Intellettuali in difesa di Villa Piccolo. Da Emilio Isgrò a Dacia Maraini, un appello per salvare la Fondazione siciliana, nuovamente penalizzata dalla finanziaria regionale

“Ma certo in me s’apriva / la voce che da sempre dura / ed umile e tremenda / ci lega, ognuno / di noi al dolore d’ognuno / anche ignorato. / Poi viene calma ed il sonno / vicino al tuo riposo”. “Non fu come credesti”: così intitolò questa delicata lirica il poeta Lucio Piccolo, […]

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Gioacchino Lanza Tomasi, Lucio Piccolo

Ma certo in me s’apriva / la voce che da sempre dura / ed umile e tremenda / ci lega, ognuno / di noi al dolore d’ognuno / anche ignorato. / Poi viene calma ed il sonno / vicino al tuo riposo”. “Non fu come credesti”: così intitolò questa delicata lirica il poeta Lucio Piccolo, che nel manoscritto autografo, datato 15 giugno 1967 , dedicava “affettuosamente” all’amico Vincenzo Consolo. Ricordi che affiorano, da un passato luminoso e lontano: quella Sicilia di cultura, borghesia e nobiltà, che nel corso del secolo scorso regalò all’Italia indimenticabili brani di letteratura e stralci di biografie illustri.
Villa Piccolo, che fu dimora dei Baroni Lucio, Agata Giovanna e Casimiro, e che ospitò sovente il cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è oggi una casa-museo, sede della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Una realtà di cui Artribune sta seguendo da qualche mese le vicissitudini, raccontandone la storia e denunciandone l’attuale stato di sofferenza. Solo qualche giorno fa davamo notizia del ridicolo contributo annuo elargito dalla Regione (appena 22mila euro) nell’ambito della scandalosa Tabella H, fondo di finanziamenti a pioggia, distribuito secondo logiche clientelari che escludono ogni valutazione di merito. La reazione della Fondazione Piccolo? Un’aspra denuncia nei confronti del Governo e l’annunciata chiusura della Villa. Cinquant’anni di storia destinati all’oblio.

Il Barone Casimiro a Villa Piccolo
Il Barone Casimiro a Villa Piccolo

È di questa mattina la notizia di una petizione, sottoscritta da decine di intellettuali, giornalisti, operatori del mondo dell’arte, registi, scrittori, musicisti, che pone l’accento sul valore di questa realtà e sulla necessità di garantirle sostegno istituzionale, in quanto ente morale e patrimonio collettivo.  Decine e decine i firmatari, tra cui Fulvio Abbate, Roberto Alajmo, Pietrangelo Buttafuoco, Dacia Maraini, Emilio Isgrò, Claudio Collovà, i Radiodervish, Filippo Luna, Antonio Presti, Maria Luisa Spaziani, Lelio Giannetto, Michele Murgia, Antonio Calabrò… Il “Manifesto per Villa Piccolo”, che è in realtà un accorato appello per scongiurare la chiusura della dimora di Capo D’Orlando, si conclude con un’istanza all’Istituzione di riferimento:  “Un invito particolare lo rivolgiamo alla Regione Siciliana, per chiedere di portare avanti una politica di reale valorizzazione delle Eccellenze culturali, libera da logiche del passato che con la cultura hanno poco a che fare. Siamo certi che il nostro appello non resterà inascoltato”.
La palla passa adesso al Presidente Rosario Crocetta – il quale, ribadendo che lui la Tabella H non la voleva, aggiunge che era “quasi convinto che il Commissario dello Stato l’avrebbe impugnata”! Doppia aggravante, che tradisce una preoccupante debolezza del governo – e al neo assessore alla cultura, Mariarita Sgarlata. In una fase, però, estremamente delicata: dopo l’atto di impugnazione non è chiaro quali enti, associazioni e onlus verranno salvati, secondo quali criteri e con quali stanziamenti. E mentre arriva voce di un tavolo tecnico istituito per affrontare il problema, pare si voglia pensare a un bando per l’assegnazione dei fondi, con cui premiare di volta in volta solo chi ha i requisiti necessari. Che sia davvero la svolta? O ancora una volta Governo e Parlamento procederanno in assenza di una linea vera?

–      Helga Marsala

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.