Artworld in cattedra, a Milano arriva il corso di scrittura sull’arte…

Sembra quasi una risposta al dibattito che abbiamo lanciato proprio oggi su Artribune: qual è il futuro delle recensioni? E dunque, quale il futuro dello scrivere sull’arte? Alla scrittura “d’arte” è infatti dedicato un corso che prende il via domani a Milano, organizzato da Circoloquadro con il supporto di Scuola Holden di Torino. L’arte delle […]

Sembra quasi una risposta al dibattito che abbiamo lanciato proprio oggi su Artribune: qual è il futuro delle recensioni? E dunque, quale il futuro dello scrivere sull’arte? Alla scrittura “d’arte” è infatti dedicato un corso che prende il via domani a Milano, organizzato da Circoloquadro con il supporto di Scuola Holden di Torino. L’arte delle parole, le parole dell’arte – questo il titolo – mette in cattedra scrittori, giornalisti e curatori, chiedendo loro indicazioni pratiche sulle tecniche utilizzate nelle diverse tipologie dei canali di comunicazione e le conseguenti differenze di registro stilistico e lessicale.
Otto i moduli previsti, con lezioni spalmate fra il 5 aprile e il 24 maggio. Ok, ci arriviamo! Chi parlerà di cosa? Dopo due sessioni dedicate a Raccontare l’arte, introduzione alla scrittura (Docente: Marco Ravasio), si passerà a La curatela (Ivan Quaroni), La recensione (Marina Mojana), Il catalogo (Flavio Arensi), La scrittura sul web e il blog (Elena Bordignon), La comunicazione (Ilaria Gianoli), Project work (Giovanna Canzi).

www.circoloquadro.com

 

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  • gus

    Elena Bordignon che titoli ha per parlare di scrittura sul blog? Perchè ha aperto un blog da qualche mese???? Patetici…..anche guardando altri nomi, mi sembra di più l’armata improvvisazione che altro….chi dovrebbe seguirle queste cose? Ma dai………….

  • Hei Gus… ma tu chi sei per stare al mondo??? Vediamo che te lo spiego, chi sei e cosa ci stai fare al mondo!
    Elena Bordignon

  • Forza e coraggio, che se vuoi ti do una lezione in privato. Magari iniziamo dall’ABC!

  • Redazione

    La Bordignon c’ha un blog importante e Artribune da tempo punta, subendo solo rifiuti, ad avvalersi della sua collaborazione!

  • Arianna Beretta

    Qui di patetico c’è solo un anonimo rancoroso commento privo di una minima argomentazione.
    Bordignon e tutti gli altri docenti sono degli ottimi e seri professionisti.

  • Sulla materia blog è praticamente impossibile essere esperti, visto che si tratta di cose nuovissime. Mi sembra interessante invece capire quale sia il target di queste lezioni, rispetto anche il confronto con Giacinto Di Pietrantonio ora su Whitehouse.

  • gus

    Ma finitela…Tonelli che si vuole ingraziare i fighettini provinciali milanesi sviolinando per la Bordignon…Il blog della Bordignon è solo un diario elementare di quello che succede a milano….UN COSA ORIGINALISSSSSSSIMA e per nulla provinciale popopopopo.
    E poi soliti commenti polemici e via andare….

    Ma chi credere di prendere in giro? Poi parla Luca Rossi: almeno il suo blog sembra tenuto da uno schizofrenico….ed è utile a tratti…

  • Hei Gus! Una precisazione: il mio blog, è da considerare alla stregua di un ‘luogo comune’… e ti pare poco? Firmandoti spavaldamente Gus, mi dimostri che fai parte di quella sfilza di gente che, senza nè arte nè parte, spari a zero su tutto e tutti! Sai che soddisfazione potermi liberamente firmare? Non sai cosa si prova!
    Elena Bordignon

    • ilaria gianoli

      …ma chi si trincera dietro l’anonimato, o è un pivellino, o un codardo :)

  • luca rossi

    Questa retorica dell’anonimato mi sembra molto poco interessante e tanto una scusa. Io starei a quello che si scrive, “cosa scrivono Gus o Elena…?”..questo mi interessa. Poi ognuno ha le sue opinioni. Per quanto riguarda la critica in italia, questa sarà affidata al Sig. Rossi qualsiasi fino a quando coloro che dovrebbero farla non la fanno a faccia scoperta…perchè, ben inteso, non si parla quasi mai (almeno dovrebbe essere così per persone equilibrate) di cose tanto rilevanti da richiedere una maschera….quindi la maschera è veramente poco importante,ed è bene affidarla al sig. Rossi appunto.
    “In italia la posta in gioco è così bassa” (cit. di Massimiliano Gioni in catalogo Exit) che non si perde mai niente, sia CON che SENZA maschera…..quindi la questione identitaria mi sembra veramente marginale…in fondo nei commenti ci può essere la medesima idiozia che troviamo nella vita di tutti i giorni.

  • Concordo appieno con luca rossi e vorrei aggiungere due punti, il primo, di carattere soggettivo: l’anonimato, se onestamente utilizzato (intendo non per offendere o difffamare ma semplicemtnte per comunicare il proprio pensiero) consente di esprimere liberamente opinioni, giudizi, concetti che, fuor dall’anonimato potrebbero essere malintesi, ritenuti “pro domo sua” o creare difficolta’ per il ruolo o la “funzione” (ed e’ largamente par tal motivo che l’anononimato sotto forma di “pseudonimo” e’, da sempre, largamente usato nella letteratura e nel giornalismo) ;
    il secondo, oggettivo : l’anonimato rende “indipendente” il pensiero espresso dalla personamche lo esprime (e quindi dalla rete di simpatie/antipatie, amicizie/inimicizie, precedenti/aspettative che essa porta inevitabilmente con se’): il pensiero, anonimamente espresso, costringe, chi lo legge, a concentrarsi solo su di esso.
    E’ pur vero, e lo sperimentiamo anche qui, che alla lunga (e sulla rete molto in fretta) anche uno pseudonimo diventa “una persona” con il suo carico di simtaie/antipatie, amicizie/inimicizie, precedenti/aspettative … ma basta riflettere un attimo al fatto che, in realta’, di quello “pseudonimo” non sappiamo nulla, neppure se quello che scrive e’ quello che pensa o magari il suo esatto contrario, per riportarci, se siamo soggetti forniti di senso logico, al punto che cio’ che abbiamo di frontge e’ puramente un “pensiero espresso” e che, quindi, solo su di esso e non sulla “firma” dobbiamo concentrarci.
    Ovviamente c’e’ l’eccezione rappresentata da chi l’anonimato non lo usa onestamente ma lo usa per offendere, denigrare,, attaccare tutti o qualcheduno o semplicemente quale “azione di disturbo” … purtroppo la rete ne e’ zeppa e anche i forum di Artiribune hanno i propri… pazienza, difficile liberarsene, probabilmente la miglior ‘politica” nei loro confronti e’ ignorare regolarmente i loro post e controbattere, quando e’ assolutamente necessario, senza citarli direttamente.