L’artista, il grande museo, la tazzina da caffè. Pistoletto porta il suo Terzo Paradiso in una nuova illy Art Collection: scenografia il Louvre

“I manici rappresentano il Paradiso Terreste e il Paradiso Artificiale, mentre la tazzina che accoglie il caffè è la rappresentazione dell’armonia originata dal Terzo Paradiso”. Cose che accadono, quando l’arte Concettuale incrocia l’arte Pop: ovvero quando ad un artista viene chiesto di riversare la sua idea in una tazzina da caffè. L’avrete capito, i soggetti […]

La nuova illy Art Collection by Michelangelo Pistoletto

I manici rappresentano il Paradiso Terreste e il Paradiso Artificiale, mentre la tazzina che accoglie il caffè è la rappresentazione dell’armonia originata dal Terzo Paradiso”. Cose che accadono, quando l’arte Concettuale incrocia l’arte Pop: ovvero quando ad un artista viene chiesto di riversare la sua idea in una tazzina da caffè. L’avrete capito, i soggetti sono Michelangelo Pistoletto e illy, nota per le tazzine d’autore della sua famosa Art Collection.
Fautore del (nuovo) incontro, è il Louvre: la tazzina Terzo Paradiso, in edizione limitata e numerata, nasce infatti in occasione della mostra di Pistoletto Anno 1, il paradiso sulla terra, aperta al pubblico fino al 2 settembre al Musée du Louvre. Ed in concomitanza con l’opening della nuova boutique Espressamente illy Louvre Opéra, dove nel mese di maggio sarà distribuita in tiratura limitata di 850 copie.

www.illy.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Credo che l’opera di Michelangelo Pistoletto sia fortemente sopravvalutata. Quanto meno perchè non esiste mai un’analisi critica dell’opera che possa argomentare luci ed ombre. Quello di rendere gadget pubblicitario quella che è solo una teoria da setta religiosa di quarta categoria, esprime benissimo il livello. Mi chiedo quale sia la differenza tra Wanna Marchi e Michelangelo Pistoletto. La vendita del “sale miracoloso” (che apre evidentemente al Terzo Paradiso) come opera d’arte è una truffa legalizzata? L’arte può essere una truffa legalizzata? Pongo domande.

    La recente retrospettiva di Pistoletto al Maxxi presentava opere deboli, forse sarebbe bastato il metro cubo di infinito. Nessuno che argomenti o sappia , o voglia argomentare, l’opera di Pistoletto…che ritengo essere una presa in giro colossale. Quando artisti importanti come Anselmo sono nell’ombra.

    Questa intoccabilità critica è un tabù che si riflette nell’incapacità critica che vediamo anche fuori dal mondo dell’arte. Basta leggere facebook e vedere l’andamento della politica italiana.

    Il concetto del Terzo Paradiso è lacunoso e poco chiaro; viene accettata una teoria e una simbologia che richiama quella di una setta, ma in modo più svogliato e prevedibile. Non si capisce quale sia l’obbiettivo di questa collaborazione tra “tante persone” e “tanti soggetti”..sembra una retorica fine a se stessa. La retorica del “fare di gruppo”, quando in realtà permane monolitica la sola presenza di Pistoletto. Come conciliare la retorica dell’apertura al gruppo, della collaborazione “sociale”, con queste tazzine a edizione limitata e a scopo prettamente commerciale e feticistico? Perchè in italia non esiste uno straccio di critico che rilevi queste lacune?

    Credo che Pistoletto goda di ottime pubbliche relazioni, intrecciate sapientemente negli anni; anche attraverso la felice intuizione della Fondazione (felice per la sua carriera) che attira molti, ma molti, più denari di quanti ne investe negli studenti. Studenti che passano ogni anno e poi spariscono come fossero tronchetti sacrificali per il fuoco del “maestro”. Ma i responsabili sono anche questi studenti, questi giovani, completamente rimbecilliti dal panama bianco e dalla barba bianca che hanno di fronte…

  • Io ho sentito più volte parlare Pistoletto del Terzo Paradiso…a mio parere ci sono gli estremi per mandare Striscia la Notizia; o meglio, cose del genere vanno su Striscia la Notizia, non ci vanno solo perchè l’arte (soprattutto in italia) viene considerata materia poco seria, e viene tenuta materia di pochi eletti, solitamente distratti e solitamente addetti ai lavori che pensano solo al proprio “progetto”

  • Ri.Chi.

    Nel mare di personalismi che debordano in tutto ciò che viene considerato arte, il segno grafico di infinito rielaborato da Pistoletto, coinvolge tutti.
    Il terzo paradiso, non si limita a porre domande con conseguente strascico di denuncia, propone un modo di vedere la realtà di ciascuno in maniera differente.
    Il messaggio è positivo, gli intellettuali devono seguire questo solco.
    Indicare è sicuramente più faticoso che additare, ma è necessario che chi ha qualcosa da dire non si limiti a suggerire gli errori altrui, è il momento di consigliare.

    • Il terzo paradiso è un concetto fumoso, che non vuol dire nulla. Tra l’altro nella spiegazione di Pistoletto corrisponde semplicemente alla condizione attuale…e quindi la sua stessa teoria non sta in piedi….

      Ricordo anche il progetto Love Difference per far dialogare i paesi che si affacciano sul mediterraneo (???)…si trattò solo di una trovata pubblicitaria utilissima per far partecipare Pistoletto a diverse Biennale nel mondo…tutta fuffa.

      Cosa può fare l’arte per la società? Può difendere il laboratorio e la palestra dell’arte, senza tentare (ovviamente in malafede) di risolvere direttamente problematiche politiche e sociali. Come se lo scienziato andasse in giro con il suo microscopio a dire che con quel microscopio può migliorare la società…può farlo si rimane alla sua scrivania in silenzio e lavora, e protegge il suo laboratorio.

      L’arte va difesa come palestra e laboratorio dove acquisire consapevolezza su ogni cosa, soprattutto extra artistica. E quindi trovare nuovi modi per cambiare le cose e migliorare le cose. Per questa rivista ho scritto un articolo, in cui una frase era “il vero parlamento è intorno a casa tua”…l’arte può aiutare questo parlamento, e di conseguenza se lavori sul tuo parlamento, anche il parlamento politico dello stato cambierà. Andare a votare e non capire questo vuol dire che non serve andare a votare…

      http://www.artribune.com/2012/12/arte-e-politica-una-mostra-chiamata-mondo/

  • Angelov

    Questo simbolo ha una connotazione molto alchemica, ed è come se si trattenesse al di qua o al di la del territorio dell’arte, senza le modalità proprie di un’ Opera.
    Qualcosa di neutro, uno schema simile ad un Mandala, così astratto da poter essere declinato nei materiali più disparati, mantenendo sempre la stessa potenzialità.