La saga del Padiglione Piemonte. Si inaugura ad Alessandria, ma senza il gruppo torinese

Ci eravamo lasciati, lo scorso 8 settembre, con un pugno di domande sul futuro eventuale delle quattro sedi del Padiglione Italia in Piemonte. Domande che, con l’approssimarsi delle prime due inaugurazioni, trovano alcune risposte. Domenica 25 settembre, con la conferenza stampa alle ore 12 e l’inaugurazione alle ore 17 – tempistica di cui s’è già […]

Sabrina Raffaghello

Ci eravamo lasciati, lo scorso 8 settembre, con un pugno di domande sul futuro eventuale delle quattro sedi del Padiglione Italia in Piemonte. Domande che, con l’approssimarsi delle prime due inaugurazioni, trovano alcune risposte.
Domenica 25 settembre, con la conferenza stampa alle ore 12 e l’inaugurazione alle ore 17 – tempistica di cui s’è già detto nell’articolo che potete leggere seguendo il link in calce -, inaugura la sede di Alessandria a Palazzo del Monferrato. La curatrice del progetto, insieme a Vittorio Sgarbi, è Sabrina Raffaghello, ovvero la storica direttrice artistica della Biennale Videofotografia contemporanea, che proprio ad Alessadria si svolge (e che, eccezionalmente, riaprirà per una settimana in concomitanza con l’inaugurazione del Padiglione Piemonte). Raggiunta telefonicamente durante l’allestimento, ci spiega che lei è la “curatrice della sezione dedicata al Basso Piemonte” del Padiglione Italia, “con un censimento di artisti appartenenti a tre generazioni”. Le chiediamo allora se, visto il suo coinvolgimento, sa qualcosa della grande mostra promessa da Sgarbi e Coppola a Torino, al cosiddetto Padiglione Nervi. “Sulla sede di Torino non si sa nulla”. A quel punto preferiamo non toccare il tasto Miradolo. Quel che preme è un’altra questione: “Non me la sento proprio di riaccendere polemiche”. Le polemiche sono quelle, celeberrime, che hanno visto opporre a Sgarbi il gran rifiuto degli artisti torinesi invitati a giugno al Padiglione Piemonte, che in buona sostanza venne annullato. E ad Alessandria? “La lista degli artisti è stata stilata da me e avallata da Sgarbi”, racconta la Raffaghello. “Abbiamo lavorato sul tricolore, o meglio sulla scala cromatica rosso/bianco/verde. Una sorta di bandiera concettuale. Ad Alessandria, in effetti, ha sventolato il primo tricolore, ma era bianco, rosso e nero”. I nomi, però, non sono stati resi pubblici… “La lista degli artisti è definitiva da tempo, ma non è stata comunicata per scelta di Sgarbi, anche se stiamo valutando se diffonderla prima del 25 settembre”. Ad Artribune risulta però che un incontro coi “torinesi” ci sia stato… “Con il gruppo dei torinesi ho parlato a lungo e ho dato loro la possibilità di confrontarsi con la stessa arena, cioè il Padiglione Italia”, ammette la curatrice. E continua: “Alcuni avrebbero anche accettato l’invito ad Alessandria, ma come gruppo hanno optato per la coerenza, e quindi hanno deciso di non partecipare”. Quindi, chi vedremo ad Alessandria? “In realtà, almeno un cambio di posizione c’è, ed è quella di Enrico Colombotto Rosso”. Quel Colombotto Rosso che sembra una vera e propria fissazione di Sgarbi, che lo ha citato praticamente in tutte le conferenze stampa da alcuni mesi a questa parte. E che in realtà non pare figurasse fra coloro che avevano rifiutato l’invito; anzi, pare non fosse stato proprio invitato.
Il secondo capitolo della saga piemontese riguarda la sede della Castiglia di Saluzzo. Dove, come vi abbiamo già raccontato, un piano è occupato dal recente riallestimento della collezione dell’Istituto Garuzzo, mentre un altro è stato lasciato “libero” – annullando una mostra in programma – per ospitare una sede del Padiglione Piemonte. La cui data di inaugurazione è fissata per lunedì 26 settembre. Abbiamo allora parlato con chi ha curato il riallestimento, Alessandro Demma: “Noi non c’entriamo assolutamente niente con la Biennale”, precisa. “Soprattutto perché in collezione ci sono tutti artisti che hanno rifiutato la Biennale, e non solo piemontesi”. Una sorta di contro-Padiglione Italia? “Diciamo che potrebbe essere l’immagine di un Padiglione con artisti più rappresentativi di quelli che hanno esposto ai Padiglioni regionali…”.
Ecco, gli artisti, che come al solito nessuno contatta per capire cosa ne pensano, e che sono – o dovrebbero essere – i protagonisti delle mostre… Leggiamo a Maura Banfo le esternazioni di Sabrina Raffaghello. “Quello che ha dichiarato è corretto. La nostra però non è banale coerenza, ma soprattutto una questione di tempi. Abbiamo fatto un incontro la sera del 20 settembre, per una mostra che inaugura il 25… È una Biennale, non si può lavorare con tempi così stretti!”. Insomma, la vostra decisione di rifiutare anche questo invito è coerente perché i problemi restano immutati? “Esatto. La decisione di rifiutare l’invito a giugno era maturata proprio a causa di modalità operative che non rispettavano gli artisti. E ora è la situazione è la stessa. Senza contare il fatto che si continua a ‘giocare’ con la totale sostituibilità degli artisti…”. Quindi il gruppo resiste unito? “Gruppo fra virgolette. Non siamo uniti da una questione identitaria, ma per salvaguardare la nostra professionalità”.
Gruppo o non gruppo, di portavoce non se ne parla. E allora sentiamo almeno una seconda voce. “Va specificato che un paio di artisti avrebbero accettato soltanto qualora avessero preso la stessa decisione anche tutti gli altri. Sono infatti artisti che sono stati contattati prima degli altri, e che hanno dato una semplice disponibilità al dialogo. Poi, in sede di approfondimento, la decisione è stata unanime, ovvero di non partecipare alla mostra di Alessandria”, dichiara Andrea Massaioli. “La cosa più bella di tutta questa vicenda, però, è stata l’occasione di riflettere insieme come artisti, forse per la prima volta dopo la stagione dell’Arte Povera”. Le motivazioni per questo nuovo rifiuto? “Non si tratta di puntiglio. Il fatto è che si sta verificando la stessa totale disorganizzazione di giugno…”.
Dunque? Non è chiaro chi ci sarà ad Alessandria (men che meno a Saluzzo), mentre è più prevedibile capire chi non ci sarà: certo non Maura Banfo e Andrea MAssaioli, e poi Botto & Bruno, Bartolomeo Migliore, Francesco Sena, Paolo Leonardo, Paolo Grassino, Salvatore Astore, Sergio Ragalzi, Giulia Caira…

– Marco Enrico Giacomelli

Biennale contro Biennale: da Torino nuove menate per il povero Sgarbi

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • paolo effe

    piccola precisazione:
    “Alcuni avrebbero anche accettato l’invito ad Alessandria, ma come gruppo hanno optato per la coerenza, e quindi hanno deciso di non partecipare”
    NON E’ VERO!!!!!!!!!!

    • me.giacomelli

      Ciao Paolo, come hai potuto leggere, Massaioli ha rettificato questa dichiarazione. Ma onestamente non credo che la Raffaghello intendesse rigirare la proverbiale frittata. Se tu hai notizia differenti, questo è il posto giusto per dirlo e discuterne. Ma dare del bugiardo a qualcuno necessita di una smentita documentata e magari non anonima. Altrimenti si torna al Medioevo.

  • danny1

    la serietà di artribune si manifesta proprio perchè chiama in causa gli interessati prima di sparare “cavolate”. il sig paolo effe non può dire “cavolate” così senza sapere. caro paolo, parla con gli artisti e confrontati.

  • antonio

    vorrei fare i complimenti al piemonte, a questi artisti che unendo le forze si sono sottratti ad una buffonata. nella mia regione questa biennale regionale ha inaugurato mettendoci tutti in ridicolo. tutto per inserire nei propri curriculum la partecipazione alla biennale..nemmeno di venezia…ma regionale.
    tenete duro in piemonte!

  • Edoardo Di Mauro

    Scusate amici miei, sapete quanto stimo la vostra esperienza e ritenga importante Artribune ma forse vi sfugge che stamattina c’è stata la conferenza stampa dell’unica Biennale del Piemonte..d’accordo che anche le polemiche fanno notizia pero…’

    • me.giacomelli

      Ciao Edoardo,
      a me non risulta infatti che di Biennale del Piemonte ce ne sia più d’una. In questo articolo parlo del Padiglione Italia nelle sue sedi regionali, e in particolare di quelle piemontesi.
      Sgarbi, per sgombrare dai dubbi, non ha curato alcuna Biennale ma – ripeto – un Padiglione nazionale, quello italiano.
      Quanto alla BAM, ne abbiamo dato notizia oltre dieci giorni fa. Non pubblichiamo news a proposito di ogni conferenza stampa, per questo c’è il nostro calendario.
      Marco

      • Edoardo Di Mauro

        va bene Marco ok.. comunque grande successo oggi per la BAM un caro saluto

      • Edoardo Di Mauro

        Ok Marco un tempo un progetto come quello dell’Altra Storia che Artriibune non ha degnato nemmeno di una news sarebbe stato oggetto quanto meno di discussione…. ma forse i tempi sono cambiati….

      • Edoardo Di Mauro

        Caro Marco la BAM ha inaugurato a Chieri l’edizione 2012 con un successo indiscutibile, Artribune non l’ho vista,,,

  • matteo

    forse caro Di Mauro questa Biennale di cui parli dovreste pubblicizzarla di più. Sono in pochi a conoscerne l’esistenza. che cos’e’?

    • Edoardo Di Mauro

      Scusa Matteo conosci internet?..allora informati

      • matteo

        la comunicazione non passa solo attraverso internet. ci sono eventi che non hanno necessità di motori di ricerca per essere scovati. magari fatti qualche domanda!
        e poi smettila di intervenire sempre con i tuoi commenti negli articoli in cui non si parla di te per attirare l’attenzione.
        se non se ne parla tanto di questa Bam ci sarà pure un ragione.

        • Edoardo Di Mauro

          Caro Matteo dopo queste vigliacche ed ignoranti affermazioni vieni fuori dall’anonimato e rivolgiti direttamente a me, non è difficile rintracciarmi. Per quanto mi riguarda se un argomento mi coinvolge ci metto la faccia senza problemi. Trent’anni di carriera non necessitano, grazie al cielo, del tuo plauso e del tuo consenso e, francamente, dei tuoi consigli ne faccio volentieri a meno. A te, ma anche ad altri, proprio non risulta evidente una considerazione elementare. Non sono stato io a voler porre in parallelo la BAM con l’operazione di Sgarbi. Una volta che ciò è avvenuto ho tutto il diritto di intervenire.

  • effe ci

    Biennale del Piemonte, Giro della Padania.. avanti, c’è posto!

  • E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI METTENDOSI UN PAIO DI OCCHIALI

  • paola mantovani

    invece di utilizzare questa pagina per le vostre elucubrazioni mentali, approfondite per favore l’argomento in questione. è una vergogna questa tarantella delle biennali regionali. non servono a niente e a nessuno tranne che il re supremo vittorio sgarbi, che da questa operazione si è intascato un capitale sfruttando gli artisti a gratis. questo non vi basta per pensare che sia tutta una brutta storia? e i curatori, o curatori che si spacciano per tali, se avessero rispetto per il lavoro degli artisti non accetterebbero questi incarichi tra l’altro ridicoli. su torino i curatori che da anni seguono gli artisti del territorio credete non siano stati chiamati? certo che sì. ma si sono rifiutati. non facciamo i finti tonti.

    • me.giacomelli

      Cara Paola,
      innanzitutto ti ringrazio per la prima parte del tuo intervento: che questo commentario si autoregoli senza necessità di far intervenire la redazione è uno degli obiettivi che ci poniamo, e che sarà centrato grazie a persone come te.
      Venendo al punto: marxianamente, si potrebbe dire che è una banale questione di denaro (e potere). Torino in questo senso è uno specchio, un esempio (nel senso di caso studio esemplare) della situazione culturale ed economica del nostro Paese. Lo dimostrano queste “polemiche” a proposito del Padiglione Italia e del Castello di Rivoli.
      Tutte faccende che paiono mere schermaglie locali, ma che invece testimoniano di un malessere diffuso. Ed è proprio giunto il momento di intervenire, in primis calcando la mano sulla proprio professionalità. Lo stanno facendo gli artisti, lo sta facendo una parte del giornalismo, lo stanno facendo alcuni curatori (quelli ai quali ti riferisci)… Occorre ripartire dai fondamentali.

      • paola mantovani

        ieri sera ho fatto il giro delle gallerie e ho respirato aria pura. c’è voglia di aria pura. bisogna dare credibilità a tutti questi artisti bravi che sulla città hanno dato negli anni e continuano a dare con generosità un segnale molto positivo. alcuni di loro sono hanno avuto il coraggio di dire no alla mancanza di professioniltà che si manifestava attraverso la richiesta di partecpazione a questa fantomatica biennale del nostro governo. questi artisti vanno sostenuti. la città ha il dovere di sostenerli. i curatori a torino devono guardarli. le istituzioni non possono più fare finta di niente. perchè loro per la città fanno molto. complimenti a professionisti come te marco e a tanti altri che senza guardare solo al proprio portafoglio amano ciò che fanno.
        cordialmente.

      • paola mantovani

        ciao Marco sono d’accordo sul fatto che Torino sia un esempio molto plausibile rispetto alla situazione economica dell’arte.
        io spero che qualcosa cambi una volta per tutte e appoggerò sempre più gli artisti che con le loro scelte (difficili) si pongono in situazioni che portano anche a difficoltà di rapporto con i committenti.
        la questione biennale è una spina nel fianco che ha colpito con immediatezza i deboli, che sognanti di gareggiare in pole position hanno accettato se pur consapevoli della buffonata alla quale si stavano affacciando. non li giustifico, anzi…non credo che li sosterrò dopo questa scelta. non per ricatto, ma solo per coerenza lavorativa nei confronti di chi cerca con serietà e siprattutto professionalità portare avanti progetti come l’arte.
        un caro saluto

  • paolo

    Complimenti !

  • paolo da napoli

    “La lista degli artisti è definitiva da tempo, ma non è stata comunicata per scelta di Sgarbi, anche se stiamo valutando se diffonderla prima del 25 settembre”

    E’ UNA VERGOGNA la dichiarazione di questa signora!
    in primis fino a qualche giorno fa la lista non poteva essere definitiva visto che a cinque giorni dall’inaugurazione erano a torino a cercare di reclutare CHIUNQUE!!

    ma poi vi sembra serietà questa? non diffondere la lista fino all’inaugurazione?????? VERGOGNAVERGOGNA
    VERGOGNA
    VERGOGNA
    VERGOGNA
    VERGOGNA!

  • paolo da napoli

    giusto così per raccontare a verità delle cose….a tre giorni da questa inaugurazione la signora raffaghello convocano il gruppo dei torinesi per convincerli a partecipare! gli pagava anche il trasporto delle opere! però!!! che serietà!!!