Il progetto nasce dalla sinergia tra la berlinese Abandoned Audio, nuovissima sotto-etichetta della 31.337 Records, e la Frantic Gallery di Tokyo. Un’indagine a cavallo tra l’universo della musica elettronica e quello dell’arte contemporanea, messe in dialogo per produrre organismi video-sonori ad alto tasso di fascinazione estetica.
Alcuni musicisti internazionali, sperimentatori di varie tecniche audio, dal filed reconrdings alle tessiture sonore programmate tramite algoritmi, hanno incontrato degli artisti giapponesi che lavorano con il digitale o la pittura a olio. Il risultato si chiama “MetaMachine”, ovvero sei opere, diffuse tramite piattaforme on line o esposte tra Singapore, Tokyo e Berlino, nel corso del 2014.

Il titolo arriva direttamente dalla ricerca di Atsushi Koyama, uno degli artisti visivi coinvolti. Nei suoi minuziosi oli su tela, ispirati ad un linguaggio ingegneristico, si fondono corpi e macchine, congegni meccanici e dettagli umani, in un’estetica post-umana che tramuta il gioco dell’intersezioneibridazione robotica in una aggraziata, intangibile, immaginifica armonia di linee, codici, elaborazioni grafiche. Corpi senza organi, per macchine prive di funzione. Un po’ ripensando a certe illustri esperienze giapponesi, una su tutte il mitico film Tetsuo.

Similmente, ma su un registro più lirico, Macoto Murayama combina le sue conoscenze nell’ambito dell’architettura, della computer grafica e della botanica, per rilevare le strutture di forme organiche, sbocciate dentro giardini artificiali. Immagini evanescenti, che appaiono come radiografie o elaborazioni progettuali di piante, foglie, fiori.

Insieme a loro musicisti come Doyeq, Aepiel, Echoton, Pachyderme, hanno elaborato delle partiture elettroniche, in accordo con le immagini, testimonianze di un medesimo approccio al mondo delle macchine: il suono digitale e la componente squisitamente umana si ibridano, dando vita a strutture armoniche, ritmiche, glitch, noise o ambient. Nuovi landscape sospesi tra terra e cielo, natura ed artificio, gesto fisico e impulso elettronico, ispirazioni sensoriali e codici astratti.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.