• MATUSA

    io inserirei nella lista anche tutti quei concorsi che chiedono
    di pagare la quota di segreteria
    che di solito ammonta a 50 euro… chissà perchè
    e ce ne sono tanti di questi concorsi e che poi alla fine non ti portano a nulla

    • michele bellamy postiglione

      caro MATUSA quello che dici è vero ma non è la regola nel senso che è vero anche il suo contrario. un concorso viene qualificato dai componenti del board e da altri fattori non marginali e ti posso garantire che non sempre è possibile trovare tali e tanti sponsor per la copertura finanziaria. questo non toglie valore alla tua osservazione nella misura in cui è un invito a tenere gli occhi sempre ben aperti.

    • il termometro dell’arte

      Non vi porterà in qualsiasi caso a niente rimanete all’interno delle vostre quattro mura, e non esponete neanche le vostre tele, ho sentito fare questi discorsi solo da pittoruncoli e non da artisti.

      • parole al vento5

        E non porterà a nulla neanche esporre pagando. Uscire dalle quattro mura lo si fa anche portando il lavoro ai critici e curatori, scrivendo mail. Visitando le mostre. Pagare non serve a nulla. A meno che il servizio che si paga non sia di pierraggio come ad esempio quello di art dealer o manager che in italia quasi non esistono.

        • fianna de’ Medici

          si va beh perchè secondo te le gallerie, i curetors e affini RISPONDONO?? non ti filano di striscio, ti puoi proporre come ti pare, inventarti, spedire di tutto e di più, non risponde nessuno, se non sei amico di amico, se non conosci direttamente, se non fai parte del giro, aspetta e spera
          non che questo giro di gente che chiede anche 500 euro per esporre( grasse risate) sia meglio, ma non diffondiamo notizie da fiaba, in Italia almeno (all’estero non so ma penso sia anche peggio) per emergere devi conoscere, ingraziarti qualcuno (nel caso ti fili, perchè cmq se non sei nessuno anche se loro sono i primi a raccomandare la gente, ti bolleranno come pazzo artista presuntuoso che vuole farsi la raccomandazione) questa è la (triste) realtà

          • Concordo con Fiamma de’ Medici. Solo se hai chi ti porta avanti, trovi da esporre anche nei musei.

          • Saretta

            a dire il vero propongono anche altro.. (chi vuol capire capisca).. c’è de marcio dappertutto, in ogni ambito, ovvio c’è anche il buono e l’onesto altrimenti meglio spararsi no? Talento, colpo di fortuna, conoscenze, spesso vanno a braccetto, altre volte viaggiano da sole. Credere in sé stessi e nella propria arte prima di tutto e umiltà… mai sentirsi arrivati, continuare a “crescere” e migliorarsi.

    • Massi

      Alla larga da PopSophia
      Dalla regione dei contadini
      dai ladri di basso rango

    • Massi

      C’é anche un nuovo giro di ricattatori , mercanti , bottegai legati alla pittura nelle marche .
      La base é San Benedetto e Fermo .
      Stete attenti , billlantano contatti che non hanno ed hanno precedenti penali .
      Si spacciano come advisor commerciali .
      Da tenere lontano , anche , una televisione che vende croste ma chiede soldi afli artisti .

  • LEMME

    Concordo con MATUSA. Potrei anche postare anche le decine di mail giornaliere che arrivano chiedendo soldi. E ahimè se continuano a girare il pollo di turno lo trovano!

  • Lory

    Ahahahha ambosessi

  • eccoci

    INIZIATE A PARLARE DELLE GALLERIE CHE NON PAGANO GLI ARTISTI, O DEGLI ARTISTI CHE ACCETTANO PAGAMENTI RIDOTTI, MAGARI A DUE ANNI. PROPRIO COSI , CI SONO ANCHE FIOR DI GALLERIE (DI QUELLE CHE FANNO ARTBASEL E FRIEZE ANCHE) CHE NON PAGANO MAI LARGA PARTE DEI PROPRI ARTISTI, SPECIE SE ITALIANI. PER CONTRO, AGGIUNGO, CHE CI SONO ANCHE BLASONATI COLLEZIONISTI CHE SI VANTANO DI PAGARE A UNO, DUE O ANCHE TRE ANNI. MISERIE UMANE, OLTRE CHE CRASSI INGNORANTELLI.

    • il termometro dell’arte

      i galleristi seri non trattano pittoruncoli ma solo artisti di alto livello e vi garantisco vengono pagati bene e subito.

      • parole al vento5

        Pagano bene e subito gli artisti? O si fanno pagare? Dagli artisti affermati non ricevono un centesimo perchè i galleristi devono solo ringraziare se gli artisti di alto livello accettano di esporre nella loro galleria (che non è un museo).

      • fausto

        Chi sono questi stregoni dell’arte contemporanea a decretare chi è artista di “alto livello”? Nulla è più arbitrario, più individuale di un giudizio di un gallerista o di un critico in cui si avverte spesso lacune nel linguaggio estetico-filosofico.

        • fianna de’ Medici

          secondo me bisognerebbe iniziare ad uscire da questi meccanismi del mercato dell’arte

  • artisti

    dai facciamo un elenco di ste gallerie di m…. che non pagano e mettiamole in luce una volta per tutte.

    • Facciamolo, nessun problema. Ma non si può fare una caccia alle streghe, quindi ci vogliono “prove” precise e circostanziate. Scrivente in redazione, siamo tutt’orecchi

    • il termometro dell’arte

      non capisco cosa devono pagare questi galleristi, dovete essere voi a pagarli per farvi accettare.

      • parole al vento5

        Invece di offendere si informi. Le gallerie serie non chiedono soldi perchè hanno il loro solito 50% di ricavo dalla vendita delle opere. Quelli che lei descrive e incarna sono mercanti d’arte che invece di farsi pagare dagli artisti dovrebbe comprare le opere e venderle e esporle come più li aggrada.

      • SAvino Marseglia (artista invisibile)

        i galleristi, i mercanti, i critici, i curatori, i musei, le fiere etc. sono tutte strutture inutili per un artista che vive la sua pratica significante nella vita.., la quale non può essere confusa dal complesso di rapporti materiali di vendite e compravendite…, che definiscono l’attuale perverso e alienante sistema dell’arte.

        Dov’è scritto che l’artista deve mercificare a tutti i costi la sua vita e il suo pensiero. E’ come dire che un uomo per sopravvivere deve vendere a tutti i costi i suoi organi vitali!
        L’artista può operare e sopravvivere facendo anche a meno di vendere la sua opera.
        Solo così si può iniziare a dematerializzare il feticcio d’arte, che oggi è incapace di incidere sul pensiero e di produrre, concretamente, effetti di condivisione e trasformazione del reale.

        • il termometro dell’arte

          Sicuro, ma quando si tratta di artista vero.

          • fausto

            chi sarebbero oggi gli artisti “veri” ? Quellii allevati nei padiglioni avicoli dell’arte dei feticci -soprammobili o quelli che rifiutano di fare feticci, antagonisti all’art system?

        • fianna de’ Medici

          uscire dal sistema dell’arte assolutamente, dai vernissage, dalle opere cervellotiche e vuote, assolutamente
          però quali alternative? io artista per formarmi ho speso soldi e tempo, spendo soldi per i materiali, come faccio a mangiare? non posso lavorare 12 ore al giorno e poi forse quando torno a casa sfinito o nei week end, fare la mia scultura, il mio dipinto, ecco perché l’arte intellettualizzata che si chiama fuori dai giri dei mercanti è quella dei figli di papà che possono permettersi materialmente di stare in panciolle a meditare e fare ipotesi, ma gli altri? chi non è ricco che fa? come mangia? allora per mangiare devi venderti ma se non conosci non vendi, allora sei fregato

          • Fausto

            Dov’è scritto che bisogna per forza mangiare con l’arte? Puoi fare l’artista di notte e per sopravvivere…, un altro mestiere di giorno…

  • cheschifo

    “eccoci” ha centrato il punto
    non parlerei quindi delle art-truffe, perchè sinceramente chi ha già messo piede nello squallido mondo delle gallerie non cade in trabocchetti così idioti, tipo riconoscimenti o titoli artistici e vedi sopra.
    il problema piu grande sono alcuni galleristi, che ti riducono a mendicare ai loro piedi oppure a voltare pagina o chi può, a mettere un avvocato di mezzo.
    potrei portare più di qualche esempio, facendo i nomi dei galleristi considerati tra i migliori del circuito romano, che hanno maturato debiti nei confronti del sottoscritto di appena 30 mila euro (esclusa la loro fetta da strozzini del 50%)
    il problema è che non firmano carte (non parlo di contratti, ma di pezzi di carta) rispondendo che o così, o niente da fare.
    sono loro quelli pericolosi, con atteggiamenti camorristici, evasori con la E maiuscola e sfruttatori di intere generazioni di artisti emergenti!

    sono 2 anni che non faccio una mostra, sapete perchè? perchè adesso o mi fai un contratto scritto oppure niente…. e appunto, niente.

    • il termometro dell’arte

      ti conviene non farne più, parli come se fossi un grande artista, scendi dal piedistallo.

    • jack

      esatto, concordo con te, io ho preteso un accordo scritto e non pago un centesimo fino a reale vendita. Bisogna sapersi tutelare e pretendere di mettere in pratica le belle parole con i fatti.

    • Massi

      Credo non state capendo il focus il rispetto nei confomti di una persona e la legalità .
      A priscindere che un artista , sia o non sia degno di nota , va tutelato e rispettato con un contratto nel quale verranno chiariti i termini .
      Chi non si muove in questo modo é ingenuo .
      Verissimo , e conosciuti , l’ iter di determinate gallerie Romane che hanno pauperato e depredato artisti di varie generazioni .
      Pio Monti dicet

  • spoof

    bisognerebbe bandire tutte le iniziative che richiedono tasse d’iscrizione!!!!
    allego un’altra iniziativa che richiede soldi.
    http://www.lucacurci.com/artexpo/call-for-artists-photo-video-exhibition-rome.htm

    • il termometro dell’arte

      ognuno che offre servizi si deve pagare, quando vendi i quadri chiedi i soldi o li dai gratis?

      • parole al vento5

        Gli unici servizi che possono realmente servire ad un artista sono quelli di promozione. Le mostre non servono più a niente. Solo a riempire curriculum. Quello che conta è dove e con chi si fanno. Signor termometro le consiglio di cambiare settore.

  • Anna Matteucci

    Vorrei porre alla vostra attenzione questa segnalazione
    sulla Biennale di New York a cura di Pietro Franesi. Sembrerebbe che si tratti di una sorta di trappola per gli artisti.
    E’ possibile aprire una inchiesta a riguardo?
    http://www.complaintsboard.com/complaints/ny-biennale-art-new-york-new-york-c120356.html

    • Supporto e simpatia per Pietro Franesi, una persona visionaria e fuori dagli schemi, vittima di diffamazioni infondate come in questo caso: gli artisti selezionati non hanno mai pagato nulla, mentre il concorso (che abbiamo pure riportato sul nostro sito gratuitamente, per empatia e affinità ideologica) chiedeva una quota di partecipazione come fanno tutti (salvo i pochi ammanicati che ricevono finanziamenti statali, vedi biennali), ma perché prendersela solo con la NYBA? La NYBA è un tentativo, scomodo per alcuni, di aprire una breccia nella roccaforte dell’arte contemporanea newyorchese, di portare l’Arte più vera fuori dai musei e nonostante l’imperare delle élite, di dare opportunità a quell’Arte che non si trova nel “giro giusto” del vivaio artistico di chi ha in mano il sistema dell’arte.

      I veri turlupinati sono tutti coloro che adulano e svolazzano come falene intorno al sistema sperando invano di essere considerati, senza capire che se non si rendono funzionali ai poteri socio-politico-religiosi e non si piegano alle logiche di mercato non avranno mai opportunità. Si aprano piuttosto un blog e almeno avranno qualche “mi piace” per simpatia.

      Abbiamo seguito dagli albori la vicenda NYBA, dopo una prima edizione davvero alternativa, rivoluzionaria e partecipativa, quell’iniziale diffamazione su complaintsboard.com, di un anonimo sedicente artista anglofono che non è mai stato possibile identificare, è andata a detrimento della lodevole iniziativa, in quanto ha reso scettici pure gli artisti nella seconda edizione e ne ha così compromesso le presenze in loco.

      Ce ne vorrebbero molte più di persone che hanno coraggio e voglia.
      Ho voluto oggi riequilibrare questa piccola ingiustizia.
      Coraggio NYBA, spero che non demorderete.

      Andrea Swoboda

      • Videoartista

        Simpatia per Pietro Franesi? L’immaginario curatore spicca per mancanza di serietà . Non parlo di tutta l’organizzazione della NYBA , da cui cmq ho ricevuto inviti a partecipare a manifestazioni a pagamento ovviamente , ma nello specifico del fittizio curatore che ho avuto l’onore/ disonore di conoscere personalmente . Io sono una delle artiste selezionate per partecipare alla NYBA. Preciso che non ho pagato alcuna quota d’iscrizione, ma allettata dalla possibilità di esporre a NY ho mandato il mio dossier. Sono stata contattata dal signor Franesi, che si è mostrato interessato al mio lavoro. Non racconto la disdicevole storia che ho deciso di non rendere pubblica, ma conservo ancora l’e-mail del curatore Franesi che dimostrano quanto poco serio sia il suo operare. Alla fine , per preservare la serietà del mio lavoro, ho mandato un’e-mail di rinuncia alla mia partecipazione alla NYBA.

        • michele

          ti posso fare delle domande?

    • Condivido assolutamente la risposta di Jizaino, il quale senza dubbio sa esprimersi meglio di me. anche da parte mia supporto e simpatia per Pietro Franesi.

    • Sono Nicola Mastroserio uno degli artisti partecipanti alla Biennale di arte contemporanea di New York 2013;
      la mia testimonianza è sicuramente positiva, gli impegni presi, sono stati onorati,
      L’uomo Pietro Franesi, una persona straordinaria come pochi, in grado di scindere l’artista da un bravo artigiano… un uomo che lotta contro il potere assoluto per fare dell’arte e del sentimento umano un pilastro per un futuro migliore …
      pochi nel mondo, meritano un riconoscimento all’impegno umano verso l’arte
      e il nostro tempo come Pietro Franesi; è ovvio che fare selezioni comporta sempre delle scelte… e non sempre sono accettate..
      solidarietà e ammirazione ,
      grazie,

      Nicola Mastroserio

  • perchè non porre all’attenzione anche ANDREA DIPRE’ che ha truffato alla grande ignari artisti ,io compresa ,gli hanno tolto il canale sky dopo che gli artisti avavano pagato e tanto!
    e’ mai possibile che sulla pagina di facebook dove carica video sconci e nefandezze nessuno gli pone un divieto?

  • marianne

    Salve,
    io son stata contatta ed ho accettato di dare un contributo alla casa editrice pagine …ma da quel che vedo su internet…a malincuore mi sembra di capire che è una truffa. A chi la segnalo?

    • blu

      Non è che sia una “truffa”… loro pubblicheranno quell’antologia, faranno pubblicità su internet. Non è facile dimostrare la “truffa”, perchè hai firmato un contratto. Ma fossi stata in te, ci avrei riflettuto… come ho fatto io. Ti chiamano, ti dicono che a loro è piaciuta tanto la tua poesia… e poi ti fanno la proposta editoriale per entrare in una antologia (con altri autori). Ma devi acquistare 6 antologie… a più di 23 euro ciascuno (peccato che loro le vendano a neanche dieci euro sul sito).
      Bisogna anche essere molto ingenui… non che sia una colpa, ma riflettete prima di firmare. Una persona che ha talento non ha bisogno di pagare per essere pubblicata (soprattutto insieme ad altre persone…). Loro vogliono guadagnare su di te, con il minimo sforzo e senza investire. Tanto, mal che vada, tu… lo venderai a parenti e amici…

      • POETA NERO

        esattemente blu è proprio così la prima volta preso dall’eccitazione ho detto si, dopo qualche mese mi richiamano e mi dicono che hanno aumentato il numero di pagine a mia disposizione e mi hanno selezionato tra soli 7 artisti peccato che volevano quasi 300 euro, ok li ho fottuti, gli ho mandato tutto mi hanno mandato il pacco e l’ho respinto , semplicemente cherchè avevo cambiato idea e adesso appena pubblicano qualcosa di quello che gli ho mandato me li inchiappetto perchè nel frattempo le ho registrate ! FOTTUTI!
        ANCORA aspetto i diritti d’autore degli ebook , e tenuto conto che almeno una ventina di amici lo hanno comprato e che siamo ad aprile è evidente che prendono per il culo, visto che nell’ultima telefonata mi avevano detto che entro marzo liquidavano i diritti d’autore
        adesso se mi girano le palle li querelo pure

        • Anemone

          Poeta nero,quindi tu hai avuto a che fare con la casa editrice Pagine?
          Io,inconsciamente,ho accettato per telefono e mi hanno detto che entro dieci giorni arriva il corriere SDA con la fattura.
          Ma posso rifiutarlo?

      • loux

        non fate i pazzerelli. d’annunzio il suo primo libro di versi lo ha pubblicato a proprie spese, così come melville per esempio e molti altri ancora. voi chi siete? non siete nessuno. un po’ di umiltà e un pizzico di follia, e niente seghe (le seghe valgono solo per la figa). fuck.

    • il termometro dell’arte

      su internet si scrivono solo cose schifose, da gente schifosa, depressa, complessata, e mi fermo qui, non si può condannare solo per sentito dire.vai avanti tranquilla.

      • parole al vento5

        Per cui anche lei che sta scrivendo su internet fa parte della categoria?

        • il termometro dell’arte

          io non faccio parte della categoria, perchè non scrivo nulla di offensivo mi limito a
          rispondere a chi ha complessi e non ha nulla da fare nella vita.

          • parole al vento5

            Si vada a riguardare la definizione di offensivo

          • Henka

            Termometro dell’arte, misuratore di febrri varie, cercati un bel pertugio artistico dove infilarti

          • Henka

            *febbri

      • silvio pellico ai Piombi

        internet rispecchia il mondo. Se il 95% è spazzatura il web rappresenta per il 95% questa spazzatura o feccia umana. Meditare… meditare

    • genny

      sono stato contattato stamattina da una signorina che diceva di essere della casa editrice pagina complimentandosi con me della mia poesia e facendomi notevoli complimenti mi ha proposto un progetto editoriale ,io ero in ospedale da un amico ma gli avevo detto che non volevo dare soldi perchè essendo gia noto sul web ed avendo gia fatto un libro ed avendo avuto varie richieste di lavoro da case editrici note gli ho detto che non avrei voluto dare soldi ,mi aveva chiesto 185 euro e siamo rimasti che mi chiamava alle 1400 a casa mia ,cosa che è avvenuta ma non ero ancora rientrato e a casa mia gli hanno detto di chiamare alle 1500 che mi avrebbero di sicuro trovato ,beh sto ancora spettando e non so che pensare.

    • Eleonora

      Non accettate di pagare, mai con nessuno. In primis perchè un artista, poeta, scrittore, pittore eccetera non deve pagare mai per essere notato, considerato, letto ecc. La casa editrice pagine mi ha contattato solo dopo un paio di ore che avevo inviato due mie poesie al loro concorso poetipoesia.com; direi fulminei no? nemmeno le hanno lette, altro che selezionate. Hanno intravisto l’ennesimo “pollo” da spennare e si sono fiondati sulla preda propinando complimenti a non finire. Disgustoso, per non dire becero comportamento. pur avendo rifiutato gentilmente mi hanno richiamato altre tre volte, altre signorine gentili ma false come le loro intenzioni. Purtroppo non finirà mai questo modus operandi finchè ci saranno artisti emergenti che ci cascheranno, e ci cascheranno, e ancora di nuovo. Facciamoci rispettare! se non sono soldi che chiedono si tratta di proposte indecenti, altra piaga vergognosa…e chissà come mai se non accetti d’improvviso non sono più interessati al tuo talento .. ma per piacere. Perseverare e continuare la lotta, credendo nei propri sogni e migliorarsi sempre. Non mollate mai, non cedete alle lusinghe, se il vostro lavoro merita e arriva dall’anima, prima o poi qualcuno di serio se ne accorgerà.

      • silvio pellico ai Piombi

        Non c’è gloria o guadagno alcuno per la poesia, anche la più grande,
        meritevole o qualificata, purtroppo… basta leggere e la storia
        insegna. Anche il premio Nobel Salvatore Quasimodo pubblicò la sua prima
        opera di poesia a proprie spese, e anche dopo non si mantenne certo con
        i proventi della poesia, bensì come insegnante e giornalista. Bisogna
        ricordare che la poesia non vende e spesso non si trova neppure in
        libreria (quella contemporanea), al massimo si trovano i classici e gli
        autori di fama già riconosciuti, che pochissimi acquistano, per lo più
        per motivi di studio o scolastici. Forse all’estero è diverso, dove
        esistono molti più lettori rispetto all’Italia, dove i lettori si
        contano o sono una ristretta cerchia di addetti ai lavori, o
        specializzati del settore. Non essendoci pubblico o clienti per i libri
        in generale e ancor di più per la poesia, non si può certo
        legittimamente sperare di diventar popolari con essa, nè tantomeno
        sperare di pubblicare, se non con la copertura almeno parziale delle
        spese a proprio carico. Io consiglierei prima di
        partecipare a molti concorsi di poesia, senza tassa di lettura o spese
        di segreteria alcune, in modo che una giuria seria di critici possa
        valutare il tuo lavoro, che se davvero valido verrà riconosciuto almeno
        con un premio o una menzione , anche perchè oggi online chiunque può gratuitamente pubblicare
        materiale su siti, blog, o bacheche in modo più o meno gratuito, o con
        minima spesa, soprattutto se pratico di sviluppo i siti web (se lo
        potrebbe creare da solo). Oramai il Web sta mandando in pensione la
        tradizionale editoria in formato cartaceo… per cui prendi tempo,
        riflettici e poi vedi il da farsi… magari con il conforto di qualche
        critica e giudizio ricevuto da delle giurie di concorsi seri. Buona
        fortuna

      • Ermes

        condivido in pieno, purtroppo ne ho conosciuti diversi, troppi per i miei gusti, tutti chiedono soldi o “altro” e al tuo “no grazie” improvvisamente non sono più interessati e, a volte, denigrano il tuo lavoro, definendolo da principiante o improvvisato. Stesso comportamento attuato da certe piccole o medie case editrici, o galleristi (sedicenti tali) editori che altro non sono che “stampatori” o tipografi , a volte nemmeno regolari. Fate attenzione, ve lo dico col cuore, non è importante per un vero artista ottenere il successo o la popolarità, certo piacerebbe a tutti vivere della propria arte, ma non abbassandosi a certi livelli. Internet permette di mostrare al mondo la propria arte, pittura, scrittura, ecc. quindi perchè credere alle fandonie che ci raccontano? Auto- pubblicatevi, create un sito per il vostro talento e la vostra arte. Le persone oneste sono rimaste davvero poche ma esistono, nascoste ma ci sono. Fate attenzione a chi si spaccia casa editrice o galleria e poi non v’è traccia o quasi di libri editi da loro in rete. O gallerie che non è possibile visitare perchè in pratica non esistono. Attenzione.Controllate tutto molto bene prima di cascare nelle mani di persone simili. Un saluto e buona arte vera e pulita a tutti.

  • XYZ

    Io sono stato contattato proprio in questi giorni dalla casa editrice Pagine, in occasione di un concorso di poesia indetto da PoetiPoesia. Le modalità sono le stesse esposte da voi. Ne vale la pena…?

    • il termometro dell’arte

      certo che ne vale la pena, peraltro non siete ne Leopardi ne Montale, tentate.

      • parole al vento5

        E che ne sa lei che XYZ non sia il futuro Ungaretti? Se lei è del concorso in questione e già dimostra questo tipo di pregiudizio è sicuramente meglio non partecipare.

        • il termometro dell’arte

          non sono in nessun concorso, se XYZ ha la qualità sarà ripagato.

          • saintTail

            diffidate da il termometro dell’arte. fa parte della casa editrice sicuramente.. continua a incitare a pagare per essere pubblicati. lasciate perdere.. signor termometro, se vuole guadagnare onestamente, vada a lavare le scale, almeno è un lavoro onesto.

          • il termometro dell’arte

            Caro saintTail a lavare le scale ci vada lei, visto che è un fallito
            e nella vita non fa altro che dire stupidaggini

    • Carolina

      Capitata stessa cosa ieri. Contattata da una signorina che dopo vari elogi sulla mia poesia mi ha proposto la pubblicazione con il versamento di un contributo di 185 euro. Le ho detto che ci avrei pensato e se poteva darmi un po’ di tempo. Era piuttosto incalzante e subito mi ha detto che dovevano avere risposte a breve, poi ha accettato di richiamarmi oggi per ora di pranzo. Questa mattina ho fatto un po’ di indagini e guardato bene il sito internet; non credo si tratti di truffa perché le pubblicazioni esistono davvero, la casa editrice a cui si appoggiano è Pagina e soprattutto a capo del concorso c’è la figura di Elio Pecora che dubito si metta a truffare la gente così.
      L’unica cosa è che a parer mio pubblicano un po’ tutti, facendoti invece credere di essere stato selezionato tra una miriade di testi e poesie.
      Ad ogni modo le dirò quanto appurato e vedrò cosa dice. Poi deciderò

      • chiara

        La stessa identica cosa è successa a me e come te ho pensato che non sia una truffa utilizzando il nome di Elio Pecora, ma poi cosa hai deciso? Com’è andata a finire? Io sto aspettando il famoso corriere SDA al quale dovrò dare la somma di 185 per i servizi che mi offriranno, però mi hanno garantito che in futuro non mi chiederanno altri soldi, non è vero?

        • salgad

          … non erano 150? io ho pubblicato con loro… mi hanno proposto di partecipare ad un altra raccolta, pagando quasi 300 euro… anche un altro utente ha parlato di questa raccolta composta da 7 autori… sempre con pagine… ho rifiutato… e i miei dubbi sulla serietà della casa editrice sono aumentati… a 23 anni, non ho mai avuto esperienze di pubblicazione, penso di aver preso un bel granchio…

          • saintTail

            anche a te hanno detto che erano contenti del fatto che una persona giovane collaborasse? E sai perchè? perchè i giovani è più facile fregarli perchè sono alle prime esperienze.

          • silvio pellico ai Piombi

            Non c’è gloria o guadagno alcuno per la poesia, anche la più grande,
            meritevole o qualificata, purtroppo… basta leggere e la storia
            insegna. Anche il premio Nobel Salvatore Quasimodo pubblicò la sua prima
            opera di poesia a proprie spese, e anche dopo non si mantenne certo con
            i proventi della poesia, bensì come insegnante e giornalista. Bisogna
            ricordare che la poesia non vende e spesso non si trova neppure in
            libreria (quella contemporanea), al massimo si trovano i classici e gli
            autori di fama già riconosciuti, che pochissimi acquistano, per lo più
            per motivi di studio o scolastici. Forse all’estero è diverso, dove
            esistono molti più lettori rispetto all’Italia, dove i lettori si
            contano o sono una ristretta cerchia di addetti ai lavori, o
            specializzati del settore. Non essendoci pubblico o clienti per i libri
            in generale e ancor di più per la poesia, non si può certo
            legittimamente sperare di diventar popolari con essa, nè tantomeno
            sperare di pubblicare, se non con la copertura almeno parziale delle
            spese a proprio carico. Io consiglierei prima di
            partecipare a molti concorsi di poesia, senza tassa di lettura o spese
            di segreteria alcune, in modo che una giuria seria di critici possa
            valutare il tuo lavoro, che se davvero valido verrà riconosciuto almeno
            con un premio o una menzione e intanto ti rendi conto del tuo valore e
            formi il tuo curriculum, se in seguito vorrai deciderai se pubblicare o
            meno, anche perchè oggi online chiunque può gratuitamente pubblicare
            materiale su siti, blog, o bacheche in modo più o meno gratuito, o con
            minima spesa, soprattutto se pratico di sviluppo i siti web (se lo
            potrebbe creare da solo). Oramai il Web sta mandando in pensione la
            tradizionale editoria in formato cartaceo… per cui prendi tempo,
            riflettici e poi vedi il da farsi… magari con il conforto di qualche
            critica e i giudizi che riceverai da concorsi seri. Buona
            fortuna

      • stefania

        Ora mi spiego come mai leggo “poesie” scritte con i piedi, infarcite addirittura di errori di grammatica, pubblicate e incensate come grandi opere d’arte. Non mi riferisco a te, Carolina, sia chiaro. La stessa proposta che hanno fatto a te l’hanno girata anche a me e, come leggo, a molti altri, ma io non ho intenzione di far parte di quella schiera di pseudo scrittori-poeti che si compiacciono e si ritengono artisti dietro pagamento, truffa a parte mi appare tutto ciò di una tristezza infinita. E naturalmente nessuno di quegli “artisti” che nei loro blog e sulle loro pagine facebook si autoincensano, riferiscono di aver pagato, per pubblicare le proprie opere d’arte.
        Che tristezza, che miseria, questo mercimonio, questa prostituzione! Se mai dovessi pubblicare una mia silloge o raccolta ,sarà esclusivamente perché qualcuno avrà creduto nella bontà di ciò che scrivo, altrimenti sarò una dei molti che non si piegano a questo mercato delle vacche solo per la propria vanità.

        • silvio pellico ai Piombi

          Parlo per esperienza personale e conoscenza diretta, come autore e scrittore maturo. Non ti illudere al giorno d’oggi non c’è “mercato” per la letteratura, e ancor meno per la poesia. Non c’è gloria o guadagno alcuno per la poesia, anche la più grande,
          meritevole o qualificata, purtroppo… basta leggere e la storia
          insegna. Anche il premio Nobel Salvatore Quasimodo pubblicò la sua prima
          opera di poesia a proprie spese, e anche dopo non si mantenne certo con
          i proventi della poesia, bensì come insegnante e giornalista. Bisogna
          ricordare che la poesia non vende e spesso non si trova neppure in
          libreria (quella contemporanea), al massimo si trovano i classici e gli
          autori di fama già riconosciuti, che pochissimi acquistano, per lo più
          per motivi di studio o scolastici. Forse all’estero è diverso, dove
          esistono molti più lettori rispetto all’Italia, dove i lettori si
          contano o sono una ristretta cerchia di addetti ai lavori, o
          specializzati del settore. Non essendoci pubblico o clienti per i libri
          in generale e ancor di più per la poesia, non si può certo
          legittimamente sperare di diventar popolari con essa, nè tantomeno
          sperare di pubblicare, se non con la copertura almeno parziale delle
          spese a proprio carico. Io consiglierei prima di
          partecipare a molti concorsi di poesia, senza tassa di lettura o spese
          di segreteria alcune, in modo che una giuria seria di critici possa
          valutare il tuo lavoro, che se davvero valido verrà riconosciuto almeno
          con un premio o una menzione e intanto ti rendi conto del tuo valore e
          formi il tuo curriculum, se in seguito vorrai deciderai se pubblicare o
          meno, anche perchè oggi online chiunque può gratuitamente pubblicare
          materiale su siti, blog, o bacheche in modo più o meno gratuito, o con
          minima spesa, soprattutto se pratico di sviluppo i siti web (se lo
          potrebbe creare da solo). Oramai il Web sta mandando in pensione la
          tradizionale editoria in formato cartaceo… per cui prendi tempo,
          riflettici e poi vedi il da farsi… magari con il conforto di qualche
          critica e giudizio ricevuto da delle giurie di concorsi seri. Buona
          fortuna

      • silvio pellico ai Piombi

        Non c’è gloria o guadagno alcuno per la poesia, anche la più grande,
        meritevole o qualificata, purtroppo… basta leggere e la storia
        insegna. Anche il premio Nobel Salvatore Quasimodo pubblicò la sua prima
        opera di poesia a proprie spese, e anche dopo non si mantenne certo con
        i proventi della poesia, bensì come insegnante e giornalista. Bisogna
        ricordare che la poesia non vende e spesso non si trova neppure in
        libreria (quella contemporanea), al massimo si trovano i classici e gli
        autori di fama già riconosciuti, che pochissimi acquistano, per lo più
        per motivi di studio o scolastici. Forse all’estero è diverso, dove
        esistono molti più lettori rispetto all’Italia, dove i lettori si
        contano o sono una ristretta cerchia di addetti ai lavori, o
        specializzati del settore. Non essendoci pubblico o clienti per i libri
        in generale e ancor di più per la poesia, non si può certo
        legittimamente sperare di diventar popolari con essa, nè tantomeno
        sperare di pubblicare, se non con la copertura almeno parziale delle
        spese a proprio carico. Io consiglierei prima di
        partecipare a molti concorsi di poesia, senza tassa di lettura o spese
        di segreteria alcune, in modo che una giuria seria di critici possa
        valutare il tuo lavoro, che se davvero valido verrà riconosciuto almeno
        con un premio o una menzione e intanto ti rendi conto del tuo valore e
        formi il tuo curriculum, se in seguito vorrai deciderai se pubblicare o
        meno, anche perchè oggi online chiunque può gratuitamente pubblicare
        materiale su siti, blog, o bacheche in modo più o meno gratuito, o con
        minima spesa, soprattutto se pratico di sviluppo i siti web (se lo
        potrebbe creare da solo). Oramai il Web sta mandando in pensione la
        tradizionale editoria in formato cartaceo.. Buona
        fortuna

    • silvio pellico ai Piombi

      Non c’è gloria o guadagno alcuno per la poesia, anche la più grande,
      meritevole o qualificata, purtroppo… basta leggere e la storia
      insegna. Anche il premio Nobel Salvatore Quasimodo pubblicò la sua prima
      opera di poesia a proprie spese, e anche dopo non si mantenne certo con
      i proventi della poesia, bensì come insegnante e giornalista. Bisogna
      ricordare che la poesia non vende e spesso non si trova neppure in
      libreria (quella contemporanea), al massimo si trovano i classici e gli
      autori di fama già riconosciuti, che pochissimi acquistano, per lo più
      per motivi di studio o scolasticiNon essendoci pubblico o clienti per i libri
      in generale e ancor di più per la poesia, non si può certo
      legittimamente sperare di diventar popolari con essa, nè tantomeno
      sperare di pubblicare, se non con la copertura almeno parziale delle
      spese a proprio carico. Io consiglierei prima di
      partecipare a molti concorsi di poesia, senza tassa di lettura o spese
      di segreteria alcune, in modo che una giuria seria di critici possa
      valutare il tuo lavoro, che se davvero valido verrà riconosciuto almeno
      con un premio o una menzione e intanto ti rendi conto del tuo valore e
      formi il tuo curriculum, se in seguito vorrai deciderai se pubblicare o
      meno, anche perchè oggi online chiunque può gratuitamente pubblicare
      materiale su siti, blog, o bacheche in modo più o meno gratuito, o con
      minima spesa, soprattutto se pratico di sviluppo i siti web (se lo
      potrebbe creare da solo). Oramai il Web sta mandando in pensione la
      tradizionale editoria in formato cartaceo… per cui prendi tempo,
      riflettici e poi vedi il da farsi… magari con il conforto di qualche
      critica e giudizio ricevuto da delle giurie di concorsi seri. Buona
      fortuna

      • Ruggero

        Volete un PREMIO da EA EDITORE? Facile!!! Basta pagare 270 Euro!
        è assurdo che ancora c’è gente che crede in queste truffe!!!!!

  • idem per me infatti ci stavo pensando se accettare perchè mi richiama domani…. sa di truffa in primis la chiamata con l’anonimo!! ma secondo voi poi qualcuno vince i soldi del concorso?

    • il termometro dell’arte

      Certo che qualcuno vincerà, provi e non pensi alla truffa, io non sono di parte, sono arbitro, e ho risposto a tutti anche a coloro che non hanno capito niente di arte e nulla della vita praticamente ignavi.

      • parole al vento5

        E chi l’ha nominata arbitro? Chi le da il diritto di offendere chi evidentemente si pone nel suo piccolo delle questioni sull’opportunità o meno di investire i propri denari (perchè di questo si sta parlando)? Ci spieghi lei che cos’è l’arte e la vita. Ma ho paura già di conoscere la sua risposta.

        Ah e le rendo noto che io lavoro benissimo nel mondo dell’arte e non ho mai dovuto pagare nessuno.

        • il termometro dell’arte

          La mia è solo una lettura della realtà artistica Italiana, fatta da moltissimi imbratta tele e da una microscopica fetta di Artisti, non è assolutamente offesa, riguardo la spiegazione di cosè? l’Arte e la vita non non Le dico nulla perchè Lei è un indovino e già conosce la risposta. Mi piacerebbe vedere le sue opere.

      • saintTail

        chi è lei, il Signor Cenciotti della casa Pagine che cerca di calmare le acque per non essere scoperto/denunciato da gente onesta e ingenua? Che mondo schifoso. Manderei a zappare lei e tutti i suoi telefonisti che si permettono di chiamare con l’anonimo delle persone che amano scrivere, recitano parole tutte uguali prendendo pienamente per i fondelli, con complimenti sulla poesia, ecc ecc… perchè se trovano una persona idiota o semplicemente ingenua o depressa, la fregano subito. Questi vivono alle spalle della gente come sanguisughe. Schifosi. Spero che gli facciano presto passare la voglia di fregare il prossimo.

        • silvio pellico ai Piombi

          Non c’è gloria o guadagno alcuno per la poesia, anche la più grande,
          meritevole o qualificata, purtroppo… basta leggere e la storia
          insegna. Anche il premio Nobel Salvatore Quasimodo pubblicò la sua prima
          opera di poesia a proprie spese, e anche dopo non si mantenne certo con
          i proventi della poesia, bensì come insegnante e giornalista. Bisogna
          ricordare che la poesia non vende e spesso non si trova neppure in
          libreria (quella contemporanea), al massimo si trovano i classici e gli
          autori di fama già riconosciuti, che pochissimi acquistano, per lo più
          per motivi di studio o scolastici. Forse all’estero è diverso, dove
          esistono molti più lettori rispetto all’Italia, dove i lettori si
          contano o sono una ristretta cerchia di addetti ai lavori, o
          specializzati del settore. Non essendoci pubblico o clienti per i libri
          in generale e ancor di più per la poesia, non si può certo
          legittimamente sperare di diventar popolari con essa, nè tantomeno
          sperare di pubblicare, se non con la copertura almeno parziale delle
          spese a proprio carico. Io consiglierei prima di
          partecipare a molti concorsi di poesia, senza tassa di lettura o spese
          di segreteria alcune, in modo che una giuria seria di critici possa
          valutare il tuo lavoro, che se davvero valido verrà riconosciuto almeno
          con un premio o una menzione e intanto ti rendi conto del tuo valore e
          formi il tuo curriculum, se in seguito vorrai deciderai se pubblicare o
          meno, anche perchè oggi online chiunque può gratuitamente pubblicare
          materiale su siti, blog, o bacheche in modo più o meno gratuito, o con
          minima spesa, soprattutto se pratico di sviluppo i siti web (se lo
          potrebbe creare da solo). Oramai il Web sta mandando in pensione la
          tradizionale editoria in formato cartaceo… per cui prendi tempo,
          riflettici e poi vedi il da farsi… magari con il conforto di qualche
          critica e giudizio ricevuto da delle giurie di concorsi seri. Buona
          fortuna

    • saintTail

      nessuno.. secondo te mandano 100 euro a ogni partecipante quando sono ben 50 persone?? Quelli si fanno d’oro con gente onesta. oggi una della casa editrice pagine l’ho fatta secca, quando mi ha chiamata con l’anonimo cercando di farmi il lavaggio del cervello . Dopo avermi riempita di complimenti (guardacaso la telefonata è arrivata anche alla mia amica il giorno prima, stessi complimenti e stesse domande, parole tutte uguali!!!) mi ha detto che la casa editrice stava pensando di chiedermi di pubblicare un tot di poesie e 18o versi, le ho risposto: bene, e QUANTO MI PAGATE? dovevate sentire la risposta della tizia, era senza parole, mi fa : ma, non ha capito.. ! Perchè dovremmo pagarla noi? e io: bè, io lavoro e poi dovrei anche pagare io a voi???!! Dopo di che partono le parole e la rabbia, l’ho fatta secca dicendole di cambiare mestiere, che sono solo venditori di fumo, che è una truffa, di stare attenti.. spero di non essere l’unico ad averle detto ciò che meritavano! Spero li arrestino presto e gli facciano passare la voglia di prendere in giro il prossimo!

      • Armando

        SaintTail, ma come si chiamava la persona che ti ha contattato? Mi sapresti indicare il nome dell’editore? Te lo chiedo perché vorrei evitare di essere raggirato (e magari che altri che leggono questo sito non si prendano una fregatura)…come minimo questi signori hanno più di una casa editrice e truffano soldi attraverso plurime strade..

  • Enna

    Qualche giorno fa ho spedito un racconto per un concorso di poetipoesia.com. Un semplice concorso a tema libero, da scrivere un racconto di non oltre 12000 battute. Poco fa mi contatta una signora che mi propone di pubblicare il suddetto racconto in un libro, con tredici artisti selezionati. Con il pagamento di 185 euro sarebbero state incluse le spese di spedizione, un video con tanto di musica e parte di un racconto o di una poesia da me scritti, più sei copie del libro. Sto cercando su internet qualche parere, perché sinceramente non so proprio cosa fare, ma a quanto leggo qualcuno la ritiene una truffa, qualcun’altro un ottimo trampolino di lancio. Ho solo sedici anni, e 185 euro per me sarebbero una grossa spesa, quindi mi chiedo se ne valga la pena… C’è qualcuno a cui è già stata fatta questa proposta?

    • Gloria

      Emma ho scritto sotto anziché risponderti
      … Sono molto dubbiosa dopo il momento di entusiasmo … Anzi non so se sentirmi quasi “sciocca” per aver pensato di avere davvero qualche merito.

    • saintTail

      è una truffa, stai attenta e il racconto portalo a una casa editrice SERIA E CONOSCIUTA, in una sede e che sia un posto dove c’è gente onesta. non andare su internet perchè è pieno di truffatori. e se il tuo lavoro vale e piace, sono loro che pagano te, non tu a loro! Ricordati.

    • Alberto S.

      Cose simili sono capitate anche a me ma ho rifiutato. Guarda caso ti telefonano a casa per dirti che devi pagare…

    • Mary

      A me è capitato oggi ma mi sono stati chiesti 250 euro, naturalmente non accetterò.

    • silvio pellico ai Piombi

      Non c’è gloria o guadagno alcuno per la poesia, anche la più grande, meritevole o qualificata, purtroppo… basta leggere e la storia insegna. Anche il premio Nobel Salvatore Quasimodo pubblicò la sua prima opera di poesia a proprie spese, e anche dopo non si mantenne certo con i proventi della poesia, bensì come insegnante e giornalista. Bisogna ricordare che la poesia non vende e spesso non si trova neppure in libreria (quella contemporanea), al massimo si trovano i classici e gli autori di fama già riconosciuti, che pochissimi acquistano, per lo più per motivi di studio o scolastici. Forse all’estero è diverso, dove esistono molti più lettori rispetto all’Italia, dove i lettori si contano o sono una ristretta cerchia di addetti ai lavori, o specializzati del settore. Non essendoci pubblico o clienti per i libri in generale e ancor di più per la poesia, non si può certo legittimamente sperare di diventar popolari con essa, nè tantomeno sperare di pubblicare, se non con la copertura almeno parziale delle spese a proprio carico. Vista l’età io ti consiglierei prima di partecipare a molti concorsi di poesia, senza tassa di lettura o spese di segreteria alcune, in modo che una giuria seria di critici possa valutare il tuo lavoro, che se davvero valido verrà riconosciuto almeno con un premio o una menzione e intanto ti rendi conto del tuo valore e formi il tuo curriculum, se in seguito vorrai deciderai se pubblicare o meno, anche perchè oggi online chiunque può gratuitamente pubblicare materiale su siti, blog, o bacheche in modo più o meno gratuito, o con minima spesa, soprattutto se pratico di sviluppo i siti web (se lo potrebbe creare da solo). Oramai il Web sta mandando in pensione la tradizionale editoria in formato cartaceo… per cui prendi tempo, riflettici e poi vedi il da farsi… magari con il conforto di qualche critica e giudizio ricevuto da delle giurie di concorsi seri. Buona fortuna

    • valeria

      Da quello che ho capito non è una truffa, ma ti propongono di pubblicare il tuo racconto in una loro edizione chiedendoti un contributo per la stessa pubblicazione

  • Saretta

    Conosciuto anche io, persona gentilissima e di parola. Io gli ho fatto una controproposta e lui ha accettato, perché crede nella qualità delle mie opere, e non gli ho dato un centesimo di anticipo. Quanti galleristi conoscete che accettano nuove sfide con artisti emergenti? se vogliamo fiducia impariamo a darne anche, con i giusti metodi.

  • Gloria

    Sono stata contattata oggi anch’io per lo stesso concorso.
    Inizialmente entusiasta a mille, mi sembrava il primo piccolo passo per realizzare un mio sogno.

    Però poi mi è venuto un dubbio … Il concorso scadrebbe domani da quanto scritto nel regolamento, ma mi chiamano oggi.

    Complimenti di rito a questo punto e mia esaltazione pensando davvero di aver trasmesso emozioni con il mio racconto.

    Ora leggo qui e mi sembra che stiano contattando tanti altri … Quindi i 13 che pubblicheranno saranno i primi 13 che pagheranno?
    Se così fosse, a mio parere non diventa più una questione di merito e giuria, ma dei primi 13 che accetteranno questa condizione.

    Voi cosa suggerite?

    • Ruggero

      Non ci cascate!
      I Premi a pagamento!

  • Ma porca miseria! Artisti svegliatevi!
    Ogni accordo va valutato con attenzione e se vi fate distrarre da promesse di successo e vi sentite truffati andate da un avvocato. Il vostro legale chiederà i danni e il suo onorario al truffatore.
    Ci sono avvocati che si occupano di questioni di questo tipo e possono evitarvi spiacevoli sorprese.

  • Tutto il mondo è paese, anche qui in Francia dove vivo da tre anni capita che arrivino telefonate, email ecc. o incontri con galleristi: in una galleria di Basilea (in pieno centro) mi hanno chiesto 2500 franchi + il 20% sul venduto per un mese di esposizione! Sono scappato.
    È solo un esempio negativo ok, però quello che volevo dire è che almeno qui la realtà è che i premi d’arte (a tutti i livelli) non sono MAI a pagamento. Quindi puoi partecipare, essere visto e selezionato sulla base del tuo lavoro e del tuo curriculum. Questa dovrebbe essere la NORMALITÁ.
    Dopo siamo d’accordo, i francesi hanno un sacco d’altre pecche ;) ma per quanto riguarda il mondo dell’arte/cultura devo dire che confrontato alla jungla italiana si può almeno tentare di lavorare tranquilli e cercare la propria strada. Tra un anno comincerò a pagare pure le tasse in quanto “artista”. E in Italia?
    È un lavoro non un hobbie.

    Un saluto a tutti

  • andrea biagi

    Non nominiamo solo le solite cose da 4 soldi, ma anche i business delle residenze, specie in questo caso,quando si dice ho vinto la residenza all’ iscp significa sborsare minimo 50000 $ tra studio, casa,viaggio assicurazioni, vitto etc…. o paga l’artista, o il suo gallerista, o un suo sponsor o il governo di provenienza. Con quei soldi vengono pagati i curatori per visitare gli studi e via via…… il 60% sono direct application e non partner application
    http://www.iscp-nyc.org/apply/guidelines.html

  • Ma più che altro dovresti diffidare da tutti quei finti galleristi e curatori della domenica che ti chiedono di pagare per esporre…
    ma stiamo scherzando?
    tanto vale che ti affitti da sola uno spazio e ci esponi la tua ricerca.
    Ma come fate a cascarci?
    le gallerie serie si prendono la percentuale sulla vendita,
    non ti chiedono “quote di partecipazione”…
    Anche perchè riflettendo… il gallerista è un imprenditore a tutti gli effetti, e come tale deve investire nella sua attività con tutti i rischi connessi al caso. se noi artisti paghiamo le bollette, l’affitto e lo stipendio con la “quota di partecipazione” il Gallerista cosa fa????
    ma la colpa è nostra. forse dovremmo svegliarci un po…

    • Lisa

      puoi anche affittare un posto da 600 euro o 2000 euro e farci la tua esposizione, ma la gente chi ce la porta a vederla? questo è il senso di esporre in un festival o galleria, la tanta gente che ci passa.

  • Saretta

    Dio mio… incredibile quanto ho appena letto. Vera e propria diffamazione, mi sembra di capire. Artista emergente non vuol dire fesso, intendiamoci. Ci sono i modi per tutelarsi e nel caso di galleristi che “rubano” quadri – se valgono così tanto da essere rubati mi chiedo: 1) come mai non sono stati assicurati a dovere prima d spedirli a destra e a manca per esporre nelle gallerie, 2) perché ti definirsi emergente se sei così quotato ? Personalmente, riguardo all’evento di cui sparla sopra, con presentazione di Red Ronnie e partecipazione di Sgarbi, posso dire che esiste realmente, io ho ricevuto l’invito a partecipare da più galleristi e critici d’arte diversi. Quindi se si tratta di una truffa, come qualcuno allude le cose sono due; sono tutti d’accordo, quindi parliamo di associazione a delinquere e la cosa sarebbe grave visto i nomi famosi che vengono citati. o semplicemente si tratta di proposte uniche, che provengono da più fronti, che riuniscono più artisti e gallerie che li presentano in modo onesto e pulito. Concordo che partecipare a decine di eventi anche se importanti non ti fa conoscere, o meglio, emergere come artista emergente, gonfia un po’ il CV ma, niente di più. Ripeto, se non colpisci davvero qualcuno che si espone per te e crede nel tuo talento…difficilmente esci dalla condizione di “artista emergente”. Molti pittori, anche se bravi, sinceramente peccano di un ego smisurato, nemmeno fossero, dei moderni Picasso, Modigliani o altri, favolosi artisti ineguagliabili. Modestia, umiltà, perseveranza e soprattutto occhi aperti. Esistono gli avvocati, nel caso di presunte truffe, o meglio furti. Occhio.

  • RIcky

    Carletto cos’hai scoperto? Anch’io cerco questo farabutto da molto tempo per dei soldi che mi deve…

  • truffa premio babel

    io vorrei segnalare la truffa architettata dai signori che hanno organizzato il premio babel 2013 in sardegna.
    il premio era rivolto ad artisti sardi under 35, era prevista una giuria di circa 20 esperti, bisognava presentare tutta la documentazione richiesta e nel caso di vincita pagare il trasporto dell’opera da una sede all’altra, pena esclusione dal concorso. naturalmente è stato richiesto il pagamento di una quota di 20 euro a ciascun partecipante, dicendo che la quota non era di iscrizione al concorso ma semplicemente la quota associativa all’associazione babel, in cambio avremmo ricevuto a casa una tessera associativa, ovviamente mai pervenuta a distanza di mesi.
    immaginatevi il numero di giovani artisti sardi avrebbero voluto essere presi in considerazione da dei curatori e moltiplicateli per venti euro.
    dopo la selezione escono i nomi dei vincitori, affiancati da un certo numero di artisti “selezionati” dai curatori, sino a che alcuni dei vincitori vengono esclusi per delle presunte violazioni al regolamento e vengono sostituiti dai selezionati, ovvero gli amici dei curatori. a questo punto bisognava riempire i posti vacanti dei selezionati diventati nel frattempo vincitori, quindi in teoria si sarebbero dovuti piazzare i secondi arrivati nella votazione?? nooo, la scelta ricade su altri nomi a discrezione dei curatori.
    in pratica questi sedicenti curatori hanno rastrellato 20 euro da centinaia di disperati per poi fare una mostra in cui espongono amici loro, probabilmente nemmeno iscritti regolarmente al concorso.
    ovviamente nessuno può obiettare il modo in cui è stato gestito il concorso perchè l’ideatrice è una specie di despota che crede di fare il bello e il cattivo tempo degli artisti in questa terra abbandonata da Dio. E sto parlando proprio della corrispondente per artribune sardegna!
    Cara redazione di artribune, non dovete andare tanto lontano per trovare dei truffatori, ce li avete in casa…!

  • Sandro Serradifalco

    Per quanto riguarda ART TRIBUNE, comunichiamo che in riferimento all’articolo scritto il 22 maggio 2012 “Continua il nostro osservatorio-inchiesta sulle truffe agli artisti ingenuotti. Ecco la casa editrice che rilascia una targa per il vostro, ehm, “valore artistico”. Non-ci-cascate!,
    E’ stato dato mandato al nostro studio legale a intraprendere tempestiva azione legale per danni, poichè quanto scritto e pubblicato da ART TRIBUNE non ha una semplice finalità informativa, ma costituisce una opinione personale, quindi perseguibile. Tutte le nostre iniziative editoriali sono sempre state realizzate, non chiedendo mai un solo centesimo di anticipo ad alcun artista!

    Spero tanto che ART TRIBUNE PUBBLICHI QUESTA MIA RETTIFICA.

    Sandro Serradifalco
    Responsabile EA EDITORE

  • Redazione

    Gentile Sandro, non ci risulta che l’articolo menzioni in alcun modo la sua casa editrice. Può chiarirci meglio a cosa si riferisce?

    Cordiali Saluti
    La Redazione

    • Sandro Serradifalco

      Spett.le Redazione,

      la conclusione dell’articolo in oggetto è la seguente: « poi, ovviamente, il modulo è allegato alla mail…»

      Ciò dimostra che la segnalazione giunta in redazione vi forniva dei recapiti telefonici della nostra azienda. Vostro dovere era quello di contattarci, per constatare l’onestà della proposta che non è finalizzata al rilasciare targhe ma alla raccolta di adesioni per la realizzazione di un’annuario d’arte. Non andava quindi menzionata nei «i tentativi più o meno velati di art-truffa»
      Una frase del tipo “Non date retta, mai, a chi vi propone questa tipologia di “affari”.” è lesiva e perseguibile!

      Per quanto riguardo la Biennale della Creatività e il post di ALIAS del 25/7/2013, IL VOSTRO RUOLO DI MODERATORI A CHE SERVE? Permettete a chiunque di scrivere falsità su aziende che onestamente svolgono la loro attività da anni.

      Se svolgete un ruolo di moderazione nel blog, siete responsabili per quanto viene pubblicato.

      In conclusione, stanchi di questi continui attacchi (ci riferiamo anche agli articoli di HELGA MARSALA) stiamo provvedendo affinché le vostre responsabilità siano stabilite nelle sedi appropriate, con risarcimento di danni morali e materiali.

      Sandro Serradifalco

      P.S. la prossima volta non si firmi la REDAZIONE – Vorrei conoscere sempre nome e cognome e ruolo di chi mi scrive.

      • Redazione

        Le ribadiamo che l’articolo a cui si riferisce è stato pubblicato senza nomi e senza alcun riferimento: parla in generale di un fenomeno purtroppo molto diffuso e non si rivolge a nessuno in particolare: non ci sono nomi, non ci sono riferimenti, tutto ciò che poteva ledere qualcuno è stato opportunamente oscurato e cancellato. Nessuna intenzione di danneggiare o attaccare alcuno, dunque. Il commento segnalato è stato rimosso. Se ci sono altre questioni ulteriori e relative ad altri articoli ce le sottoponga e le risolviamo, senza arrivare a minacciare temerarie ritorsioni legali. Grazie.

  • Anna Castoro

    Gentili Redazione ed Helga Salandra, a seguito di quest’articolo letto su Artribune e dei successivi post, di alcuni dei quali oggi non trovo traccia, ho a suo tempo ritirato la mia adesione al Catalogo Maestri d’Arte Contemporanea di EA Editore, e negli ultimi giorni ho preteso spiegazioni dall’Editore Serradifalco circa la Biennale della Creatività di Verona di febbraio p.v. Infatti i costi dell’adesione comprendevano credenziali (fra cui la location del Palaexpo di Verona e la partecipazione di R.Ronnie all’evento), tenuto conto che nei post si affermava che, da informazioni assunte, nè il Palaexpo succitato, nè R. Ronnie sapessero nulla della cosa. Convinta di trovarmi di fronte a millantatori, ( senza escludere l’ipotesi di Saretta credo, di trovarmi di fronte ad una possibile associazione a delinquere),ho rifiutato l’adesione ad altre recenti iniziative, fra cui la mostra a Palazzo S. Elia sulla legalità, con relativa pubblicazione.
    Noi artisti siamo di solito squattrinati, e volevo evitare di farmi derubare. Quando 2 gg. fa Red Ronnie in TV ha parlato estesamente della sua partecipazione all’evento di Verona, e mi sono accertata dell’evento al Palaexpo, mi sono resa conto che le menzogne dovevo attribuirle a quanto letto su questa testata. In precedenza avevo deciso di abbonarmi al vostro Magazine cartaceo, ma ora ho serie riserve, dal momento che fuorviate gli artisti con inattendibili informazioni che gettano discredito sulle poche realtà culturali che la vostra Regione può vantare.
    L’Editore Serradifalco ha deciso di pubblicare gratuitamente alcune mie opere sulle sue riviste per scusarsi del disagio, indiretto, provocatomi. Ma io vorrei poter contare su informazioni più corrette, possibilmente prive di gratuito discredito,su questa testata. Grazie

    • Giuseppina Perrone Freni

      Buonasera …non è proprio così…io ho partecipato a vari eventi con EA Editore ….e diciamo x i primi concorsi tutto bene…ad un certo punto mi viene offerta la possibilità di un intervista con Red Ronny a Palermo…non ho avuto dubbi ed ho accettato…fatto l ‘intervista pensavo che tutto fosse chiaro …ma arriva la sorpresa !!!! L ‘intervista che tra l’altro aveva un costo non indifferente..non viene messa in rete x ben due mesi…al momento delle mie lamentele mi viene inviato un link da mettere solo sul mio profilo Facebook…quando la mail parlava di on linea e Roxi Bar TV…dopo un mese stufa della cosa…mettono finalmente l ‘intervista su YouTube…facendomi aspettare tre mesi o più e le arrabbiature non si contano…oggi l ennesima sorpresa …al posto del pagamento rateale mi inviano il corriere con contrassegno 750 euro…che ovviamente non corrisponde agli accordi…al che mi contatta l Editore Serradifalco e minaccia di tenersi le mie opere del concorso già pagato x oltre 700,00 euro più gli altri…ora mi hanno detto che dovrò pagare anche il magazzino dove sono le opere che non mi restituiscono….non ti sei persa nulla…sei stata fortunata!!! serietà 000

      • Giuseppina Perrone Freni

        E questo è solo un episodio accaduto mi con questo emerito Dottore Critico Editore Serradifalco….il resto è storia …non fidatevi !!!! Tutto ciò non dà nessun prestigio agli artisti nonostante si servano del critico Sgarbi a chi va invece la mia grande stima ….con un mucchio di soldi vi rifilano solo una targa da 4 euro !!!!!

  • Gentile Redazione,

    ribadendovi la stima e l’apprezzamento per l’informazione che date, mi chiedevo se:

    -domandiate contributi per la pubblicazione/pubblicità, e/o facciate selezione a riguardo di ciò che editate.

    -Sarei interessato a sapere se i vostri 250 collaboratori sono rimborsati.

    -Che fine hanno fatto i progetti col portale Arte di Tiscali, Fondazione RomaEuropa, ecc. ecc.

    Tutto ciò, non è assolutamente un rimprovero ne’ un attacco, è da considerarsi una richiesta di semplice approfondimento inerente la vostra testata.

    Grazie in anticipo.

  • Sigis Vinylism

    Proprio per fare un censimento in materia di truffatori artistici abbiamo aperto una pagina di facebook col nome di TruffArt l’arte di truffare l’arte…
    Chiunque volesse aderire, partecipare, postare proposte indecenti ricevute ecc. sarà il benvenuto!

    • onil

      il mercato dell’arte è una truffa a qualsiasi livello.

  • TIzi

    Ma di quale farabutto parlate?

  • il grillo parlante

    Ma siamo seri e realisti! Gente come questo Franesi o Diprè, senza un curriculum minimamente credibile, senza collaborazioni serie e certificate che millantano robe del tipo la Biennale di Dubai (che non ha una pagina web ufficiale e come recapito ha un indirizzo gmail!!!!!) sono chiaramente persone dalle quali guardarsi bene. E se gli artisti ci cascano sono proprio degli allocchi accecati da un’ambizione che merita di scornarsi.

    • Alberto S.

      Ricordo la biennale di Dubai: lasciai perdere.

  • Alberto S.

    Per non parlare di una famosa triennale che cerca artisti che possano pagarsi il catalogo, altrimenti nisba. E ti telefonano a casa per dirtelo.

  • Pingback: Tramisti nello strazio. | giramenti()

  • giogi’

    IO NON HO AVUTO NESSUNA TRUFFA ANZI A PARTE TUTTO GRATIS PINTO PRIMO- POI SONO ANCORA IN BALLO PER DEI LAVORI ANCOR + IMPEGNATIVI DI CUI ORA NON POSSO PARLARE E NON HO PAGATO NULAA!! ANZI A DIRE IL VERO MI STO PRENDENDO UN PO DI PAUSA PERCHE’ IL LAVORO CHE MI ASPETTA SARA’ IMPEGNATIVO E LUNGO!!AGGIUNGO INOTRE CHE NN SCRIVO PER DIVENTAR FAMOSA MA PERCHE’ L HO SEMPRE FATTO O CE L HAI O NN CE L HAI!!! MI SPIACE A CHI SI E’ AFFIDATO O CREDUTO A NN SO QUALE CASA EDITRICE O QUALE TRUFFA IO VI POSSO CONFERMARE PER QUANTO MI CONCERNE CHE IL DOTTOR E SCRITTORE SIGNOR ELIO PECORA E’ UNA PERSONA SERIA E IDEM IL SUO STAFF!!1 ALMENO P ME POISI SA TANTI MAGARI CREDONO DI ESSER O DIVENTAR CHISSA’ CHI PER 2/3 PAROLE MESSE IN CROCE SENZA OFEESA E LI’ CARI MIEI IL PROBLEMA NN STA + IN CHI PROPONE UNA TRUFFA…CHE NE DITE!!! RIPETO I POETI NN DIVENTAN RICCHI NE FAMOSI SAPETE QUANTI NEA STORIA CHE SN RIMASTI LI’ HEY GENTE FIDATEVI DELLE VOSTRE POTENZIALITA’ QUALORA LI AVESTE MASOPRATTUTTO EGGETE PRIMADI FIRMARE O ACCETTARE UN CONTRATTO IO CI STO PURE GUADAGNANDO ED HO PUBBLICATO QUASI NULA IN CONFRONTO A QUE CHE DOVRO FARE grazie infinite a ELIO PECORA

  • giogi’

    IO NON HO AVUTO NESSUNA TRUFFA ANZI A PARTE TUTTO GRATIS PINTO PRIMO- POI SONO ANCORA IN BALLO PER DEI LAVORI ANCOR + IMPEGNATIVI DI CUI ORA NON POSSO PARLARE E NON HO PAGATO NULAA!! ANZI A DIRE IL VERO MI STO PRENDENDO UN PO DI PAUSA PERCHE’ IL LAVORO CHE MI ASPETTA SARA’ IMPEGNATIVO E LUNGO!!AGGIUNGO INOTRE CHE NN SCRIVO PER DIVENTAR FAMOSA MA PERCHE’ L HO SEMPRE FATTO O CE L HAI O NN CE L HAI!!! MI SPIACE A CHI SI E’ AFFIDATO O CREDUTO A NN SO QUALE CASA EDITRICE O QUALE TRUFFA IO VI POSSO CONFERMARE PER QUANTO MI CONCERNE CHE IL DOTTOR E SCRITTORE SIGNOR ELIO PECORA E’ UNA PERSONA SERIA E IDEM IL SUO STAFF!!1 ALMENO P ME POISI SA TANTI MAGARI CREDONO DI ESSER O DIVENTAR CHISSA’ CHI PER 2/3 PAROLE MESSE IN CROCE SENZA OFEESA E LI’ CARI MIEI IL PROBLEMA NN STA + IN CHI PROPONE UNA TRUFFA…CHE NE DITE!!! RIPETO I POETI NN DIVENTAN RICCHI NE FAMOSI SAPETE QUANTI NEA STORIA CHE SN RIMASTI LI’ HEY GENTE FIDATEVI DELLE VOSTRE POTENZIALITA’ QUALORA LI AVESTE MASOPRATTUTTO EGGETE PRIMADI FIRMARE O ACCETTARE UN CONTRATTO IO CI STO PURE GUADAGNANDO ED HO PUBBLICATO QUASI NULA IN CONFRONTO A QUE CHE DOVRO FARE grazie infinite a ELIO PECORA

    • Francesco Gabbrielli

      ma che cazzo ti urli? scrivi come un bimbominkia di 12 anni e ci vuoi dire che ti pubblicano gratis? Ma vai a scrivere sui muri va…

    • Giulia

      eh sì, si vede che hai talento… si capisce subito dalla tua grammatica…

    • radish

      Tu davvero scrivi poesie? Noto con piacere che ti manca la grammatica di base -.-

    • Simo Cani

      Ma io voglio ben sperare che MAI lei arrivi a pubblicare un singolo post-it, signora!

    • Maurizio Ripamonti

      Proprio oggi mi ha chiesto la redazione del signor pecora ben 79 euro al mese per pubblicare sulla loro rivista….che serietà…. Sempre senza contratto inviato….elio pecora che Dario Bellezza descriveva come un cialtrone???? Per favire

  • Elisa Shine

    ciao! io sono stata contatta due giorni fa dopo aver partecipato al concorso gratuito “poeti e poesie” di Elio Pecora. mi hanno scritto oggi che la mia poesia era molto piaciuta e mi hanno proposto una collaborazione. dicendo però che al mio recapito telefonico non rispondevo e di lasciarlo un altro. sono rimasta in dubbio e ho letto alcune esperienze di altri partecipanti ed erano IDENTICHE anche nella dicitura della mail. ora nella mia non si parlava di un contributo ma ero certa che me lo avrebbero proposto via telefonica. così ho mandato una mail di risposta ed ero al quanto adirata lo ammetto ringraziandoli per la truffa ma che non avrei dato alcuna cifra per una pubblicazione e dicendo di non contattarmi telefonicamente mai più. la risposta suonava da psuedo minaccia dicendo che chi in passato li aveva accusati era stato denunciato per diffamazione e che avrebbero continuato a farlo con chiunque ci avrebbe provato. poi hanno concluso dicendo di stare TRANQUILLISSIMA perché non mi avrebbero più contattata, ovviamente senza darmi spiegazioni per questo eventuale contribuito. ora la mia unica preoccupazione è di beccarmi una denuncia anche se una parte di me è certa che me lo abbiano scritto per mettermi paura non potendo ribattere sulla cifra che avevano proposto ad altri…che ne pensate?

    • Leo

      “Poeti e poesia”,
      una delusione totale!
      Anche io ho da poco aderito ad un loro
      concorso. Mi hanno proposto per ben due volte il pagamento della
      famosa quota x pubblicare. Devo averli indispettiti xkè ho risposto
      sottolineando il loro particolare “criterio” nel muoversi
      all’interno di un universo così sano, schietto…genuino e
      disinteressato quale dovrebbe essere quello dell’arte in versi.
      Inizialmente pensavo di entrare in un sito dove si inseguono cultura,
      bellezza, sensibilità e raffinatezza. Poi assistere a questa visione
      del mondo della poesia, questa versione stile ” Vanna Marchi”,
      sinceramente… mah!
      Inoltre un accenno ai risultati, giusto per
      restare in tema: andate a vedere, se potete, le posizioni premiate
      n°5 e 29 dell’ultima edizione (la quinta) di “viaggi di versi”,
      ma ce ne sono altre e svariate. Definiamoli ormai acqua passata,
      history… ma loro si dovrebbero cmque ben vergognare visto che nel
      frattempo proseguono (sono velocissimi a chiudere un concorso ed
      aprirne un successivo, andate anche a vedere l’elenco alfabetico di
      quanti hanno aderito alle loro pubblicazioni: sono tantissimi ed
      ognuno gli ha versato i famosi 250 o 290 euro. Soltanto… che non
      obbligano nessuno, rientrano nella legalità e fessi quelli che
      accettano di far parte di quella massa di nuove future promesse,
      future stelle del firmamento dell’arte lirica italiana, i
      neo-Virgilio, Montale o Carducci!).
      Vabbeh… penso che è
      abbastanza, chiudo e vi saluto.

      Leo

  • Mariella Compare

    Anch’io sono stata contattata da Poeti e poesia per la pubblicazione del libro con gli scritti di tredici partecipanti incluse le mie poesie. È vero, hanno un modo di lavorare per niente etico, prima la redattrice mi ha elogiato porgendomi i complimenti dalla redazione, poi quando mi ha proposto la pubblicazione e la quota io le ho risposto che mi sembrava alquanto strana la richiesta di danaro e lei mi ha risposto che tutti, anche Alda Merini, prima di arrivare ad essere quello che è ha fatto gavetta, io ho contrabbattuto dicendo che scrivo poesie da trent’anni e non mi sembrava giusto pagare per questo. Alla fine mi ha convinto.La somma era di €250,00, in questa somma sono però comprese:sei copie del libro cartaceo del valore di €23,00 l’uno, l’audio libro recitato da un attore professionista,il video di una poesia e la pagina web.Direi che il prezzo pagato è frutto di tutto un lavoro che c’è dietro; a chi aderisce viene dato il 4-6% delle vendite. I punti secondo me sono: il modo di lavorare di alcuni redattori, ma non tutti;il fatto che viene data L’opportunità a tutti i partecipanti, da ciò che ho potuto constatare sia a dei veri e propri talenti, sia a chi non è lontanamente definibile autore; il fatto che poi si protrae la richiesta di un contributo, mi hanno proposto di aderire alla pubblicazione di un’altro libro perché dai tredici autori avevano fatto una selezione di quelli più bravi e a quel punto la richiesta di danaro aumenta e arriva a €500,00 sempre compreso di tutto il lavoro precedente e poiché a quel punto i testi aumentano come contenuto nel libro, aumenta anche la cifra in quanto saranno più poesie re
    citate su YouTube ecc…Ho detto di no questa volta, ma mi piacerebbe davvero sapere un parere dalla vostra redazione, grazie.

    • Ale

      Stellina mia, io non centro nulla con la redazione, ma se mi scrivi “un’altro” con l’apostrofo, beh, allora il tuo, con la lingua, è un vero e proprio rapporto di amore e odio: senz’altro tanto amore sì, ma anche tanto tanto tanto odio.. ;)

      • Caterina Porcellini

        Io non c’entro: voce del verbo “entrarci” e non “centrare”. Qui l’apostrofo ci voleva, invece. :)

        • Ale

          esatto! :)
          cvd… :)

          ahhh, quanti artisti c’entrerebbero con l’arte, se solo l’arte centrasse un pò più se stessa…

          Thanks!

          • Tutank

            Scusa prof. Ale, come puoi amare tanto la tua lingua se continui a scrivere “un pò” con l’accento? Lo sapevi che anche qui ci vuole l’apostrofo?

          • Alessandro

            sai ill.mo dott.Tutank, io l’amo purtroppo sì, sebbene se potessi rinascere ne starei alla larga il più possibile, ma il mio è un rapporto serio, purtroppo appunto, non c’è posto per le stronzate in un rapporto del genere.

            Evidentemetne dott. Tutank non hai proprio capito nulla, io ho solo preso il pretesto per dire la cosa importante che volevo dire, che stava nella frase coi puntini, che evidentemente sono troppo piccoli per il tuo acume.

            O forse sono troppo piccoli per te perché sei uno che rilegge tutti i post che scrive in quanto ha tempo da perdere e crede veramente che gli altri si sbaglino sempre perchè nonsanno (cosa che se anche fosse, per qst.stupidaggini appunto, non inficierebbe nulla, purtroppo, e ripeto purtroppo, avrei tanto voluto aver imparato solo ora da te come si scrive “po’”, dio solo sa quanto lo avrei voluto).

            O infine sei uno di quelli che sostengono l’arte formalmente perfetta, tecnicamente raffinata, ineccepibile, ma che non ha un cazzo d’espressione.

            Quelli così (come te?) hanno portato l’arte fuori dal mondo, riempiendolo d’arte solo apparentemente, riempiendolo di un’arte che non sa di niente…e allora è normale che poi si posti per dire quel che si vuol dire:qlcn.capisce qual era l’intenzione e qualcun altr , che forse vuol fare il vero saputello, no.

            Cmq.non ho mica mai detto che dalla lingua italiana sia mai stato ricambiato (non le ho mai chiesto nulla in termini pratici, come invece fanno tanti, forse troppi appunto, o troppi che non cercano altre strade…), pertanto non sono magari riuscito bene ad esprimere le mie intenzioni. O forse qlcn.le ha capite benissimo, e ha appunto capito che erano lontane anni luce dalle intenzioni del saputellod iturno appunto che corre ad apostrofare per un apostrofo di troppo e qlcn.altro, non inaspettatamente, non le ha invece minimamente capite.

            Ti dirò di più, credo che il senso si capirà pertanto ho già perso abbastanza tempo per qst.post che non lo rileggo neanche, proprio perchè andare dietro alle str…..te o a qlcn.che fa lui sì il saputello ed usa non l’ironia ma il sarcasmo, non è proprio nel mio stile.

            O forse la tua era solo una battuta, ma allora al tuo “prof” in questo contesto dovevi fare seguire una faccina, tipo :) o ;)

            :)

            Solo tu sai qual è i l caso .Di certo se fosse dimenticanza voluta non mi sorprenderebbe: chi apostrofa per gli apostrofi facilmente dimentica, se vuol solo essere ironico, di :)

    • Ale

      Scherzi a parte, e senza alcuna offesa naturalmente, ci mancherebbe, non sono gli apostrofi che fanno o meno la poesia, la si può fare anche da semi-analfabeti, però poeti, artisti, ecc., magari è cmq.ora di dare forse via un pò meno il c..o, poeticamente parlando, e ceracre altre vie…

      • Ale

        c.v.d., nella fretta si usa magari il presente anziché il condizionale. Modo non perfetto? Oppure da usarsi per avere più forza?
        Quel che conta è l’espressione, e il concetto, e in quei puntini ce n’è tanto, c’è tutto.

    • Ale

      Ultimo commento poi basta se no monopolizzo tutto il modulo degli ultimi commenti in home page e finisce che mi bannano, stavo solo ripensando al fatto che causa dente un pò avvelenato… magari non mi sono espresso proprio da signore con un’esponente del gentil sesso, ma confido nel tuo animo poetico per capire che ciò è dovuto al fatto che al punto in cui s’è arrivati non si può più fare i fighetti…

    • Francesca Riccelli

      Francesca Riccelli Stessa procedura, stesso invito solo che io sono stata più cucù ed in primo tempo ho accettato salvo rifiutare l’esborso di 299 euro al corriere che mi doveva dare il pacco. Ho partecipato al concorso indetto da poeti.pagine e mi sono accorta che per la poesia che ho inviato si terranno i diritti e già questo mi brucia molto. Non fanno distinzione alcuna tra persone comuni e persone di vaglia e questo la dice lunga sulla serietà. NON VI FIDATE QUINDI E NON ACCETTATE. Meglio stampare a nostre spese.

      • aleXander

        “Non fanno distinzione alcuna tra persone comuni e persone di vaglia”

        Oh my God!!!!! Ditemi che è uno scherzo dai! E’ una provocazione! Di vaglia?!?
        Ahahahahhah
        Ohhhmmmiooddddioooooo
        Io non so un cazzo di poeti e di poesia, soprattutto di concorsi di poesia, o meglio non voglio saperne un cazzo e mai volli saperne, ma certo di una cosa son certo, la contraddizone in termini, qui, è da sconcerto.

        Quanta, quanta divina devastante poesia, nella guerra della società ai poeti, “poeti”, po’eti, poyeti, poetti, pooheti,…

      • Alessandra

        Cara Francesca, come hai scoperto dei diritti della ppesa inviata per il concorso “viaggi di versi”? Anche io ho partecipato :( mi stai dicendo che quella poesia appartiene a loro?
        Grazie, un saluto!

  • damienkoons

    I soldi fanno tutto, pagate pagate, fate del bene, qualcuno si arricchirà!

  • Toni Arzenta

    Sono venuto a conoscenza che i premi in denaro per i 3 vincitori della Triennale di Arte Contemporanea a Verona dal 9 al 12 giugno 2016 e organizzata dalla EA Editore di Palermo non sono stati ancora versati agli interessati. Stante il tempo trascorso consiglio ai 3 artisti di incaricare un legale a tutela dei propri interessi. Il mio interesse per la questione è puramente morale, perchè gli stessi artisti hanno dato lustro alla manifestazione e meritano rispetto alla pari delle persone illustri che hanno partecipato tra cui il prof.Luca Beatrice e il prof.Vittorio Sgarbi che sono intervenuti alla manifestazione e sicuramente retribuiti prima del citato evento. Il mio dubbio è che l’evento organizzato dalla EA Editore sia stato programmato con l’inserimento di un premio di 35000 € per attrarre un maggior numero di partecipanti il cui intento era quello di aumentare un maggior plafond di guadagno con le adesioni ma di fatto disinteressarsi poi a rispettare gli impegni con i vincitori.

  • Tonino melis

    Non sono per niente d’accordo sui commenti letti. La cifra di 299,00€ richiesta è la più bassa in assoluto che io abbia trovato per la pubblicazione delle mie poesie. LE offerte fatte a me andavano da un massimo di 879,00€ a un minimo di 450€,offerta che però non includevano mai la messa in vendita nelle librerie. A quello ci dovevo pensare io. Quindi non diciamo sempre cazzatte.

  • Elisabeta

    Un mese fa ho partecipato a questo concorso
    http://viaggi-di-versi.poetipoesia.info/?utm_source=Facebook&utm_medium=Social+Adv&utm_campaign=Poeti+-+Merini+CPA+%5BVI%5D.
    Oggi mi hanno contattata mi hanno fatto i complimenti e dopo mi hanno
    detto del pacchetto che mi offrono se sgancio i 290 euro. Io, scrivendo
    poco e nulla e non appartenendo a questo mondo le ho chiesto il perchè
    dei soldi se la poesia può addirittura essere pubblicata. Lei con tono
    infastidito e saccente mi ha risposto: ” IO RIMANGO BASITA! UN PREZZO
    MINIMO PER SPIANARE LA STRADA AL SUO FUTURO”.
    Le ho chiesto tempo
    per pensare…. cosa mi consigliate? Mi hanno mensionato Elio Pecora
    dicendomi che è il direttore. Mi hanno detto che verrà venduto su
    Amazon, che lo pubblicizeranno su sky etc. Tutto questo mi entusiasma
    per non parlare del fattore economico cioè li sborso 300 euro per un
    futuro più solido. Che mi dite??aiuto!

    • serena

      Io credo che in giro ci siano prezzi ben più alti. Non è una truffa ma decidere se accettare o meno una pubblicazione a pagamento deve essere una decisione personale e frutto delle proprie idee.