Florens Updates: dalla croce di Mimmo Paladino ai tre capolavori di Brunelleschi, Donatello e Michelangelo. Nel Battistero di Firenze un’ostensione storica. In esclusiva mondiale

Per la prima volta nella storia, i capolavori dei tre grandi maestri del Rinascimento saranno visibili in contemporanea nello stesso luogo. L’occasione è breve e straordinaria, perché già domenica 11 novembre, con la conclusione di Florens 2012, i due crocifissi lignei di Filippo Brunelleschi e Donatello, accompagnati da quello che il giovane Michelangelo Buonarroti realizzò […]

Per la prima volta nella storia, i capolavori dei tre grandi maestri del Rinascimento saranno visibili in contemporanea nello stesso luogo. L’occasione è breve e straordinaria, perché già domenica 11 novembre, con la conclusione di Florens 2012, i due crocifissi lignei di Filippo Brunelleschi e Donatello, accompagnati da quello che il giovane Michelangelo Buonarroti realizzò per Santo Spirito, lasceranno l’eccezionale collocazione all’interno del Battistero fiorentino.
Come per la grande croce di Mimmo Paladino, l’ostensione dei tre crocifissi riconferma la centralità di questo simbolo nella nuova edizione di Florens. Simbolo religioso, prima di tutto, ma anche culturale. Perché se alla comune “esposizione” è stata preferita una religiosa “ostensione” (con tanto di cerimonia liturgica), il richiamo all’anniversario della visione di Costantino (sottolineato dall’accostamento con il grande mosaico del Cristo di fronte)­ ricorda una storia di solidarietà umana e di libertà interiore, al di là di ogni vincolo dogmatico. Indirizzi programmatici, questi, che vorranno trovare nella dieci giorni di incontri ed eventi la loro pratica realizzazione. Come sempre, Artribune la seguirà per voi.­­­

– Simone Rebora­­

www.fondazioneflorens.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.