La memoria dell’acqua. Studio Azzurro a Bari

Palazzo De Mari, Acquaviva delle Fonti. Il celebre gruppo artistico milanese ha ideato una suggestiva videoinstallazione permanente ospitata dal cortile del palazzo barese. Prendendo spunto da un tema affascinante e dibattuto: l’acqua e la sua memoria.

Studio Azzurro, Ve(de)re da pozzo, 2015 - schizzo
Studio Azzurro, Ve(de)re da pozzo, 2015 - schizzo

ACQUA: MEMORIA E RISORSA
Nell’estate del 1988 l’immunologo francese Jacques Benveniste annunciò la scoperta della memoria dell’acqua, la proprietà del liquido di mantenere il ricordo delle sostanze con cui è venuto a contatto. Dalla suggestiva teoria, accolta con perplessità dal mondo scientifico e che la rivista Nature dimostrò essere frutto di manipolazione, ha tratto ispirazione Studio Azzurro.
Il collettivo è stato invitato dall’amministrazione comunale di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, a realizzare una videoinstallazione permanente nell’ambito del progetto I pozzi parlanti – Luoghi dell’acqua e della terra. L’iniziativa è nata dalla volontà di riscoprire le tracce della civiltà materiale legata alla presenza di ingenti risorse idriche nel sottosuolo nel territorio (testimoniata dal nome stesso del comune) per creare un percorso culturale e turistico. Il progetto, che si avvale della collaborazione del GAL Sud Est Barese, prevede la realizzazione di un’app, di percorsi multimediali e di uno spazio immersivo allestito all’interno di un’antica farmacia.

Studio Azzurro, Ve(de)re da pozzo, 2015 - Palazzo De Mari, Acquaviva delle Fonti
Studio Azzurro, Ve(de)re da pozzo, 2015 – Palazzo De Mari, Acquaviva delle Fonti

L’INTERVENTO DI STUDIO AZZURRO
La “videoinstallazione sensibile per immagini e suoni liquidi”, intitolata con un significativo gioco di parole Ve(de)re da pozzo, è collocata sul pavimento del cortile di Palazzo De Mari, sede del municipio, proprio in corrispondenza dell’imboccatura di uno dei numerosi pozzi, oggi in massima parte tombati, che prima della costruzione dell’Acquedotto Pugliese fornivano acqua non solo ad Acquaviva delle Fonti, ma anche a zone lontane come il Gargano e la Basilicata, dove le risorse idriche scarseggiavano.

UN’INSTALLAZIONE LIQUIDA
Un parallelepipedo di luce attrae il visitatore che entra di sera nel cortile del palazzo comunale. Quattro monitor di grande formato posti in verticale sul lato corto rimandano in loop immagini di oggetti fluttuanti nell’acqua: teli bianchi, spartiti musicali, libri, rami, fiori, un lampadario, una valigia, una racchetta da tennis e altro ancora.
Il pozzo virtuale realizzato da Studio Azzurro – una sorta di affascinante lanterna magica attivata dalla presenza del pubblico – innesca una narrazione fortemente evocativa, che trasfigura brani di vissuto, generando rimandi alla memoria individuale e collettiva, fermentati dallo sciabordio dell’acqua inframmezzato da altri suoni.

Lia De Venere

Studio Azzurro – Ve(de)re da pozzo
PALAZZO DE MARI
Piazza Vittorio Emanuele II – Acquaviva delle Fonti
080 3065207
www.studioazzurro.com

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Lia De Venere
Lia De Venere è critico d’arte, curatore e docente ordinaria di Storia dell’arte contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Bari e a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari. Ha lavorato e svolto attività di ricerca presso musei e istituzioni pubbliche in Italia e in Francia e pubblicato saggi e articoli sui rapporti tra artisti e galleristi, su giovani scultori italiani, su artisti contemporanei italiani e stranieri. Ha collaborato a una monografia sull’opera di Pino Pascali, edita da Laterza (Bari 1983; nuova edizione ampliata, Electa, Milano 2010) e scritto i lineamenti di storia dell'arte in un manuale di disegno per i licei scientifici (Laterza, 1988). Oltre a numerose mostre personali in gallerie private, ha curato diverse rassegne (e i relativi cataloghi) per enti pubblici e istituzioni culturali in Italia e all’estero (Stoccarda, Bratislava, Londra). Collabora a Il giornale dell'arte e a riviste d’arte contemporanea (Segno), a Il Sole 24 Ore online e…ovviamente a Artribune.