Canova e Thorvaldsen vincono anche i terremoti. Dopo 15 anni di chiusura, riapre il museo dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Qui tante immagini in anteprima

È fra le più antiche Accademie di Belle Arti italiane, fondata dal pittore Orazio Alfani e dall’architetto e matematico Raffaello Sozi nel 1573, come Accademia del Disegno, seconda solo a quella fiorentina (1562). E nei secoli l’Accademia Pietro Vannucci di Perugia – di questa si parla – è riuscita a raccogliere preziose e uniche raccolte […]

È fra le più antiche Accademie di Belle Arti italiane, fondata dal pittore Orazio Alfani e dall’architetto e matematico Raffaello Sozi nel 1573, come Accademia del Disegno, seconda solo a quella fiorentina (1562). E nei secoli l’Accademia Pietro Vannucci di Perugia – di questa si parla – è riuscita a raccogliere preziose e uniche raccolte d’arte, oggi ordinate in tre sezioni: Gipsoteca (galleria dei gessi), Galleria dei dipinti, Gabinetto dei disegni e delle stampe.
Un patrimonio che comprende circa 600 gessi, 430 dipinti, 12mila disegni e 6.300 incisioni. Fra i gessi, eccezionali per fattura e varietà, si distinguono il gigantesco Ercole Farnese, Il pugilatore Damòsseno, Amore e Psiche e Le Tre Grazie di Antonio Canova, copia originale donata dall’artista, Il Laocoonte e Il Pastorello di Bertel Thorvaldsen. Fra i dipinti spiccano Autoritratto con pappagallo di Mariano Guardabassi e quadri di Annibale Brugnoli, Domenico Bruschi, Armando Spadini, Mario Mafai, Alberto Burri, Gerardo Dottori.
Da quindici anni però, in coincidenza con il terremoto dell’autunno del 1997, il museo aveva subito una chiusura forzata, con lo sfollamento delle opere nei depositi e talvolta la momentanea esposizione in altre sedi. Ora, grazie all’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, le raccolte tornano visibili al pubblico, con un nuovo modernissimo allestimento nella sede dell’antico convento di San Francesco al Prato. Inaugurazione domani, sabato 30 giugno: ma per chi non ci sarà, c’è una ricca gallery qui sotto…

Massimo Mattioli

www.museoabaperugia.com

  • mario

    15 anni… che vergogna

    • Nichi58

      Mi scusi, glielo dico con pacatezza, ma lei lo sa perché sono dovuti passare 15 anni? È inutile scandalizzarsi sempre, è troppo facile. Cordialità

  • dust

    Gentile Nichi, anch’io trovo che 15 anni siano un’enormità, ma ammetto di essere disinformato sui motivi della “dilazione”. Per favore, potrebbe aiutare i lettori? Grazie

  • Giacomo

    Perchè in 15 anni ci hanno “campato” circa: 3 governi, 3 province, 3 amministrazioni comunali diverse (di media ogni 5 anni si rivotano) con il valzer di poltrone di consiglieri, amministratori, segretari, ecc.