Dal basso, autofinanziato, indipendente. Parole ricorrenti, anche a Udine, dove converge tutta la regione con venti realtà culturali ad animare un Palazzo conTemporaneo

Una manifestazione culturale di un mese, che vede più di venti realtà culturali della regione collaborare gomito a gomito. Per dare un segnale forte che quella regione – il Friuli Venezia Giulia – non si rassegna all’inattività causa crisi: e anzi mette insieme la forze per proporso come “sottosistema” culturale indipendente. Lo stratagemma comunicativo gioca […]

Il Palazzo Upim, a Udine (foto Gloria Deganutti)

Una manifestazione culturale di un mese, che vede più di venti realtà culturali della regione collaborare gomito a gomito. Per dare un segnale forte che quella regione – il Friuli Venezia Giulia – non si rassegna all’inattività causa crisi: e anzi mette insieme la forze per proporso come “sottosistema” culturale indipendente. Lo stratagemma comunicativo gioca sull’assonanza fra l’acronimo del comitato promotore del progetto – U.P.I.M., che sta per “Udine Prova a Immaginarti Migliore”, animato da un gruppo di sei trentenni friulani – e lo spazio che lo ospita, il Palazzo Upim, nel centro della città.
Questo il contesto in cui nasce Palazzo conTemporaneo, 2043 qui: un programma di un mese – dal 12 aprile al 12 maggio – strutturato sui progetti espositivi proposti dalle associazioni culturali coinvolte, che vanno da Trieste a Pordenone con il coordinamento di ETRARTE, ma anche sui lavori di 15 artisti selezionati tra coloro che hanno partecipato al bando “2043qui”, accompagnati – nei cinque weekend di apertura del Palazzo – da altrettante performance e incontri. Il tutto in un’ottica di cultura partecipativa, finanziata dal basso, autogestita (seppur da professionisti) e completamente ad ingresso libero. Nell’ultimo fine settimana di apertura (10- 12 maggio), inoltre, l’inedita sede artistica ospiterà anche alcuni degli appuntamenti inseriti nel programma della 9^ edizione di Vicino/Lontano.

palazzocontemporaneo.tumblr.com/

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.