E Cattelan finisce da dove ha iniziato. In extremis nella Biennale di Bice c’è anche lui. Coi piccioni

“Questa è l’ultima mostra di cui mi occupo, poi ci sarà la retrospettiva di novembre al Guggenheim e poi basta – giura -. Come annunciato mi ritiro ad occuparmi della mia rivista Toilet Paper, anzi ne farò  anche altre”. Giustifica così, al quotidiano Repubblica, la sua presenza in extremis alla Biennale di Venezia Maurizio Cattelan. […]

I piccioni di Maurizio Cattelan per la Biennale 2011

Questa è l’ultima mostra di cui mi occupo, poi ci sarà la retrospettiva di novembre al Guggenheim e poi basta – giura -. Come annunciato mi ritiro ad occuparmi della mia rivista Toilet Paper, anzi ne farò  anche altre”. Giustifica così, al quotidiano Repubblica, la sua presenza in extremis alla Biennale di Venezia Maurizio Cattelan.
Duemila piccioni impagliati sulle capriate del Palazzo delle Esposizioni, in ogni sala il pubblico visiterà la mostra di Bice Curiger con la minaccia simbolica di essere battezzato dal fatale guano. Un’opera che quadra  idealmente il cerchio apertosi quindici anni fa: nel 1997, in occasione del Padiglione Italia di quell’anno (curato da Germano Celant così come la mostra internazionale), Maurizio Cattelan venne invitato affianco di due mostri sacri come Enzo Cucchi e Ettore Spalletti, risposte disseminando il padiglione di minacciosi piccioni…

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  • ma quanto è geniale…ma come gli vengono certe idee??? ma non ha paura di essere squalificato dal partecipare alla Biennale di Sgarbi?

    • Giovanni

      Ma quando assisteremo ad una bella mostra di imbalsamatori impagliati?
      quoto David.
      Imbalsamatori e assassini di animali, VERGOGNA!!!

  • nicola di caprio

    L’altro giorno al “Alighiero e Boetti Day”, la maratona dedicata all’artista, tenuta all’Auditorium della Rai di Torino ho preso più di una copia del poster distribuito gratuitamente e dietro, come spiegazionee, dice:
    “Ho incontrato Alighiero Boetti nel 1990, alla Biennale di Venezia, nel padiglione americano, accanto a una pila di poster di Jenny Holzer. Abbiamo chiacchierato un po’ e prima che lo salutassi, Boetti ha preso un poster, ha aggiunto un nuovo truismo alla lista della Holzer – Non Scrivere Mai Cazzate – l’ha firmata e me l’ha regalato. Ho sempre pensato ci fosse una strana, irrequieta gentilezza in quel gesto. Finalmente posso restituirgli il regalo”.
    Maurizio Cattelan, 2001-2011

  • hm

    – E Cattelan finisce da dove ha iniziato. –

    sì infatti . tornando subito .

  • David

    Disgustoso. Poveri uccelli massacrati per una caricatura “d’arte”. Ma chi ha permesso questa mostruosità ? Dove sono il WWF e Legambiente ? A quando anche esseri umani impagliati se si continua così!

  • Marco Lavagetto

    Meglio un esercito di elefanti impazziti che distruggono pazientemente le installazioni di tutti gli artisti della biennale curata da Sgarbi…e ci scapperà qualche vittima dell’arte contemporanea!

  • Rogie

    Beware of Lavage!

  • Diego

    A chi invoca il wwf e legambiente: ma vaffa***lo!

  • A.S.

    si ritira? che cose è? una star del cinema?
    mette in dubbio la sua ricerca? arte?
    cattelan con questo dimostri di essere stato un gioco di sistema che si è morso la coda..vai a casa lessi

  • alberto

    si ritira perchè non ha mai avuto realmente nulla da dire..

  • Cattelan impagliato e appeso sarebbe più provocatorio dell’inutile sacrificio di 2mila piccioni.

    • David

      Bravo! Lei ha ragione. In un civiltà decadente dove le idoli sono macchina, soldi, TV spazzatura e calcio, le prime vittime sono anziani, bambini, alberi ,uccelli, fiori ecc. insomma tutte le creature innocente e indifese. Cf. manifestazioni di Legambiente , verdi and Co, dove quasi tutti arrivano con macchine e moto, tanto per la purezza dell’aria .C.Q.F.D.

  • de sade

    non male l’idea … ma sarebbe cmq meno decorativo

    • Marco Lavagetto

      Ma se sono impagliati i piccioni, non c’è la preoccupazione della merda che ti cade in testa… Sarebbe stato meglio costruire una gabbia sul soffitto in uno spazio espositivo e poi funzionava alla grande! I piccioni vivi battezzavano la gente di questa biennale. In quest’opera dell’artista padovano non c’è pathos, non c’è la goccia imbrattante su un vestito di un critico d’arte o di una ragazzina innamorata di questo grande artista … e mi sto chiedendo, ma tutti quei piccioni impagliati, sono tutti firmati dal Maurizio??

  • Stefano

    Rabbia ?

    Stupore ?

    Tristezza ?

    Altro ?

    Macchè …

    Solo pietà per la totale assenza di genio !

    !

  • Alby

    Un altro poveraccio senza arte ne parte…….
    farsi impagliare lui no??????? sarebbe stato più interessante!!!!!

  • maura

    non capisco il bisogno di impagliare 2mila piccioni!!!! non era buono a farli finti?cioè l’effetto sarebbe stato diverso?mi pare uno stupro della natura più che arte sinceramente.

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      I PICCIONI CONTINUERANNO A VOLARE
      Maura, i cosiddetti artisti noti del nostro tempo (senza memoria, privo di etica) non rispettano che il successo, il potere i soldi. Devi sapere che I finti artisti cadono, non per vecchiaia, ma per eccesso di successo. Mentre i piccioni continueranno a volare sempre più in alto…in libertà!

      • hm

        no volano solo perchè hanno le ali . la libertà non è star sopra un albero .

        • hm

          neanche finire impagliati da cattanal su un palazzo sia chiaro .

    • Daniela Tamborino (avvocato di diritto d’ autore)

      il bisogno di impagliare 2mila piccioni viene il sospetto che ce lo avesse il Comune di Venezia, che non era riuscito a sterminarli finora e deve avere preso letteralmente 2 piccioni con una fava (la fava è Cattelan, nel senso toscano del termine).
      Ho fatto caso ieri in piazza S. Marco a Venezia che non c’era 1 solo piccione, dico uno: quando ho visto quell’ orrenda e triste opera ( e sono una che ama Cattelan) ho fatto 2+2 e sono uscita velocemente inorridita da quel padiglione.
      Quelle povere bestie sacrificate alla mancanza di vera arte dell’ arte contemporanea!
      Gli animalisti avrebbero dovuto devastarla, quell’ installazione, altro che protestare, avrei dato volentieri una mano a costo di farmi radiare dall’ Albo. Da sola era impossibile.
      Dopo quello che ho visto allo spaventoso Padiglione Italia di Sgarbi (intitolato “L’ arte non è Cosa Nostra”, e con la geniale pensata di aggiungere un museo della mafia !…) concludo che la mafia fa meno orrore.

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Caro Mauro, l’arte è scomparsa da un pezzo. Non rimane che l’ombra di quella che fu…

  • chiara

    quanti soldi spesi per catturare , gasare , imbalsamare i colombi .

    e poi i Comuni dicono che la sterilizzazione dei colombi tramite mangime anticoncezionale medicato costa troppo ! e avrebbero i colombi decorativi e che non imbrattano i monumenti !

  • monica marotta

    Che schifo ! Come fate presto a chiamare artista una nullità o peggio ancora! Il mio pensiero è rivolto ai colombi………….Guardati allo specchio ” artista “……………!

  • … ma quanti bei commenti di frustrati, passi hm che con Cattelan
    ce l’ha a morte per motivi suoi personali (magari anche condividibili)… ma gli altri! Ah! Capisco voi siete quelli che sbavano davanti a qualche bel “faccione” (che sia olio o acquerello! al massimo acrilico… si con qualche bella sbavatura di tinta va’ bene che fa tanto “contemporaneo e sofferto” … meglio ancora se in bianco e nero che sembri proprio una foto gigante… ma fatta a mano col pennello, perbacco! … che maestria!). andate un pó piú in là del vostro paesello, magari varcate le frontiere del Bel Paese e chiedete, negli ambienti artistici chi sono i migliori artisti Italiani contemporanei, forse sarete un po’ sorpresi di non udire neppur uno dei vostri “ricopiatori di foto” e di trovare, invece sempre, Cattelan tra ii primi quattro o cinque nomi che sentirete! Tutti stupidi all’estero? Privi di gusto estetico o di cognizioni artistiche? Chissà forse non capiscono nulla, magari bisognerá esportare il Premio Combat, cosí potranno finalmente vedere e capire che cosa è arte!

  • Chiederei a Cattelan una dimostrazione pratica di scultura figurativa,
    Martello e scarpello,una cosa fatta con le sue mani.
    Da scultore: e non da imbalsamatore !
    Purtroppo di questo pseudo artista. La stampa lo osanna. I critici le conviene,le gallerie gestiscono tutto.
    Il resto viene da se.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Grazie.

    • Cattelan, come del resto tanti altri, non ha mai fatto nulla (o quasi) con le “sue mani” … Ad Henry Cartier Bresson, quando qualche imbecille chiedeva di una sua foto, “con che cosa l’ha fatta” sorridendo si portava l’indice alla fronte… (piú di cinquant’anni or sono) ma voi siete rimasti ancora a martello e scalpello (che praticamente nessuno usa piú perché le sculture in marmo le fanno a macchina dal modello in gesso … da molti anni!!) o ai pennelli e l’olio di lino! E vi par di conoscere l’arte !!!

  • susanna

    Pensavo che anche i vermi definiti artisti da un mondo furbone, avessero un consigliere attento, quello che spiega come dire:”ho finito” in modo pudico. Pretendere signorilita’ è difficile, ma la cattiveria fino in fondo…purtroppo sarà un nuovo successo per il verme Cattelan e per il verme Sgarbi non impagliati. Come al solito, ” opera ” studiata a tavolino e scopo raggiunto: se ne parla.
    Sarà un vero addio o un bell’inganno? Da chi striscia e per schifo e compassione non viene pestato, tutto ci si puo’ aspettare

  • hm

    mi sembri un po’ esterofilo . in ogni caso in campo musicale se chiedi chi sono i migliori artisti internazionali contemporanei ti rispondono eros ramazzotti, laura pausini, tiziano ferro, jovanotti, gianna nannini etc difficile che ti nominino ennio morricone ad esempio . quindi dipende sempre a che pubblico ci si rivolge . non ce l’ho a morte con copialan mi fa solo pena per quanto copia in modo acefalo .

    • Caro hm, anche in altri campi gli Italiani sono al vertice delle classifiche mondiali, io non sono particolarmente esterofilo, facevo notare che se all’estero, così come sono conosciuti nel campo musicale, gli artisti che tu giustamente indichi e non altri (Italiani), nel campo delle arti visive, Cattelan viene immancabilmente ed unanimemente citato tra i cinque migliori artisti Italiani contemporanei, un motivo ci sará pure… non quindi che il giudizio “estero” conti di piú, semplicemente che provenendo da una “varietá” di fonti diverse, di culture diverse, di continenti diversi… beh! un motivo ci sará pure … o tutto il resto del mondo è fesso e solo gli estimatori dei riproduttori-di-foto-col-pennello-e-colore-ad-olio di casa nostra hanno il sommo dono e discernimento della critica? A te Cattelan puó far pena, ci mancherebbe altro, rimane il fatto che lui passerá (è giá passato) alla storia (dell’arte contemporanea, s’intende … ) … e, per finire, a volte anche “copiare” produce capolavori … vedi, per esempio “Giovane che guarda Lorenzo Lotto” … se cosí è successo, potresti persino esser fiero di aver “ispirato” col tuo “dito medio” digitale (destinato ai pochi intimi che ti conoscono) un lavoro internazionalmente noto ed apprezzato (e, scusa se te lo dico, esteticamente decisamente piú valido)

      • hm

        per la storia dell’arte ripassa tra 100 anni . poi vediamo cosa rimarrà di cattanal o di giuliopaolini . in ogni caso non hai capito il messaggio del mio esempio, fa lo stesso . il mio dito digitale non è destinato a nessuno visto che il mio canale è stato oscurato . e in ogni caso non è certo stato pensato per essere venduto come merce in una posa parodistica fintozapatista come quella di cattanal, è nato per rimanere su internet .

        • Scusa hm, ma anche tu non hai colto il punto del mio post, tu e molti altri dicono che Cattelan è una nullitá gonfiata da un sistema perverso, la semplice domanda che pongo è : possibile che decine di seri ed autorevoli critici (diversi tra loro per cultura, formazione, nazione interessi e frequentazioni) e di autorevoli giornali, siti, blog, riviste cartacee ed on-line (anche qui appartenenti a paesi, tradizioni, culture, prassi editoriali e con interessi, anche economici, totalmente differenti), che invece lo considerano uno dei migliori artisti Italiani contemporanei ed anzi uno dei migliori dell’intero mondo contemporaneo prendano una cantonata? o siano tutti conniventi al perverso sistema? o non capiscano nulla di arte? Queste le mie banali domande, la vocalizzazione sull’estero non è per esterofilia ma semplicemente per abbassare drasticamente la possibilitá di “coinvolgimento e connivenza” di tali soggetti col “sistema arte Italiano” . Ma io attendo ancora una risposta, che sin qui non è mai venuta, alle mie domande.

          • Ritengo che molto del successo di Cattelan si debba al suo sapiente uso della crudeltà.
            Le sue opere posso anche non piacere ma celano e più spesso
            esibiscono una violenza su persone, animali e valori che tutto
            permette tranne l’indifferenza. Da qui a scambiare la capacità di catturare la nostra attenzione per qualcosa di artistico il passo è breve, anche all’estero.
            Piuttosto questa sua costante ricerca della scossa mediatica e/o di un’estetica
            che deve colpirci per forza, a volte lasciando pure intendere velatamente
            un messaggio (vedi i bambini appesi o il dito in Piazza Affari), lo inseriscono nel ramo pubblicitari più che in quello degli artisti.
            Il miglior pubbicitario sulla piazza, questo sì.

          • hm

            @serenovariabile
            – prendano una cantonata? o siano tutti conniventi al perverso sistema? o non capiscano nulla di arte? –

            sono tutti conniventi al sistema ovvio, forse non frequenti molti critici (nemmeno io del resto) ma quei pochi con cui ho parlato infatti ora disprezzano tutti cattelan, perchè il perfetto critico ‘sistemato’ ti spinge e osanna quando vai su e poi ti demolisce quando non sei più sulla cresta dell’onda (figurati ora che si è ridotto a vendere riviste fashion per casalingue disperate) . niente di più normale . il complimento migliore che abbia sentito fare da un critico negli ultimi tempi a cattelan è ‘freddo calcolatore’ quindi vedi tu . e se gli chiedi cosa faceva invece di speciale all’inizio ti rispondono ‘boutade convincenti’ .

          • @Daniele … torno a chiedere ma possibile che sbaglino tutti quelli di cui ho detto e che lo considerano artista di tutto rilievo? Che vedano giusto solo i “critici postatori di Artribune e dintorni?

  • susanna

    Sarei contenta di una risposta che non avro’ dal sig. Cattelan: come mai con il suo ingegno non trova di meglio se non uccidere dei poveri piccioni?(Mi scuso,è chiaro che fa solo da mandante-puo’ pagare) Non gli piacciono? Capisco: sono animali spesso noiosi come lui.
    La differenza fra una persona semplice e un artista: lui a me non piace e non lo acchiappo per farlo fuori, lui…uccide per l’arte, certo di farla franca.

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Ancora con questo Cattelan…Ma chi è? Io non lo conosco!
    La pazienza, anche con i pazienti, ha un limite.

    • …accidenti! Tu non lo conosci! Ne sará assolutamente dispiaciuto! Se qualcheduno l’informa , vedrai che troverá certamente modo di presentarsi e mandarti un suo portfolio! Epperbacco!! Non essere conosciuti da Savino Marseglia è quasi da suicidio!

  • mah.
    Io non ho simpatia ne antipatia verso l’asino d’oro ma trovo anche banale scrivere di questo (in termini sentimentali dico).
    E’ una merce. una merce che fa vendere altre merci. la merce umana per eccellenza.
    Insomma , per la merce si ha un alto grado di profonda indifferenza.

  • @serenovariabile, personalmente lo trovo vagamente ipocrita e meno vagamente cinico nei sottintesi che lancia con alcune sue opere. Il dito in Piazza Affari non mi piace, non mi convince e mi fa persino un po’ arrabbiare per quanto è gigiona l’opera, ma è bella. L’estetica, quella è sempre limata con attenzione certosina, poco conta che non sia lui a farla, sicuramente è lui che dice quando l’opera è pronta per l’esposizione. Allora, scendendo nel pratico dei paragoni, diciamo che se perseguisse solo il bello anche nell’orrendo, Hirst per me vale come esempio, per me farebbe arte. Ma insiste da tempo a voler mettere pulci nelle orecchie, instillare dubbi in modo debole travestendo spesso il tutto con una crudeltà utile a stabilire un legame con chi vede. Il suo cavallo sospeso in una parete con la testa murata al suo interno evoca la tortura, i giochi perfidi dei bambini con le libellule e le lucertole.
    Se si osservano le sue opere sotto questa luce Cattelan rimane solo un bambino cattivo oltre che un pubblicitario astuto. Dipende da dove si guarda.

    • Caro Daniele, anche se non concordo completamente con te (in particolare sulla “conclusione”), i miei complimenti (non che contino gran ché) per l’analisi! Finalmente ho letto un “post” decisamente intelligente (e non “fumoso” o volutamente “oscuro”), grazie!

  • Angelo

    Che piaccia o no le provocazioni artistiche di Cattelan centrano sempre l’obiettivo!Ovvero far parlar di sè!E anche questo ,a mio modesto parere, in arte(contemporanea) oggi giorno conta!Sia per farsi apprezzare che per farsi disprezzare!

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Angelo, ogni pappagallo alla bocca per ripetere le stesse parole. E’ difficile spiegare alla gente che cosa sia un pappagallo che fa il misteiere di artista?

  • Angelo

    Egregio sign. Savino Marseglia!
    Rispetto la sua opinione,ma rispetto anche chi apprezza l’arte di Cattelan!Ognuno la pensa a modo suo!Io credo che sia un pò troppo sopraquotato e che in fondo non abbia inventato nulla in arte!Ma nonostante tutto esprime la sua concezione,e c’è chi lo ama e chi lo detesta!Ma dato che non lo seguo,non posso dare giudizi personali in merito al suo modo di fare ecc.!Qui,in questo articolo mi pare ci si riferiva all’ultima provocazione!Ed io ho detto la mia!Ma ripeto questa è la mia opinione!Che può essere condivisa o meno!
    Però poi che uno la propria opinione voglia farla diventar legge a me non sta bene!Lei evidentemente lo odia perchè forse ha seguito la sua carriera o conosce altro!Io lo conosco tramite alcune sue opere!Quindi non posso giudicare un’artista sul piano personale!
    Cordiali saluti!

  • Angelo

    Egregio sign. Savino Marseglia!
    Rispetto la sua opinione,ma rispetto anche chi apprezza l’arte di Cattelan!Ognuno la pensa a modo suo!Io credo che sia un pò troppo sopraquotato e che in fondo non abbia inventato nulla in arte!Ma nonostante tutto esprime la sua concezione,fa parlar di sè e c’è chi lo ama e chi lo detesta!Poi se a lei sta davvero sulle scatole questo è un suo problema!Io personalmente non conosco i suoi modi di fare(Cattelan)!Ma ho visto qualche sua opera!Quindi non posso dar giudizi sulla personalità di Cattelan!Mi limito solo a ciò che lui presenta artisticamente!
    Cordiali saluti!

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    LA BIENNALE DI VENEZIA: L’ARTE NELLO ZOO.
    Caro Angelo,
    Sarà probabilmente il clima caldo-umido che caratterizza quest’inizio di Biennale di Venezia; il fatto sta che c’è una Città invasa da turisti, pornostar, catafalchi viventi, piccioni nostrani e zanzare tigri.
    Se aggingiamo pure a questi, i piccioni imbalsamati, i conigli rosa, i cani, gatti e animaletti esotici; allora il quadro di questa Biennale si fa cpmleto. Possiamo parlare che siamo di fronte ad una nuova moda artistica: (“l’arte degli animali addomesticati”). Un’arte “Animal.horror” , da non confondere con la ricerca e la produzione di senso estetico. Visto le critiche nostrane e i commenti apparsi sulla stampa estera, sembra che la Biennale di Venezia, abbia assunto il ruolo di intrattenimento di sfilata di animaletti griffati, al pari dei personaggi della moda, del cinema e in genere dello spettacolo mediatico- commerciale. La ricerca estetica contemporanea è uguale ai concorsi di bellezza e premi artistici, che stabilisce a seconda del gusto del animaletto del momento, il valore, la bellezza alle opere. Attenzione, qui si parla di gusto e di bellezza in senso lato, non di ricerca linguistica-estetica, che è tutt’altra cosa. In questo giardino zoologico dell’arte ci sono pittori convenzionali e “artisti” griffati, che in qualche modo, scimmiottano gli artisti di dadaisti, situazionisti e concettuali del secolo scorso. So bene che per un artista che si definisce “concettuale” è difficile farsi l’esame di coscienza; di accettare l’idea che l’arte non è ripetizione di codici lingustici acquisiti da esperienze del passato. Anche l’eclettico anarchico Arthur Cravan, il misterioso Duchamp, il solare Picabia e il furioso Marinetti ed altri spiriti liberi che non sto qui a menzionare, giocavano a fare provocazioni, a creare scandali, a fare gli sciamani. Ma questi meritevoli artisti erano di tutt’altro spessore intellettuale, rispetto a questi di oggi unti dal Re Mida. Essi, hanno rotto veramente con la tradizione. La loro ricerca artistica era non solo nuova per contenuto e forma, ma sovversiva per il potere politico imperante e pericolosa per la morale. Non solo, non facevano parte dello “star- sistem” dell’ arte mercificatoria e non erano certo sul libro paga di nessuno. La pagnotta se la guadagnavano facendo altri mestieri.
    Con simpatia

    • Marco Lavagetto

      Scriveva Tito Mussoni su Juliet art magazine nel lontano 1996:”Personalmente preferisco andare allo zoo o a puttane, piuttosto che andare all’ Arte Fiera o alla Biennale. “

      • hm

        anche a mirabilandia volendo .

  • Angelo

    Egregio sign.Savino Marseglia!
    Quello che lei ha scritto è da me pienamente condiviso!Forse oggi si pensa più ai vip e tutto il contorno che alla Biennale e all’arte stessa!E come se l’arte sia diventata una parte integrante della vita d’elite, passando in secondo piano!Io nel mio piccolo ho una concezione tutta mia dell’arte!A me piace ricercare artisti che quanto meno riescono a portare nuove idee in campo!Le faccio un esempio:ultimamente ho scoperto un bravissimo artista cinese che si chiama Liu Bolin(invito a vedere le sue opere)che davvero mi ha colpito!Lui si è basato sul principio ideologico di Aristotele che diceva “l’Arte è mimesi”;e infatti nelle sue opere sa mimetizzarsi alla perfezione con una tecnica artistica davvero interessante!Io credo che non ci sia niente da inventare in arte,ma tutto da scoprire!Es.Picasso riportò nelle sue opere la squadratura dei volumi e delle forme presenti nell’arte Africana!Emilio Isgrò ha eletto la cancellatura come lingua delle sue opere(se ne possono citare molti altri)Tutte cose che sono da sempre esistite,ma che sono state prese ed interpretate.Ecco questa è l’arte che a me piace.Ma d’altra parte non posso bestemmiare o offendere se uno trova appassionante Cattelan (ma anche Jeff Koons ecc…)oppure spende una fortuna per una sua opera(!Ripeto è tutto relativo e ognuno ha la sua idea!Che io fondamentalmente divido in due parti!C’è chi ama l’Arte e chi il mercato dell’arte!E credo che la sua critica sia orientata più sulla seconda fascia che sulla prima!Cattelan come o detto in precedenza non ha scoperto nulla!E solo stato bravo e lo è tutt’ora a far parlar di sè con le sue opere-provocazioni!Come appunto l’ultima dei piccioni imbalsamati!
    Saluti

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Angelo, senza nessuna riluttanza e senza turbamento, le ripeto che oggi gran parte dell’arte contemporanea è succube del gusto mercantizio della moda del momento.Mi pare indubbio che non sono colui che si ritiene avere il possesso esclusivo della verità in arte. E’ proprio per questo, è difficile saper distinguere l’autenticità di un’ opera da una banale e ripetitiva provocazione, (studiata a tavolino), che si presenta massificata nel gusto corrente e fine a se stessa. D’altronde, come diceva G. Debord, viviamo nella “Società dello spettacolo” E’ necessario saper trovare idonei strumenti linguistici, cioè, seguire sempre una memoria storica sui linguaggi visivi, per poi arrivare ad interpretare e dare un giudizio critico obiettivo sulla babilonia della ricerca estetica contemporanea. Ma per fare questo è necessario la conoscenza e il coraggio di farlo. L’opera di Picasso, per il suo tempo, è stata “rivoluzionaria”, perchè aveva rotto con la tradizione culturale. Al contrario l’opera di Cattelan è semplicemente un tentativo di emulare per provocazione i canali mediatici, senza assolutamente scalfire i meccanismi perversi che questi mezzi provocano sulla stragrande maggioranza del pubblico, che rimane, semplicemente passivo. Non rompe nessun apparato culturale, anzi lo rafforza nei suoi connotati di controllo e condizionamento psicologico. Non a caso, il mercato dell’arte, apprezza e paga a caro prezzo queste artificiose provocazioni.Il risultato finale di tutte queste provocazioni, non è altro che una sottospecie di inanimatezza, colorata di noia mortale. Fare arte significa continua ricerca delle forme autentiche, della verità e quindi un continuo confronto con se stesso e la realtà. E’ riuscire a cambiare quest’arte e cultura mediatica mercificata che mistifica la realtà…, anziché subirla e accettarla. Fare l’artista è riuscire a trasformare questa realtà con ogni mezzso, a dominare il successo; anziché esserne dominati. Fare della propria opera d’arte, una vicenda che sia esempio fecondo di cambiamento individuale e collettivo.. Poichè al di fuori di tutto questo la parola “arte” non significa solo vegetare nel successo, se non nell’autenticità del vivere creando…

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    DUCHAMP, ” Avrò pure il diritto di ridere, no?”

    Angelo, ciascuno di noi è solito muovere giudizi su questo o quell’atro artista. Mi piace questo e non mi piace quest’altro. Allora, qui si parla solo di gusto, ma non di estetica o di produzione di senso, ch’è tutt’altra cosa.

    Come diceva Walter Benjamin, un’opera d’arte non è mai abbastanza scombussolata, e questo scombussolamento non è soltanto un punto di partenza, ma una bussola di cui serversi. Gli artisti che citi possono piacere a pochi o a tanti, ma rimane sempre il problema irrisolto del ruolo e la funzione dell’artista all’interno di un’ elité che non guida la cultura e la storia, ma solo la finanza dell’arte.
    Il pubblico dell’arte viene condizionato da questo “star sistem^ del feticcio mediatico, per vedere l’elité culturale, non le opere. Spesso viene coinvolto per acquistare assolutamente nulla. Picasso e tanti altri artisti del passato hanno rotto i canoni della tradizione figurativa e il ruolo dell’artista. Duchamp, considerato il padre del concettualismo diceva in proposito: ( Prima non c’era una cosa del genere.

    L’artista non interessava nessuno, i giornali non ne parlavano. Si continuava a lavorare perchè se ne aveva voglia. Ora si mette l’artista al posto d’onore, siede alla destra della padrona di casa. E’ un essere superiore, dotato di facoltà intangibili. D’accordo, ma questo mi fa ridere. Avrò pure il diritto di ridere, no?)
    Con simpatia.

    • Daniela Tamborino (avvocato di diritto d’ autore)

      caro Savino, sai bene che rido con te pure io….mi ha fatto molto meno ridere ieri a venezia quella orrenda installazione di piccioni impagliati, di cui viene il sospetto che il vero committente fosse il comune di Venezia che non era finora riuscito a sterminarli (in piazza S, Marco non ce n’ era neanche uno).Speriamo ora non parta una torunèe di questa istallazione in tutte le città con piccioni da eliminare (Firenze farebbe fuoco e fiamme per averla)
      Se poi vai a vedere il Padiglione Italia, le risate che ti fai sono anche maggiori, e amarissime.
      saluti carissimo, ben (ri)trovato qui.

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