Per chi vota il mondo dell’arte? Abbiamo sentito dire in giro che ci sarebbero le elezioni politiche in Italia. E allora ecco gli exit poll in anticipo di Artribune

Altro che Ghisleri, Mannheimer o altri istituti di ricerca che apparecchiano sondaggi elettorali sentendo 500 persone (pur magari ben distribuite sul territorio). La ricerca di Artribune è andata oltre: oltre 850 voti che mettono da parte ogni critica di attendibilità. È con ogni probabilità vero, insomma, che il mondo dell’arte voti esattamente – vista l’ampiezza […]

Roma, il Parlamento
Roma, il Parlamento

Altro che Ghisleri, Mannheimer o altri istituti di ricerca che apparecchiano sondaggi elettorali sentendo 500 persone (pur magari ben distribuite sul territorio). La ricerca di Artribune è andata oltre: oltre 850 voti che mettono da parte ogni critica di attendibilità. È con ogni probabilità vero, insomma, che il mondo dell’arte voti esattamente – vista l’ampiezza del campione – come da risultati del nostro sondaggio che è stato online, a disposizione di tutti, nelle ultime settimane.
E allora vediamoli, questi risultati, per certi versi aspettati, per altri clamorosi. Primo partito? Anche nel mondo dell’arte, come con ogni probabilità a livello nazionale, si conferma il Partito Democratico di Pier Luigi Bersani. Con una particolarità: gli elettori artistici gli confermerebbero il primato su dei livelli più bassi rispetto a quella che potrebbe – stando ai sondaggi “ufficiali” – essere la media nazionale. Se il PD prenderà verosimilmente un 29% in Italia, nell’entourage artistico si fermerebbe ad un più contenuto 27%. Secondo partito, con una percentuale monstre, il Movimento 5 Stelle si attesta al 23% senza che questo ci sorprenda più di tanto vista la tendenza all’indignismo, al complottismo, alla dietrologia ed alla critica distruttiva di tanti ambiti del mondo dell’arte. Prima del partito del non voto (accreditato di un 9% presumibilmente molto molto sotto la media nazionale, ma in questo caso – a differenza delle elezioni reali – la percentuale è andata a erodere tutte le altre essendo conteggiata come se fosse un partito), prima del “non voto”, dicevamo, si piazza Sel, con un elevatissimo 11% che probabilmente risulterà quasi il triplo della media nazionale che uscirà dalle urne lunedì pomeriggio. Sorprendente la percentuale di Fermare il Declino: un bell’8% che ne fa il quarto partito del mondo dell’arte, un risultato che ci conforta – allora qualche persona raziocinante nel mondo dell’arte c’è! – visti i programmi oggettivamente di alta qualità del movimento, che negli ultimi giorni però si è irrimediabilmente suicidato in seguito alle vicende del leader Oscar Giannino.
Torna il voto di protesta (o di sinistra estrema) con l’eccellente risultato di Rivoluzione Civile: un 7% sul quale Ingroia, De Magistris, Di Pietro e la triste macchina da guerra dei trombati del 2008 metterebbero volentieri una firma. Anche qui grandi discrepanze con il mondo reale: artisti, critici, curatori, collezionisti e appassionati premiano il movimento con un risultato che sarà verosimilmente il doppio di quello che effettivamente verrà conteggiato dalle urne. Sarà merito del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo che l’ex pubblico ministero di Palermo ha piazzato nel simbolo?
Secondo (o terzo?) partito nella vita reale, occorre invece scendere alla sesta posizione per trovare le preferenze del PdL. La percentuale di coloro che barreranno il simbolo di Berlusconi, Cicchitto, Gasparri e Santanché (non fate così, continuate a leggere!) si ferma al 5% – addirittura un quarto di quanto realmente risulterà – che, addizionato al 2% scarso della Lega Nord e a qualche spicciolo de La Destra che neppure abbiamo quotato (a tutto c’è un limite) relega l’intera coalizione di centrodestra a livelli infimi confermando la poca sintonia tra il mondo della creatività e la galassia berlusconiana. Al 5% (presumibilmente un bel po’ sotto la quota che poi sarà quella della media nazionale, ovvero tra l’8% e il 10%) si ferma la Scelta Civica di Mario Monti, mentre le altre componenti del raggruppamento centrista, ovvero Futuro e Libertà e UDC, si fermano a percentuali da prefisso telefonico. Tutte le ulteriori riflessioni le lasciamo ai nostri lettori e al commentario qui sotto…

  • Lega Nerd

    Il due per cento per la Lega??? E chi sono sti pazzi???

  • Ipson de Boccon

    Giannino all’8% stranissimo!!!

    • laura

      …i fighini dell’arte votano Giannino…il cui unico obbiettivo è abbinare calzini e cravatta ahahahahah

  • Altea

    “confermando la poca sintonia tra il mondo della creatività e la galassia berlusconiana. ”

    La creatività é esclusiva della sinistra? Ma chi lo dice?

    • Chi lo dice? Boh, l’articolo no…

      • Alt

        No ma infatti mi son spiegata male, volevo dire che non si può fare di tutt’erba un fascio. Se proprio allora meglio che il mondo della creatività non sia nemmeno in sintonia con la galassia Bersanese o Montiana.

        • Questo è un commento su un sondaggio. Detto kantianamente: l’essere, non il dover essere. I desiderata sono un altro sport (magari – anzi: senza dubbio – più avvincente)

          • Alt

            ?

        • mario conti

          L’osservazione di Altea è del tutto pertinente, e nello stesso tempo è di quelle che il tono dell’articolo sembrerebbe non ammettere, checché ne dica Giacomelli.
          Ed ha ancor più ragione, Altea, quando si chiede se, a questo punto, sia da Bersani che dobbiamo andare a cercare questa fantomatica creatività.
          Curioso cogliere tanto conformismo in una testata come questa. Ed è proprio quel genere di conformismo che ha tanto appiattito, alla lunga, la nostra bella eredità di eccellenza del cosiddetto prodotto intellettuale. Convertendola in un chiacchiericcio autoreferenziale e inconcludente.
          Se la creatività è libertà, il tono dell’articolo non lascia solo perplessa Altea, ma temo anche qualcun altro.

          • mario conti

            SPERO anche qualcun altro…

          • luigi

            credo che la creatività – per chi ha la fortuna di possederne – con le scelte di politica culturale c’entri poco. Mi pare che un cittadino interessato allo sviluppo dell’arte e della cultura dovrebbe scegliere le soluzioni politiche più credibili proposte in tale campo, ma evidentemente non è così fra gran parte dei creativi e la confusione regna sovrana, anche in questo scambio di opinioni fra Altea, Mario Conti e altri. Guardatevi il programma di Grillo e vi accoregerete che il merito delle proposte sulla cultura non dovrebbe meritare quella percentuale che gli è assegnata dal sondaggio

          • Tento di spiegarmi meglio: l’articolo commenta un sondaggio. Chi risponde al sondaggio fa parte del mondo della creatività (perdonate la sintesi). Il PDL ha preso pochi voti. Ergo, in un sillogismo proprio facile facile, il mondo della creatività non ama il PDL. Poi si può ragionare per 2mila commenti, vivaddio, ma non è “colpa” dell’articolo se il PDL ha preso i suddetti pochi voti. Sarebbe come prendersela con Mannheimer se non vince il proprio candidato. Spero di essermi finalmente spiegato

  • Senza (forse) volerlo verrebbe fuori che la redazione di Artribune è per Fermare il declino!?

    • Alessia

      Ma qualcuno conosce per caso il programma di FARE? E’ l’unico partito veramente liberale, senza questo non c’è altro … ci sono le balle di berlusconi e il sadomasochiscmo della sinistra. Giannino sarà un pupazzo, pinocchio, ma il programma resta ed è il migliore. Qualcuno sente parlare Bersani invece? ‘Per noi la prima cosa è il lavoro, agevoleremo i pensionati i dipendenti i lavoratori e le aziende in modo selettivo solo se danno lavoro’ . Vi sembra una economia basata sulle idee? ma premiasse le aziene per la novità, il rischio, l’idea. Perché uno secondo questo principio comincia un’attività con il fine di dare lavoro. E l’avete sentita la metafora: Faremo una bella lenzuolata di regole!
      Mah! Lasciando perdere i vari pettegolezzi di campagnia elettorale, basta sentire quello che dicono e propongono. La cultura non è propriamente appannaggio di destra e sinistra ma solo di un sistema che la favorisce.

      • luigi

        resta il fatto che non mi sembra tu conosca i programmi sulla cultura, probabilmente è troppo faticoso leggerli quindi preferisci ritrarti dieto formule sado-maso

  • Celluno

    Come dice l’articolo il programma di Fermare il Declino è oggettivamente il più qualitativo! Ci vuole poco tra l’altro

  • luigi

    in generale mi sembra che il sondaggio confermi una tendenza che si insedia nel mondo dell’arte contemporanea da diverso tempo: 1 – c’è un’area di sinistra che si conferma; 2 – un’altra protestataria che si muove indipendentemente dai programmi politico culturali e che si sente confortata dall’appartenere a chi urla di più; 3 – un’area liberale alla ricerca da tempo di un riferimento, semmai minoritario, e con ciò sentendosi più libera. Ciò che manca nel mondo della cultura e dell’arte è la consapevolezza di doversi organizzare per esprimere una propria soggettività politico-culturale, diventare così un segmento maturo della società in grado di analizzare, proporre e battersi per ottenere ascolto e risultati

    • Non male, anzi più che convincente, la sintesi di Luigi.

      I miei complimenti.
      A,C, Ambesi

    • Alessia

      che vaghezza

      • luigi

        Alessia, scrivo non per convincere ma per capire e ragionare, perchè scrivi: Che vaghezza? Visto che tu sostieni una proposta politica, e come vedi non ho polemizzato sulle vicende del suo capolista e candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ti ho chiesto quale è il programma di quella lista – del tutto dignitosa come premesse generali – sui temi della politica culturale. Ti sembra così vago? Siccome mi interessa ragionare perché questo paese ha bisogno di pensieri lunghi, mi piacerebbe conoscere meglio il tuo pensiero. E se vuoi conoscere meglio il mio – oltre la vaghezza che mi imputi – ponimi dei problemi o degli interrogativi. E non sto scherzando, anche perché io sto lavorando alla costruzione di organizzazione rivolta al mondo della cultura e dell’arte perchè si dia una propria rappresentatività sociale (che non si gnifica un partito) oltre le divisioni consuete che l’arte e la cultura hanno saputo produrre

    • Alfonso Miceli

      Quando sento parlAre di soggettività capisco che siamo al vecchio marxismo leninismo con una rispolverata di Tony Negri. Cose ormai sorpassate anche in Cina, dato che vengono qui a studiare il sistema della piccola impresa italiana che produce benessere diffuso. A chi piace leggere consiglio di approfondire come funziona davvero un libero mercato, e come questa libertà favorisce molto di più anche l’arte e gli artisti. L’Italia è un paese di gente creativa, non solo nell’arte, ma nella produzione visiva, comunicazione, scrittura. Abbiamo avuto registi, artisti e scrittori apprezzati in tutto il mondo. Ora queste persone saranno costrette, come partite IVA, a pagare il Cuneo fiscale più alto nel paese con le tasse più alte, grazie all’aumento al 33% dei contributi INPS sottoscritto dalla Fornero e voluto dalla CGIL, con un duopolio della cultura e dei media voluto anche dalla Sinistra che non ha fatto nulla contro il conflitto di interesse. Così si è bloccata la creatività e la cultura e si gettano fuori mercato quelli che ancora vogliono lavorare nella produzione culturale. La sinistra dimostra nei fatti che non crede nel terziario e nelle idee, ma solo nella fabbrica. Andate a vedere come funziona il mercato dell’arte e della cultura in paesi più liberali, andate a vedere se gli artisti sono assoggettati all’iva o se devono pagare le tasse come chiunque abbia un’attività,continuativa. Altro che costruzione di soggettività, son trent’anni che sento ste cose e non hanno mai funzionato…

      • Savino Marseglia

        Governare una nazione corrotta come l’Italia non è un’impresa facile.Per la casta politica e quella culturale asservita ad essa…, governare non è un lavoro, E’ solo un’occupazione divertente e appetitosa (visto i lauti stipendi). Coloro che con il loro lavoro producono ricchezza, arte, abitazioni, cibo vesti, .questi sono i lavoratori, i veri produttori.,

        • Alessia

          Savino eravamo già oltre, scusa non dici niente che non si sa. Fate le cose semplici

          • SAVINO MARSEGLIA

            Alessia, il nostro Paese è fallito! Niente di ciò che riguarda la politica, l’arte e la cultura dev’e essere più approssimativo. Qualunque sia la responsabiltà della classe dirigente politica, culturale, dobbiamo prendere l’abitudine di non limitarci solo a criticarla, ma di fermarla presto, prima che questa causi ulteriori danni. In Italia chi va avanti non è quasi mai il più bravo e competente, ma il migiore è spesso un lecca culo.

            La casta politica e quella culturale preferisce gente mediocre e tende ad allontanare ed emarginare quelli che dimostrano talento e carattere. Piace la superficialità, diciamo il pensiero debole! Preferisce dirigenti mediocri, servili , molluschi e paraculi. Nessuno di noi può fare alcunchè di notevole finchè c’è un sistema dell’arte impatanato, bloccato e colluso con il potere dominate.

            Ed è per questo che chi non condanna questa classe dirigente culturale non fa del bene all’arte e alla cultura, ma si rende complice di chi fa male, perchè non facendo nulla che controbilanci il male, lascia a questa il campo libero e li conduce a convincersi che, non essendoci quasi nessuno a fermarli e a far diga, possono diventare pressochè onnipotenti. Il che fa aumentare la loro arroganza, la loro sfra d’azione e anche la loro impunità.

      • luigi

        Alfonso mi sembra che tu presupponga troppo con così poco che ho espresso, il marxismo leninismo e Tony Negri sono così distanti che non capisco da dove li puoi tirare fuori. Il marxiamo leninismo non prevedeva che il mondo della cultura si desse una soggettività autonoma come comparto della società e Tohy Negri è pulviscolo rispetto a questo ragionamento. Non mi interessa ora ragionare in così brevi testi di questioni che meriterebbero un maggior spazio di approfondimento, piuttosto ho la sensazione che anche le cose che tu dici siano vicine a molte delle cose che penso io e per la realizzazione delle quali sto lavoranto alla messa a punto di una associazione dell’arte e della cultura italiana per definire un progetto comune da presentare alle istituzioni al governo alla società perchè si faccia un passo in avanti con il contributo del mondo degli artidti, dei registi, dei produttori, ecc. Se ti interessa puoi scrivermi, questo è l’indirizzo [email protected]

        • SAVINO MARSEGLIA

          Programma dei partiti per il salvataggio degli artisti addomesticatI al potere della casta politica!

          Ammazzare gli artisti vecchi da piccini, così non hanno bisogno di sovvenzioni e pensione.
          Detassare la produzione di feticci musealizzati !

          Liberalizzare la miseria dell’artista, in modo che ogni artista possa essere un povero come gli pare!

          Produrre meno feticci d’arte e risparmiare sui materiali…, così la casta politica non metterà tasse aggiuntive!

          Ridurre l’aria ai dirigenti di musei-mausolei, così il governo non dovrà mettere altro ossigeno per farli respirare!

          Mandare tutti gli artisi addomesticati nello stagno dell’arte su Marte, così non rompono più le palle a nessuno!

          Se questo programma non vi piace, consultate la ricca casta politica che può piangere con voi!

          Ma siete ubriachi a dire che questo sondaggio di quattro gatti serva a salvare l’artista?

  • Lorenzo MarrAas

    ARTRIBUNE ma è troppo chiederVi di pensare con la Vostra TESTA e non con i profili che gira no nel resto della STAMPA ?

    essu’, alla buonora, adesso Vi sovrapponete al P.D. dai , Vi ho sempre considerato persone con del sale in zucca ma rischiate di farmi ricredere.

    • luigi

      come mai gent.mo Lorenzo Marras non riesci ha formulare un pensiero che vada oltre la battuta, oppure all’augurarti che questo paese sia governato da dilettanti allo sbaraglio? Come mai una persona che sta sempre su questo giornale con le sue risposte non prende ion considerazione se il partito o la lista che sostiene propone una politica per la cultura e l’arte? Sei così sicuro di avere “sale in zucca”?

      • Lorenzo MarrAas

        Guarda , francamente del PENSIERO a cui tu invano fai il florilegio francamente me ne SBATTO.
        E te lo dico con tutta la bonarieta’ che riesco a racimolare quando mi trovo di fronte domande cosi’ , lascia che ti dica, CRETINE come la tua.
        Vatti a compitare , leggere quello che ho scritto ad ARTRIBUNE e ri-vatti a leggere le “delicate” frasi con cui la medesima ci designa allorquando traccia un identikit di coloro che compongono l’aggregato del fantomatico 23% DI ARTISTI.

        SALE in zucca NON ne ho, va bene ? MAI VOLUTO , NON HO OBBLIGHI , mi posso permettere anche di farne a meno ma Vai tranquillo che so leggere dietro alle frasi piu’ in apparenza… A P P A R E N Z A neutrali.

        • luigi

          sono finiti i dubbi sei incapace di confronterti con argomenti, come è tipico degli arroganti e cretini

          • Lorenzo Marras

            si si si , bla bla bla , guarda rispetto a te che sei ragionevole, corretto, bravo, intelligente e chi piu’ ne ha piu’ ne metta mi arrogo il diritto di stare in mezzo ad arroganti e cretini giusto per non avere la tua compagnia e sopratutto non doverti sopportare.

    • luigi

      scusa l’errore dela a con l’h, imperdonabile, ma l’ho battuta mentre pensavo di scrivere un’altra cosa, ma so che tu sei un generoso e mi perdonerai senza meno

    • Ti invito a leggere il commento che ho postato un poco più in alto. Questo è un commento a un sondaggiooooooooooooo! Ogni tanto mi pare di parlare a dei bambini di 2 anni con deficit d’attenzione

      • luigi

        spero che tu non ti riferisca ai miei ripetuti interventi – a proposito dei “bambini dei 2 anni” (magari!!!) -. Comunque, visto che inviti a leggere quanto hai postato “più avanti” ti dico se rileggi il tuo commento al sondaggio, ti accorgerai che emergono tue preferenze politiche che vanno oltre il puro commento del fatto (cosa che non mi scandalizza affatto tanto che non vi ho riservato alcun appunto). Piuttosto, probabilmente ti sfugge una questione che anche la redazione dovrebbe prendere in considerazione: il tuo commento ha mosso l’interesse di una parte dei lettori verso un tema: QUALE POLITICA CULTURALE (E ANCHE OLTRE) SI DOVREBBE SEGUIRE PER AVVIARE SULLA STRADA GIUSTA LO SVILUPPO DELLA CULTURA E DELL’ARTE?. Tutto ciò mi sembra molto interessante per il giornale

        • mi rivolgevo a marras.
          quanto alle “mie” preferenze e al “mio” commento del sondaggio: se ti riferisci all’articolo, è a firma della redazione, quindi non esprime preferenze politiche particolari, visto che in redazione ne abbiamo di ben diverse
          io ad esempio sono un astensionista convinto poiché ritengo che il meccanismo della delega, per come è strutturato nella maggior parte delle “democrazie” parlamentari, leda inevitabilmente il concetto di rappresentanza.

          • Lorenzo Marras

            Giacomelli ho espresso il mio “pensiero” proprio su quel commento intorno al 23% . NON al 23% in se, che, …che so essere un dato nudo e crudo .

            Vada pure la sua espressione di “BAMBINI DI DUE ANNI” si tranquillizzi , E’ UN GRADITO COMPLIMENTO.

          • luigi

            purtroppo a scegliere anche il tuo futuro è qualcuno, e credo sia autolesionista dimenticare che la democrazia è il sistema meno imperfetto, senza questa democrazia, che viene dai principi messi in moto dalla rivoluzione francese – come sistema della rappersentanza – ci sono solo oligarchie che si autonominano. Comunque basta che dopo non ci si lamenti del risultato e delle conseguenze (peccato che siano per tutti, anche per me)

          • Guarda Luigi, le ragioni dell’astensionismo sono un tantino più complesse e in quanto tali non sono così agilmente “smontabili” con questo genere di argomentazione – perdonami la franchezza – da politologo da bar sport. La democrazia di cui mi pare tu parli è quella in cui votavano solo i maschi adulti istruiti, ovvero la borghesia, che era una oligarchia fatta e finita. Idem se i tuoi riferimenti vanno alla Grecia antica. Idem se vanno a oggi, dove – giusto per aggiungere un po’ di carne al fuoco – non votano gli immigrati (quelli che ci pagheranno la pensione) e nella sostanza non votano ampie fette di popolazione, se per voto si intende una scelta consapevole appena un gradino sopra lo zero (esempio: fatti un giro domani in un ospizio a caso e chiedi in che forma hanno votato gli “ospiti”. Esempio non casuale, visti i numeri di coloro i quali vivono e sempre più vivranno in quel genere di strutture). Potrei andare avanti parecchio, ma sono solo esempi. Poi potremmo passare all’argomentazione meno empirica e più interessante, di carattere politologico e filosofico, ma non mi pare questa la sede adatta. Intanto il sistema meno imperfetto che ci sia sta dando come risultato l’ingovernabilità, che sarà presumibilmente “risolta” con qualche abile inciucio, per usare un termine democratico. Eccome se mi lamento!

    • SAVINO MARSEGLIA

      Caro Lorenzo, forse ancora non si rendono conto che questo sondaggio non è più di moda neanche all’interno della casta politica e figuriamoci alla casta dell’arte addomesticata al governo di turno….

      • Per quale ragione i sondaggi non sarebbero più di moda? E’ una domanda non retorica, mi interessa veramente la tua opinione.

        • SAVINO MARSEGLIA

          Caro E, Giacomelli, la tua domanda non è retorica! E’ semplice: i sondaggi, sono eseguiti con metodo poco attendibile sul piano scientifico! E’ un modo superficiale di esaminare l’orientamento di piccoli gruppi di persone o campioni di persone. I risultati, spesso inciampano in previsioni errate o esagerate….

  • Alessia

    appunto, abbiamo questi margini di confronto, sfruttiamoli!

  • luigi

    sono disposto come vedi a proseguire anche su questi strumenti che ci sono messi a disposizione – vedi sopra in risposta a una tua controdeduzione – ma siccome vorrei ragionare in modo più disteso è per questo che chiedo di usare anche altri canali, comprese le possibilità di incontri collettivi con la presenza fisica di più soggetti

  • “io ad esempio sono un astensionista convinto poiché ritengo che il meccanismo della delega, per come è strutturato nella maggior parte delle “democrazie” parlamentari, leda inevitabilmente il concetto di rappresentanza.”
    Bene! Ergo, secondo il tuo pensiero, occorrerebbe mutare radicalmente il meccanismo della delega o addirittura il sistema parlamentare.
    Due sole domande:
    1) come?
    2) se la maggioranza la pensasse come te e si astenesse, a chi verrebbe affidato il compito di disegnare e promulgare come legge il nuovo meccanismo o sidtema, aglii eletti di coloro che, essendo andati a votare, la pensano in maniera differente?
    Per evitare inutili malintesi: la mia non è critica o polemica, sono realmente molto interessato a capire il pensiero e le strategie dell’astensionismo!

  • Altea

    Liberté, Égalité, Fraternité! Viva la rivoluzione. Ma per favore, anche la democrazia come forma di governo ha i suoi lati oscuri, negativissimi. Se non apriamo gli occhi ci instaureranno un nuovo regime del terrore.

    http://news-notizie.wineuropa.it/notizie/3-notizie-dal-mondo/18-attualit%C3%A0/161677-Libert-sfregiata-col-pennarello-E-il-quadro-simbolo-della-Francia.html

    Poco tempo fa “una pazza” sfregiò il quadro simbolo della rivoluzione? francese, mi é sembrato interessante come gesto (probabilmente se lo lasciavano sfregiato con quella scritta sarebbe stata una delle opere d’arte più interessanti degli ultimi anni)… meditare, revisionare. Dasvidaniya.

  • Altea

    Scusa ancora Giacomelli ma il tuo tentativo di sintesi (come se i lettori non avessero capito l’articolo) sembra una giustificazione patetica, dico questo in tono pacato e da persona che ragiona con la propria testa.

    Quotando in pieno Mario Conti, penso che in alcuni commenti (nel riassunto di un sondaggio) La Redazione si sia sbilanciata un po’ troppo e ciò indubbiamente ha portato ad una discussione interessante ma proprio perché ci sono state persone che hanno postato idee opposte espresse direttamente.

    Ora se queste idee vengono continuamente insultate, chiamate “discorsi da bar” “sport”, solo per difendere qualcosa, beh francamente questo mi preoccupa ancora di più di come mi preoccupava il tono dell’articolo.