Verona Updates: strani bagliori da una finestra, a Piazza delle Erbe. Un incendio? No, sono Romeo e Giulietta “riscritti” da Stefano Cagol. Che intanto prepara un progetto speciale per Milano…

Ne parlavamo in una news uscita qualche ora fa: nell’off-ArtVerona, quest’anno fra tante e tante iniziative c’è spazio anche per monumentali videoinstallazioni. Tony Oursler sceglie Piazza Bra, sullo sfondo dell’Arena, mentre ad affiancarlo c’è l’italianissimo – anche se sempre in giro per il mondo – Stefano Cagol, che gioca con il mito intramontabile e veronesissimo […]

Ne parlavamo in una news uscita qualche ora fa: nell’off-ArtVerona, quest’anno fra tante e tante iniziative c’è spazio anche per monumentali videoinstallazioni. Tony Oursler sceglie Piazza Bra, sullo sfondo dell’Arena, mentre ad affiancarlo c’è l’italianissimo – anche se sempre in giro per il mondo – Stefano Cagol, che gioca con il mito intramontabile e veronesissimo di Romeo e Giulietta. Rileggendo in codice Morse con la sola luce – nell’ambito di Guardiamoci intorno, iniziativa di Verona Contemporanea – le parole scambiate tra i due amanti: è l’installazione site-specific A Love Affair (Dialogue of Light), pensata per la Torre della Cappella, la Torre Mozza di età medioevale nella centralissima Piazza delle Erbe a Verona.
Bagliori pulsanti si irradiano attraverso le finestre dall’alto della torre – vedi le immagini della gallery -, luci proiettano nello spazio e sugli edifici circostanti le parole dei due innamorati tradotte nel codice Morse, un linguaggio al tempo stesso universale e segreto. Una curiosità: alcuni passanti allarmati – e un pochino sprovveduti – hanno scambiato i bagliori per un incendio, chiamando i vigili, tanto che l’artista ha scelto di spegnere l’installazione da mezzanotte alle 7. Forse per lasciare un po’ di intimità anche a Romeo e Giulietta… Intanto Cagol anticipa ad Artribune un progetto speciale a cui sta lavorando a Milano: Altri miti pronti ad essere rivisitati?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.