Medioriente, Nord Africa, Sud Asia. Ovvero ME.NA.SA., la fiera che intercetta nuove economie e nuove istanze creative. E che alla terza edizione diventa Beirut Art Fair

Il nome era magari didascalico, ma certamente efficace: ME.NA.SA., ovvero Medioriente, Nord Africa, Sud Asia. Ora, in vista della sua terza edizione la fiera d’arte libanese, che avrà luogo dal 5 all’8 luglio 2012 al Beirut International Exhibition Leisure Center (BIEL), ha deciso di cambiare nome. Si chiamerà Beirut Art Fair, ma manterrà inalterato il […]

Il nome era magari didascalico, ma certamente efficace: ME.NA.SA., ovvero Medioriente, Nord Africa, Sud Asia. Ora, in vista della sua terza edizione la fiera d’arte libanese, che avrà luogo dal 5 all’8 luglio 2012 al Beirut International Exhibition Leisure Center (BIEL), ha deciso di cambiare nome. Si chiamerà Beirut Art Fair, ma manterrà inalterato il proprio obiettivo di creare una piattaforma di scambio dedicata agli artisti della regione. Nella sua ultima edizione, Menasa-Fair aveva registrato 10mila presenze con la presenza di 25 gallerie internazionali, mentre per l’edizione del 2012 le gallerie previste sono più di 40, con un ricco programma di incontri tra collezionisti, investitori, professionisti.
Dal Marocco all’Indonesia, la scena artistica di paesi prima ai margini sta crescendo esponenzialmente, grazie anche allo sviluppo economico. Nella regione sono presenti 60 musei, 6 biennali, 8 fiere, 30 fondazioni e oltre 200 gallerie. I linguaggi artistici che si possono incontrare a ME.NA.SA sono molto variegati, data l’estensione dell’area presidiata, ma elementi comuni si possono ritrovare nell’attenzione alla calligrafia, nella fotografia e nella videoarte. E il Libano si è dimostrato luogo privilegiato per esprimere queste diversità, grazie anche alla crescita di Beirut come capitale culturale del mondo Arabo e crocevia tra il mondo occidentale e orientale.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.