Quarto appuntamento in arrivo per il ciclo di appuntamenti teorici dal titolo La costruzione di una cosmologia, curato da un gruppo di artisti con la voglia di indagare lo stato delle cose: il sistema dell’arte, le sue falle e le sue potenzialità, i cambiamenti e le sclerotizzazioni, le linee future e quelle che si stanno disegnando. In cerca di un senso possibile, di una forma incipiente: la sfida è quella di tracciare una geografia del presente, al fine di inaugurare un percorso storiografico radicato in questo principio di millennio. Con una velleità, o piuttosto una speranza: riprendere  a immaginare cieli nuovi e radiosi, assumersi la responsabilità di inaugurare una visione, puntare a lasciare un segno e a tessere un racconto coerente, potente.
Questo secondo volume, curato da Giuseppe Stampone, ha per tema l’identificazione di urgenze e suggestioni comuni alla generazione emersa negli ultimi quindici anni. Il prossimo incontro, atteso a Roma negli spazi dell’ex fabbrica occupata del MAAM (Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia), sabato 1 febbraio, vede protagonisti Arcangelo Sassolino e Gian Maria Tosatti. Due figure ascrivibili alla stessa generazione artistica, che provano ad accendere una scintilla, parlandosi: tra i gesti di ieri e gli sguardi di oggi, quale spazio di azione/riflessione si è generato? Quali differenze e quali affinità? In altre parole: come stanno cambiando, gli artisti, oggi?
Un luogo, il MAAM, che ben si presta ad accogliere questo match. Proprio Tosatti inaugurò qui un po’ di tempo fa il suo grande, telescopio artigianale, puntato in direzione della luna, che domina la struttura dal suo punto più alto: la vecchia torre.  Ed è così affine alle atmosfere di Sassolino questa architettura piena di memorie meccaniche e industriali, in cui riecheggiano, idealmente, le macchine di ferro e cemento dell’artista, straordinari congegni  in cui si combinano lo studio della fisica, la monumentalità scultorea e l’approccio forte con lo spazio, fatto di fratture, cesure, tensioni e scoperchiamenti. Entrambi, Tosatti e Sassolino, interessati ai lavori su grande scala e sedotti dalla bellezza dei contesti, dalle stratificazioni, dalle potenzialità implicite alla materia e allo spazio.

Il video che condividiamo oggi è invece il primo di questa serie in corso. Al centro c’erano, lo scorso 27 novembre, Marinella Senatore e lo stesso Stampone. Ancora due artisti della stessa età pronti a confrontarsi e a chiedersi cosa per loro è stato importante nell’arte italiana degli ultimi quindici anni. Senatore individua imemdiatamente nella “pesante eredità dell’arte povera“, raccolta dagli artisti di media generazione, il fattore determinante. La stessa linea concettuale, di stampo poverista, viene reiterata in un loop più o meno statico, con oscillazioni più o meno significative. Il germe della differenza, in questa ripetizione invincibile, resta l’elemento del “local“: lo sguardo sul reale, sulle comunità, sulle identità locali. Scansando quella paura di non essere “abbastabza internazionali”, che alla fine davvero ci rende prossimi a un provincialismo triste. Verità assoluta. Il coraggio che manca, per Marinella Senatore, è allora quello di eludere le “formule che funzionano“, sulle orme di un’internazionalità preconfezionata, provando a dire “quello che davvero si vuole dire“. La prova più difficile, probabilmente. Come piazzarsi di fronte ad uno specchio.

Giuseppe Stampone, Saluti da L'Aquila - courtesy Prometeo Gallery
Giuseppe Stampone, Saluti da L’Aquila – courtesy Prometeo Gallery

Corsi e ricorsi, strappi, collisioni, strategie e automatismi che orientano il sistema dell’arte, facendone qui una cosa necessaria, lì una trappola inceppata: quel sistema “cool” oriented, come denuncia Stampone, fatto dai “collezionisti giusti – che sono le vere vittime – i premi giusti, i curatori giusti, le biennali giuste”. E allora, quanta verità c’è in questa giustissima macchina ben oliata, ma spesso – in Italia quantomeno – povera di risultati e zeppa di mistificazioni? “Io, personalmente, faccio arte per me. Per sopravvivere. Perchè mi sento una macchina rotta. Il sistema è bellissimo. Ma ha una vita a sé. E poi c’è l’arte, che è tutta un’altra cosa“.

Helga Marsala

1 febbraio 2014, ore 16
MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia
via Prenestina 913, Roma

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Luana Belli

    Un dibattito di grandi contenuti che finalmente risponde ai mutamenti dell’arte attuale aprendo nuovi e fondamentali punti di riflessione in un Italia da anni immobilizzata su forme e concetti vecchi…Grandi Artisti!!!!!!!!!

  • Francesco cecco

    Bravissimi ,
    Energia pura,nuovi punti di vista in cui la forma dell’opera si trasforma in esperienza.
    Capisco con questo dialogo una complessità di ricerca che fino ad oggi mi erono estraneo.
    Grazie ai due fantastici artisti

  • Giorgia Valentini

    Grandioso !!!

  • Allegra versace

    I LOVE GIUSEPPE STAMP1

  • Chiara Bucci

    “L’arte è tutta un’altra cosa” una frase da ricordare!!!
    Bravi , bravissimi .. Tanta tanta energia

  • Lorenzo

    Due
    artisti che basano la loro azione sull’esperienza e sulla
    partecipazione coinvolgendo comunità enormi…idee e intuizioni che
    si muovono a livello globale…forme sociali di arte, prossima alle
    multi dimensioni delle reti…Grandi!!!!

  • Chiara Bucci

    Wow!!! Mi piace tanto!!!!

  • Mark kapler

    STAMPONE NUMBER ONE , i like it

  • Stanislao

    Vabbè ma l’arte è un’altra cosa!

  • Come fanno a chiedersi quale sia il ruolo di artista oggi, giovani artisti che vogliono recitare da kounellis o cattelan 2.0???? E la Nonni Genitori Foundation mantiene questi giovani in ostaggio.

  • ev

    quanto mi piacerebbe sapere e chiedere a tanti addetti ai lavori , galleristi , curatori , collezionisti , professoroni , artisti, giornalisti , giornalai etc etc per loro quale missione ha l’arte……??

  • capitanuncino

    @disqus_pHC0JRiC6J:disqus mi sembri il beppe grillo (sfigato e uscito male) dell’arte italiana … ( o meglio dei blog sull’arte) un copia e incolla continuo….. che palleeeeee…..!!!!! Vuoi fare l’artista e fa’ l’artista (poi anche se non ci riesci non fa’ niente…..non ti preoccure ma basta a fare lo pseudopredica(t)tore de noantri…!!

  • ventura

    è proprio vero , basta con queste classifiche, il + bello , il + venduto , così si perde il valore culturale

  • l’arte in italia è un incrocio tra una setta, il caso parmalat e un aperitivo. mentre il contemporaneo sarebbe una grande opportunità per tutti.

  • angelov

    Due artisti con un’ottima maturità culturale, che si sanno esprimere coerentemente con una comunicazione lineare e sobria, e senza sofismi, nonostante le infìde potenzialità degli argomenti trattati.

  • ev

    l’analisi di @angelov è perfetta , il problema dell’arte forse è l’uso ed abuso di sofismi , di orpelli e chiacchiere , è la mancanza di semplicità e soprattutto di sobrietà

  • La cosa che mi colpisce di più è dov’è il gesto artistico, cioè quello visivo, visto che qui si parla di arte visiva ( e non di danza, teatro etc..).

    Mi paiono risultato assolutamente normali, senza nessuna “caratterizzazione”, esauriti i giochi di impegno sociale, le solite ricerche vacue, manca l’opera d’arte, manca il manufatto significativo, la soluzione finale, la capacità che fa si che una persona sia artista in quanto fa arte e non cose ovvie, ripetute, compulsive, che sia l’era della normalità, se così fosse perché continuare a evidenziarla, la viviamo già tutti… tanto più spendendo soldi pubblici

  • Veramente i concetti che Stampone, Tosatti e Senatore cercando di toccare sono quelli che ho evidenziato nel 2009 su whitehouse, exibart e flash art. Quando lo feci io le mie parole portarono scandalo, facendomi isolare e facendomi accusare come ennesimo artista frustrato: nuovo ruolo dell’artista, provincialismo, esterofilia, dipendenza dall’arte povera, remix del 900, ecc ecc.

    Quindi queste operazioni sono subdole perchè opportunistiche e sleali nei confronti del mio lavoro. Inoltre alla fine predicano benino e poi razzolano male, perchè tutti continuano a voler diventare il cattelan 2.0 o il kounellis 2.0.

    Vi rimando a quegli articoli su flash art: http://whlr.blogspot.it/2011/11/question-time-flash-art-italia-ottobre.html

    • lisa deusanio

      purtroppo non ascolti !!!!!

      ripeto ascolta il video questi due extraterrestri parlano proprio di antitesi rispetto all’arte povera…… nel video ; lady gaga e steve jobs !!!! il 2.o è superato aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa , il remix invece è un concetto molto attuale aaaaa è lungo non capiresti ignorante , dimenticavo tu èri quello che pensava che facebook èra un giornale invece di un social network aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

      • Luca Rossi

        Parlano bene e razzolano male. Ho letto l’articolo. E Facebook volendo può essere anche un giornale. :)

      • purtroppo ho ascoltato ed era meglio che non lo facessi….poveri noi

    • giuseppe stampone

      NO adSL NO PARTY “VOTATE WIRELESS” DIFFUSIONE GRATUITA DI SISTEMI WIRELESS,SENZA FILI….COMUNICAZIONI GLOBALI A BASSO COSTO.
      Come dice Derrick de Kerckhove: Per il momento la tecnologia che secondo me influenzerà maggiormente la cultura è il wireless perché è una tecnologia che può mettere tutti in contatto con tutti e con tutto. Wireless significa poter essere in contatto con una memoria e un’intelligenza globale sempre e ovunque. È la connettività che entra nella dimensione quotidiana con una semplicità che cresce giorno dopo giorno. Ed è la più globalizzante di tutte le nostre tecnologie, perché fa implodere il mondo su se stesso ed è capace di mostrare le implicazione che tutto questo ha sulla nostra corporeità.
      Io non penso infatti che si possa dire che stiamo perdendo il nostro corpo attraverso una sua disseminazione nelle reti. Si tratta di una suggestione tutto sommato romantica. Penso invece che sia vero l’opposto, cioè che non ci troviamo di fronte alla perdita della nostra corporeità, ma che invece la stiamo estendendo: estendiamo il nostro corpo e ridistribuiamo la nostra sensorialità a tal punto da portare le reti al livello della nostra epidermide.

      L’archittettura dell’intelligenza è l’architettura della connettività.
      E’ L’ARCHITETTURA CHE METTE INSIEME I TRE PRINCIPI AMBIENTALI SPAZIALI IN CUI E CON CUI OGGI VIVIAMO :MENTE,MONDO,NETWORK.
      TEMPO IMPIEGATO DALLE MAGGIORI TECNOLOGIE PER RAGGIUNGERE 50 MILIONI DI UTENTI :RADIO:30 ANNI;TV:13 ANNI ; WWW:4 ANNI.

      ormai quasi tutti i programmi,tutti gli avvenimenti saranno inghiottiti dalla BIGNESS,PAESAGGIO POST-ARCHITETTONICO privo di una teorizzazione ……..un’ azione-rivoluzione senza programma….indipendente da qualsiasi volantà sociopolitica.
      Il modello di modernizzazione ha perso la sua forma di RAPPRESENTAZIONE data mediante la definizione di tutte le categorie dell’organizzazione e del pensiero sociali in termini propriamente sociali,ossia nei termini delle funzioni svolte dagli attori e dalle istituzioni per garantire la coesione della società e la sua capacità di addatarsi ai cambiamenti neccessari……ma oggi con l’annullamento dello spazio-tempo sequenziale e didascalico, e con l’uscita (PER FORTUNA) fisica e mentale della prospettiva rinascimentale (ingabbiamento ad un ordine gerarchico di apparizione ) i RITRATTI SOCIALI sono superati a favore di caratteristiche INDIVIDUALI CHE PRENDONO IL SOPRAVENTO.

      La prospettiva rinascimentale,si è sviluppata a partire da ondate di alfebitizzazione anche molto lontane,che hanno determinato la ristrutturazione della mente in un nuovo modello di organizzazione del pensiero e che hanno strutturato,socialmente e politicamente ,la storia dell’uomo stesso con un pensiero socio-politico VOLTO A IMMOBILIZZARE ,COMANDARE,DIRIGERE E STERILIZZARE L’ESPERIENZA UMANA,fissando il mondo secondo una logica di qualcuno all’apice della piramide ………la volontà di pochi di fissare il mondo per analizzarlo nel tempo.
      La realtà di oggi ,però,è troppo grande per essere ingabbiata nel cyber space certe categorie non esistono più,quindi l’opera non si può considerare prodotto ,o forma ,o spazio esclusivo dell’artista ma produzione connettiva data da un ESPERIENZA NEODIMENSIONALE IN CUI L’ARTISTA STESSO NON è ALTRO CHE IL PROGETTISTA DI UN META LINGUAGGIO.

      Stiamo diventando RESPONSABILI di quella parte di NOI che grazie all’intelligenza CONNETTIVA estendiamo in ogni punto del mondo…..è proprio all’interno del proprio punto di vista,che va ri-letto il proprio mondo o meglio il proprio VOLUME (il mondo privato e il mondo pubblico sono inscindibile connessi (…).Le tirannie e le servitù di alcuni sono le tirannie e le servitù di altri .(V.Woolf,LE TRE GHINEE.).
      L’economia GLOBALE ed extraterritoriale è sempre più proiettata a produrre un divario maggiore tra le gategorie più ricche e le gategorie più povere .
      Tutto questo determina un numero maggiore di gente, che perdendo il proprio lavoro, non solo vive in condizione di povertà,ma è ESCLUSA da qualsiasi ruolo SOCIALMENTE RICONOSCIUTO ; in apparenza categorie SOCIALMENTE INUTILI RISPETTO AL MONDO COSTRUITO DA POCHI IN MODO “SOCIALMENTE GIUSTO”……il problema è politico ,non tecnologico,o meglio il problema politico oggi si può baipassare attraverso la tecnologia .
      Il digitale divide,il divario culturale fra chi può usare l’informazione (informazione=richezza) online e chi no…….violazzione d’identità alla partecipazione di relazionarsi con/tra/gl’altri.

      Gli inpulsi tecnologici (JOKER ,demone della cultura di massa che invade e sconvolge la razionalità sociale con sembianze TECNOLOGIGHE- PRIMORDIALi) e le promesse del mercato, come gli ultimi feticismi dello spettacolo, ANESTETIZZANO SEMPRE quel pubblico che resta legato psigologicamente alle immaggini del PASSATO (come scrive ALBERTO ABRUZZESE “Le arti posmoderne sono molto spesse il più significativo laboratorio di sperimentazioni per la sopravvivenza delle estetiche del mondo moderno)…..
      I BARBARI attuali sono le punte di un grande icerberg sonnambulistico.
      La realtà è una FORMA di consenso istituito dal PURGATORIO INFERNALE e dalla conplicità della VITTIMA SACRIFICALE, elaborata e mantenuta attraverso il principale mezzo di comunicazione del tempo, pensiamo alla PROSPETTIVA nel quattrocento o alla TELEVISIONE oggi.
      Il problema nasce nel passaggio dalla televisione, obsoleta tecnologia DOMINANTE, alla rete virtuale, la nuova tecnologia…….è in questa trasformazione che avviene la distruzione SELVAGGia dell’oggetto in migliaia di schegge, una spazio tempo sequenziale e didascalico che diventa un buco nero, un OGGETTO che ri-diventa NUOVA FORMA-PROGETTUALE condivisa da tanti IO, una forma ben precisa che torna all’archetipo, alla ri-costruzione di una nuova ESPERIENZA un nuovo universo.
      SFIGURARE , RI-CREARE , conpenetrazione fra il dentro e il fuori, il bisogno emergente, come scrive A.ABRUZZESE, “in cui inquadrare la conversione informatica, digitale, virtuale degli attuali sistemi comunicativi dentro, fuori o al di là dei parametri mediologici convenzionali; questo l’orizzonte in cui ridistribuire le gerarchie tra i processi istituzionali(vecchie e nuove agenzie di socializzazione ), i processi formativi (vecchi e nuovi modelli educativi) e i processi evasivi (giochi,feste ,spettacolo ecc.).
      Il BARBARO METTE IN DISCUSSIONE IL PRODOTTO DELLE ULTIME TECNOLOGIE DOMINANTI TRASFIGURANDO IL ” PARADISO TELEVISIVO IN “INFERNO PARADISIACO”, DETERMINANDO SCINTILLE E FUOCHI D’ARTIFICI IN TUTTI I SETTORI, DALLA POLITICA ALL’ECONOMIA, DALLA RELIGIONE ALL’ARTE ECC…
      IL RE NUDO IN TUTTE LE MANIERE E CON QUALSIASI MEZZO MANIFESTERà IL SUO DISSENZO E TENTERà DI CONVINCERE LA GENTE CHE L’UNICO MODO PER VIVERE “UNA LUNGA STORIA D’AMORE è SEGUIRE LA STRADA PER IL “PURGATORIO INFERNALE” CHE CONDURRà AL “PARADISO TELEVISIVO”……..
      NO wifi NO PARTY

    • Èndriu

      Kounellis 3.0: il 2.0 è Cattelan!

  • Ho ascoltato il video ma era meglio che non lo facessi. Stampone cerca di fare il Luca Rossi della situazione, usando anche termini specifici. E questa tensione è positiva, ma poi alla fine non si parla di nulla. Si continua a proporre un certo ruolo fuori dal tempo…vorrei sapere di cosa vivono questi giovani. Senza polemica.

    Marinella “Oltreoceano” Senatore impersonifica il provincialismo più tremendo. Parla di gallerie a Berlino, la cultura di Harlem, è convinta che esista un locale e un globale….totalmente fuori. E il suo lavoro cerca proprio di proporre soluzioni mainstream e ruffiane: la parata in cui coinvolge 10.000 persone a caso, il film come potrebbe fare Tacita Dean, insomma…tutte le cose che un certo sistema internazionale chiede…una forma di artigianato dell’arte contemporanea, spesso anche noioso. Ma evidentemente vogliono fare questo ad ogni costo.

    Poi ovviamente non poteva mancare dalla platea (fatta da 8 persone che sono SOLO addetti ai lavori!!!!) Tosatti che faceva il suo intervento….questo video è un ‘orgia di autoreferenzialità.

    Insomma. Molto meglio quando c’erano gli studenti di Garutti. Arridatece Garutti!

    • Giovanni Di Blasio

      Caro Luca Rossi questi artisti vivono benissimo non solo per i collezionisti che li adorano e li sostengono ma anche per i numerosi riconoscimenti internazionali..
      i garruttiani?!?!?! Già definirli così li propone come soldatini ammaestrati e tali sono, parlassimo di picassiani pure pure..

      Il sistema centro-sud ha evidentemente surclassato quello blasonato milanese perchè fatto di personalità forti e autonome che come dice Marinella Senatore hanno “il coraggio di dire quello che si vuol dire”
      un pò come te in fondo, la differenza e che non ci metti la faccia ma solo una rosicante rabbia HAHAHA!

      • Giovanni Di Blasio

        Senatore e Stampone saranno attualmente nel mondo 1 tra tanti come dici tu, ma lo stesso Stampone dice nel video che bisogna “aspettare la propria rinascita”…aspetteremo…per ora, intanto, ti vedo super informatissimo su di loro quindi il loro SALE alchemico si è già ampiamente diffuso e dalle premesse si accinge a espandersi con celerità. Mmm nella loro zucca certamente il SALE non manca ! ! ! Tra l’altro mi chiedo se hai visto loro opere o mostre dal vivo, perché da come parli proprio non mi sembra. ma di dove sei? viaggi mai? ti muovi? non è che vedi il mondo dell’arte solo dall’oblò di internet?

        • Viaggio in continuazione. Detto questo, ti chiedo dove sta il valore nelle opere di Stampone e Senatore, e per quale motivo un collezionista dovrebbe comprare una loro opera pagandola diverse migliaia di euro. Grazie

          • GIOVANNI DI BLASIO

            Se vuoi ti chiamo io, sono un professionista serissimo in tutti i campi e ho tariffe buone..

            Tornando a S&S, rassegnati! sono bravi e piacciono. il discorso del sistema dell’arte è giurassico: l’economia è fluttuante energia, a volte magia..Perchè i collezionisti comprano le loro opere? E’ come rispondere alla domanda “perchè gli uccelli volano?” Hanno le ali

          • Giovanni

            Io non sopporto quando uno continua a dire “ma cosa dicono mai questi artisti???” (anche coi punti interrogativi multipli). Sembra che siano gli artisti a non dire niente e non, di contro, il Luca Rossi di turno a non aver capito niente. Ora, caro signor Luca Rossi, faccia attenzione, perché incredibilmente una risposta alle sue domande coi punti interrogativi multipli e disperati c’è. Lei chiede cosa dicono queste opere e perché qualcuno dovrebbe comprarle. Non potendo fare il catalogo dell’intera produzione di entrambi gli artisti prenderò ad esempio una parte per il tutto, ovvero l’ultima
            opera che ho visto di Stampone e Senatore. L’ultima in termini di tempo
            è di Giuseppe Stampone. Non conosco il titolo. Ma è attualmente esposta
            all’Accademia Americana di Roma. E’ un sepolcro di stile architettonico
            fascista, con la grande scritta “PARTIGIANI” in lettere dal carattere
            romano e quindi fascista. Nel sepolcro ci sono una quarantina di loculi.
            Ognuno dei quali appartiene ad un partigiano che aveva lottato e perso
            la vita contro i nazifascisti.
            E’ un’opera precisa, tagliente, limpida. Che racconta, senza bisogno di una parola di spiegazione la storia e l’identità di questo paese, in cui i fascisti hanno veramente vinto la guerra. Perché dopo il ’45 sono stati i funzionari del Regime ad aver dato l’ossatura all’Italia repubblicana. E tutto questo è il peccato originale che paghiamo ancora oggi. Quest’opera di Stampone per me picchia dove fa male. Scopre una ferita mai rimarginata e la espone in tutta la sua oscenità.
            Ecco perché qualcuno dovrebbe comprare quest’opera. E dirò di più, ecco perché dovrebbe essere un museo italiano a comprare un’opera di tale portata.
            Bravo Stampone.
            Comunque Luca Rossi, se dovesse servire le posso spiegare anche le altre opere di questi due artisti, uno per uno. Con un po’ di pazienza. Però le ripetizioni si pagano. Questa l’ha offerta la casa.

          • Giovanni

            scusate… la foto si è caricata quattro volte…

          • Che bisogno c’è di comperare quest’opera? Basta andare a fare una foto identica al cimitero. Una rondine non fa primavera. Il valore della singola opera è dato dal valore del modo-atteggiamento-visione da cui discende. E servono più opere per capire se il modo-atteggiamento-visione di Stampone sia di VALORE. E quindi se l’opera giustifichi un prezzo. In questo caso il PREZZO non è giustificato, e quest’opera è una SALE di Wanna Marchi più subdolo, perchè l’opera fa leva su una retorica stanca, che può al limite sembrare un Santiago Sierra evirato (a cui Stampone si ispira lavorando per Prometeo). Dopo la retorica inutile e banale dell’Aquila, eccone un ‘altra. Mi aspetto delle belle foto delle Foibe, in parallelo alla bocca di politici di destra come Gasparri o Cicchitto; poi mi aspetto una performance alla Fosse Ardeatine per non dimenticare……ecco cosa penso di Stampone: http://www.youtube.com/watch?v=407jFKGDEhI

          • Giovanni Di Blasio

            Mi pare che Stampone non sia su un’isola deserta, piuttosto su un’isola del tesoro…forse vorresti essere con lui il “nero venerdì”. Prova a grattare anche tu, magari vinci!!! Se fosse così facile ci avresti già provato, mmmm.
            La “retorica stanca” è ormai quella tua…ti ritroveremo a invecchiare qui tra un commento e l’altro mentre l’arte gira, l’Aquila vola e i partigiani risorgono. .. W Stampone!

          • Veramente, cercavo di dirti che a Stampone piace vincere facile fotografando le tombe dei partigiani….ma vedo che il livello di pespicacia è sotto terra.

          • Giovanni Di Blasio

            Appunto, non mi sembra che sia vincere facile altrimenti perchè non ci provi anche tu?
            Ohoh! le mie risposte sono un po’ troppo raffinate..già! in fondo con chi mi credevo di parlare, con un Luca Rossi qualunque…

          • Ti segnalo questo commento audio: https://www.youtube.com/watch?v=BjF4y9xjHnc

          • Giovanni Di Blasio

            Che Pippa!!!..meglio i tuoi commenti rosiconi, animano di più. Parli di protesta e rivoluzione quando sei il primo ad alimentare il sistema Arte e le visualizzazioni di Artribune, ma non è che sei uno di loro? Sei un elemento completamente assorbito e funzionale..
            No comment per il tuo banale pippone. Anche tu parli di “local” e poi attacchi la solida argomentazione della Senatore..vai a nanna, si sta facendo tardi e ormai hai cominciato a perdere i colpi. Io ti saluto dopo questo audio-video mi è venuto sonno!

          • Giovanni

            Premesso che Luca Rossi ha frainteso completamente l’opera di Stampone. Qui dice che Stampone fotografa loculi di partigiani per dire «ecco dove va a finire chi lotta per la libertà». In realtà, quello che non dice Luca Rossi – e che è essenziale rispetto a quest’opera – è che i loculi dei partigiani sono inseriti in un mausoleo di architettura smaccatamente fascista. E che quindi è una retorica commemorativa fascista che celebra quei partigiani. Innescando un corto-circuito profondamente rivelatorio, in un immagine sintetica.
            Se uno non è in grado di capire questo vedendo l’opera e addirittura leggendo la spiegazione che ne ho dato io da semplice spettatore poch’anzi, proprio qui su questo forum, siamo di fronte a delle grosse difficoltà cognitive, che non giustificano questi sforzi continui a voler dire e parlare, a scrivere e scrivere su questo forum. E che si esplicitano benissimo in questo video di 20 minuti in cui non si dice che una serie di concetti privi di lucidità, un discorso da “signora mia”, che oltre alla noia può generare solo un po’ di imbarazzo pensando alla persona che – per averlo registrato – deve davvero crederci.

          • Èndriu

            E capirai il “corto circuito”… son tutto elettrizzato!

          • Giovanni

            Vabbè, tu sei proprio senza speranza. Fai tutto sto casino. Scrivi duemila post. Non capisci le opere. Uno te le spiega e dici che non basta. Guarda, davvero. Mi dai 30 euro l’ora te le spiego pure tutte le opere di Stampone, della Senatore o di chi ti pare. Però mi sa che è inutile. Uno che dice che Stampone si ispira a Santiago Sierra perché lavorano per la stessa galleria si definisce da solo. Uno che dice che Stampone e Senatore si ispirano ai tuoi concetti quando parlano, fa ridere. Uno che dice che basta fare una foto identica e l’opera è bell’e fatta vuol dire che non ha capito proprio niente dell’arte contemporanea. Comunque grazie. Ora mi farò una grande collezione spendendo poche decine di Euro. Scendo di casa, faccio una foto a una saracinesca e ho un Ghirri, poi vado in parrocchia a fare la foto a un paio di preti e ho un Giacomelli… Alla grande. In un paio d’anni casa mia sarà più importante della Gam di Torino. Ahahahahah. Certo che di ca**ate ne dici proprio tante. Luca Rossi, sei proprio senza speranze. Però fai un piacere a tutti. Hai il tuo blog. Ecco, scrivi sul tuo blog. Così chi legge Artribune non è costretto a leggere i tuoi trecento post al giorno, tutti uguali, che non dicono niente. Oppure, se ci tieni a scrivere su Artribune e ti senti veramente un protagonista del mondo dell’arte e non un semplice nessuno come quelli che possono commentare qui liberamente, accordati con la redazione e scrivi degli articoli. Ma no uno ogni anno. Scrivi con la frequenza degli opinionisti di Artribune. Se sei sicuro di avere tanti contenuti importanti da dire entra nel gioco da professionista. Perché i post che scrivi qui non hanno mai nessuna vera analisi. Dire “Ma cosa dicono questi artisti???” non è una critica. Dire “una rondine non fa primavera” non è una critica. Dire “Ti piace vincere facile non è una critica”. Vuoi criticare? E allora fallo. Ma non copiaincollando lo stesso messaggio da tre anni. Studia il lavoro degli artisti a livello professionale. Sottoponi il tuo lavoro ad una redazione e vediamo se te lo fanno passare. Se è veramente di qualità sono sicuro che non ci saranno problemi. Ma sparare a zero senza argomentare (o argomentando genericamente facendo riferimento a teorie tutte tue) è un po’ da vigliacchi.
            E comunque, se sei un artista, come dicono di te, mettiti a lavorare. Perché con queste chiacchiere sui forum non vai da nessuna parte.
            Mi pare che Stampone e Senatore abbiano parlato in questa occasione perché convocati per farlo. Altrimenti lavorano sodo. E i risultati i vedono.

        • Questa storia di METTERCI LA FACCIA è sempre stata ridicola. Non c’è MAI stato nulla da cui nascondersi o scappare. Evidentemente preferisco una sana distanza di sicurezza. Ma se ricevessi un invito professionale e serio non mi tirerei certo indietro. Certo non accetto invita e bere un caffè con il curatore X, solito modo di fare “all’italiana”. Io bado ai contenuti, con tutti i miei limiti ovviamente.

  • giorgio il giovane

    trovo la discussione veramente interessante , mi piacerebbe sentire anche altri artisti dello stesso calibro , disquisire e dibbattere

    • Helga Marsala

      ciao giorgio, puoi seguire articoli, riflessioni e video su “La costruzione di una comsologia” qui: http://www.artribune.com/tag/la-costruzione-di-una-cosmologia/
      Continueremo naturalmente a seguire il progetto…

      • antananarivo

        Gentile Helga, ma non vede che come nell’articolo sul Pacco d’Artista di Poste Italiane è la solita persona che scrive decine e decine di commenti inventati per autocelebrarsi, scrive sempre battendo uno spazio prima della virgola. E’ tutto finto, è fatto a tavolino, è tutto taroccato e soprattutto tanto triste.

        • giorgio il giovane

          ahahahah gentile antan…..mi spiace informarla che non è così , non credo mi conosca nè ho interessi nel commentare , inoltre per info ho conosciuto questo sito da poco , il metodo mio di scrivere è questo , , , , però la ringrazio, mi ha fatto fare una bella risata in una serata per me triste, sa’ ha perso la mia squadra del cuore, da oggi in poi mi correggo metterò al posto giusto la vrigola, :-( con affetto giorgio. ps grazie @helga per l’info sono le prme volte che entro in questo sito

          • Max

            il fatto che siano le prime volte che entra in questo sito, è chiaro dalla sua visione delle cose, le consiglio di limitarsi a visitare il sito dell’inter che è meglio :)

          • giorgio il giovane

            @max che significa…?? cosa vuole dire che per avere una visione delle cose sul’arte bisogna per forza leggere Artribune..!!?!?! MAAHHH..!!!

  • Lee
    • Mariagrazia

      Marinella Senatore è un esempio importante di persona e di artista. Ha una struttura e una consapevolezza che testimoniano anni di impegno, studi, sacrifici dedizione e originalità di sguardo e pensiero. L’artista oggi è questo: deve saper leggere la realtà e discuterne con lucidità, usando i linguaggi che più sente vicini. Il pensiero limpido di Marinella è la forza del suo lavoro.

  • giorgio il giovane

    ops dibattere , pardon…… arrore di battitura

  • capitanuncino

    Un “critico” è un uomo che non crea nulla e proprio perciò si ritiene qualificato a giudicare il lavoro degli uomini creativi. Vi è logica, in questo: lui non ha preconcetti… odia allo stesso modo tutti gli individui creativi.

    Robert Anson Heinlein, Lazarus Long l’Immortale, 1973

    …chi vuole capir capisca..!!!

    • La critica di qualità è creazione molto di più della creazione artistica. Quanto meno perchè conserva la responsabilità di non aggiungere altre opere-oggetto ad una sovraproduzione tremenda; ma di ragionare su quello che già esiste. Vedere diversamente invece di portare l’ennesima opera nell’ennesima galleria, semmai chiedendo cifre assurde, che andranno a deprimere il mercato nel futuro.

  • Giovanni Di Blasio

    Caro Luca Rossi questi artisti vivono benissimo non solo per i collezionisti che li adorano e li sostengono ma anche per i numerosi riconoscimenti internazionali..
    i garruttiani?!?!?! Già definirli così li propone come soldatini ammaestrati e tali sono, parlassimo di picassiani pure pure..

    Il sistema centro-sud ha evidentemente surclassato quello blasonato milanese perchè fatto di personalità forti e autonome che come dice Marinella Senatore hanno “il coraggio di dire quello che si vuol dire”
    un pò come te in fondo, la differenza e che non ci metti la faccia ma solo una rosicante rabbia HAHAHA!

  • @Di Blasio: ma cosa dicono Senatore e Stampone???? La prima immersa
    nella retorica partecipativa della festa popolare (grande scoperta) o nel
    tecnicismo del filmato pretenzioso (una Tacita Dean d’acchiappo). Il
    secondo, anche lui, nella retorica del Ricordare L’Aquila, quando
    ricordare non serve a NULLA ed anzi diventa l’alibi perchè non cambi
    nulla. Se ci sono collezionisti che pagano le opere di questi giovani,
    ti dico che ci sono italiani che pagavano il SALE DI WANNA MARCHI ancora
    di più!!!! In questa fase storica non mi sembra bello cercare di
    fregare più soldi possibili e scappare…..ti chiedo, cosa dicono questi
    artisti? Cosa dice Tosatti???? Non dicono nulla, se non essere
    protagonisti di un arte agonizzante che resiste ancora perchè ci sono
    curatori e gironalisti che sostengono ad oltranza senza riflettere. Cosa
    sono sul piano internazionale????? NULLA. Uno fra migliaia, stessa cosa
    per la loro sorellina più fortunata (Rossella Biscotti) che ha fatto
    tutte le mostre internazionali possibili, ma poi cosa rimane???? Qualche
    vendita? E domani??? Che quarant’enni o cinquant’enni saranno? Tutti in
    televendita per cercare di vendere?

  • ev

    ”..Non scrivo nè per l’accademia,nè per le chiappe del giardiniere: si sa,si vede…Ho scritto semplicemente per rendere ILLEGGIBILI gli altri..” ( Louis Ferdinand Cèline.).

  • ev

    @disqus_pHC0JRiC6J:disqus L’arte , se è qualcosa di teoricamente definibile, si può dire con proibità che è il luogo apparentemente convesso – in una metafora geometrica concavo – il punto di temi all’interno di una potenza mimica …..Fabio Mauri.

  • ev

    Non tompere con l’Arte – lasciami vivere

  • ev

    consiglio a tutti di ascoltare con attenzione : Globale & locale una grande lezione di Fabio Mauri sulla provincia Italiana e il provincialesimo….una sorta di rinascita dalla provincia
    http://www.youtube.com/watch?v=xE3eQ-SH1xs

    • Questa visione delle cose parte dal presupposto che esista un locale e un globale, non è vera: esistono solo miliardi di locali. Esattamente come non esiste un marco parlamento che innesca macro dinamiche, ma solo un micro parlamento intorno ad ognuno di noi, su cui possiamo incidere veramente. Invece diciamo “piove governo ladro”, senza renderci conto che basta aprire un ombrello. E vinciamo contro ogni governo..

  • Quello che nessuno capisce, e neanche gli artisti è che il problema non è l,
    ‘artista X ma un sistema intorno incapace nella fase formativa e nella fase critica. Per tanto era molto meglio il sistema garutti, perche tentava una formazione, una critica e una promozione. Questi cani sciolti che giocano al Luca Rossi di turno fanno tenerezza. Ci vediamo fra 5 anni.

  • Markone

    @disqus_pHC0JRiC6J:disqus perchè non ti trovi un lavoro vero?? Il tuo lavoro è commentare su Artribune? Mi viene in mente la favola della volpe e l’uva, tanto elementare perchè tu la comprenda, ma tanto simile al tuo stato d’animo da frustrato dell’arte.Non capisco perchè ti fànno rosicare così tanto Stampone e la Senatore?Certo non è per tutti vedere una propria installazione in un video degli U2, partecipare a Biennali internazionali, pubblicazioni e premi vari.Però è il gioco della vita,tutti sanno tirare un calcio al pallone (anche tu credo) ma di certo non siamo tutti Messi e Cristiano Ronaldo (e con questo non sto dicendo che Stampone e Senatore siano i Messi e C.Ronaldo dell’arte contemporanea),però è una questione di talento, rapporti, formazione, cultura,creatività ed altro.
    Riguardo all’immenso Mauri (che al riguardo hai risposto in maniera misera e piccola) , dici che esistono tantissimi locali,ma dove vivi?Il discorso è talmente lungo che non basterebbero dei semplici commenti qui su Artribune…..

    • Ma per favore, cosa ci sarebbe da rosicare su Senatore o Stampone????? Possibile che ogni critica in italia venga letta come manifestazione di invidia???? Le prime vittime sono gli stessi artisti. Ed è utile parlare del loro lavoro e dei loro discorsi, per evidenziare un sistema intorno a loro inefficace e matrigno: pessima formazione, assenza critica, pessima promozione. Era molto meglio il sistema garutti, che almeno lavorava su queste tre componenti, pur essendo un sistema chiuso…

    • Mauri parte da un impostazione vetusta. Questo non toglie nulla sulla qualità del lavoro di Mauri. Oggi bisogna iniziare a capire che il globale non esiste, e siamo noi che possiamo lavorare sul nostro “locale” sia esso a Terni o a New York….anche il Presidente degli Stati Uniti lavora sul suo locale, consiglio questa lettura: http://whlr.blogspot.it/

  • giulio

    sì ma l’arte?