Dalle parole ai fatti. I Torquemada avignonesi non gradiscono il Piss Christ di Serrano…

In Italia ci si stracciano le vesti – anzi i veli – per una mostra potenzialmente (ma solo potenzialmente) blasfema di Federico Solmi ad Ancona? Beh, in Francia l’integralismo cattolico passa direttamente all’azione. Accade nella papalissima Avignone, oggetto Piss Christ, famosa – soprattutto per la lunga teoria di eventi simili a questo che raccontiamo – […]

La contestata opera dopo l’assalto (foto towleroad.com)

In Italia ci si stracciano le vesti – anzi i veli – per una mostra potenzialmente (ma solo potenzialmente) blasfema di Federico Solmi ad Ancona? Beh, in Francia l’integralismo cattolico passa direttamente all’azione. Accade nella papalissima Avignone, oggetto Piss Christ, famosa – soprattutto per la lunga teoria di eventi simili a questo che raccontiamo – foto di Andres Serrano che raffigura un piccolo crocefisso di plastica immerso in un bicchiere di vetro contenente l’urina dell’autore.
Tutto accade chissà perché a scoppio ritardato, l’opera è lì esposta alla Collection Lambert, nella mostra I Believe in Miracles, fin dal 12 dicembre 2010: ma accade – ed ecco spiegato – domenica scorsa, ovvero la Domenica delle Palme. Una processione inquisitoria attraversa la città, raggiunge il museo: si stacca un gruppetto di Torquemada che entra e danneggia irrimediabilmente la foto. Chiesa scioccata, insomma: e meno male che non si è fatto avanti nessun Antipapa…

Andres Serrano - Piss Christ
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  • Domenico Sedini

    Vi piacerebbe vedere la foto di vostra madre immersa nell’urina, o riempita di sputi ? e uno non dovrebbe protestare ? Serrano è un provocatore, e i suoi adepti (come colui che ha scritto l’articolo) non aspetta altro per dare addosso con attributi del tutto gratuiti a chi giustamente si ribella a questo schifo. Qualcuno si meriterebbe davvero il ritorno di Torquemada, o lo sbarco di qualche imam fondamentalista: poi vedrete che risate …

    • E’ divertente leggerla Massimo Monaco . Lo dico alla buona eh , spero non si offenda ma avverto nella sua posizione , dialettica intendo, rispetto al Sig. Sedini La percezione che la “fede” vi renda con-simili.

      Cosi come, infatti, il Sedini risulta piccato che il suo (suo si fa per dire) Cristo sia immerso in un apnea di urina offendendo la sua “fede” ridotta
      a banale simbolo, anche Lei (certo in forme in apparenza “moderne”)
      assegna all’altrettanto improbabile simbolo “LARTE” gli stessi attributi , me lo lasci dire “”DIVINATORI” che poi chissa perche’ siano motivo di tanto rasserenamento interiore ( la croce SALVA “larte” LIBERA).
      – L’arte rovescia il valore delle cose !
      – L’arte ci obbliga a vedere con altri occhi !
      – L’arte chiede di essere guardata con altri occhi e altro pensiero perche’ i suoi valori sono altri!
      queste alcune sue singolarissime affermazioni , che mi sembrano veri e propri atti di fede.
      Si assiste, ovvero, agli stessi ” travagli spirituali” del “fedele” Sedini partigiano della maesta’ Crocifera che forse ha il demerito di esporli con una forma decisamente superata e modesta.

      Monaco e Sedini , prima di scomodare le Vostre rispettive “fedi” cercate di Leggervi dentro e fate in modo di dissolvere il rischio che in ognuno di Voi nasca o un Fascista o un Fanatico Fondamentalista.

  • Massimo

    occhebello ecco un altro Torquemada. Mi pare che il paragone tra la mammetta e l’opera di Serrano sia inutile. Per quel che mi riguarda osserverei con curiosità un opera d’arte con la mammetta sotto urina. Mi porrei la domanda del perché della scelta, cercherei di capira il concetto di rappresentazione e di identità ma forse vado troppo sul difficile. Se vi diamo retta cari Torquemada torneremo all’antico… lei è favorevole o contrario. Non ci sto.

    • Domenico Sedini

      Caro Massimo, la sua sarà una mammetta, la mia la mamma. E poi, è proprio sicuro che il Torquemada non sia lei ? Basta intendere il livore nelle sue parole. Ma davvero crede di essere più intelligente o “informato” di chi non la pensa come lei ?

  • Qui non si tratta di esser Torquemada o meno ( tra l’altro Torquemada non distruggeva le opere dei presunti eretici ma bruciava direttamente loro, cosa che potenzialmente rischierebbe Serrano se al posto del crocefisso avesse messo una statuetta di Maometto o il Corano). La violenza verso la libera espressione (dell’arte?) è sempre da condannarsi e, ovviamente, bisognerebbe anche, prima di esprimere un giudizio critico, conoscere il “concetto” (sempre che veramente ce ne sia uno). Rimane, peró, lo sconforto, il disagio e l’istintivo fastido che un cristiano prova di fronte a lavori del genere e, a prescindere, il forte dubbio che la vera ” profonda”, inconfessata , loro motivazione sia solo ed esclusivamente la volontá di scandalizzare, fare notizia, avere “visibiltá ” il vecchio e ben noto “épater les bourgeois” .

  • mm

    Chi ha scritto l’articolo ha dato semplicemente un’informazione, appena un po’ diversa da un distaccato comunicato Ansa, cercando un minimo di contestualizzare il fatto.
    Non si capisce dove si veda un’adesione a Serrano, ma vabè, ognuno legge quel che può…
    Il medesimo estensore, se proprio vogliamo personalizzare, prova ribrezzo – giusto per fare un esempio – per Botero, ma non si sognerebbe mai di andare a martellare una sua cicciona.
    Saluti
    mm

    • Domenico Sedini

      Caro Autore, mi spiace, ma la sua non è “semplice informazione”: l’articolo contiene un giudizio ben preciso. Francamente in questa situazione il confronto con Botero (che non piace nemmeno a me) non regge.

  • Massimo

    allora vedete che ci fermiamo solo al gusto personale…mi piace non mi piace, mi offende non mi offende. e allora diamo il via all’arte political correct. che noia. mamma o mammetta che sia non c’è livore solo divertissement.

  • massimo j. monaco

    dimenticavo che il Piss Christ di Serrano si ascrive al quel genere di opere intenzionalmente ma non gratuitamente provocatorie tipo La nona ora di Celant.
    Se poi vogliamo approfondire, e ne avremmo a iosa, un crocefisso non è il Cristo e fuori dai suoi contesti è solo un oggetto referente che rimanda ai suoi possibili significanti e significati solo se si è parte di quel significante/significato. Ciò non toglie che l’oggetto inserito in contesto differente è solo e semplicemente oggetto e come tale in sè senza valore se non quello dato dall’artista. Naturalmente gli integralismi rifiutano tale dato.

    • Domenico Sedini

      Naturalmente non condivido una parola di quanto da lei sostenuto: le sue riflessioni mi sembrano davvero dei sofismi da quattro soldi. E’ vero che la mia fotografia non sono io, ma se qualcuno la strappasse è evidente che manderebbe un messaggio negativo nei miei confronti. Non si tratta quindi di integralismo (quando uno non è d’accordo è sempre integralista …) ma di adesione alla realtà e magari anche alla verità delle cose.

    • Non vorrei sembrare di parto, però sono completamente d’accordo con te e volevo che il mondo lo sapesse

  • Pingback: Federico Solmi censurato in Ancona – forum | Mac - Manifestazioni Artistiche Contemporanee()

  • massimo j. monaco

    Appunto integralismo dimostrato. La definisco arroganza dell’essere. Una chiesa sconsacrata non è più una chiesa. Evolviamoci e cresciamo please. E smettila di darmi del lei per mantenere una distanza che non esiste. E non parlarmi di educazione, Vivo tra Londra e Berlino da cinque anni e abbiamo rispetto dell’altro senza strani arcaicismi linguistici. che noia tutto questo. In quanto ai sofismi è la classica vecchia accusa di coloro che non accettanto di esprimersi ma si nascondono. Vedi la differenza è che io non accuso nessuno. Argomento. Grande differenza. Ma sapete cos’è l’etica argomentante?

  • massimo j. monaco

    andatevi a leggere o rileggere “Ma questo è un quadro?” della Vettese. Poi ridiscutiamo

    • Domenico Sedini

      Conosce il significato e il valore di un simbolo ? Una cultura senza simboli è morta !
      Con questo ho chiuso. La lascio alle sue letture “impegnate” dei libri della Vettese.

      P.S. La Nona ora è di Cattelan, non di Celant (che le ricordo essere un critico). Stop.
      Buona Pasqua. Cristo ha sopportato tutto, sopporta anche un piscio di urina. Attenzione a non pisciare controvento

  • massimo j. monaco

    boys.

  • massimo j. monaco

    comunque vero ammetto l’errore… (è da grandi ammettere i propri errori).
    cattelan e non celant che comunque ne fece ottime critiche. non toglie che tutto il resto rimane. à propos…anche i libri sono un simbolo e in quanto a livore…bimbo mio ne sei pieno. ciao ciao

    • Però è da piccoli sottolineare di ammettere gli errori XD

  • Caro Massimo J. Monaco Alcune piccole ma importanti precisazioni: la “nona ora” non è di Germano Celant ma di Maurizio Cattelan, un crocefisso (completo dell’effigie del Vristo come chiaramente di vede dalla foto) è ovviamente l’immagine di Gesú Cristo in qualsiasi contesto la si ponga. Ovviamente, per un credente è un’immagine da venerare ed alla quale portare rispetto, in qualsiasi contesto essa di trovi, per un non credente è un oggetto, anche se si trova su un altare in una chiesa. La croce, con o senza il crocefisso, è poi un simbolo pieno di significati e di riferimenti storico-culturali per tutto il mondo Occidente (e non solo). Detto questo, la libertá di pensiero consente a chicchessia di mancar di rispetto al crocefisso, un’altro paesi e rispetto ad altri simboli religiosi, purtroppo, non sarebbe cosí, ció non toglie e non impedisce (e per il medesimo principio della libertà di pensiero, che il vilipendio, in luogo pubblico, del crocefisso, susciti riprovazione e reazioni negative nei credenti che si trovino ad assistere ad esso, chiaramente ció non li autorizza a passare alle vie di fatto. Quello vhe lascia la bocca amara é il forte sospetto che proprio il suscitare tale reazione, con la conseguente inevitabile ” pubblicitá” che ne ricava fosse ció che l’autore cercava. Ma veniamo al lavoro di Serrano e partiamo dal titolo I belive in miracles”, lo si potrebbe leggere come un atteggiamento analogo a quello degli astati ai piedi della croce (quella vera) che dicevano : ha resuscitato i morti, se è il Figlio di Dio, ora scenda dalla croce e noi crederemo”. La “provocazione al miracolo” cui, per altro il Cristo aveva risposto definitivamente tre anni prima : “stà scritto: non tenterai il Signore Dio tuo” . Ma il vero punto è che, in realtà (chissà se Serrano ha riflettuto su questo) il “miracolo” avviene, nella sua forma piú semplice e diretta: il crocefisso, pur immerso nell’urina del blasfemo, continua ad essere il Crocefisso e ad essere rispettato, amato, adorato dai cristiani. Gesú Cristo a apportato ben di peggio e la sua passione e morte in crocce sono uno “scandalo” incomparabilmente piú grande del lavoro di Serrano ed è proprio da quelle “immane scandalo” che è nata la religione Cristiana ed è di esso che tutt’oggi vivee si alimenta.

    • Domenico Sedini

      Grande ! Molto più chiaro e pacato di me: volevo dire le stesse cose ma mi sono lasciato trascinare nella polemica

      • Basta che non arrivi a fare a gara a chi spara il nome più grosso/importante/scritto bene =D

  • laura

    sottoscrivo a pieno il commento di Jerry Hluang.

    p.s. Vivo tra Qua e Là e mi impegno pure e rispettare le formiche senza badare alle dimensioni

  • massimo j. monaco

    Uffa. avevo già ammesso l’errore…please leggete. inoltre il “mancar di rispetto”… ma siamo ancora li? ma l’arte è proprio questo, è rovesciare il valore delle cose. Ci obbliga a guardare con altri occhi. Mille Serrano servirebbero. Saremmo ancora fermi alla mancanza di prospettiva pittorica se parlassimo di rispetto ed anche alla centralità della terra nel sistema solare. Povero Galileo. L’arte chiede di essere guardata con altri occhi e altro pensiero perché i suoi valori sono altri. Ogni ragionamento di rispetto non porta verso l’analisi dell’arte e dell’artista ma solo verso il blocco in nome di valori e simboli creati dall’uomo per il suo piacere di fare aprte di un qualcosa, per il terrore di sentirsi solo. Allo stesso modo ha creato le divinità, per poter dare la colpa a qualcun altro delle sue debolezze e/o disgrazie. E te lo dice uno che da giovane ha studiato in un collegio cattolico e queste cose le conosce dal dentro del sistema. Ora sono libero ed oggettivo.

    • Cristiana Curti

      Mi “piace” molto Serrano (soprattutto nel ciclo de La Morgue, naturalmente) e non trovo affatto che Piss Christ sia blasfemo perché a Serrano interessano l’effetto coloristico e quello plastico, la posa, lo scatto, il dinamismo e la staticità (spesso in scarto semantico fra i titoli e l’oggetto delle fotografie). Mi “piace” molto Leonardo da VInci e la Vergine delle Rocce che fonde divinità e natura in un unità indivisibile, incommensurabile, che neppure la pittura riesce a esprimere e si inchina di fronte all’idea insostenibile della perfezione del creato e del prodotto più alto che, per Leonardo, è l’Uomo.
      Nessuno dei due artisti (comparabili o meno) ha come progetto poetico la fondazione di una nuova prospettiva teologica. E se qualcuno oggi riuscisse a ritrarre una Madonna con le medesime capacità artistiche di un Leonardo (o di un Verrocchio o di un Piero, o di un…) mi andrebbe benone e canterei vittoria.

      • nonna papera

        Si può “fare teologia” con l’arte, come no…!!

      • sono d’accordo Cristiana, tra l’altro vorrei aggiungere che l’urina che nel contesto viene interpretata con vistosa grossolanita’ come insulto , secondo me , al contrario , è un innegabile Medium di Umanita’ e si puo’ legare perfettamente al dogma (certo per carita’ Cristiano) di vero Dio in Vero Uomo.

        Non trovo ovvero nessun atto di blasfemita’ implicito nell’opera.

  • julius markael

    Scusate se inserisco ora in questo argomento. Mi occupo di arte, gestisco da 15 anni una galleria di arte non in Italia. La polemica mi sembra sterile. Non capisco tutte le questioni religiose. La grande opera di Serrano esprime un qualche cosa che deve essere giudicata solo con occhi di arte. L’arte di oggi rimanda sempre e solo all’arte. Ho esposto altre volte opere che qualcuno di voi potrebbe dire balsfeme con invece grande interesse di pubblico, con discussioni sul valore e sul concetto espresso. Quello è il suo campo. Se poi uno religioso si offende deve solo non guardare l’opera perché essa non appartiene a lui alla sua cultura. Tutto qui. Scusate pensavo questo fosse un sito di arte aperto alla discussione senza preconcetti artistici. Ma forse in Italia è altro il pensiero. scusa il mio italiano non tutto corretto.

  • Davide W. Pairone

    l’argomentazione più assurda (se lo facessero con i simboli dell’Islam taglierebbero loro le mani) è anche la più odiosa perché nella sua forma logica suggerisce quasi un rimpianto, quello di non vivere in una teocrazia. Ma al di là di questo giustamente la Curti si sofferma sul valore formale dell’opera, tuttavia credo che a Serrano interessi anche il valore simbolico dell’oggetto e del liquido. Non però nel senso banale di un parallelo (cristianesimo=urina, dai!) bensì della sopravvivenza di un’energia spirituale ed iconica anche quando è sommersa dalle scorie dell’umano. Ecco, diciamo che mi sembra ben diversa quest’opera dallo sterco di Ofili, quello sì un gesto banalmente provocatorio. Credo che bisognerebbe sempre fare distinzioni e scale di valori, anche quando il sacro fuoco dell’indignazione, sentimento nobilissimo, acceca la ragione

  • Mah, ricordo la madonna che ride del De Dominicis di cui alcuni hanno forzato il significato assimilandolo ad un riso satanico, mentre a me pare che sia un riso di scherno verso La cecita’ umana che scambia atto di fede con Idolo.

  • @massimo, scusa mentre scrivevo il post ti avevano già fatto notare l’errore e tu lo avevi ammesso, quanto “a leggere please” se tu che non hai letto bene in quanto io ho affermato che chiunque lo crede puó mancar di rispetto!
    @pairone il fatto che altrove la blasfemia comporti un grave rischio non implica affatto, almeno nel mio caso, un “rimpianto” di regimi teocratici, tutt’altro, è solo un pensiero che mi viene collegato all’idea che spesso certe espressioni artistiche abbiano di mira più un grande “pubblicità a buon mercato” che non la comunicazione artistica. Io non mi sentirei cosí sicuro nell’affermare che il
    Lavoro di Ofili sia dettato da pura blasfemia, ti diró che l’idea di una interpretazione diversa del lavoro di Serrano (quella che do nel mio post precedente e che tu pure dai nel tuo post, in buona sostanza la “sopravvivenza” del “simbolo” al suo contesto o alla sostanza materiale di cui è fatto) mi è venuta in mente proprio riflettendo su alcune dichiarazioni di Ofili.
    @julius credo che Artribune sia un (ottima) testata di culture, ovviamente, anche quests è cultura

  • mi scuso e riprendo @juluis, dicevo che anche questa e’ cultura e che la critica d’arte passa anche attraverso l’analisi delle opere sotto profili diversi, da quelli strettamente tecnici, quali quelli sociologici, filosofici e quindi, perche’ no?, anche religiosi. Vorrei poi ricordarti che “il fattaccio” e’ avvenuto ad Avignone (Francia) e non in Italia.
    @lorenzo, vedo che propendi per l’interpretazione che da pairone e che io ipotizzavo come “concetto involontario”. Lasciami pero’ fare una considerazione , uno potrebbe fare una scultura (o installazione) con un Cristo crocefisso piantato su un monte di escrementi per comunicare l’idea del Dio fatto Uomo che e’ venuto a salvare un mondo di merda! Ma, permettimi, sarebbe questo l’unico modo per dirlo? o il modo migliore?
    Ofili, Serrano e molti, molti altri sanno benissimo che le loro “tecniche” possono o meno raggiungere risultati artistici apprezzabili, ma certamente ottengono il risultato di far scalpore

    • Davide W. Pairone

      beh non volevo accusare Ofili di blasfemia ma solo di grossolanità, almeno ad un’occhiata preliminare e non particolarmente approfondita. In ogni caso è ovvio che tutti gli artisti viventi, in modo più o meno cosciente, abbiano come imprinting la comunicazione pubblicitaria in cui tutti sguazziamo fin dalla nascita e che ne utilizzino gli strumenti in modo più o meno efficace. Forse non è il solo modo per dire qualcosa sui simboli della religione ma probabilmente è il riflesso di uno spirito del tempo che richiede immagini potenti, sintetiche, d’impatto. Le poche eccezioni (mettiamo ad es. in Italia Samorì) sono tali da confermare la regola, così come fu El Greco per il ‘500.

      • Cristiana Curti

        Gesù ti conservi, Davide. E tu sai anche perché.

    • alla buonora Jerry ma cosa centra la comunicazione ? ho semplicente fatto notare che quell’urina (va bene chiamiamolo piscio) non andava interpretato come attributo blasfemo perche’ Serrano non è una persona che ha bisogno di questi mezzucci che altrove vengono notoriamente usati come catalizzatore.
      Quello della “merda” , (sfido chinque a pensare una umanita’ senza la naturale nonche’ necessaria funzione del defecare) , è una tua aggiunta personale e a me sta bene ugualmente , non cambia di una virgola il significato che ho adombrato nel mio intervento.
      Cerchiamo di non soffermarci sulle parole, ma a cio’ a cui rimandono le stesse.
      Mi stupisce Jerry che tu cada in questi trabocchetti.

  • Davide W. Pairone

    ahahaha Cristiana, in questo contesto il tuo augurio è davvero singolare…

  • Certo Davide, trovo quello che dici assolutamente corretto, e del resto il paradosso, l’iperbole, l’esagerazione retorica, metonimia, sineddoche sono sempre state “attrezzi” di lavoro dell’artista. Quel che a volte fa’ difetto e’ “il buon gusto” nel loro uso … ma del resto chi ha detto che l’artista deve avere o deve sottostare al “buon gusto”? Torno a ripetere: per il sacrosanto principio della liberta’ di pensiero ed espressione ciascuno puo’ (nei loimiti delle norme di legge) dire e fare cio’ che meglio crede, quello che mi dispiace e’ che, troppo spesso, l’assoluta mancanza di “esplicitazione dei concetti” porti ad una ovvia misinterpretazione da parte dello spettatore (che non si puo’ certo pretendere abbia profonde conoscenze dell’arte e perfetta conoscenza dell’artista) e, quando questo, puntualmente accade, (e sia chiaro, torno a sottolineare : se accade deve rigorosamente rimanere nel limite dell’espressione del pensiero, del diprezzo, della riprovazione e mai diventare “azione punitiva”) c’e’ sempre qualcheduno che si scandalizza e da’ dell’integralista allo “scandalizzato” . Ma perche’ mai, se e’ l’ibero l’uno (l’artista) di esprimersi come crede e siamo tutti, giustamente pronti a difenderlo, non deve essere libero l’atro (lo spettatore scandalizzato) di esprimere il proprio “sdegno” ottenendo, non necessariamente il nostro consentire, ma certamente il nostro rispetto? So, che la parola “rispetto” da un po’ fastidio al nostro massimo ma a lui vorrei dire che sarebbe bene che cambiasse idea in proposito poiche’ e’ appunto “il rispetto” dell’altro la base imprescindibile di ogni vivere civile.

    • Cristiana Curti

      Comprendo le argomentazioni di Jerry intorno alla cruciale questione del “rispetto”, questione che ha che fare con la convivenza civile, più che con l’arte (ricordiamoci il “morte al museo” del Futurismo). Convengo anche che un simbolo possa essere usato a proposito o a sproposito. Ma il “pubblico” (quale: quello non preparato? e non siamo noi tutti, chi più chi meno sempre impreparati?) si scandalizza per quasi ogni “novità” nell’ambito dell’arte contemporanea. Non c’è bisogno di scomodare sentimenti religiosi. Possiamo partire dall’orinatoio, ma – per rimanere in ambito più “classico” anche Schiele non scherzava…
      Gli antichi, poi, erano più liberi di noi dalle convenzioni, anche perché attribuivano minor peso ai significati che oggi noi demandiamo al fare arte e non avevano alcuna ossessione della “firma” (e di eventuali “colpe” da ascriverle).
      Comunque, se davvero volessimo diventare più consapevoli di ciò che si sta osservando, si potrebbe iniziare a conoscere l’artista e la sua opera. Questo basterebbe per offrire una prospettiva nuova di lettura, che ci potrebbe far cambiare opinione o farci rimanere saldi nelle nostre convinzioni.
      Fermarsi alla superficie dell’immagine è un errore, secondo me. Altrimenti riduciamo (quasi) tutta l’arte contemporanea a una branca neanche troppo convincente della pubblicità.

  • Cara Cristiana, e’ certo che l’arte ha (piu’ o meno) sempre proceduto attraverso “scandali” e l’arte (che in un certo momento storico e’ sempre stata) contemporanea e’ sempre risultata “indigesta” al gusto corrente del suo tempo (cio’ che e’ nuovo ed inconsueto non piace ed infastidisce). Certo, tutti siamo “pubblico” e tutti siamo, comunque, poco preparati (e chi potra’ mai dire di essere veramente preparato?! Solo uno sciocco presuntuoso!). Io partivo dal fatto di cronaca, dalla considerazione che (non so ad Avignone…. ma per mia esperienza temo che non faccia eccezione) in genere le “captions” sono corte, sibilline, poco visibili quando non illegibili, che i concetti sono spesso difficili e per nulla esplicitati e che una galleria, un museo e’ un luogo aperto al pubblico, generalmente, a chiunque voglia entrare (e paghi il biglietto se e’ il caso) a persone, quindi, che magari vanno per vedere una certa opera o i lavori di un certo autore che conoscono e si trovano, ovviamente, anche altri lavori, altri autori, che non conoscono affatto e che non sapevano o non si aspettavano di trovare. Altro discorso va’ fatto per chi veramente desideri interessarsi di arte e che, come giustamente dici, dovrebbe andare dopo un minimo di “preparazione” e di studio. L’altro punto sul quale ho insistito (magari anche piu’ del dovuto, ne convengo) e’ il vezzo di molti artisti (molti piu’ di quanti si pensi, anche tra i grandi del passato, anche tra quelli considerati grandissimi e serissimi) di “e’pater les bougoises” di “provocare” per il solo gusto di stupire e provocare (o magari perche’ in quel momento proprio gli giravano e non ne potevano piu’!). A volte sono nate cosi’ anche grandi opere, qualche volta persino capolavori, cio’ non toglie che quando il “gesto” dissacratore non dipende da un’intima convinzione, da un profondo stato d’animo ma e’ rivolto solo (o principalmente) a rincorrere la notorieta’ o il successo, io continui, scioccamente, a ritenerlo un “peccato” nella carriera dell’artista, perdonabile, scusabile, persino giustificabile, a volte, ma pur sempre una macchiolina o una macchiolona a seconda del ripetersi del fatto. E, oggi, piu’ che ieri, il fatto si ripete sempre piu’ spesso : la “provocazione”, con la diffusione e la capillarita’ dei “media” di informazione, e il loro sempre piu’ spiccato gusto peri “trash”, e’ risultata altamente premiante (in tutti i campi, non solo nell’arte) e molti, soprattutto giovani, finiscono per pensare che questa sia l’unica via o quantomeno quella maestra e che sia inutile “pensare”, elaborare, ricercare, sperimentare, l’importante sia solo trovare il modo piu’ evidente di “sferrare pugni nello stomaco”
    .

    • Cristiana Curti

      Caro Jerry, hai senza dubbio ragione quando ricordi che oggi la misura è la velocità della comunicazione dell’informazione, dell’immagine, del messaggio. E che per adeguarsi certi (artisti) abbiano preferito la via più breve. Ma, poichè si parla pur sempre d’arte, il valore di tali escamotages è di facile interpretazione, mentre dove l’artisticità dell’opera (questione spinossima!) emerge è necessario approfondire per giudicare. Questo vale per tutti noi, che abbiamo voglia o meno di indagare a fondo, quando un argomento “a prima vista” non ci piace. Fatti non foste per viver…etc. etc.
      In merito alla sensibilità del pubblico – cui non nego affatto la giusta ritrosia per questioni che riguardano l’intimo e il pudore (che è SEMPRE cosa soggettiva e MAI canone assoluto) – in taluni musei o siti espositivi vengono apposte indicazioni specifiche che allertano quando il tema affrontato dall’artista è particolarmente scabroso, potrebbe risultare offensivo e soprattutto potrebbe non essere adatto ai minori.
      Ricordo con gusto alcune vere acrobazie fatte alla Biennale 2005 con mio figlio piccolo che all’interno del Padiglione Italia (oggi delle Esposizioni) non doveva imbattersi a tutti i costi nel Caligola, videone sessoso di Vezzoli (a proposito di sfrutta la facile sensazione). C’era l’indicazione di “transito” solo per gli adulti, ma per la verità il percorso era quasi obbligato. Diventammo matti per costringergli il capino di fronte all’orsetto innocuo del video antistante di Mark Wallinger (Sitzende) peraltro tristissimo perché l’animalone era sperso in un museo chiuso e abbandonato.
      Per questi diversi motivi, un cartello di avvertimento può essere opportuno, la censura mai.

  • Ma qui non c è nessuna provocazione, che quella è urina è stato dichiarato dal Serrano.
    Si poteva usare la camomilla, ma non sarebbe stato simbolicamente corretto era come se ad uno scrittore gli avessero impedito l’uso dei verbi e degli aggettivi .

    • Cristiana Curti

      Caro Loreanzo, per quanto mi riguarda non parlavo certo di Serrano.

      • Cristiana Curti

        Pardon, “Lorenzo”…

        • ma certo Cara, guarda che lo so che tu sei una persona non solo preparata ma dotata della necessaria sensibilita’ a riconoscere dove alberghi il falso con il volgare.

          • Cristiana Curti

            Devo ringraziarti Lorenzo, non avevo ancora notato la tua cortesissima (e adulatoria ma spero sincera) risposta. Sempre gradite le amicizie di “penna”.

  • julius markael

    forse sono stato frainteso, Avignone certo ma allora? non volevo difendere la Francia e accusare l’Italia. Se vi metete sulla difensiva vuol dire che c’è della paura. Un amico gesuita (si ho amici gesuiti) a cui ho rimandato il link di questo forum mi faceva notare che la vera fede non ha paura dell’offesa e che “i simboli non offendono la fede ma solo le persone timorose”. Avignone è qui in Francia ma vedo che voi in Italia non scherzate e il radicalismo che ho letto in questo forum è superiore allo stupido gesto verso l’opera di Serrano.

    • Cristiana Curti

      Francamente mi stupisco che tu ti stupisca, caro Julius: 1980 (ca.) di Chiesa Cattolica innestata sul suolo nazionale non sono uno scherzo. E vorrei vedere quale popolo ne uscirebbe “indenne” sia socialmente sia culturalmente. Tuttavia, non vedo qui l’acrimonia di cui parli: ho francamente assistito a discussioni molto più manichee di questa, che mi pare dipanarsi in termini civili, dopo un incipit scoppiettante ma poco sostanzioso, pur su posizioni diverse. E l’argomento, se avulso dal contesto puntuale di riferimento (Piss Christ), non è di poca importanza: sino a quale punto lo “scandalo” FA arte o la fa, invece, dimenticare? Se posso semplificare così la questione.
      I gesuiti poi sono stati maestri della vera fede per molti secoli, e le conseguenze (per me – malgrado tutto – fondamentali per la civiltà occidentale) non sono nascoste a nessuno. Dico sono stati perché rimpiango un poco i bei tempi (recenti) del loro ancor saldo potere teologico, oggi soppiantato da un organismo più potente che m’incute timore e diffidenza ovvero l’Opus Dei. Ma questi sono altri discorsi. E l’amico gesuita che ti contatta è senz’altro un esempio di come la Compagnia oggi si sia affinata verso scopi più alti che la difesa di se stessa.

  • Julius spero che questo “RADICALISMO” non lo induca a non leggere piu’ le pagine di Artribune.

  • nicodemo

    Julius, di’ pure al tuo amico gesuita a cui i simboli non interessano che domani piscero’ sull’ immaginetta di s. Ignazio di loyola

  • tu non meriteresti di essere pisciato neppure se andassi a fuoco.

    Maleducato.

  • nicodemo

    Io sarei maleducato ? E pisciare sul Crocifisso invece e’ un grande gesto ! Complimenti ! Il sonno della ragione genera mostri

  • Non essere ancora piu’ severo con te stesso.

  • Cristiana Curti

    Mi rimangio quello che ho scritto pochi passaggi fa.

  • julius markael

    ecco sono le affermazioni gratuite quanto sciocche di nicodemo che mi stupiscono e rendono vano il valore dei forum. nicodemo non ha capito, e lo compiango, che i simboli hanno valore solo rispetto al singolo individuo(o molti individui) che riconosce in loro appunto un valore. però in termini globali i simboli di per se stessi non hanno valore alcuno e ne possiamo fare quello che vogliamo. dipende solo da noi e il povero Loyola nulla saprà o gli interesserà di quello che questo signore può fare. il suo gesto/affermazione è quindi vano, inutile e di basso profilo culturale. Mi aspetto di più da parte di Artribune. Caro Marras non ti preoccupare, oltre che in storia dell’arte antica, sono laureato anche in antropologia e queste cose non mi fanno indietreggiare, anzi mi divertono anche se con l’amaro del tempo sprecato. ma ora basta. non credo che posso tornare su questo argomento, c’è altro nell’arte.

  • Pensavo che l’argomento fosse stato discusso a fondo, ma mi accorgo che,pare ci sioano alcuni malintesi (almeno spero siano solo tali) sui miei interventi che mi obbligano a delle precisazioni, non prima di aver detto a Cristina che, ancora una volta, mi trovo quasi perfettamente daccordo col suo ultimo intervento (compresa una certa “paura” verso l’Opus Dei), salvo forse il passaggio del “uscirne indenni”: personalmete, io penso che facendo una somma algebrica del bene e del male apportato dal Cristianesimo e dalla Chiesa Cattolica all’Italia ed al mondo Occidentale credo che il saldo sia assolutamente positivo e che sia addirittura inconcepibile la nostra cultura senza di esso.
    Vengo a risposte singole :
    @lorenzo, ho usato il termine “comunicazione” perche’ il mio esempio poteva essere riferito tanto ad una presunta opera d’arte quanto ad una pubblicita’ o ad una “comunicazione” di altro tipo. E’ vero che e’ solo Serrano ad affermare che il liquido in cui e’ immerso il crocefisso fotografato e’ urina (e proprio questo casomai sarebbbe il punto) e che potrebbe benissimo essere camomilla o altro intruglio, rimane il fatto che il titolo dell’opera e’ “Piss Christ” che tradotto in Italiano puo’ essere tanto “Cristo piscio” quanto (l’imperativo del verbo to piss) “Piscia Cristo!” ed in entrambi i casi e’ un titolo che non ho timore a definire volgare e, essendo io cristiano, per me offensivo, Dovresti poi spiegarmi a che ti riferisci quando dici ” non sarebbe stato simbolicamente corretto era come se ad uno scrittore gli avessero impedito l’uso dei verbi e degli aggettivi”, perche’ proprio non l’ho capito, sarebbe stato scorretto dire che era camolilla ? E chi mai avrebbe potuto dirlo con quel titolo? Tu dici che Serrano non ha bisogno di simili “mezzucci” e magari hai ragione, ma rimane il fatto che se tu cerchi Serrano sul web lo trovi sempre associato a Piss Christ e che questo lavoro gli ha dato una notorieta’ ed una visibilita’, magari suo malgrado,ben piu’ ampia di qualsiasi altro suo lavoro (e qui siamo al discorso dei “media” e del loro gusto per le “trash” news). E’ capitato lo stesso a Kippenberger che, almeno qui in Italia, e’ diventato veramente noto, post mortem, solo dopo lo “scandalo” di Trento del suo Zuerst die Füsse (il rospo crocefisso). Tornando al lavoro di Serrano dato che esso non puo’ andar disgiunto dal titolo datogli dall’autore, poco importa che si tratti di urina, sua o di altri, o meno, rimane la necessita’ di comprenderne il concetto. Nel corso di queste chiacchere ne abbiamo tentati almeno un paio, che escludono la blasfemia, io ne ho dato uno che e’ addirittura “edificante”, ma ancora una volta non e’ questo il punto, perche’ si torna sempre al dubbio ; lo scandalo “fa” l’arte o la fa dimenticare? E’ di tutta evidenza che Serrano, come qualsiasi artista ha il diritto di esprimersi come meglio crede, ma la critica di un opera d’arte passa anche attraverso la sua “funzionalita’”, “economicita” e “opportunita’” rispetto al “concetto” che la sorregge e che essa intende esprimere: e allora la mia domanda (parlo dell’esempio del monte di merda) torna : era questo il modo migliore, piu’ funzionale, economico, opportuno, poeticamente valido per esprimerlo? Ovviamente bisognerebbe prima conoscere il “concetto” (e qui torno alla necessita’ di informazione critica per le opere d’arte, tutte le opere d’arte) Quale era il concetto di Serrano? Che cosa vuole dirmi con questo suo lavoro? E’ vero che nell’arte contemporanea, spesso, e’ l’artista a porre dele domande lo spettatore a darsi delle risposte, ed in questo caso torno alla mia di risposta : un Crocefisso, anche immerso nell’urina, non muta, rimane il Crocefisso, oggetto di meditazione, rispetto, amore ed adorazione di milioni di persone a questo mondo. E; questo un “capolavoro” , la mia personale opinione e’ che non lo sia, e non perche’ “potenzialmente” offensivo per la mia fede ma solo perche’ qualsiasi fosse il “concetto” dell’autore (escluso che esso non fosse proprio la blasfemia), per quanti ne cerchi e mi se ne propongano non ne trovo uno, rispetto al quale, esso rappresenti la “rappresentazione” funzionale, economica, opportuna e poetica.
    @: julius, non ho sottolineato che il fatto e’ avvenuto in Francia per dire che voi siete integralisti e noi no (ognuno ha le sua brave quote di integralismo), l’ho solo detto perche’ tu avevi scritto “Ma forse in Italia è altro il pensiero” e non avevo capito che consideravi questa chiaccherata piena di “radicalismo”, chi e io ad anche Cristina, davvero non rileviamo: nessuno ha detto che bene hanno fatto quelli che hanno scempiato l’opera di Serrano o che essa non andava esposta, o che dovrebbe essere ritirata op che lui avrebbe dovuto essere punito o bandito! Mi pare che tutti, anche i piu’ critici, mai abbiano sollevato il probleme e tanto meno “invocato” la censura. Come bene ha detto Cristina si stava sopratutto discutendo se “lo scandalo Fa l’arte o la fa dimenticare”. Ti faccio poi notare che dire “se sei cristiano e ti offende non guardarla” oltre ad essere puerilmente semplicistico e’ questo si, radicale ed integralista, io sono cristiano e ho il sacrosanto diritto di guardarla e criticarla, come ce l’ha chi cristiano non e’. Finisco dicendoti che ha, ovviamente, ragione il tuo amico gesuita, la vera fede non ha paura dell’offesa, ti dico di piu’, la fede cristiana nasce da un’offesa, da una immane offesa e di essa ha fatto la sua ragione e la sua vita, e i cristiani, anche oggi, di offese ne ricevono di ben peggiori e ben piu’ dannose (vedi molti paesi africani, medio orientali ed asiatici) questo non significa pero’ che un cristiano non possa sentirsi, a volte offeso e non abbia il diritto di dirlo,

  • …purtroppo dobbiamo constatare che le “considerazioni” del buon nicodemo non hanno certo “aggiunto valore” alla conversazione, peccato, pero,’ scusa, Julius, non mi pare corretto dire “ecco sono le affermazioni gratuite quanto sciocche di nicodemo che mi stupiscono e rendono vano il valore dei forum.”, hai perfettamente ragione, ma la tua accusa di “radicalismo” al forum, era arrivata molto prima che nicodemo intervenisse. Purtroppo (qualcheduno dice per fortuna) gli interventi alla nicodemo si verificano in tutti i forum liberi e non monitorati (o censurati), per fortuna qui capita molto meno frequentemente che in altri !

  • Cristiana Curti

    Guardo ora un particolare in apparenza scontato e passato in secondo piano al commentatore. L’opera di Serrano ha ricevuto uno sfregio singolare. Chi volesse difendere Cristo da una ipotetica blasfemia, distruggerebbe l’opera in questione o il soggetto raffigurato che vorrebbe proteggere dall’insulto? Perché il “fustigatore cristianissimo” colpisce il volto di Cristo in modo netto e inequivocabile e non l’opera nel suo insieme? Martellata per martellata, se io fossi il cosiddetto Torquemada mi avventerei su tutta l’opera, ne disarticolerei il vetro protettivo con più colpi. Due o tre bastano, ci vuole poco per una fotografia di dimensioni non monumentali. E invece qui c’è un colpettino solo al volto santo. Non è sospetto?

  • julius markael

    Bonjour. questa mattina ho voluto dare una ultima lettura a questo forum sulla opera di Serrano. io non voglio intervenire sui torti ho ragioni perché come si dice da noi a chacun son goût. Come gallerista e operatore della arte da quasi 30anni posso dire che tutto è molto relativo. L’artista crea e questo è l’importante. La galleria lo espone e questo è anche l’importante. Il pubblico qualsiasi esso sia lo guarda e parla parla e questo è anche bene e infine collezionisti e musei comprano e questo va benissimo. Ma sul processo creativo dell’artista il giudizio delle persone che guardano ha poco valore. Se fosse il contrario l’artista e ciè un artista sottomesso alle opinioni delle persone, non sarebbe libero. Che qualcuno dica sbagliato o giusto non cambia, e ogni artista che vive il mercato direbbe la stessa cosa. Questo dalla mia esperienza e da quella di molti colleghi in Francia ma anche in Germania o altri paesi con i quali ho relazioni. Non ho esperienza di Italia ma penso che l’arte è universale e se così non fosse non sarebbe arte sarebbe altra cosa. Se il vandalo di Avignon ha fatto male o bene non influisce su Serrano -io non credo che porti la pubblicità – ma solo su chi ama l’arte -spero molti- e teme per la sua sopravvivenza e naturalmente su chi ha la fede e si sente ferito nelle opinioni. Bene il signore offeso potrà dire tutto ciò che vuole ma l’opera d’arte anche ammaccata rimane opera d’arte anche se quel signore disprezzerà Serrano e il suo lavoro . Tale è stata riconosciuta e tale rimane anche in futuro qualsiasi possono essere le opinioni. Se sembro radicale sono dispiaciuto ma io faccio parte del mercato e la mia galleria come altre di miei colleghi forse troppo laici per l’Italia lavorano in questa libertà di agire e di pensiero. Non dimentichiamo infine che fare arte non è una missione, ma è un mestiere che richiede alta professionalità, vasta cultura, libertà di pensiero e grande capacità di portare lo stress. credo di avere fatto errori scusate il mio poco italiano.

  • hm

    perchè è stato censurato il mio commento su un ipotetico rabbino in un barile di merda che sarebbe tacciato di antisemitismo mentre il cristo pisciato è considerato liberale colto progressista cool avantgarde engagé? vedo che la censura sta tornando quasi ai livelli di exibart .

  • Caro Julius, vorrei precisasti alcuni punti (l’ho giá fatto ma pare che ti sia sfuggito)
    1•sei tu che hai definito “radicale” questo forum ,e non ostante ti sia stato piú volte richiesto, hai sempre evitato di citare i passaggi da te ritenuti “radicali”. Anche in questo tuo ultimo post dici “colleghi forse troppo laici per l’Italia” ed è evidente che poco conosci il mondo dell’arte contporanea Italiano che, ti posso assicurare, è altrettanto (se non piú) “laico” di quello degli altri paesi Occidentali
    2• nessuno, in questo forum ha mai detto che il vandalo Avignonese abbia fatto bene o che avesse ragione a fare ció che ha fatto
    3• nessuno ha mai detto che l’opera di Serrano sia giusta o sbagliata (giudizio che, come giustamente dici, spetta solo ed esclusivamente all’artista, qui su è casomai discusso se essa fosse bella, poetica, incisiva o meno e quest è un giudizio che, appunto, spetta a tutti noi: spettatori, artisti, critici, galleristi e quant’altro ed è, ovviamente e ineluttabilmente sempre, un giudizio soggettivo, a volte meglio a volte peggio motivato ma sempre legittimo e rispettabile proprio perché soggettivo.
    4• il problema ” se lo scandalo faccia l’arte o meno” non è un problema cosí limitato e marginale come apparirebbe da quel che scrivi. Serrano, Ofili, Kippenberger, Duchamp (solo per citare quelli ricordati in questo post) sono certamente grandi artisti (e, almeno sull’ultimo spero non ci siano dubbi) ma la loro notorietà nel vasto pubblico rimane indissolubilmente legata al Piss Christ, alla Madonna in sterco d’elefante, al rospo crocefisso ed al, oramai mitico orinatoio: puoi tu in coscienza affermare che la “notorietà” derivata loro da questi “scandali” in nulla abbia inciso sulla loro “notorietà” globale?, sull’accettazione dei loro altri lavori da parte di gallerie e musei?, sulla disponibilitá dei curatori a presentare i loro lavori e pensare a mostre loro dedicate o , comunque, in cui loro opere fossero presenti? ed infine, dato che tu commerci in arte, sulle quotazioni dei loro lavori?
    Infine, è vero che l’arte ha bisogno di”cultura” e preparazione per essere ben compresa ed apprezzata ma è altrettanto veto che essa, se è vera arte e non “gioco intellettuale per pochi iniziati” si rivolge a tutti e che quindi tutti, chi con maggior e chi con minor competenza, hanno diritto ad esprimere il proprio giudizio su di essa.
    P.S. il tuo Italiano và benissimo, non ti preoccupare, inoltre noi Italiani, a differenza di tanti altri nel mondo, quando uno straniero si esprime nella nostra li gua ne siamo felici e facciamo ogni sforzo per comprenderlo senza, ironizzare o stizzirci per le eventuali improprietá.

  • Quando la produzione artistica è semplificata solo in provocatorie effetti speciali, in scandalo fatto ad arte, la domanda di fondo è se sia proprio necessario continuare su questa strada?
    Ho l’impressione che Andres Serrano sia finito, inevitabilmente, prigioniero nel bestiario contemporaneo della provocazione mediatica da cui cerca di scappare, ma senza riuscirci. Insomma, non ce la fa ad uscire da questo vicolo cieco. E’ come un cane che si sente braccato dal padrone, che lo insegue per farlo rientrare nella sua calda e confortevole casa. Una volta dentro, il portone si chiude sul suo muso e lui guarda fuori dalla finestra con l’idea di fuggire. Si muove con ansia, scuote la testa, strabuzza gli occhi e osserva quella croce di Cristo, leggermente storta, appesa sulla parete della casa. Pare voglia abbaiare di rabbia, perchè ha finalmente capito che l’annoso gioco della blasfemia ha il fiato corto e che ha perso del tutto quel significato di libertà e di trasgressione rivoluzionaria. Il padrone sa bene che nella casa il cane sarà al sicuro dai pericoli dei vari detrattori della sua opera e degli agguerriti fedeli fondamentalisti. Nella casa si sta bene, c’è pure da mangiare in abbondanza. Ma il cane capisce che si trova in una prigione. Non per niente abbaia inutilmente. Bisogna dire che in passato, i cani erano poco inclini a farsi catturare e addomesticare dal padrone. Fine della similitudine.

  • julius markael

    in quanto al radicalismo come unico esempio basta leggere le parole del signor hm. fanno davvero tristezza nella loro inutilità provocatoria. non sono avezzo(? credo si dica così) a questi livelli. io non sono battezzato e non sono credente. ma fare simili affermazioni no mi verrebbe in mente mai. il livello di scontro verbale in Italia, nella societa e nella politica, io lo leggo nei giornali francesi, mi pare inutilmente esasperato. ma è solo opinione di un francese. poi quando ho parlato di cultura parlavo dell’artista non del pubblico. io posso conoscere l’artista e posso giudicarlo perché è il mestiere mio, il pubblico passa e va e non so nulla di lui. la sua cultura gli appartiene e non la divide con me. voglio raccontare una cosa. nel 2008 due ragazze iraniane mi hanno proposto una performance che ho accettato con interesse. per 3 ora a turno stavano nude un velo a coprire il solo viso in piedi e con un kalashnikov in braccio come un bebé. non abbiamo avuto scandalo o accuse. solo la police è venuta perché hanno avvisato che noi avevamo quel fucile.
    il secondo giorno un signore mi dice che dovevo fare finire quella cosa disgustosa. io dissi che no che era interesante e che se volevo poteva scrivere su dei grandi fogli appesi la sua opinione. e lui mi risponde in tono non buono “non ha paura?” gli ho risposto così: “io non ho paura e lei?” fine della storia. mai più visto.

    • Cristiana Curti

      Chiedo scusa al signor Markael, ma il suo divertissement è dimostrare ai suoi amici connazionali (il Suo nome fra l’altro ha assonanze con le province francofone di Belgio, per caso ha origini vallone? magnifiche terre…) quanto siamo retrogradi in Italia attraverso i nostri siti d’informazione? Siamo organismi monocellulari da analizzare al microscopio? Se poi la mettiamo sul piano dei commentarii di politica estera (cosa che non intendo fare perchè non mi verrebbe mai in mente di giudicare qualcuno in base ai governanti che si ritrova ad avere – o subire – in quel momento storico nel suo Paese) non vedo una particolare luce di tolleranza e liberalismo attualmente in Francia.
      Rimaniamo sulle interessanti e in parte condivisibili teorie che ha proposto, soprattutto in relazione alla Sua professione, per favore.
      Parliamo d’arte, signor Julius, come lei sa ben fare in un ottimo italiano. Il suo contributo credo sia ben accetto. Dice molto bene quando afferma che il vandalo di Avignone non può condizionare la creatività (né tantomeno il mercato) di Serrano, ma senz’altro non fa bene a chi ama l’arte, anche se credente, anche se ritiene discutibile l’opera in questione.
      La performance che Lei presentò nella sua galleria è interessante benché rientri in un filone di denuncia che non seguo con particolare favore fra i generi artistici (ma il giudizio può cambiare senz’altro vedendo l’azione!), però credo che difficilmente da noi avrebbe suscitato più scalpore che da Lei e forse non avremmo dovuto sopportare neppure la visita del visitatore minaccioso.
      “A noi”, questo è vero, in quanto a nudi inopportuni e mal dislocati e ormai “spogliati” dello scandalo, “non ci batte nessuno”.

  • @Julius, eh no! Caro julius, tu l’accusa di “radicalismo” l’hai formulata molto prima degli interventi di nicodemo e di hm ed è per questo che è apparsa preconcetta ed immotivata (e immotivata rimane). Questo è un forum non monitorato (senza censura in cui chiunque puó scrivere, mi risulta, per experience personale, ne esistano molti anche in Francis e interventi alla nicodemo o alla hm sono ben piú frequenti e “pesanti” di quelli apparsi in questo forum. A performances sili quella da te descritta, qui in Italia, ne puoi trovare quante ne vuoi, a partire da molti, molti anni or dono (Abramovich, Beecroft, hanno fatto scuola) e se qualche poliziotto si interessa ad esse è per godersela e non per fermarle.
    Io ho vissuto in Francia, oltre che in molti altri paesi europei ed extra-europei e ti posso assicurare che ho trovato molta piú “bigotteria” e radicalismo altrove che non qui in Italia

  • @Savino, parafrasando la celebre “Oh quanta res, sed cerebrum non habet” ti diró : che bella prosa! Peccato manchi di sostanza!
    Serrano non ha fatto solo Piss Christ (per fortuna) né quello è un suo tema ricorrente o insistito, il suo lavoro (potrá piacere o meno) è vasto e certamente importante, a me personalmente Piss Christ non piace, ma trovo, ad esempio notevole la serie Morgue …
    P.S.
    Scusa perché aggiungi al tuo nome il “curatore indipendente” (indipendente da ché poi?) pensi che ti legge ti giudichi da quello che dici di essere o da quello che scrivi?

  • julius markael

    la cultura ma anche la lingua ci rende differenti dandoci modi di pensiero, sentimenti ed opinioni. forse io sono troppo sensibile ma ad esempio rimango stupefatto che nessuno abbia detto qualcosa sulle parole di hm. mi chiedete di mettre les points sur les i cosa cui non sono abituato. anche certi modi di esprimere le opioni di sedini mi sono sembrate radicalmente aggressive nei confronti di monaco ma forse intendiamo radicalismo in modo differente ma credo la strenua difesa di una opinione è già radicalismo. le affermazioni di nicodemo io le leggo radicali. ma temo proprio che la lingua sia difficile per me. ricordo un critico letterario che diceva che tradurre è tradire. verò io penso in una lingua che già non è la mia materna (sono di origine tedesca rispondo a Cristiana) e devo scrivere in una altra. difficile. Venaimo alla Beecroft di origine italiana e Abramovich di origine slava credo belgrado. sono solo epigoni di altri nudità storiche, oramai più nessuno è primo siamo tutti secondi terzi ecc. le due ragazze della performance di cui parlavo sono di origine iraniana (questo è gia un dato culturale) abituate a civiltà del burka cioè alla negazione e per concludere la mia galleria è abbastanza vicina all’istituto di cultura araba a paris. Una grande differenza e profondità di significati dagli interventi di Beecroft e Abramovich. Il visitatore minaccioso (per Cristiana) quando si parla di cose che hanno referente l’islam da noi sono molto delicate per la grande presenza appunto di islamici. importante è non accettare la provocazione mai.
    E poi, si ci sono forum francesi dove si parla di arte è naturale anche li non censurati, ma si parla di arte, di mostre di artisti si fa critica dando opinioni sull’oggetto arte e non sulle persone. (vedi dialoghi monaco sedini ecc).
    Insomma vorrei dire che non interessa a me difendere una posizione, non è necessario. Ripeto faccio il gallerista e per abitudine ogni giudizio non è mai su chi ma su cosa. Finisco perché sono stanco è devo aprire la galleria. In Francia non ha avuto grande attenzione la cosa di Avignon. I forum che frequento ne hanno solo accennato senza grandi interventi. curiosa la differenza.

    • Cristiana Curti

      Forse è vero che diamo troppa importanza alla cosa, gentile Julius. E che magari in Francia non ha fatto così scalpore. Per la verità neppure qui – se ne parla nei siti d’arte con più o meno slancio, ma alla fine la questione è che gli Italiani amano disperatamente il dialogo, la retorica, la passione affabulatoria, e questo per me non è un male, finché si rimane nei ranghi – come giustamente sottolinea Lei -. La Sua galleria è vicina all’Institute du Monde Arabe (se ho capito bene), uno degli edifici che mi affascinò maggiormente e mi stupì per l’organizzazione e la vastità dell’ “impresa” (per noi impensabile) molti anni fa quando fui a Parigi per lavoro. Io avevo a che fare con il Guimet, per la verità. Ma appena potevo andavo là a vedere i meccanismi in facciata e le mostre coltissime. Parigi è la Francia, mentre da noi nessuna città rappresenta davvero l’Italia. Neppure Roma. Siamo tante isole che hanno bisogno di mantenere i contatti. E sappiamo sempre con chi abbiamo a che fare. Perché siamo (stati) terra d’invasione e ancor oggi non siamo del tutto liberi. La nostra carta è l’arte e la cultura e se l’arte e la cultura rientrano anche nei discorsi politici, sociologici, antropologici, teologici, e oggi ancor più filosofici (ci seguirete, fra un po’) è perché siamo usi a una troppo comoda contiguità. Il che ci rende pigri, ma anche appassionati a volte. Del tutto disorganizzati per la difesa sempre.
      La Francia ha avuto grandi stagioni della fine del XX secolo (che ho potuto personalmente toccare con mano) di sostegno alla cultura, di progettazione culturale, di sviluppo educativo. Con pianificazioni culturali, incentivi, leggi che vi fanno onore e che tutti i Paesi civilizzati dovrebbero seguire. Non so se oggi è ancora così, credo che lo slancio sia ancora buono, tutto sommato.
      Ma la cultura sta cambiando, e con essa cambiano inesorabilmente i modi di intenderla.
      Il mio invito a parlare “solo” d’arte è, alla fine, quasi anacronistico, perché oggi l’arte interessa e coinvolge ogni aspetto della nostra vita anche il più impensabile. Tratta anticipatamente il senso del tempo e dei tempi. Noi siamo oggetti e non più soggetti e dobbiamo stare attenti a ogni mutazione. Anche a quelle che pensiamo come impensabili. Dobbiamo cercare di capirle e non di stigmatizzarle, chi si ferma è perduto. Ma è anche vero che il pensiero di ognuno deve emergere con le proprie caratteristiche ben distinte dagli altri, l’omologazione non è vita. E le diverse personalità che può incontrare in siti come questo o simili sono lo specchio di un Paese che non trova ancora il centro, che non sa fare squadra, che non capisce il nuovo ma – alla fine – non lo teme come Lei pensa. Siamo abituati a tutto, speriamo non proprio a tutto. Per alcuni ciò è ancora un valore, per me lo è sino a quando non diventa connivenza con l’ignavia.
      Buon lavoro.

  • Caro Jerri, al di là della tua sottile e “classica” ironia, mi sei comunque simpatico. L’unica cosa che posso dirti è che per me, ora e come prima chi fa provocazioni artistiche mistifica l’odierna realtà e basta. Tali pratiche non fanno altro che rafforzare già la fitta rete del sistema di potere mediatico. La rete che come tu sai, controlla gran parte della nostra vita quotidiana. E’ questo il vero problema che si dovrebbe porre un qualsiasi artista con le palle. Il linguaggio della provocazione non può essere ridotto solo nella categoria o in alcuni codici disincantati di linguaggio visivo scandalistico. Già la società in quanto tale è uno scadalo continuo. Basta guardare quello che ci propone gran parte del cinema, tv , carta stampata ed altri media. Oggi lo scandalo è diventato alimento consolidato, indispensabile per la conservazione e sopravvivenza dello stesso potere mediatico. Tanti artisti, non fanno altro che rafforzare, (inconsapevolmente) questa diabolica rete di controllo della realtà. E’ proprio l’arte dello scandalo che fa gola ai media e che provoca il depotenziamento del linguaggio innovativo dell’arte, che a sua volta ne viene inevitabilmente mercificato e bloccato nella possibilità di trasformazione della realtà. Per quanto riguarda la “strana” figura che è il (curatore indipendente) – secondo me, dobbiamo riflettere nello specifico: la pratica dell’arte e della critica presuppone sempre e comunque dei nemici, mai degli amici: con gli amici si va a cena, non si parla e non si litiga su quello o quell’altro lavoro di un’artista. E’ dobbiamo altresì riflettere che i cosiddetti “curatori indipendenti”, in sè e per sè, non sono nè amici nè nemici di nessuno: sono e basta. Ogni artista che io ho avuto occasione di conoscere, su cui ho posto la mia attenzione e impegno di curatore indipendente, in verità, li tratto in maniera assai diversa, ma sempre con il dovuto rispetto. Devo dire che alcuni singolari artisti per la qualità del loro lavoro, li tratto meglio di tutti gli altri. Il mio modo di interpretare il linguaggio e il pensiero di un artista è modestamente e potentemente legato, non solo al mio livello di conoscenza nell ‘arte del passato e del presente, ma anche dal mio modo di essere in questa società, cioè: “indipendente” ed estremamente critico nei confronti di alcuni meccanismi perversi del sistema attuale dell’arte: una piaga che caratterizza l’attuale sistema chiuso, autoreferenziale dell’arte e in generale della cultura italiana, in cui un numero esiguo di caste e baronie “culturali” fanno il bello e il cattivo tempo sulla divulgazione e promozione ddel lavoro degli artisti. Per curatore indipendente, intendo proprio questo: non il salvatore dell’arte e della Patria, ma neanche cerco escamotage facili per raccontarmi o mettermi sotto i riflettori. Anch’io pecco di gravi difetti come tutti noi comuni mortali. Essere consapevoli di questo è per me una grande consolazione, perchè vuol dire che il mio modo di agire verso tutti gli artisti che lavorano, attualmente nell’ombra ed in silenzio, concorre potentemente a determinare il loro modo di agire e lavorare meglio dentro questa società scandalistica, goffa e superficiale. Secondo me, è inutile sperare di cambiare in meglio la nostra società solo attraverso la cultura e l’arte, se prima non cambiamo in meglio noi stessi.
    Buona Pasqua

  • Caro Savino, se mi son permesso di far un po’ d’ironia è perché mi son fatto l’idea che tu sia piuttosto giovane, mentre io, purtroppo, lo sono stato ma non mi ricordo bene neppur quando ;-) Spero che tu no me ne abbia voluto e ti ricambio la simpatia. Devo dirti che io non sono né un critico né un curatore ma molto semplicemente un artista, forse è anche per questo che sono un po’ allergico alle elucubrazioni teoretiche dottrinali, ho la mia ricerca, elaboro i miei concetti, cerco di comunicarli con il mio lavoro, tutto qui, lVeniamo ai punti : l’arte è sempre stata “provocazione” anzi credo che, almeno in un certo senso, debba esserlo sempre. Quello che mi dispiace è quando ho l’impressione che un artista “ci marci” produca lavori che giá sa’ in partenza che creerranno “scalpore” e lo faccia quasi solo per questo, giá scontando i titoli dei giranti, i “passaggi” dei media, magari le querele ed i procedimenti legali sulla scorta della equazione (che qui ovviamente semplifico) “piú scalpore e riprovazione =piú visibiltà e notorietà = piú autorevolezza e migliori quotazioni” e a “questi mezzucci” come li chiama Lorenzo marras ricorrono (ed hanno fatto ricorso in passato) non solo mezze figure o giovani disperati ma anche artisti di tutto rispetto : uno fra tutti, l’artista Italiano vivente piú noto e piú quotato, che per altro ritengo essere un artista di grandissimo talento, che è, indiscutibilmente, un maestro nel gemere. Sul resto, mi pare di averti giá risposto in altre occasioni e, quindi, evito di ripetermi, vorrei solo consigliasti di scrollasti di dosso l’eccesso di pessimismo : non viviamo “nel mondo migliore nel momento migliore” (come insegnava Panglosse) ma, suvvia! neppure nel suo esatto contrario!!
    Un’ultima cosa: per il bene tuo e degli artisti da te “curati” abbandona la peregrina idea del “lavorare nell’ombra e nel silenzio” … altrimemti, piú presto che tardi, avremo un “curatore indipemdente” ed un certo qual numero di artisti in meno, cosa tutt’altro che negativa, dato l’affollamento, ma, riguardando te, a me dispiacerebbe.
    Buona Pasqua a te ed ai tuoi!
    P.S. non interverró piú in questo forum, salvo Che mon specificamente “vocato” e questo solo perché, altrimenti, I nostri cuginetti d’oltralpe dicono che noi si fa “Tanto rumore per nulla

  • C è una bella differenza tra urina e camomilla o , meglio, c è una bella differenza nell’uso “simbolico” che di essi viene fatto nell’opera, caro Jerry.
    L’urina è prodotto del “corpo” C o r p o , certo come elemento frutto di una complessa opera , CORPOREA. Negli stessi termini non si potrebbe parlare della Camomilla.
    Te lo dico perche’ mi stupisce che tu, dopo avere fatto pubbliche esternazioni di credente, ti sia sfuggito questo “dato” fondamentale nell’esperienza di fede come è appunto il CORPO.
    Avuto attento riguardo a tutte le possibili polisemie che ogni opera in se sostiene e veicola (ti faccio notare che su un punto hai dubbi se trattasi di frase imperativa o meno) trovo alquanto strano che la tua fede non sia andata al di la di un esercizio di mera devozione. (cito :

  • Caro Lorenzo, credo non ci sia dubbio che c’è un bella differenza, torr devo solo post precedenti. Non mi sfugge affatto la provenienza “corporea” del liquido (una certa parte non piccola del lavoro di Serrano è sui secreti corporei).
    I miei punti semplici semplici (pare che discorsi piú articolati siano solo fonte di malintesi )1• deprecazione per il gesto dei vandali 2• deprecazione per chi giudica “inammissibile” o “oscurantista” la riprovazione (verbale! sia chiaro!) di uno spettatore credente di fronte ad un opera del genere, salvo che non vengano fornite sufficienti notizie ed esplicitato il cincetto 3• un certo dispiacere (dicevo “amaro in bocca”) nel pensare che forse proprio la ricerca dello scandalo e dell’altrui riprovazione a fini di “pubblicità” e maggior visibilità potessero essere l’unico o il principale “intento” dell’opera (e questo era per me il tema e l’argomento piú interessante, visto che l’atto vandalico è da condannare spre e comunque e che l’opera in questione lungi dall’essere “una novità” è vecchia e ultra-stranota ed ha già collezzionato tutte le reazioni negative, gli scandali e le “condanne sensazionali” che poteva desiderare) 4• personalmente trovavo (e trovo) quest’opera non tra le sue migliori e volgare (comunque lo si rigiri) il titolo 5• non mi pare di aver fatto ” pubbliche esternazioni di fede” ma ho solo detto, per onestà verso chi mi legge che sono cattolico 6•

    Post di

  • Caro Lorenzo, credo non ci sia dubbio che c’è un bella differenza, torr devo solo post precedenti. Non mi sfugge affatto la provenienza “corporea” del liquido (una certa parte non piccola del lavoro di Serrano è sui secreti corporei).
    I miei punti semplici semplici (pare che discorsi piú articolati siano solo fonte di malintesi )1• deprecazione per il gesto dei vandali 2• deprecazione per chi giudica “inammissibile” o “oscurantista” la riprovazione (verbale! sia chiaro!) di uno spettatore credente di fronte ad un opera del genere, salvo che non vengano fornite sufficienti notizie ed esplicitato il cincetto 3• un certo dispiacere (dicevo “amaro in bocca”) nel pensare che forse proprio la ricerca dello scandalo e dell’altrui riprovazione a fini di “pubblicità” e maggior visibilità potessero essere l’unico o il principale “intento” dell’opera (e questo era per me il tema e l’argomento piú interessante, visto che l’atto vandalico è da condannare spre e comunque e che l’opera in questione lungi dall’essere “una novità” è vecchia e ultra-stranota ed ha già collezzionato tutte le reazioni negative, gli scandali e le “condanne sensazionali” che poteva desiderare) 4• personalmente trovavo (e trovo) quest’opera non tra le sue migliori e volgare (comunque lo si rigiri) il titolo 5• non mi pare di aver fatto ” pubbliche esternazioni di fede” ma ho solo detto, per onestà verso chi mi legge, che sono cattolico 6• il dato fondamentale del “corpo” (= uomo) nella fede non và e non puó andare disgiunto dal dato “Dio” 7• conosco bene le diverse “spiegazioni” che Serrano ha dato dell’opera e continuo a pensare che non sia tra le sue migliori e CGE avrebbe potuto trovare un titolo egualmente “crudo” ma
    Meno volgare ed apparentemente offensivo ( a meno che …ecc.. ecc.. )

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  • Naturalmente Jerry ho dimenticato di specificare che i miei interventi (TUTTI)
    riguardavano appunto tutte le possibili polisemie dell’opera. Sono secoli che non guardo un opera nella sua mera esteriorita’ , non mi interessano piu’ le cose carine e penso che in futuro , ARTE ARTISTA ED OPERA saranno sempre piu’ sfuggenti e decentrati (troveranno altre vie e luoghi come l’acqua scava i suoi canali e non avranno NOME).
    Dunque non partecipavo ad un plebiscito pro e/o contro l’eretico Serrano.
    Diciamo una cosa che a me pare sia stata rilevante in questa questione è esattamente questa : i credenti avevano l’obbligo di leggere questa opera proprio in virtu’ di quella fede che ad esempio , ad un NON credente come il sottoscritto, E’ PRECLUSA .
    E’ bastata una variante di percorso come L’urina per farVi andare in corto. La verita’ Jerry, è questa. Bastava anche pensare al simbolismo dell’ultima cena e fatte le dovute distinzioni di contesto , l’esito era quello.
    Posso aggiungere anche l’episodio del cristo nel Getsemani e troviamo una condizione in cui lo spirito ed il padre si sottraggono per lasciare L’uomo, di fronte alla Morte, SOLO CON IL SUO CORPO.
    E non aggiungo la catechesi Paolina per il medesimo tema perche’ l’aria si farebbe irrespirabile.

    L’URINA era solo un medium, non cera nulla di volgare perche’ la casa della volgarita’ è solo la TESTA.

  • Caro Lorenzo trovo interessante la prima parte del tuo post che, veramente mi piacerebbe approfondire. Nonale per un non credente la seconda parte (ma qui veramente ci sarebbero da gare ben altri discorsi che risulterebbero, ostici, indigesti ai piú e onestamente “fuori contesto”) insisto solo per chiarezza : non ho mai detto che l’opera è volgare ( ho detto che non mi piace, non la ritengo tra le migliori sue) ma ho detto che il titolo è volgare perchè piss è volgare in Inglese né piú né meno che piscio in Italiano esistendo urine come in Italiano esiste urina. Quanto all’obbligo dei credenti di “leggere” in un modo o in un altro: primo non esiste obbligo alcuno per chicchessia, credente o meno, secondo, (e questo era il secondo ta che ho tentato di sottolineare nei miei interventi) a volte un concetto insito in un opera è evidente, a volte no! Diritto dell’artista, del curatore e del gallerista decidere di non esplicitarlo, ma non ci si puó poi meravigliare se l’opera viene malintesa e ancra una volta aggiungo (che barba doversi

  • …dicevo… che barba diversi ripetere per non essere malintesi o “beccati” sull’ultima riga scritta) aggiungo quindi senza che il malinteso possa mai giustificare un atto vandalico. Secondo ad un credente, l’opera in sé, avrebbe suscitato il profondo senso di gratitudine e di venerazione per la passione del Cristo che continua.

  • Oh Jerry, guarda che non ho scritto in sardo eh .
    primo – non ho scritto di “VOLGARITA” riferita a tizio e caio ma ho scritto non c è nulla di volgare nel MEDIUM …. nel mezzo…. attraverso cui si rimanda all’ UMANITA’
    secondo – farei attenzione al titolo , nel senso alla sua traduzione che puo’ prestarsi a dubbie interpretazioni (tanto è vero che tu non eri sicuro che si trattasse di un imperativo : piscia il cristo ! potrebbe essere invece una constatazione : ecco l’uomo Cristo che urina. ad esempio. fatto che denota una inequivocabile UMANITA’ che chissa perche’ origina tanta paura(bada, non sconcerto)

    Terzo – ma santa pazienza figli cari , io l ho accennato , ma sia il vecchio che il nuovo testamento è zeppo di simboli e allora, quando parlo del Voi, Jerry , intendo i cattolici… coloro illuminati da fede non mi sto riferendo ai frequentatori della curva Sud non vedo perche’ non parlare di obblighi(l’aggettivo è cosi indecente ?)
    . scusa quando prendi la comunione , come minino hai l’obbligo (non normativo ma spirituale )di comprendere a cosa stai partecipando, come minino.

    quarto – e per favore cerca di recepire che io in te vedo un interlocutore e non un avversario tifoso di altra squadra.

    quinto – lo so , lo so che consideri questa una delle opere meno riuscite , e allora ? guarda che se sono intervenuto non è perche’ io la considerassi eccelsa. Trovavo semplicemente , insoliti, certi atteggiamenti di chiusura verso un opera che francamente di scandaloso non ha NULLA.
    il vero scandalo per gli uomini è stata sempre la parola del Cristo, ecco perche’ il suo destino era la Croce e senza la Croce, lo sai ,niente possibilita’ di risurrezione (per coloro che hanno il dono della fede, ovviamente).

    Tutto qui, jerry

  • Se non ti considerassi un interlocutore, e intelligente e preparati per giunt, fare come ga CIO con altri, semplicemente ignorerei I tuoi post. Mi riferivo ad un obbligo di comprendere l’arte che non esiste mentre forse potrebbe esistere se non un obbligo almeno l’opportunità dell’arte di farsi comprendere. Quantity allo “scandalo” Della Croce (dell parole e Della vota del Cristo) ti rinvio al mio primo commento nel quale affermavo quanto tu affermi. Sulla traduzione o interpretazione letterale di Piss Christ, purtroppo, non c’è scampo o è “Cristo piscio” (un nome ed un sostantivo … ed è tra l’altro questa l’interpretazione che si evince dalle parole di Serrano e dagli altri suoi titoli analoghi) o è “Piscia Cristo!” (verbo tempo imperativo e nome complemento oggetto) potrebbe anche essere Cristo piscia! (verbo tempo imperativo nome soggetto) non puó essere la terza persona del presente indicativo che sarebbe pisses…