Dietro le quinte di Manet. Tutto pronto a Palazzo Ducale per l’inaugurazione della grande mostra veneziana, qui qualche immagine in anteprima…

Se ne è parlato tantissimo, tanto che non ha bisogno di grosse presentazioni: è la più grande mostra di Édouard Manet mai fatta in Italia, un’occasione unica – nella sede di Palazzo Ducale, a Venezia – per vedere l’opera dell’artista francese a confronto con la pittura italiana del Rinascimento e quella veneziana in particolare, e […]

Se ne è parlato tantissimo, tanto che non ha bisogno di grosse presentazioni: è la più grande mostra di Édouard Manet mai fatta in Italia, un’occasione unica – nella sede di Palazzo Ducale, a Venezia – per vedere l’opera dell’artista francese a confronto con la pittura italiana del Rinascimento e quella veneziana in particolare, e l’impatto emotivo che ebbero su di lui. Su tutti valga l’esempio della giustapposizione fra l’Olympia di Manet, (1867) – opera che lascia per la prima volta la Francia – e la Venere di Urbino di Tiziano (1538) prestata eccezionalmente dalla Galleria degli Uffizi: il dipinto che l’artista ammirò a Firenze e da cui trasse ispirazione per raffigurare la sua “femme de plaisir”. Complessivamente oltre 80 le opere in mostra, tra dipinti, disegni e documenti, provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi – istituzione che conserva il maggior numero di capolavori del francese, ma anche da tanti altri musei internazionali come il Metropolitan di New York, il Courtauld Institute di Londra, il Museum of Fine Arts di Boston, la National Gallery di Washington, l’Art Institute di Chicago, il Musée des Beaux-arts di Budapest, lo Städel Museum di Francoforte. L’inaugurazione è domani 23 aprile, e l’evento tiene banco fino al 18 agosto: ma noi nella fotogallery abbiamo le primissime immagini degli allestimenti…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.