Roma Updates: è Luca Pozzi il vincitore del Premio Fondazione Ettore Fico. Che a Roma Contemporary conferma la prossima apertura di un museo a Torino…

Poche parole, per una notizia doppiamente importante. La prima è l’affermazione di Luca Pozzi come vincitore del Premio Fondazione Ettore Fico, assegnato nell’ambito di Roma Contemporary. L’artista si è imposto con l’opera Dragon’s Wings, installazione – realizzata con alluminio mandorlato, magneti al neodimio, palline da tennis, palline da ping pong, ferro – esposta nello stand […]

Luca Pozzi - Dragon's Wings

Poche parole, per una notizia doppiamente importante. La prima è l’affermazione di Luca Pozzi come vincitore del Premio Fondazione Ettore Fico, assegnato nell’ambito di Roma Contemporary. L’artista si è imposto con l’opera Dragon’s Wings, installazione – realizzata con alluminio mandorlato, magneti al neodimio, palline da tennis, palline da ping pong, ferro – esposta nello stand della galleria Federico Luger di Milano, che si conferma mattatrice nei premi-in-fiera, dopo che con Django Hernandez aveva avuto il premio Rotary a MiArt. E si conferma pure che Artribune porta bene: Pozzi infatti ha collaborato con noi realizzando la cover dello speciale Galleria della Scala, pubblicato in gennaio, con un’opera poi presentata con successo proprio a MiArt.
Della giuria facevano parte Andrea Bruciati, Marco Pierini, Andrea Busto – direttore della Fondazione e del Museo Ettore Fico – ed il collezionista Renato Alpegiani. Ma si diceva della doppia valenza della news: l’opera premiata, assieme ad altre acquisite alla fiera romana ed alle precedenti premiate negli scorsi anni, andrà a far parte della collezione permanente del costruendo – se ne eera già parlato, ma ora c’è una conferma dell’intenzione di perfezionare il progetto – Museo Ettore Fico di Torino. Le altre opere acquisite a Roma Contemporary 2012 sono Shikumen’s Wall n° 8 di Dubravka Vidovic, No One Knows di Kensuke Koike e ratio 1, 46E09 di Michele Spanghero.

  • ares

    a cosa si sono ridotti ahinoi ! una volta questi premi li vincevano Arena, Biscotti, Trevisani , Tadiello possibile che in italia si è ormai ridotti a questa totale nullità nelle opere e nelle scelte ?

    • adolfo rever

      ah beh allora sì che cambiava tutto .

      • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte Sui Generis)

        Meglio farla finita con questi inutili ed arbitrari premi una volta per tutte! A me danno terribilmente fastidio.

    • cassiusclay

      ah perché arena fa cose interessanti? non lo sapevo…

  • ares

    si cambia, dato che chi per carriera chi per lavoro più che rispettabile, almeno portavano avanti un idea concreta ..

    • adolfo rever

      un’idea concreta tipo il dentro del fuori del dentro del cubo alchemico di grasso sciolto di giuliano ferrara sigillato in un barile? chi per carriera chi per lavoro non l’ho capita .

      • adolfo rever

        ps
        il cubo alchemico del grasso di giuliano ferrara sigillato in un barile è troppo avanti, l’ho scritta solo per ironizzare sulla volatinutilità inconcreta degli artisti che hai citato sopra .

      • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte Sui Generis)

        adesso cominci a piacermi…esci fuori dai tuoi schemi logici…l’arte non ha bisogno del filo logico dei luoghi comuni…

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte Sui Generis)

      ogni artista ha le sue idee: a me danno fastidio i brufoli sulle facce della giuria.

  • Io invece porrei l’attenzione sull’opera…le ali del drago. (??????)

    I magneti vanno inseriti nei materiali per creare un po’ di “magia”. Poi anche per fare vago riferimento a teorie scientifiche…poi palline da tennis e ping pong così un po’ a caso, il tutto ovviamente con al centro una specie di fusolieria a forma di ali….incredibile…perchè non le ali dell’aquila o del falco????

    Sarebbe interessante conoscere il prezzo. Non scrivo in termini polemici, ma vorrei capire le motivazioni e il valore dell’opera. Grazie

    A me sembra che ci si continui a prendere in giro vicendevolmente tanto per creare un’ atmosfera GLAM e continuare a rubacchiare più denari possibili a collezionisti illuminati soprattutto dall’iPhone.

    LR

    • ares

      tra le tantissime altre cose che si sarebbero potute dire…condivido in pieno queste note..

      • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte Sui Generis)

        Si! Sono le note scordate di un vecchio trombone dell’arte- con le sue idee superate che nessuno ascolta più.

    • adolfo rever

      esiste anche il semplice piacere estetico rossi, non c’è solo il blabla vacuo dei blog per fortuna . o sehgal che paga i maggiordomi per farti capire quanto è cool non lasciare traccia del suo blabla .

  • Piacere estetico? Benissimo. Certo facciamo scelte in continuazione. La forma diventa contenuto, le tue scarpe in questo momento ci dicono tutto di te….ma il punto è la scelta di quelle scarpe. E ti assicuro che le MACRO scelte politiche-sociali che tanto ci appassionano e che vorremo AGGIUSTARE (vedi Macao o Biennale di Berlino) dipendono da tante MICRO scelte…quindi premiare una scelta idiota è grave come lasciare una bomba davanti ad una scuola. Non si capisce che il MACRO è fatto da tanti MICRO, e che ognuno può agire più consapevolmente sul MICRO.

    • Cristiana Curti

      Perché, invece, ordinare pizze è “agire consapevolmente sul MICRO”?
      Spiegaci con parole tue, per cortesia, la differenza (ontologica ovvero di sostanza, non di contenuto né di forma, concetti che frequenti con troppi loop da copia-incolla) che passa fra l’ordinare pizze e Dragon’s Wings.
      Ma non offrirci il “se non lo capisci non devo essere io a dirtelo”, perché risposta non valida.

      P.S. e correggi il tiro, cortesemente, nelle frasi a dado che tendono alla sensazione come: “premiare una scelta idiota è grave come lasciare una bomba davanti ad una scuola”, perché questo – in nessun caso – ti è dato.

      • adolfo rever

        http://www.ebay.it/itm/NEU-Nike-Air-Max-Skyline-EU-SI-Herrenschuhe-Sneaker-/221020244357?pt=DE_Herrenschuhe&var=&hash=item79179e9ac9

        ora dimmi che favorisco lo schiavismo mi raccomando . immagino che per te una scelta non idiota equivalga a girare con le espadrillas . oppure potresti sempre chiedere alla nonni genitori foundation se ti compra delle ferragamo da 500 euro .

        • adolfo rever

          anzi fai gucci vs prada che ferragamo non è abbastanza fashion ironico e spigliato .

      • E invece cara cristiana penso che bisogna smetterla di scandalizzarci per eventi macro e iniziare a curare il nostro micro. Tanti micro mediocri creano un marco tragico.

        Ordinare le pizze o meno pone chiunque difronte ad una scelta: contribuire o no allo show? Determina un senso di attesa per qualcosa che arriva o non arriva: tutti aspettiamo che arrivi il nostro Macao a salvarci. L’arrivo della pizza implica un punto esterno, esattamente come lo spettatore che innesca o meno. Per due punti passa una linea: forse su quella linea si trova il centro dell’opera…esattamente come in questi giorni molti girano per Roma piu’ per fare aperitivo e sedursi che non per le opere.

        LR

        • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte Sui Generis)

          mangiare una pizza è come assaporare un premio d’arte!

        • Cristiana Curti

          Invece, caro (o cari?) whitehouse, continui a non spiegare perché – aldilà delle facili battute – ci dovrebbe essere una differenza (evidentemente per te a favore…) fra l’ “intenzione” da te espressa intorno all’ordinare pizze e l’ “intenzione artistica” espressa da Dragon’s Wings…
          Poiché tu “vedi solo quello che hai negli occhi” non consideri che anche per Luca Pozzi la propria opera potrebbe essere un “punto esterno, esattamente come lo spettatore che innesca o meno”?

          Se poi ti esprimessi in un italiano meno arrabattato, forse si capirebbe qualcosa in più.

          Attendo il paragone qualitativo, come da cortese richiesta.

      • Lorenzo Marras

        Cristiana cara, azzardo una spiegazione sulle pizze , alla buona si intende.
        A mio parere , Luca, usa le pizze come traslitterazione del detto “pesci in faccia”. Insomma le pizze sono sempre state l’emblema identitario insieme agli spaghetti di questo paese, un fatto identitario ecco o se preferisci leggere : niente di nuovo, siamo cosi’ e cosi’.
        Ordinando una pizza all’indirizzo della mostra e dunque un atto che in apparenza è una cortesia ma in realta’ è un puro atto di teppismo linguistico : ti prendo a pizze in faccia perche’ Voi siete come le pizze , o una cosa del genere.

        (Luche’ vienimi in aiuto e non fare scherzi)

  • Ognuno vede quello che ha negli occhi. Io vedo le pizze anche come l’innesco di un dialogo, di un momento conviviale, non necessariamente polemico. Il cibo gustoso come la pizza libera endorfine nel cervello, e forse questo aiuta la fruizione di certe mostre… :-)

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte Sui Generis)

      faccio il pizzaiolo ed oso dire che sono gustose. Ognuno ha i suoi gusti: a me piacciono quelle allo stuzzicadenti in carrozza.

    • Lorenzo Marras

      eddai Luca, anche la mia era una modalita’-atteggiamento con ambizioni strettamente conviviali. :-)

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’arte sui generis)

      tra una pizza, uno spaghetto, un bicchiere di vino e qualche nota di mandolino…comincerei a parlare d’altro e fare a meno della fruizione di feticci indigesti..Questo potrebbe essere un momento conviviale per dimenticare lo spread e il bund…come dice M. Monti.

  • Oltr’alpe

    Vedendo questa “opera concettuale” mi rendo ancora piu conto di quanto sia inutile costruire castelli di carta con discorsi vaghi sulla fisica , la scienza , il gioco delle palline. Il troppo intellettuale che proviene dalla “moda” di essere estremamente concettuali la trovo terribile . I discorsi sul dentro del vuoto del fuori del sotto del calcio del sopra avente l’artista che nons a neanch esprimere il rporpio concetto arrampicandosi sugli specchi la trovo come una grandissima presa per il culo. La “Cromophobia” sta dilagando e voi non vi rendete conto .
    ‎”il “senso” della vita perciò , non è qualcosa che si possa cogliere dall’esterno , facendone l’oggetto di una riflessione distaccata : attraverso l’esperienza estetica e metafisica che noi ci poniamo nel cuore delle cose e del loro divenire.” Bergson

  • Sono d’accordo con Oltr’alpe. E la pizza vuole proprio essere un aiuto, una droga, per avere maggiore lucidità. Come per le opere esterne alla fiera di Roma: sembrano fatte dal medesimo artista…ormai vige un conformismo rassicurante dove la differenza la fanno solo luoghi e relazioni che ospitano lo standard…

    E anche il caso di Pozzi non fa eccezione. E il gallerista Luger sta zitto, prende i soldi e scappa…e nessuno si rende conto che questo atteggiamento affossa tutto l’indotto e il mercato di dopodomani. Perchè la qualità e il valore nelle opere è DEFINIBILE. Si può facilmente tendere ad un ‘oggettività e su questo punto sto lavorando a progetti che metteranno in ginocchio queste strategie da presa in giro: “facciamo il premio,la short list di artisti e poi il vincitore…tanto per pompare ormoni artificiali al mercato”…non può più funzionare così…

    LR

    • Cristiana Curti

      Concordo con la stizza contro premi e premietti e anche su altre cose dette.
      Tuttavia ancora non rispondi (forse non vuoi o non saI) a quanto richiesto. Il fatto che un’opera di “arte concettuale” (perché, “ordinare una pizza” – soprattutto con ciò che intendi sia – non lo è?) sia così disamata (oggi) non mi dà il senso della tua critica nei confronti di Dragon’s Wings. Solo perché il “risultato” è fra le due operazioni diverso? L’arte contemporanea è solo “risultato”, “effetto generato” (spesso incontrollabile, non monitorabile)?
      Allora che differenza c’è fra la tua pizza e le ali del dragone?

      Non concordo infine con la tua opinione che la galleria Luger sia “prendi i soldi e scappa”. Ho visto opere e artisti molto buoni in passato (non “cromofobici”, anzi!) e anche recentemente e sono convinta che perlopiù faccia un ottimo lavoro.
      Forse dovresti cercare di circostanziare meglio e non generalizzare (dal MICRO al MACRO l’hai detto tu…), cosa di cui davvero non abbiamo bisogno.
      Non si predica in un modo e ci si conduce in un altro.

      • Cristiana Curti

        D.W. non è affatto un’opera concettuale, difatti.

        • cassiusclay

          no, è solo un’opera molto brutta…

  • Francesco

    Un altro museo a Torino…Sarebbe meglio investire sui musei già esistenti al fine di utilizzarli al meglio.

  • bagno di realtà

    Ma che è sto premio Fico ? Non ne ho mai sentito parlare.
    Non è che siamo arrivati a “un premio per ogni artista italiano”, così non scontentiamo nessuno :-)

  • rost

    premio per i “fichetti”

  • asdfg

    come siete noiosi, sopra tutti whitehouse.
    sei saccente come topolino, chissa’ quante te ne hanno suonate a scuola!
    beati loro.