E il crowdfunding approda anche a teatro. Alla Pergola di Firenze presentato il progetto Forward. Arte, performance e scrittura sugli argini dell’Arno. Qui tutte le foto

In tempi di crisi, se l’autoritratto dell’artista (da giovane) porta sempre più le vesti del mendicante, occorre rimboccarsi le maniche, e cercare in fretta soluzioni alternative. E mentre i tentativi di riscattare il buon vecchio mecenatismo si confrontano con le incontrollabili fluttuazioni degli spazi economici e sociali, a fare la parte del leone (almeno sul […]

In tempi di crisi, se l’autoritratto dell’artista (da giovane) porta sempre più le vesti del mendicante, occorre rimboccarsi le maniche, e cercare in fretta soluzioni alternative. E mentre i tentativi di riscattare il buon vecchio mecenatismo si confrontano con le incontrollabili fluttuazioni degli spazi economici e sociali, a fare la parte del leone (almeno sul piano mediatico) è la pratica del crowdfunding. Inutile riassumerne per l’ennesima volta il meccanismo: più interessante semmai analizzarne le mutazioni. Perché se non altro, questa pratica già fin troppo alla moda e di conseguenza facile a strumentalizzazioni, inizia a dare i segni di una crescente autoconsapevolezza.
Il progetto Forward si inserisce proprio in questo contesto. E se piattaforme come Eppela, Produzionidalbasso e Kickstarter offrono ormai fin troppe proposte senza un effettivo controllo, Forward si propone invece di garantire “selezione, qualità, sostenibilità e impatto sociale” dei suoi progetti. Un piccolo team di curatori (Valeria Farill, Alessandro Raveggi, Martina Santoro e Tijana Stankovic) opera in base a questi semplici principi, mediando tra le proposte degli artisti e l’impegno dei micro-mecenati. Ai primi è offerto un sostegno diretto nella pubblicizzazione e diffusione delle idee, mentre ai secondi è garantito un margine di “ricompensa”, sia esso puramente materiale (acquisizione di opere), formativo (partecipazione ai workshop) o sociale (riqualificazione degli spazi urbani).
È così che al Teatro della Pergola sono presentati i progetti per la rassegna Rinasce esso dalle secche. Il fiume Arno: spazi, minacce, possibilità, prevista per l’estate 2013. Una info-installazione video, realizzata in collaborazione con il collettivo Riot Van, che permette ai visitatori di confrontarsi con cinque diverse proposte, tutte incentrate su “un protagonista dimenticato di Firenze: l’Arno”. Virginia Lopez presenta così la sua Florence Collaborative Map, una narrazione corale della città da svilupparsi attraverso multimedia e software liberi. Il collettivo Scrittura Industriale Collettiva propone invece di raccontare gli argini dell’Arno, combinando in un unico testo le esperienze di chi l’ha vissuto a lungo e di chi lo conosce appena ora. Lisa Batacchi tenterà poi di mettere in contatto le due sponde opposte, richiamandosi alla tradizione popolare del bucato sugli “inginocchiatoi”. Allo stesso modo Kinkaleri imposteranno un “dialogo improbabile” tra i due argini, tramite un linguaggio che invade i corpi “come il virus della febbre gialla”. Virginia Zanetti, infine, si affida al senso del miraggio e dell’utopia, e a boe trasparenti sulla superficie del fiume, per proporre la sua “performance di balneazione possibile”. Per chi non fosse riuscito a farsi un’idea più approfondita dei progetti direttamente alla Pergola (c’è tempo fino al 4 maggio), noi vi offriamo la consueta fotogallery…

– Simone Rebora

forwardforward.org

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.