Seguire Susan Philipsz. In giro per Genova

Villa Croce, Genova – fino all’11 ottobre 2015. Un tour per la città della Lanterna, in compagnia di Susan Philipsz. Tra fotografie di un relitto celeberrimo, film senza video, inni socialisti cantati a cappella.

Susan Philipsz, The Lost Reflection, 2007 - Genova, Palazzo Nicolosio Lomellino – photo © Linda Kaiser
Susan Philipsz, The Lost Reflection, 2007 - Genova, Palazzo Nicolosio Lomellino – photo © Linda Kaiser

CHI BISOGNA SEGUIRE
Susan Philipsz (Glasgow, 1965), lunghi capelli rossi, pelle bianchissima, sorriso spontaneo, è un’artista di tutto rispetto. Vincitrice nel 2010 del Turner Prize, invitata nel 2007 allo Skulptur Projekte Münster, nel 2012 alla Documenta 13 a Kassel (la sua opera era nella sala d’ingresso della Hauptbanhof) e nel 2015 alla Biennale di Istanbul, a Genova presenta la sua personale Follow Me, a cura di Ilaria Bonacossa e Paola Nicolin.
Seguirla, però, al di là di quello che il titolo della mostra sembra raccomandare, è abbastanza difficile per un pubblico di non addetti ai lavori, anche se sicuramente stimolante sotto diversi aspetti.

UN RIVERBERO INFINITO
La mostra è composta dalla sua nuova produzione, dedicata all’Elettra, la nave-laboratorio di Guglielmo Marconi, e da sei installazioni sonore (realizzate tra il 1999 e il 2010), per vedere e sentire le quali è necessario “seguire”, appunto, un percorso in città. Si tratta di opere site responsive, sensibili e reattive al luogo in cui si collocano, ma anche intangibili, inafferrabili, poetiche ed effimere.
Si può partire dalle cinque fotografie in bianco e nero di grande formato, esposte nelle due sale al pianterreno del Museo di Villa Croce, che riproducono pezzi del relitto della nave – smembrata nel 1977 dopo diverse vicissitudini – e conservati in diverse città italiane.
Susan si è appassionata alla storia di Elettra sia perché la nave venne costruita in un cantiere scozzese, dove fu varata nel 1904, sia perché il nostro Premio Nobel per la Fisica (1909) sosteneva che un suono emesso continuava a riverberare nell’universo.

Susan Philipsz - Villa Croce, Genova – photo © Linda Kaiser
Susan Philipsz – Villa Croce, Genova – photo © Linda Kaiser

GENOVA CITTÀ LIQUIDA
L’artista ha accuratamente studiato, come è sua prassi distintiva, la storia e le tradizioni dei luoghi che la ispirano, quella sorta di architettura immateriale che spinge all’introspezione. La colonna sonora delle fotografie sono quindi le registrazioni di sonar subacquei, montati secondo il codice di richiesta di aiuto, rievocazione delle onde sonore che sembrano propagarsi come messaggi – e non morire mai – tra relitti di tutto il mondo.
Genova ha colpito Susan, come ci racconta, proprio per la sua “dimensione liquida, per la sua posizione sull’acqua e su una costa”, che la accomuna, quanto a fascino, a Trieste e a Napoli.

L’ITINERARIO DI VISITA
L’itinerario di visita può proseguire nel cortile maggiore di Palazzo Ducale, dove la cassa audio a un canale riproduce The Internationale (1999), l’inno socialista interpretato dalla voce femminile dell’artista che canta sempre a cappella; nel cortile sospeso e silenzioso di Palazzo Bianco, dove l’installazione Follow Me (2006) rievoca la scena dell’omicidio nel parco del film di Michelangelo Antonioni, Blow Up; all’Altrove Teatro della Maddalena, in Palazzo Fattinanti Cambiaso, dove si assiste a The Dead (2000), una pellicola a 35 mm priva di immagine e ispirata al racconto di James Joyce filmato da John Houston; in Palazzo Nicolosio Lomellino, ancora in via Garibaldi, dove si coglie tutta la magia di The Lost Reflection (2007), l’installazione sonora inserita nella quinta teatrale della fontana nel giardino interno, che rievoca l’omonimo racconto di Hoffmann; nell’ex-Convento di San Francesco a Castelletto, attualmente studio di restauro, dove Stay With Me (2005) è all’insegna della memoria; a Palazzo Reale, per ascoltare Lachrimae (2010), un pezzo strumentale ispirato a una lacrima che cade, in dialogo con i rumori del porto.

Susan Philipsz, Elettra, 2015 - Villa Croce, Genova – photo © Linda Kaiser
Susan Philipsz, Elettra, 2015 – Villa Croce, Genova – photo © Linda Kaiser

I luoghi, di cui Susan Phlipsz cerca l’anima e l’essenza, sono raggiungibili a piedi e portano il visitatore a (ri)scoprire la città. La narrativa che li lega in un unico progetto diventa universale, ma per cogliere l’interazione della scultura sonora con quella architettonica, forse, occorre farsi un po’ isole, circondarsi di acqua e lasciare che l’“onda” si propaghi intorno a noi.

Linda Kaiser

Genova // fino all’11 ottobre 2015
Susan Philipsz – Follow Me
a cura di Ilaria Bonacossa e Paola Nicolin
VILLA CROCE
Via Jacopo Ruffini 3
010 580069
[email protected]
www.villacroce.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47457/susan-phlipsz-follow-me/

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Linda Kaiser
Linda Kaiser (Genova, 1963) è laureata in Storia della critica d’arte all’Università di Genova, dottore di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali all’Università di Milano, specializzata in Storia dell’arte contemporanea alla Scuola di Specializzazione in storia dell’arte dell’Università di Siena. È critico d’arte contemporanea, giornalista, fotografa e curatore. È specialista di Fluxus, Outsider Art, Mail Art, Arte Povera, Anacronismo, museologia e cultura d’impresa. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati (tra questi, Genova, Palazzo Ducale: “Arte Povera: la prima mostra”, 2012; “Andrei Molodkin. Transformers No. M208”, 2014). Ha tenuto seminari di arte presso le Università di Genova, Siena, Milano e Kassel. Già consulente scientifica di Assolombarda, ha contribuito a fondare nel 2001 a Milano l’Associazione Museimpresa. Ha ideato e curato l’Archivio Storico Riva a Sarnico (BG). Sta costruendo l’Archivio Storico Cressi a Genova. È autrice di monografie come “L’Anacronismo e il ritorno alla pittura. L’origine è la meta” (Silvana Editoriale, 2003) e della prima Guida Touring dedicata al “Turismo industriale in Italia. Arte, scienza, industria: musei e archivi d’impresa” (TCI, 2003). Pubblica servizi e foto su Artribune dal 2012; su altri periodici e portali scrive di arte, spettacoli, musica, cultura d’impresa, nautica, food & wine. Elabora e crede in modelli propositivi che promuovano una politica culturale interdisciplinare.