Muore Amedeo Lia. A 99 anni se ne va uno dei più grandi collezionisti d’arte italiani. La Spezia lo ricorderà anche grazie al museo che egli stesso istituì. Donando tutto alla sua città

“I mercanti dovevano tenere in grande considerazione Lia, se tra le mille opere che abbiamo passato in rassegna non c’è neppure un falso“. Con questa battuta, sfuggitali scherzosamente, Federico Zeri commentava nel 1996 l’apertura del “Museo Amedeo Lia” della Spezia, presso la il secentesco complesso conventuale dei frati minimi di San Francesco di Paola. Un […]

Amedeo Lia

I mercanti dovevano tenere in grande considerazione Lia, se tra le mille opere che abbiamo passato in rassegna non c’è neppure un falso“. Con questa battuta, sfuggitali scherzosamente, Federico Zeri commentava nel 1996 l’apertura del “Museo Amedeo Lia” della Spezia, presso la il secentesco complesso conventuale dei frati minimi di San Francesco di Paola. Un Museo che custodiva l’enorme corpus appartenente al grande collezionista di origini pugliesi, considerato dallo stesso Zeri il più importante per in Italia per i dipinti tra Duecento e Quattrocento.
Amedelo Lia è scomparso la sera di giovedì 6 settembre all’età di 99 anni. Aveva donato il suo straordinaria tesoro al Comune di la Spezia, città in cui si trasferì con la moglie Arella Moretti – più giovane di 22 anni – nel 1949. Erano per l’esattezza quasi 1200 le opere acquistate nel corso della sua vita e poi offerte all’amata città d’adozione, che, grazie alla preziossima donazione, ebbe così il suo “Museo Civico di arte antica, medioevale e moderna”, intitolato all’illustre cittadino. Assolutamente eterogenea è infatti la raccolta: arti applicate e arti visive, tra dipinti, miniature, sculture in bronzo, rame, avorio, legno, vetri, maioliche, sculture e manufatti d’arte, che documentano l’evoluzione del gusto e della cultura artistica in Italia e in Europa, attraverso i secoli. Dall’epoca classica al tardo antico, dal Medioevo al XVIII secolo, un arco temporale vestissimo per una varietà di capolavori o di oggetti preziosi davvero significativa.
Lia era un ingegnere ex ufficiale della Marina; nato a Presicce, in provincia di Lecce, fondò nella cittadina ligure l’azienda Ifen (Industria Forniture Elettriche Navali). La sua grane passione per il bello lo accompagnò per tutta la vita, facendone uno dei più grandi collezionista italiani: d’arte innanzitutto, ma anche di automobili e motori.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.