Sul Passo del Brennero nasce il Museo di Fabrizio Plessi. Quando la sosta autostradale diventa esperienza culturale: l’ex dogana rinasce, coi paesaggi artificiali del maestro veneziano

13.000 mq in tutto, per una lunghezza di 55 metri e una larghezza di 30. Una grande teca di cristallo, sovrastata da una imponente copertura, che mette in comunicazione l’architettura con il paesaggio: all’interno, una sala a tutt’altezza, pensata come spazio espositivo, e una sala conferenze per incontri culturali e istituzionali, orientati soprattutto ai rapporti […]

Plessi Museum

13.000 mq in tutto, per una lunghezza di 55 metri e una larghezza di 30. Una grande teca di cristallo, sovrastata da una imponente copertura, che mette in comunicazione l’architettura con il paesaggio: all’interno, una sala a tutt’altezza, pensata come spazio espositivo, e una sala conferenze per incontri culturali e istituzionali, orientati soprattutto ai rapporti tra mondo italiano e mondo germanico. Siamo infatti sul Passo del Brennero, a pochi chilometri da Bolzano, in prossimità del luogo in cui sorgeva la dogana tra Austria e Italia; e l’edificio che sta per vedere la luce è un museo dedicato a Fabrizio Plessi, tra i maestri italiani più conosciuti al mondo, emiliano di nascita, veneziano d’adozione, celebrato con le sue suggestive installazioni in molti musei internazionali.
Il progetto è promosso dall’Autostrada del Brennero spa ed è il primo spazio museale che sorge su un tratto autostradale: progettato dall’ingegner Carlo Costa, l’edificio sarà un simbolo del dialogo antico e complesso tra il mondo mediterraneo e quello mitteleuropeo.
Spazio culturale, ma anche, vista la particolare location, parentesi di sosta dedicata ai viaggiatori, con tanto di punto ristoro e area di servizio. Un’operazione di riqualificazione dell’ex area dogana, che punta sulla cultura e sul valore simbolico e identitario della zona: il confine non più come linea di separazione, ma come possibilità di dialogo, di linguaggio, di ricerca creativa.

Fabrizio Plessi, Disegno di appunti preparatori agli interni del Plessi Museum, misure variabili
Fabrizio Plessi, Disegno di appunti preparatori agli interni del Plessi Museum, misure variabili

All’intero, un percorso espositivo curato dallo stesso Plessi, in cui si articolano installazioni video, sculture, disegni, pitture. Perno dell’allestimento è la grande installazione realizzata dall’artista nel 2000, in occasione dell’Expo di Hannover per celebrare l’Euregio, il progetto di collaborazione transfrontaliera tra regioni del Tirolo storico: un ambiente alpestre, animato da superfici elettroniche, da attraversare come un paesaggio montano artificiale.
Un tocco speciale anche per gli arredi – tavoli, sedute, banconi da lavoro, scaffali in acciaio – tutti disegnati da Fabrizio Plessi.
Occorre lavorare molto sull’aspetto culturale – ha affermato Paolo Duiella, Amministratore delegato dell’Autostrada del Brennero spa – perché il mondo che stiamo attraversando necessita di gesti coraggiosi e proiettati nel futuro. Per questo motivo, immaginando un’autostrada che non sia solo sicura e scorrevole, lavoriamo per un’infrastruttura che sia risorsa per i territori circostanti e strumento per la loro valorizzazione. Lo spazio museale al Passo del Brennero s’inserisce dentro questa filosofia: rendere la sosta autostradale un’occasione per una fondamentale esperienza culturale ed estetica”.

– Helga Marsala

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.