Common ground, ovvero l’architettura appartiene a noi. David Chipperfield presenta a Roma la sua Biennale, ecco qualche highlight

“Il tema centrale di questa Biennale 2012 è ciò che abbiamo in comune. L’ambizione di Common Ground è soprattutto quella di riaffermare l’esistenza di una cultura architettonica costituita non solo da singoli talenti, ma anche da un ricco patrimonio di idee differenti riunite in una storia comune, in ambizioni comuni, in contesti e ideali collettivi”. […]

Il tema centrale di questa Biennale 2012 è ciò che abbiamo in comune. L’ambizione di Common Ground è soprattutto quella di riaffermare l’esistenza di una cultura architettonica costituita non solo da singoli talenti, ma anche da un ricco patrimonio di idee differenti riunite in una storia comune, in ambizioni comuni, in contesti e ideali collettivi”. Queste le prime parole con le quali il Direttore David Chipperfield ha delineato i contenuti della 13. Mostra Internazionale di Architettura dalla Biennale di Venezia, nel corso della presentazione svoltasi oggi 2 maggio a Roma, nella Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza .
Il tema già annunciato è “Common Ground” – terreno comune, bene comune – il che concettualmente implica un allargamento di vedute, poiché coinvolge architetti che a loro volta invitano altri architetti sfruttando l’idea di link, di ideas sharing, di influenze reciproche, di multidisciplinarietà, contaminazione e di una generale “collaborative attitude”. Così accade che i progettisti invitati ufficialmente siano 58, ma diventino 103 grazie, appunto, alle collaborazioni che sono scaturite. I paesi coinvolti quest’anno sono addirittura 55, di cui cinque presenti per la prima volta: Angola, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Perù e Turchia.
Afferma ancora Chipperfield: “Siamo partiti dal desiderio di enfatizzare idee condivise al di là della creazione individuale, e ci siamo resi conto che questo ci imponeva di attivare dialoghi piuttosto che selezionare singoli partecipanti”. Un tema ancora troppo ampio per provare a immaginare una Biennale fatta di architettura e non solo di parole.

– Giulia Mura

www.labiennale.org

 

 

CONDIVIDI
Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.