo alle panche e a qualche altro elemento “riciclato”. Invece mi sono dimenticato – e nessuno dei commentatori lo ha ricordato (perché forse non c’è mai stato!) – che all’interno della chiesa c’è la Via Crucis di Mimmo Paladino e all’esterno una Stele-croce di Enzo Cucchi, alta più di 13 metri.. E veniamo alla CEI per ribadire che è proprio questo organismo che ha bandito il concorso nazionale e poi ne ha commissionato la realizzazione a Fuksas dopo aver esaminato minato altri progetti ed è lo stesso soggetto che ha provveduto a pagare il conto- mi sembra del tutto ovvio! Va da sé che come qualsiasi altra costruzione, anche per questa chiesa è stata necessaria la concessione edilizia del Comune, in questo caso Foligno, la cui apposita commissione non ha, evidentemente, avuto nulla da eccepire. Ogni critica, anche per le architetture, è legittima, come lo è ogni manifestazione di plauso anche nel caso della chiesa di Fuksas. E però non posso che alzare le mani davanti a una interlocutrice che definisce il Duomo di Milano “bruttarello di suo”! Infine non ho le prove che lei ed altri commentatori non abbiate visto la chiesa in questione: fuori e dentro; il che non costituisce certo diffamazione.

    p.s. il Fuxsas al posto del Fuksas era un’esca, che si è rivelata efficace!

    • Cristiana Curti

      E’ davvero arguto, gentile Signor Duranti. Anche le esche… a che punto si arriva pur di denigrare il pensiero altrui. Una trappola con i fiocchi, davvero.
      Non ho menzionato le opere di Cucchi e Paladino anche perché di Fuksas (…k…) si parla. E per quanto voglia o possa sostenere la bontà di questo progetto, mi pare, lei si sarebbe dovuto porre un interrogativo più potente di quello che, inerme, la commissione comunale edilizia di Foligno (che naturalmente non avrà trovato alcunché da eccepire, ottemperati i doveri urbanistici e strutturali che non temo furono totalmente espletati) non avrà pensato di sostenere. O vogliamo davvero ritenere che le commissioni della salvaguardia del territorio italiche (soprattutto quelle periferiche) siano formate da insigni numi tutelari della perfetta integrazione fra costruito e ambiente? A me pare invece che – a Nord come a Sud e spessissimo anche al Centro – siano proprio queste gli anelli deboli della catena che permisero per decenni nel secondo dopoguerra gli scempi più abominevoli sul nostro suolo, scempi cui oggi cerchiamo vanamente e solo in qualche caso riusciamo di rimediare. Anche se questo forse non è il caso più eclatante, bisogna dirlo.
      E continuare a ciurlare nel manico pur di non affermare che la CEI (italiana, italiana…) dipende finanziariamente dallo Stato del Vaticano che bandì in primis il concorso (su invito di qualche porporato locale, non c’è dubbio) sembra capzioso. Talché quella chiesa non fu pagata con i nostri soldi (almeno questo) ma certamente non può dirsi “cosa nostra”.
      Mi stupisco, infine, che un attento esteta ed esperto come lei non sia d’accordo con me, povera ignorante cittadina, nel ritenere che il Duomo di Milano non sia certo esempio di fulgido gotico (tant’è che proprio gotico non si può dire…): anche la mia fu provocazione (a cui, subito, anche lei abboccò; un punto anche per me, accidenti), ma è difficile evidentemente osservare con occhi scevri da condizionamenti. Comunque non sono l’unica a pensarla così, anche per motivi squisitamente tecnici o architettonici: ho illustri predecessori, se ne faccia un senso.
      E’ meritevole pensare di innalzare un nuovo luogo di culto dopo una tragedia così terribile come quella del terremoto. Ricostruire una comunità civile intorno a un luogo di speranza e grazia. Lungo la millenaria storia della Chiesa sono molteplici i templi costruiti sulle ceneri di immani sciagure (guerre o pestilenze…) per rendere grazie del pericolo finito, della pace ritrovata. Ma forse in passato – complice l’assenza di commissioni e comitati diversi, mentre abbondavano i signorotti o gli uomini di Chiesa di una “qualche” vivacità culturale – le scelte furono più oculate, più rispettose del territorio (questo è l’appunto maggiore da farsi all’edificio di Fuksas con la kappa) e anche dei cittadini, cui tale segno di devozione era anche dedicato. La comunità di Foligno si riconosce nella chiesa di Fuksas? Ha per caso chiesto a chi è gradito (fuori dai condizionamenti e dagli obblighi di bottega) davvero quel poliedro massiccio, tetro e ingombrante?
      L’interno, per essere davvero suggestivo (e in teoria lo è, anche se poco si concilia con una corretta divisione degli spazi ecclesiali), deve essere in perfetta consonanza con l’esterno. Quei tagli di luce e quella sovrapposizione di volumi ricordano alla lontana il “terribile” (perché vicino al sublime, non perché contiguo all’orrido) museo ebraico di Libeskind a Berlino, che si snoda come una sciabolata in un contesto già fratto e multilineo, dalle molteplici incursioni stilistiche. Ma lì i tagli e l’illuminazione così trovata dall’alto o dalle pareti laterali indicano un percorso di dolore e tenebre che solo alla fine si riscatta con un piccolo giardino di alberi ordinati posti in cima a 48 colonne. Qui, a Foligno, dov’è la redenzione? Dove la luce che non sia frutto di un gioco architettonico fine a se stesso?
      Sono certa che avrà altre parole di sarcasmo nei confronti di chi non gradisce questa ferita in terra umbra pur non essendo umbro.
      Paròne, come si dice da noi. Ma a me rimane la sensazione che ciò che lei difende non sia tanto la qualità di una brutta chiesa quanto la scelta della struttura (gerarchica, tecnica, burocratica) di chi la volle e permise.
      In ogni caso, le rinnovo, senza irrisioni aggiuntive, i saluti più cordiali.

  • Angelov

    La forma cubica di questa chiesa, forse simboleggia un po’ i rapporti che ci sono tra lo Stato del Vaticano, e quello Italiano, che si possono definire appunto: Una Scatola Cinese.
    Poveri fedeli: si entra in chiesa gratis, ma è all’Agenzia delle Entrate che va poi versato l’obolo…

  • Elio Tessani

    A parte il fatto che la chiesa disegnata da Fuksas e la moglie è dedicata a S. Paolo Apostolo e non a S. Giacomo ma mi domando se, secondo voi, solo un ultraconservatore vede quella chiesa come uno schifo immondo? Ci voleva un architetto di fama mondiale per fare un cubo con dentro un altro cubo? Il novecento molto spesso ha impoverito e umiliato la bellezza dell’arte e dell’architettura in nome della modernità eppure ci sono tante cose moderne che sono stupende. Lo skyline della grande mela è affascinante, come ogni singolo grattacielo che lo compone. La torre Eiffel, fantastica, l’Opera House di Sydeny, e così moltissime altre opere architettoniche moderne. Altre, altrettanto moderne, fanno schifo, sono senza creatività, senza fantasia, sgraziate, inoltre, come è il caso della chiesa sopra citata, sono fuori contesto al punto tale da deturpare l’ambiente circostante. Essere moderni non significa accettare tutto solo per non passare da oscurantista, il gusto per la bellezza e l’armonia è qualcosa che non può e non deve scomparire mai.