Capienza massima meno uno. Live da Roma e dal Maxxi, le prime immagini della “pervasiva” performance griffata Marzia Migliora

Occupare: poche parole come questa ricorrono in questo periodo storico, in particolare su questioni sociologico-strutturali, anche in ambito artistico. E poche volte, come in questa occasione, dell’occupazione si è data un’interpretazione fisica, plastica. L’occasione è la performance Capienza massima meno uno, con la quale Marzia Migliora raduna 1000 persone nella hall del Maxxi di Roma, […]

Occupare: poche parole come questa ricorrono in questo periodo storico, in particolare su questioni sociologico-strutturali, anche in ambito artistico. E poche volte, come in questa occasione, dell’occupazione si è data un’interpretazione fisica, plastica. L’occasione è la performance Capienza massima meno uno, con la quale Marzia Migliora raduna 1000 persone nella hall del Maxxi di Roma, “lavorando sul concetto di capienza massima, unità di misura della resistenza strutturale di uno spazio, messa in relazione con la resistenza fisica atta a far crollare un sistema”. Ne abbiamo già parlato, in occasione della call con la quale si ricercavano i “figuranti”: ora l’azione si è inaugurata, e in pieno stile Artribune, a poche ore vi giungono già le prime immagini…

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  • L’idea di stigmatizzare e definire in modo neutro l’azione di occupare mi sembra utile. Pero’ Marzia Migliora e’ una specie di cleptomane (dopo le citazioni di pasolini, la scritta del campo di concentramento e ora questo lavoro ripreso da Santiago Sierra) anche lei SMART relativism. Non viene definito un percorso, ma si procede a caso. Perché occupare? Non viene mai definito un metodo. Come se occupare contenitori fosse un modo per avere un contenuto.

  • forse è la via più facile di un’arte che non ha più identità perché costa coerenza e fatica, più facile saltare di palo in frasca adattandosi alle esigenze del momento…

  • giorgio luca

    Però anche tu Luca Rossì, Morsiani o come cavolo ti chiami, stai sempre a discettare sulle notizie degli artisti fighi parlandone più o meno male.

    Mai una volta che vedessi un tuo commento su di un artista non piazzato.

    Credo che anche su quell’altro genere di lavori ci sia molto da dire, visto che non sono ancora al top, si danno molto di più da fare e magari le loro opere sono molto più interessanti.
    ma tu, proprio come fa il sistema italiano, li ignori e ti interessi solo dei fighi.

    Psicologicamente parlando, ti senti figo o vorresti esserlo. In parole più semplici, caro Morsiani, parli male di questi perché vorresti essere al loro posto e godere della loro visibilità.

    • Gentile Giorgio Luca,

      gli chieda perchè non scrive più su Flash Art…..

    • ahahah, molto interessante: ma non ti accorgi che sei tu a definire migliora come “artista figo”??? Sei tu , non io, a creare categorie. Io parlo di tutti, vado a istinto. Ognuno vede quello che ha negli occhi. Esattamente come il paragone Morsiani-Rossi sembra rassicurare molti. Fate tutto voi. :)

  • spadoni

    ormai Marzia Migliora non sa più che pesci prendere. è vero..salta da una parte all’altra pur di posizionarsi, ma il problema è che ci sia chi le dà credito.
    questo lavoro è però uo tra i peggiori.
    e poi la Migliora che parla di occupazione è veramente ridicolo. come sempre cavalca un problema sociale che ovviamente no le appartiene e lo fa suo.
    poco credibile.

  • CoDa

    se proprio si voleva lavorare sull’occupazione, se ne sarebbe dovuta fare una vera al MAXXI con uno scarto (non è questo il “core sense” dell’arte?) rispetto alle altre occupazioni (occupy, macao…). Per esempio io avrei dato la possibilità a famiglie, single, gruppi di amici.. di “occupare”, passare una o più notti all’interno del museo chiuso per fare un’esperienza del luogo diversa dalla solita, quella diurna a museo aperto.
    E’ un’idea – forse banale – che mi è venuta in mente vedendo i post… critiche anche condivisibili, ma penso che sia necessario fare un passo in +, arrivare a proporre qualcosa di costruttivo. Se un lavoro non ci piace, provare a pensare come migliorarlo…
    Mi piacerebbe anche sentire l’opinione sull’esperienza vissuta da chi ha partecipato al lavoro di MM.

    • Tiziano Licata (Perturbatore acontemporaneo)

      La performance non restituisce il vero problema che è legato al ruolo di pretesto cui il pubblico è stato relegato dal sistema dell’arte contemporanea

      Non sarà così un’occupazione “numerica” o “simbolica” a mettere in discussione un sistema di potere museale e artistico che non ha fatto finora altro che approfondire la frattura con il pubblico fino a renderlo praticamente inutile se non, come dicevo un mero pretesto, ricevendo da parte del pubblico solo indifferenza e silenzio.

      Bisogna ripensare lo stesso sistema dell’arte contemporanea, le sue regole, i suoi feticci, i suoi limiti tra questi proprio il rapporto con il pubblico che è praticamente inesistente e restituire quel gioco delle parti artista, committenza, pubblico che da sempre ha caratterizzato l’arte…

      Un simile linguaggio, oltre a non essere nuovo, non ridimensiona il rapporto con il pubblico e tanto meno non è in grado di mettere in discussione attraverso la quantità il sistema dell’arte. Ciò che deve essere preso in considerazione è la qualità intesa come tipo di sistema che va rifiutata per poi essere cambiata ma al di fuori del sistema stesso.

      Del resto mi sembra di capire che per riempire i musei di arte contemporanea di gente è necessario ricorrere a simili performances viste quelle che sono generalmente in Italia le presenze annuali all’interno di queste torri eburnee dove si celebrano i riti del sistema officiati dalla benedizione di cicisbei curatori bla bla…

      Un’ idea credo simpatica di quello che è l’art system è quello che abbiamo elaborato nel gruppo DadaHearse di cui faccio parte e che vi consiglio di vedere in questo video:

      http://www.youtube.com/watch?v=n3rN0m6Qneo

  • letizia Zozi

    Io ho partecipato. E sono felice di averlo fatto. Ho sentito Marzia (che non conoscevo per niente) autentica e così anche i suoi collaboratori.
    E’ stata un’opportunità di condivisione, in cui non ci è stata richiesta una partecipazione passiva, ma ognuno ha potuto portare un suo contenuto..quindi un contenitore sì, ma di contenuti.
    Del palo e della frasca non mi interessa, credo che il terreno dell’arte sia la NECESSITA’.
    La novità, l’originalità mi somigliano troppo alle logiche di mercato, lasciamole lì e prendiamoci anche la libertà di ripetere, se necessario.
    Brutta figura per la Fondazione Maxxi: a performanca conclusa, non ci hanno nemmeno permesso di fare un giro gratuito nel museo, che implacabile ha chiuso alle 19 come sempre. Che spocchia!!! Letizia Zozi

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore di artisti-ombra).

    TRA CONTENITORE E CONTENUTO IL LINGUAGGIO SI FA GIOCO !

    Ciò che si è realizzato nella hall del maxxi è solo un “rito democratico”, diciamo una finzione, o meglio, un gioco fatuo di contenuti, mediante la ripetizione ossessiva di forme e di altri noti contenuti.

    Come se gli alacri spettatori giocassero a disquisire, con armi spuntate, di contenuti a mezzo di altri contenuti. Invece, è proprio il contenitore-museale, che giocava con loro.

    L’azione e il contenuto, bisognerebbe cercarli nei sentieri non ancora battuti da questo sistema dell’arte e del pensiero, sempre di più, addomesticato al potere e al sovrano di turno.

    Perché in ogni sentiero abbandonato è come scoprire un nuovo contenuto di una grande opera d’arte.

    Per convincersene basta esaminare il titolo di questa performance.

  • carla terni

    io c’ero. e sinceramente non capisco dove la signora zozi abbia sentito l’autenticità dell’artista che era interessata solo a far vedere che c’era riuscita a radunare un branco di caproni (me compresa) in un messaggio inesistente, poichè occupare è tutt’altro che questa performance. ci si appropria ormai troppo spesso di termini che non si conoscono fecendoli propri ma senza alcuna sensibilità. e poi bisognerebbe smetterla di considerare queste operazioni arte.

  • Casio

    Opera Vecchia gia in partenza :(

  • blu

    Ossimori e sostituzioni di senso, pescate in giro, elementare escamotage quando nulla sapiens…adesso ci manca solo “….non solo pane” o “non solo gelato” scritta col neon, magari appesa sopra la porta

    • vale

      ah aha ha si, come il panettiere di fronte al Maxxi : )

      • orsola

        Anche io c’ero, ha voluto cavalcare l’onda del Valle Occupato, il Valle è assolutamente una cosa seria, non saprei, forse lei sarà venuta una sola volta al Valle, se è venuta, l’artista?….quale era l’artista?….non c’era nessuna artista al Maxxi

  • Secondo me, una bella ammucchiata, sarebbe stata più divertente….(orgia)

  • Gioia

    Si, purtroppo pure io ero tra le caprone….arte di certo non e’ stata e poi che tristesse tutti li’ sdraiati : ( occupare e’ altro.

  • giordi

    anche io ero tra i caproni. e ora posso proprio dire che una cag… così non l’avevo mai vista. questa non è arte vorrei tanto che ci rendessimo conto della presa per i fondelli.

  • massimo

    comunque la Migliora è una bella ragazza; a me mi fa tanto sangue….

  • giordi

    mammamia che gusti che hai massimo. sembra una suora.

    • massimo

      l’ammetto,
      ho dei gusti un po’ deviati…

  • clizia

    …c’ero…tra le capre, o nel pollaio, o meglio ancora tra i “deportati”…ma cos’è che abbiamo fatto????…arte???…risposta:”ma faaatemi il piaceeere, và!!”…

    • Giulia

      Ma vi sembra normale soffermarvi sull’aspetto fisico di un’artista?
      Siamo proprio alla frutta. La prossima volta vi consiglio di portare le vostre menti illuminate ad un concorso di bellezza, allora si che forse leggeremo qualche commento pregnante.
      E’ giusto, anzi necessario, avanzare delle critiche ( se fossero intelligenti anche meglio, ma capisco che non si può richiedere tale sforzo a tutti).

      Mi sembra a dir poco assurdo scrivere che l’occupazione è un’altra cosa, è un commento privo di qualsiasi senso.
      L’arte per definizione non è realtà, e se essa ci porta a riflettere su situazioni reali, mi sembra già tanto
      Grazie che l’occupazione è un’altra cosa!!! Avete scoperto l’acqua calda!
      .
      Si è trattato infatti di una PERFORMANCE, un segno, uno spunto per pensare ad una situazione senz’altro più seria e critica.
      L’esperienza dell’Occupazione vera era presente in scena grazie agli attori del valle, che hanno preso parte alla performance, loro erano il segno tangibile di una situazione pulsante ed urgente. Se non l’hanno ritenuta offensiva loro, che l’occupazione la portano sulle spalle, non capisco chi altri possa ritenerla tale.

      Vorrei solo aggiungere che non vi rende caproni aver partecipato ad una performance, ma non aver avuto gli attributi per esporre le vostre opinioni direttamente all’artista che era lì. Troppo sforzo? troppo coraggio?
      Nessuno tocchi la possibilità e la libertà di esprimere opinioni sul lavoro di un artista, ma almeno metteteci la faccia!
      Altrimenti continuate a belare su artribune, che forse, va avanti proprio così.

  • pietro f

    giuia..sarai mica l’amichetta del cuore che prende le difese? sicuramente tu non hai preso parte all’evento altrimenti non potresti non renderti conto dell’inutilità che è stato. ma chi se ne frega della performance “occupazione” di Migliora?non è arte. punto. finiamola lì.

  • Giulia

    Ma chi sei tu?! Sicuramente un grande sapientone in grado di sentenziare anche su ciò che arte o non lo e’… Di certo io mi sono resa ben conto dell’inutilitá del tuo commento! Su una cosa hai ragione: finiamola qui ! Cari saluti

  • mario

    cara giulia mi sembra inappropriato l’attacco al commento di pietro in quanto lo ritieni inutile. lui ha ritenuto inutile il progetto della migliora e credo siamo tutti liberi di pensarlo se questo è il messaggio che ci è giunto. io c’ero e ti assicuro che è stato un momento di totale banalità per la crescita di un artista.