Un po’ casa, un po’ galleria. Arriva il momento del debutto per il nuovo spazio barese Doppelgänger, ad Artribune lo raccontano i due promotori…

Si chiama Doppelgänger, che in tedesco sta per “sdoppiamento”. Perché è un po’ casa, un po’ galleria. Una galleria-abitazione piazzata nel cuore della Bari vecchia, un’ampia location di 500 metri quadrati all’interno dell’antico palazzo Verrone. Dello spazio vi abbiamo anticipato caratteristiche e qualche immagine già da un po’: ora arriva il momento del debutto, con la […]

Si chiama Doppelgänger, che in tedesco sta per “sdoppiamento”. Perché è un po’ casa, un po’ galleria. Una galleria-abitazione piazzata nel cuore della Bari vecchia, un’ampia location di 500 metri quadrati all’interno dell’antico palazzo Verrone. Dello spazio vi abbiamo anticipato caratteristiche e qualche immagine già da un po’: ora arriva il momento del debutto, con la personale di Giovanni Ozzola. E noi ne parliamo direttamente con i due giovani promotori, Antonella Spano e Michele Spinelli.

Perché aprire una galleria a Bari?
Perché non a Bari, la nostra terra? La città ha bisogno di ampliare la sua offerta culturale e uno degli obiettivi della galleria èdiventare un polo attrattivo. Intendiamo promuovere una ricerca trasversale nelle arti, creare contaminazioni, e questo sarà possibile anche grazie agli ampi spazi di Palazzo Verrone. La scelta di questo nome, esterofilo scioglilingua, fa ben intuire le nostre intenzioni. Tutto è giocato sulla dualità, due noi – così simili e così diversi – e duale l’attenzione rivolta sia alle arti figurative che alla sperimentazione della videoarte, dell’installazione e della performance. Inoltre, svilupperemo un programma di residenza per artisti e cureremo un progetto editoriale di soli libri d’artista.

Quali saranno gli artisti della scuderia?
Abbiamo preferito avviare una programmazione complessa piuttosto che iniziare con un certo numero di artisti. Dopo la mostra di Giovanni Ozzola, in ottobre ci sarà la presentazione di un progetto site specific di Silvia Giambrone, cui seguirà la personale di Gehard Demetz. Durante i mesi estivi entrerà nel vivo il programma di residenza Xenìa, dal greco antico ‘ospitalità’. Sarà nostro ospite Francesco Fonassi, il quale concluderà il suo periodo di residenza con una mostra che inaugureremo a febbraio. In autunno, invece, ci dedicheremo al progetto speciale di Lionel Rotshild con Giostrick and the Puzzle Family, che toccherà da vicino tutti i linguaggi dell’arte, dalla musica al teatro, dalla grafica alla performance.

E l’idea di Castaway Depot, la personale di Ozzola?
Qualche anno fa io, Antonella, ho conosciuto Giovanni e la sua ricerca in occasione di Arte Fiera a Bologna, e in parallelo Michele acquistava un suo lavoro, senza che io sapessi. La scoperta di questo interesse comune, e di molte altre coincidenze di questo genere, ci ha sorpresi e ha incuriosito anche Giovanni che, intanto, si è appassionato al nostro progetto. Per Ozzola è forte il desiderio di affrontare luoghi sconosciuti, di andare verso l’ignoto, di essere naufrago, tutte tappe di un viaggio consapevole. L’esplorazione è, infatti, il comune denominatore delle sue opere presenti in mostra. Navigare, esplorare, viaggiare, sono tutte azioni complesse per mezzo delle quali l’uomo, affrontando paure ancestrali, riesce a collocarsi nello spazio e nel tempo. La consapevolezza di questo cammino diventa mezzo per conoscere se stessi.

– Anna Saba Didonato

Inaugurazione: lunedì 4 giugno 2012 – ore 18.30
Via Verrone 8 – Bari
www.doppelgaenger.it


Articolo pubblicato su Artribune Magazine #7

  • alessandra scarpa

    un bel gesto di generosità da parte di ozzola nel presentare una grande installazione di becheri in una sua personale. bravo!