La versione “cortese” di Macao? Sta a Brescia, è uno spazio nomade promosso da artisti per artisti. Si chiama motel b, e chiede spazi alla politica…

È un nuovo progetto promosso da artisti per altri artisti, che si propone come “incubatore di giovani energie e come alternativa costruttiva alla carenza di spazi per la promozione e la produzione di arte contemporanea”. Una Macao fra quattro mura, insomma, forse un po’ più “educata”. Che si presenta con una mostra/evento della durata di […]

Alessandro Nassiri Tabibzadeh

È un nuovo progetto promosso da artisti per altri artisti, che si propone come “incubatore di giovani energie e come alternativa costruttiva alla carenza di spazi per la promozione e la produzione di arte contemporanea”. Una Macao fra quattro mura, insomma, forse un po’ più “educata”. Che si presenta con una mostra/evento della durata di poche ore, nel corso della quale saranno raccolte firme a sostegno del progetto, e per chiedere all’amministrazione cittadina di poter utilizzare come sede uno dei tantissimi spazi sfitti, di sua proprietà, che si trovano in centro città e che sono lasciati all’abbandono da anni.
Città? Sì, siamo a Brescia, e l’entità – non parliamo di nuovo spazio espositivo – che sta dietro a tutto si chiama motel b, “un’entità nomade e senza fissa dimora con l’obbiettivo di poter ottenere una posizione stabile sul territorio”. Primo appuntamento dunque con 10 artisti, dotati di piena libertà di scelta sull’opera che ogni singolo ha scelto di portare. E si tratta di nomi anche noti, da Alessandro Quaranta a Alessandro Nassiri Tabibzadeh, Az.Namusn.Art, Curandi/Katz, Democracia, Enrico Squassina, IOCOSE, Salvatore Manzi, Tonylight, Valentina Maggi.

Inaugurazione: sabato 19 maggio 2012 – ore 19.00
Rua Sovera – Brescia
www.motelb.org

  • Questa ossessione per i contenitori è veramente significativa…quando basterebbe un parco o una piazza per avere un buon contenitore.

    Il vero problema sono i contenuti e le persone che dovrebbero fruire di questi contenuti. Sembra che la vittoria sia trovare uno spazio vuoto, possibilmente di qualcun’altro…tanto per creare qualche problema in più per ottenerlo.

    LR
    http://www.kremlino.blogspot.com

    • PROKENOTKIEV

      Con Manzoni, l’ ossesione dei contenitori dell’ arte, è stata risolta.
      Con la merda d’ artista.
      I parchi e le piazze, sono accessibili solo per artisti di regime, in quanto i permessi per opere stabili, sono soggetti al giudizio di una commissione o di uomini non sempre all’ altezza dei ministeri o degli assessorati alla cultura.(tranne rari casi)a qui appartengono.
      Il problema, come dici, sono i contenuti e le persone.
      Gli uni sono da curare, gli altri da connettere.
      Un impresa possibilissima.
      Trovare uno spazio vuoto, non è una vittoria, perchè non cè nessuna guerra.
      L’ arte non ha mai trovato benefici dalla guerra.
      Sul fatto che “sia” di qualcun’ altro, non è poi uno scandalo.. l’ opera di un artista è pur sempre di “qualcun’ altro”.
      Raramente rimane propietà dell’ artista.
      Il “problema” che poni lo si rolve semplicemente.
      Il collezzionista ha i soldi per impossessarsi dell’ arte.
      L’ artista non ha sempre i soldi per permettersi uno spazio.
      Sopratutto quando non esibisce per vendere ad un “centro commenrciale dell’ arte.
      Tela vuota=spazio vuoto.

  • Lorenzo Marras

    a me pare che cosi’ come Macao tutto cio’ che si pone come luogo “altro” ,( in cui le priorita’ non sono tanto quelle di “fare” “arte” o del “nuovo” come slogan banale che si rincorre spesso ) , si RECLAMIZZI nei modi piu’ rozzi.
    Sono operazioni completamente sbagliate sin dall’origine perche’ pressupongono in partenza una massa di docili coglioni che hanno bisogno di provare “sensazioni” nuove.
    Non c è incontro, non esiste “vero” incontro, tutto qui; qui c è il peggio della moda alla Bauhaus piu’ accattona.

    • …no Lorenzo proprio non ti capisco :
      “…le priorita’ non sono tanto quelle di “fare” “arte” o del “nuovo” . ”
      chi ti dice che non sono queste le priorità ? Da dove trai la tua convinzione e come l’argomenti?
      “…docili coglioni che hanno bisogno di provare “sensazioni” nuove.”
      e chi sarebbero, di grazia? forse i “…10 artisti, dotati di piena libertà di scelta sull’opera che ogni singolo ha scelto di portare” ? o coloro che andranno a vedere la mostra? Ma soprattutto perché secondo te sarebbero tali?
      “Non c è incontro, non esiste “vero” incontro, tutto qui”
      su che basi lo affermi? Come fai a predirlo visto che l’evento non e’ ancora avvenuto?

      O forse cogli solo l’occasione di questo progetto (per altro diversissimo, quasi opposto) per esprimere le tue critiche a Macao?
      Ma se anche cosi’ fosse, le mie domande resterebbero tutte, inalterate, tranne l’ultima che si modificherebbe cosi: “…. visto che l’evento e’ ancora in corso?”

      • MARSEGLIA SAVINO

        LA LIBERTA’ DELL’ARTISTA?

        Chiedere spazi all’amministrazione cittadina è una sottomissione degli artisti al potere politico. Stando così le cose, come possono sperare di cambiare questo sistema malato dell’arte e a definire il controllo politico-finanziario che c’è in esso? Un controllo politico-finanziario che è l’origine e la causa della maggior parte di ciò che affligge oggi l’arte e la libertà dell’artista. Non è un paradosso?

  • Elena Manzoni di Chiosca

    Secondo me, il sistema che aveva lanciato la “fondazione” Pippa Bacca, che purtroppo si è fermato con la prematura scomparsa della giovane artista, quello di ottenere da amici e sostenitori le case per brevi mostre a tema, talora oiccoli appartamenti dislocati vicini, che permettevano ai visitatori di visitarli tutti in breve tempo; talora spazi maggiori che venivano vitalizzati anche da “performances”, è il sistema giusto: fare tutto privatamente e, perciò stesso, più liberamente.

  • motel b

    Macao è un progetto che si può condividere oppure no ma se ora pensiamo che tutto sia Macao commettiamo un errore!!
    Dice bene Luciano quando scrive che i due progetti sono diversi tra loro e noi nemmeno ci vogliamo mettere in paragone con Macao che fa le sue scelte liberamente e che noi possiamo o meno condividere.
    Sicuramente facciamo le nostre scelte non in funzione di Macao (che sta a Milano) ma in funzione di una città ( Brescia) che vive su dinamiche ben diverse da quelle Milanesi.
    Le critiche poi noi le accettiamo (perchè aiutano a crescere), gli insulti invece li riamandiamo al mittente.

  • Lorenzo Marras

    Luciano leggiti il commento che precede questa mia. Scrivono di insulti .
    Ho espresso la mia opinione su cosa siano tutte queste “reclamizzate” iniziative di cui il nostro paese ed anche altrove vanno da tempo per le lunghe (anche troppo) e loro liquidano “INSULTI”.
    eppoi Luciano , la frase mia principale , che non comprendi é :

    “””” a me pare che cosi’ come Macao TUTTO cio’ che si pone come luogo “altro”…… SI RECLAMIZZI”””””
    quello che sta tra parentesi che tu sottoponi a dubbio, non è altro che una specificazione o una delucidazione a quel si RECLAMIZZI.
    Tradotto : si dice di “fare arte” si dice di “fare nuovo” si dice di fare “altro” ma in vero tutto cio’ si assorbe nel suo “proclama” che diviene a quel punto Unica “realta”. “””INCUBATORE DI NUOVE GIOVANI ENERGIE E COME ALTERNATIVA COSTRUTTIVA ALLA CARENZA DI SPAZI…ECC ECC ECC””
    e L’energia giovane è talmente tanta e sprigiona da ogni dove che è proprio necessario che essa cerchi un riconoscimento dalla “POLITICA” , cazz…. epperche’ mai il riconoscimento ? a che pro? se è energia non è necessario nessun riconoscimento altrimenti saremo di fronte ad impotenza… o no ? Luciano ..non è cosi’?

    Tanto per dire, dal momento che non sono nato ieri e di queste cose ne ho viste gia’ abbastanza , che quando si chiede un riconoscimento alla “”POLITICA” non lo si fa solo per una questione di buone maniere ma per tutto cio’ che ne consegue e di cui mi appello alla fantasia dei lettori di Artribune che certo non è deficitaria.

    Lucia’ guarda che non mi sono mai sognato di scrivere “VERITA”… perche’ non esistono.

    • motel b

      “una massa di docili coglioni”

      A noi questo pare un insulto bello e buono a noi e agli artisti che hanno deciso di partecipare…
      Evidentemente ti sei dimenticato di averlo acritto!!

      Tutto il resto che scrivi nel post a cui rispondiamo è il tuo punto di vista che noi semplicemente non condividiamo. Scrivi che chiediamo “riconoscimenti” alla politica!
      Non siamo in cerca di nessun riconoscimento, ma stiamo sollevando un problema riguardo alla miriade di posti inutilizzati che il nostro comune lascia cosi da anni e che secondo noi potrebbero rivivere grazie ad un progetto per l’arte contemporanea di cui tra l’altro si sente la necessità in questa città.
      Noi abbiamo un progetto e ci vorremmo sedere al tavolo con questa amministrazione per discuterlo. Come fare?? Noi siamo partiti cosi perchè abbiamo ritenuto fosse il modo più signifiativo per farlo!! Se tu non condividi per noi non ci sono problemi; solo se vuoi muovere critiche o aprire delle discussioni con noi e con chiunque altro, non ti puoi permettere di definirci una massa di dodici coglioni, oltretutto senza sappere nemmeno chi siamo.
      A questo si riferiva il nostro post sugli insulti.
      Poi ci domandiamo, cosi tanto per curiosità, quale sarebbe la tua strategia per far conoscere ad una città un nuovo progetto se non intendi, come dici tu “reclamizzarlo”.
      A noi sembra che l’unico strumento che abbiamo in mano sia la comunicazione!

      • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’arte sui generis)

        a mio modesto parere, la comunicazione andrebbe rivolta al popolo che vive nelle periferie della città. Del resto, è proprio la forza dei cittadini (esclusi dal circuito della produzione culturale) che darebbe agli artisti nuovi elementi di lotta per un progetto comune e alternativo all’odierno stagno dell’arte, controllato nei lughi del potere politico e finanziario.

    • Caro Lorenzo, sul problema “insulti” ti ha risposto motel b e debbo dirti che non mi pare gli si possa dar torto, almeno su quel punto.

      “””” a me pare che cosi’ come Macao TUTTO cio’ che si pone come luogo “altro”…… SI RECLAMIZZI””””” … ” si dice di “fare arte” si dice di “fare nuovo” si dice di fare “altro” ma in vero tutto cio’ si assorbe nel suo “proclama” che diviene a quel punto Unica “realta”. “””INCUBATORE DI NUOVE GIOVANI ENERGIE E COME ALTERNATIVA COSTRUTTIVA ALLA CARENZA DI SPAZI ”

      A parte che, a me pare, tra gli eventi Macao e motel b ci siano più punti di divergenza che punti di contatto e che, quindi, andrebbero, sempre a mio parere, tenuti distinti e non accomunati, vorrei chiederti: quando i lavoratori precari scioperano e fanno corteo davanti a Montecitorio, o quando un gruppo di volontari, di qualsivoglia causa, raccoglie firme per una petizione in piazza, si “reclamizzano” ? “cercano un riconoscimento dalla politica”? barattano le loro “energie” per il “piatto di lenticchie” della considerazione da parte dell’ “Autorità” ?
      Mi pare che anche gli “artisti” abbiano diritto ad avere comportamenti non immediatamente finalizzati all’espressione artistica ma tendenti a risolvere problemi economici e strutturali che possono limitarla o deprimerla o semplicemente finalizzati ad evidenziare delle assurdità o delle storture magari poco note o poco “evidenti”.
      Per esempio, tu sapevi, prima di Macao dell’esistenza della torre Galfa, del fatto che essa fosse in totale abbandono da oltre 15 anni ecc. ecc. , o sapevi, prima dell’articolo su “motel b” che a Brescia il Comune ha numerosi ed ampi spazi inutilizzati e lasciati in abbandono in centro città ? Io no!
      Poi, se rientriamo nell’ottica dell’attività “propria” dell’artista, hai perfettamente ragione quando dici che non e’ importante il contenitore ma il contenuto : Mimmo di Caterino e sua moglie Barbara Ardau stanno, da mesi, utilizzando la loro auto per mostre collettive itineranti, ad una delle quali ho anche partecipato.
      Personalmente, sono dell’opinione di Elena sulla “bontà” del “sistema Pippa Bacca” e sull’utilità da parte dei giovani artisti di “fare privatamente” e di rendersi conto che il loro studio (anche se e’ il garage, la cantina, la soffitta di casa o la loro stanza da letto) e’ già uno spazio espositivo e che nulla impedisce loro di “farci una personale” o di utilizzare per una collettiva un locale di sgombero di proprietà di qualche parente o amico, dando a tali “mostre” tutta l’evidenza che darebbero a quelle che riuscirebbero ad organizzare nell’ex chiesa sconsacrata o nell’ex biblioteca comunale, “gentilmente concesse”.
      Sto’ lavorando ad un progetto, che spero di portare a realizzazione coinvolgendo il più’ vasto numero possibile di artisti in giro per il mondo, che si basa proprio sull’utilizzo di “contenitori” casalinghi o comunque non “istituzionalmente deputati”, sul rendere tali “mostre” (o performances o installazioni o quant’altro) universalmente visibili e sulla loro “pubblicizzazione”. Perché , e qui mi riallaccio al tuo “reclamizzarsi” caro Lorenzo, come sai io ritengo essere l’arte essenzialmente comunicazione, ma la comunicazione necessita di un “emittente” e di uno o più “ricettori” e se i “ricettori” non hanno notizia o evidenza che la comunicazione e’ in atto e loro diretta la comunicazione si perde nel vuoto; quindi la “reclamizzazione” cessa di avere la connotazione negativa che tu (e non sei certo il solo) sembri attribuirgli ma viene ad essere un elemento non rinunciabile dell’agire artistico.

  • Lorenzo Marras

    quando si scrive bisogna essere completi. Non si puo’ estrapolare un frammento di frase ed in base a questa dire all’altro che ha insultato.
    ecco la frase completa :
    “””queste sono OPERAZIONI completamente sbagliate sin dall’origine perche’ PRESUPPONGONO in partenza una massa di docili coglioni che hanno bisogno di provare senzazioni nuove”””

    Operazioni e pubblico , indistinto e futuro.

    Non ho insultato i promotori del progetto ….ho messo in evidenza che queste operazioni sono sbagliate, in partenza.
    Mia personalissima opinione che puo’ essere discussa quanto si vuole ma il “”coglioni”” non è riferito a nessuno in carne e ossa.

    Luciano santa pazienza io te l ho gia’ detto: di solito scrivo cose che penso non cose GIUSTE o meglio cose che altri devono prendere per Buone.

    Per me, tutto cio’ è una reclame come tante, un modo come tanti per fare sentire la propria presenza ed in questo caso, secondo me fatto con modalita’ anche disarmanti. Questo è quello che penso di cio’ che ho letto nell’articolo, poi se qualcuno vuole ridurlo ad insulto, fa una cosa scorretta.

  • PROKENOTKIEV

    Lorenzo caro.. m’ hai cremasterizzato.
    Se non hai un cazzo da fare, gira sul web, che di sicuro qualcuno che sta facendo qualcosa, lo trovi a cui dare uno dei tuoi tantrici consigli.
    Quello che potrebbe essere uno spazio di discussione si trasforma in una schiacchierata tra ubriachi al bar.. “tu hai detto questo”, “non, non ho detto quello”
    “quando ho detto quello , intendevo questo!.
    Eccetera.
    Se hai paura dello sporco compromesso tra politica ed arte, tra artista e spazio.. tra schiavismo e libertà di creazione, è forse perche sono argomenti che fanno parte della tua personalita, della tua persone e del tuo pensiero.delle tue paure delle quali ti senti schiavo e non abbastanza forte da contrastarle.
    Fino ad ora qua, ho solo, a parte poche righe, letto giudizi da bar sport e bar politica.
    Dio(…). è mai possibile che in sta Italia degradata è impossibile instaurare un tavolo di discussione anche se a distanza e tra sconosciuti??
    che tutti debbano giudicare, pisciare sopra ai concetti, le azioni degli altri e quantaltro??
    tu conosci cosa è successo? l integrità o la finalità delle persone che hanno organizzato l’ expo? gli intenti??
    Ti sei chiesto cosa chiedono?? perche lo fanno??a quali scopi puntano??.
    Fai bene a dubitare. dubito anche io su tutto, si tutti.. Ho sempre pronto un doppio fine da paventare per qualsiasi azione che altri compiano.
    Ma l’ erore che hai fatto tu, e per il quale non vali un cazzo, come qualcuno ti ha fatto gia notare, è che sputavi veleno ancora prima che la cosa fosse partita.
    A te, e a tutti quelli come te, vaffanculo.Menagramo e uccello del malaugurio.
    A te e a tutti quelli come te, che l’ italia l’ hanno portata alla rovina e al degrado culturale.
    Sbattiti. Porta avanti le tue idee, prenditi i coglioni in spalla e combatti questi nemici che vededi attorno,se ce la fai.. Come stiamo facendo noi in tutte le maniere trasversali possibili.
    Il futuro è da costruire, e la gente come te, fortunatamente, un domani, sarà solo un orribile incubo su cui scherzarci sopra.
    Alla tua salute.

    E ancora in tutto questo non si è parlato di arte..
    Bar sport genetico del cazzo

    • @prokenotkiev perfetto esempio di misuso del commentario utile solo a dimostrare la becera maleducazione di chi lo scrive. Se non ti piacciono i commenti di Lorenzo hai due vie: controbatterli e discuterli o non leggerli.
      @Redazione post del genere dovrebbero essere inamissibili e meriterebbero di essere cancellati quanto e piú delle decine di “trollate” in lingua straniera che avete giustamente eliminato questa mattina.
      @Lorenzo, al di lá del dissenso espresso, ti confermo, se ce ne fosse bisogno, tutta la mia stima e solidarietà

  • Lorenzo Marras

    visto che sei intervenuto , presumo che al contrario di cio’che dici, io abbia fatta qualcosa per averti fatto andare cosi’ in collera .
    la tua è solo una reazione ed è sproporzionata a quella che tu ritieni un offesa.

    leggere un articolo e scrivere è consentito a tutti e anche se non si è d’accordo ci sono modi appropriati per dimostrare che l’altro scrive cose sbagliate.
    Tu hai scelto quello sbagliato ma sono affari tuoi perche’ con quelle che sono state solamente tue, inoffensive beffe, hai solo testimoniato la tua personalissima MISERIA.

  • Lorenzo Marras

    ti ringrazio Luciano e nonostante la pensiamo diversamente non ho mai dubitato della tua considerazione.
    In quanto al nostro personaggio da delitto e castigo, non vorrei proprio per niente che la Redazione lo censurasse . Io penso che sia uno degli artisti interessato alla faccenda ed è possibile che mi faccia cambiare anche opinione sull’intera faccenda. Non escludo mai niente.
    di nuovo grazie Luciano, ciao.

  • PROKENOTKIEV

    dal corriere della sera 20 maggio 2012

    http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_maggio_21/20120520BRE04_06-201272614171.shtml?fr=correlati

    L’occupazione gentile e il Buren ritrovato con un pizzico di ’68

    S trane coincidenze… Frugo nei miei archivi ormai fuori controllo, archivi forse più importanti delle opere in galleria. Archivi che nascondono – senza volerlo – tesori di informazioni sugli ultimi quarant’anni d’arte a Brescia. Lettere di Richter, Buren, LeWiit, Paolini, scambi di opinioni con Elvira Cassa Salvi con cui non andavamo d’accordo quando volevamo spaccare tutto… E frugando in quell’archivio che ho promesso di lasciare alla città se solo si attrezza un minimo per poterlo sfruttare, ho trovato (li cercavo veramente da anni) tutta la raccolta dei manifestini a ciclostile della Statale a Milano, 1968, testimonianza di un’epoca, che io raccoglievo, più entomologo che contestatore.
    Li ho cercati per anni ovunque. Niente. E ieri eccoli riapparire poco prima che mi arrivasse la notizia dell’occupazione da parte di artisti giovani di uno spazio in Rua Sovera. Ma guarda che coincidenza, andiamo a vedere.
    In effetti una occupazione gentile, mica come ai nostri tempi, quando spaccavano le vetrine, una occupazione fatta ad arte. Persino un comunicato stampa fatto ormai al computer; uno spazio piccolo. Calcinacci da copione, video installazione, scritte sui muri. Mi aspettavo avessero okkupato almeno un palazzo. Invece tutti educati. Ma nello spazio vedo dei piccoli archi appuntiti al soffitto. Proprio come la mia galleria nel 1974. Allora Daniel Buren aveva lavorato sull’arco e messo delle carte con le sue famose strisce…
    Mi viene un’idea, torno in bici, apro i cassetti del famoso archivio. In uno ci deve essere ancora un triangolone di carta di Buren del 74. Infatti eccolo. Lo porto ai ragazzi di via Sovera, lo mettiamo sotto l’arco a punta, ci sta proprio a pennello. Tutti estasiati, un Buren proprio non se l’aspettavano. Nemmeno io.
    In bocca al lupo, ragazzi.

    MASSIMO MININI
    copyright del Corriere della sera

    altri articoli e foto gallery

    http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_maggio_21/20120520BRE04_07-201272614159.shtml

    altre parole sono inutili. come le censure.come la gente, ripeto, abituata a parlare, e poco ad agire.
    ps: i giornalisti, come massimo Minini, non sono stati contattati, sono apparsi dopo la lettura di diverse comunicazioni by internet, come quella di artribune.
    A proposito di gente abituata ad agire, e a parlare solo dopo aver ficcato il naso.

  • sulty

    Scusate ma a me sta cosa sa tanto di richiamo mediatico sfruttando un nome e un progetto non vostro:MACAO!
    Perciò i finti fricchiettoni artisiti di Brescia che fanno la NABA e che girano al lio il martedì che si credono artisti solo perchè fanno foto con macchine da 1000€ possono andare a c4g4r3 che con il situazionismo,la riappropiazione di spazi cittadini inutilizzati(occupazioni) non centrano una cippa.

  • PROKENOTKIEV

    Chi non conosce perchè ignora, e degno di essere erudito.disse il saggio dopo che l ultimo dei sui alievi aveva detto l ennesima c4g4t4.

    MACAO ha tutto il diritto di esistere, come qualsiasi altra realtà che si fa carico di portare a conoscenza il problema degli spazi vuoti e la necessita di essere utrilizzati, sopratutto gratuitamente, a scopo abitativo, lavorativo. di laboratorio, di aggeregazione, artistici.
    I modi per arrivare a porre il problema o per avere spazi, possono essere molteplici e differire tra loro.
    Ma tutti puntano a coprire una carenza, con l utilizzo di spazi tenuti vuoti per diversi motivi.
    Sembra che tu conosca bene il gruppo bresciano per definirli finti fricchettoni artisti-
    Del collettivo motel b, che per ora siamo in due, nessuno dei due ha fatto un academia artistica.
    Io ho preso il diploma di artistico (con esame privato nella scuola pubblica.. con 60\100) dopo essere stato bocciato svariate volte in altri istituti,l’ artistico era la carta piu semplice da ottenre per un fancazzista e allergico all’ istruzione come me
    Nessuno fa, ne insegna alla NABA. facciamo lavori da 5-6 euro l ora (io sto lavorando gratis da mesi in un circolo per esempio). quando si lavora.
    Non abbiamo soldi di famiglia. ne case di propietà.
    Per quanto riguarda le macchine fotografiche da 1000 euro… non c’ erano opere fotografiche nell’ esposizione numero uno di motelb. o per lo meno, non con l intento di essere foto fine a se stesse o di fine art.
    Al LIO non ci trovi assolutamente! ci sono andato tre volte in vita mia.. e ne ho 34.
    L occupazione di spazi, forse non c’ entra. O forse si.Fatto sta che nessuno ha i coglioni di rischiare in prima persona.occupando.Si parla parla e parla ancora, e non si fa mai un cazzo.Si guardano gli spazi vuoti..contemplandoli, sognandoli.ma di prendere una trancia e aprire uno spazio, occuparlo, pulirlo e aspettare la polizia, con tutte le conseguenza possibili..sarebbe bello se si facesse piu frequentemente.
    Il situazionismo è morto con quel dittatore di >Debord (che io stimo infinitamente).
    ma è sempre vivo.. in tutte le sue rappresentazioni anarchiche d’ arte. sopratutto.. quando l azione è dovuta ad una situazione e si cavalca la stessa.
    Finisco con il” provincialismo” di cui ci accusi..
    Tra gli undici nomi presenti alla prima expo, c’ erano15 artisti.. di cui solo 2 di Brescia.
    gli altri stanno un po ovunque, in italia e nel mondo.
    e non hanno praticamente mai esposto a brescia
    E’ bello fare azioni. avere addirittura un vecchio gallerista che si emoziona.. i giornali che incredibilmente ne parlano bene, l’ assessore che ci spinge ad un incontro.. la polizia che ha preferito fare finta di nulla,e scoprire che il vero nemico, è il poveraccio che sta in parte a noi.. che si incontra per strada.. che magari saluta e fa i complimenti.. e si trasforma di fronte al computer in un assassino delle parole, corroso forse da gelosia, invidia..

    L’ Italia non cambierà mai. il fascismo la mafia e la cattiveria gratuita, fa parte della nostra genetica. ci fosse stato un commento decente in questo canale aperto in seguito all articolo e alla nostra azione.
    il Nulla. non mi capacito di tanta merda pronta ad essere sparsa su tutto e tutti.. a caso, senza sapere nulla… Propio non la capisco. Anzi, fa solo paura.

    Andrea Piantoni