Noi non c’abbiamo manco il curatore, loro già artisti e progetto. Sara Sze rappresenterà gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia del 2013. Con un Grande Fratello in fase di montaggio

D’altro canto è questo il tempo che ci vuole. Non meno di un anno e mezzo, altrimenti la cosa non ha senso; altrimenti la cosa è necessariamente cheap, rabberciata, arrangiata. E questo infatti fanno le grandi democrazie evolute d’occidente: un anno e mezzo agli artisti per preparare la partecipazione alla Biennale di Venezia nel padiglione […]

D’altro canto è questo il tempo che ci vuole. Non meno di un anno e mezzo, altrimenti la cosa non ha senso; altrimenti la cosa è necessariamente cheap, rabberciata, arrangiata. E questo infatti fanno le grandi democrazie evolute d’occidente: un anno e mezzo agli artisti per preparare la partecipazione alla Biennale di Venezia nel padiglione nazionale. Cosa che per un artista di mezza età può significare la carriera. Il discorso dunque, generazionalmente, calza a pennello a Sara Sze, quarantaduenne di Boston ma da sempre a New York, che nel 2013 rappresenterà gli Stati Uniti d’America in una partecipazione nazionale alla biennale che viene per la prossima edizione gestita dal The Bronx Museum of Art e curata da Carey Lovelance assieme al direttore del museo Holly Block.
Secondo le prime indiscrezioni l’installazione site specific che la Sze proporrà in Laguna, Triple Point, andrà ad aggredire l’architettura palladiana dell’US pavillion veneziano, addirittura uscendo all’esterno e interessando l’area circostante. D’altro canto la Sze ha abituato il pubblico a lavorare esclusivamente con installazioni ambientali che giocano con lo spazio circostante riempiendolo con assemblaggi di materiali di uso comune. Questa volta, poi, ci sarà in aggiunta anche la virtualità di un progetto web che consentirà al pubblico di seguire passo passo, in diretta, la complessissima fase del montaggio “architettonico” e “strutturale” del precisissimo lavoro che l’artista proporrà a Venezia.
Sara Sze, quarantatreenne e rappresentata dalla galleria Tanya Bonakdar, ha esposto nei più importanti musei del mondo e proprio in questi giorni ha una serie di show in corso. Una personale al Mudam di Lussemburgo (sopra, nel video), una all’Asia Society di New York (in virtù delle sue origini cinesi, nell’altro video qui sopra) e, sempre a New York, una installazione urbana sulla High Line, che resterà al suo posto fino a giugno.
La grande installazione della Sze piglierà il testimone, il prossimo anno a Venezia, dalla impattante operazione artistica realizzata nel 2011 dal duo Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, una bella responsabilità.

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  • marcot

    Ho sempre ritenuto che il Rinascimento, nonostante il Brunelleschi, in Italia non sia mai giunto dunque in pieno Feudalesimo dovremo attendere le decisioni di vassalli, valvassori e valvassini prima di sapere chi e cosa vorrà fare per distinguersi dalla “sgarbata” edizione appena trascorsa