Quando teatro vuol dire impegno sociale e civico. Al Festival di Resistenza del Museo Cervi di Gattatico spunta un rarissimo Brecht: ed Instabili Vaganti porta sul palco il dramma ILVA…

Le contraddizioni del presente, i beni comuni, i diritti sociali e civili troppo spesso negati: questi alcuni dei temi degli spettacoli della dodicesima edizione del Festival di Resistenza. Teatro per la Memoria. Premio Museo Cervi, al via al Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia), dal 3 al 25 luglio. Alcune segnalazioni. Su tutte un dramma […]

La madre, di Bertolt Brecht

Le contraddizioni del presente, i beni comuni, i diritti sociali e civili troppo spesso negati: questi alcuni dei temi degli spettacoli della dodicesima edizione del Festival di Resistenza. Teatro per la Memoria. Premio Museo Cervi, al via al Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia), dal 3 al 25 luglio. Alcune segnalazioni. Su tutte un dramma didattico raramente rappresentato, La Madre, scritto da Bertolt Brecht nel ’32 e qui portato in scena da Teatro Elicantropo, in collaborazione con Anonima Romanzi e Prospet. Il testo brechtiano, tratto dall’omonimo romanzo di Maxim Gorkij, ruota attorno alla figura di Pelagia Vlassova, madre dell’operaio Pavel, che si converte alle idee rivoluzionarie del figlio, sino ad aiutare lui e i suoi amici nella loro battaglia clandestina, anche a costo della vita. Questo spettacolo, spiega il regista Carlo Cerciello, “vuole essere un omaggio alla classe operaia, in un affresco che, seppur malandato e corroso, è in grado ancora di trasmettere la forza di un ideale”.
Instabili Vaganti presenta L’Eremita Contemporaneo. Made in ILVA, con Nicola Pianzola (regia Anna Dora Dorno), spettacolo che trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto per mettere in scena una sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica. Il Teatro dell’Orsa propone Pane e rose. Storie di pace e di Libertà. Una rivolta guidata dalle donne, scritto, diretto e interpretato da Monica Morini e Bernardino Bonzani. Lo spettacolo è il racconto della protesta di mille donne, braccianti, madri e spose, che l’8 ottobre del 1941 si presentano nel Municipio di un piccolo paese nei pressi di Reggio Emilia per un’epica manifestazione: “É iniziata così, questa storia, una mattina di ottobre. E in piazza alla fine erano mille, che mille donne insieme fan paura. Non avevano schioppi né fucili. Cantavano. E chiedevano pane. E pace. Pace e pane”. Una quantità di iniziative collaterali (conversazioni, mostre, momenti conviviali) arricchiscono il Festival, che si pone l’obiettivo, propriamente politico, di stimolare la riflessione e l’azione. Tutt’altro che semplice intrattenimento.

– Michele Pascarella

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