Masbedo a Torino. Dal Barocco alla performance

Fondazione Merz, Torino – fino all’11 gennaio 2015. La videoarte che parte dal cinema e approda al live. Il percorso decennale del duo ora in mostra alla Fondazione Merz. Con un omaggio corale al maestro.

Masbedo, 11.22.03, 2003, Courtesy Masbedo and Collezione La Gaia Busca
Masbedo, 11.22.03, 2003, Courtesy Masbedo and Collezione La Gaia Busca

Nicolò Massazza (Milano, 1973) e Iacopo Bedogni (Sarzana, 1970) hanno inaugurato alla Fondazione Merz di Torino la mostra Todestriebe: nove video incentrati sul tema dell’incomunicabilità scelti per segnare il proprio percorso decennale. La mostra è stata organizzata in concomitanza con l’uscita del primo film dei Masbedo, The Lack, presentato alla 71. Mostra del Cinema di Venezia e in anteprima al Cinema Massimo di Torino mercoledì 15 ottobre.
Quando gli chiediamo come sono cambiati in quasi quindici anni di attività, la risposta è semplice: “Non molto, ed è proprio una cosa che ci fa piacere”, spiega Iacopo Bedogni. “Il nostro percorso è stato lineare, ma con una naturale evoluzione dell’idea di partenza. Negli anni, possiamo dire, siamo passati da uno stile che in qualche modo si può definire Barocco, a un approccio più fluido, che ci fa unire il cinema alla performance, al live, all’azione. Ci siamo come ripuliti, e ora lasciamo spazio anche all’improvvisazione. Così i nostri video cambiano, proprio nel momento del girato”.

Masbedo, 11.22.03, 2003, Courtesy Masbedo and Collezione La Gaia Busca
Masbedo, 11.22.03, 2003, Courtesy Masbedo and Collezione La Gaia Busca

E infatti Todestriebe è stata inaugurata con una performance: nella suggestiva “arena” della Fondazione Merz, in video, davanti a una platea selezionata di soli uomini, una mantide religiosa si lecca i baffi dopo un naturale atto di cannibalismo post-nuziale, mentre in un microcosmo in teca, alle spalle del pubblico, gli artisti interferiscono nel girato con effetti sonori, materici e luminosi. Una rappresentazione contemporanea della teoria di Eros e Thanatos, che in psicoanalisi rappresentano la pulsione di vita e quella di morte (Todestrieb[e]). L’uomo agogna la propria morte come ritorno allo stato iniziale di non vita.
Tra gli aspetti stilistici rimasti immutati negli anni, l’uso privilegiato di colori desaturati, una precisa scelta che rimanda all’uso massiccio dell’immagine nella società contemporanea, e la musica. In Todestriebe con elettronica e chitarra live, in 11.22.03, video del 2003 riproposto con successo, con i Bluvertigo e brani classici. Ma il sonoro è fondamentale anche in I have a Dream, installazione con undici monitor che riprendono la lettura del celebre discorso da parte di altrettanti interpreti sordomuti.

Masbedo, Teorema di incompletezza, 2008, Courtesy Masbedo and Collezione Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea - CRT, Torino
Masbedo, Teorema di incompletezza, 2008, Courtesy Masbedo and Collezione Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea – CRT, Torino

Il duo non ha mancato di omaggiare i padroni di casa invitando una dozzina di artisti internazionali, da Jan Fabre a Marzia Migliora, a dialogare con Mario Merz dando la propria interpretazione del video Lumaca, quello realizzato da Gerry Schum nel 1970 in cui Merz disegna una spirale su un vetro.
Forse, ha vinto Eros.

Angela Pastore

Torino // fino all’11 gennaio 2015
Masbedo – Todestriebe
a cura di Olga Gambari
FONDAZIONE MERZ
Via Limone 24
011 19719437
[email protected]
www.fondazionemerz.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/36737/masbedo-todestriebe/

 

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Angela Pastore
Pubblicista freelance e web editor, è nata in Basilicata nel 1985. Da sempre residente a Torino, si è laureata alla facoltà di Lettere e Filosofia prima in Comunicazione Interculturale e poi in Culture Moderne Comparate. Nel frattempo, ha scoperto il giornalismo e, negli anni, ha scritto principalmente di amministrativa, ambiente, eventi culturali, musica e politiche giovanili. Collabora con diverse testate e con un'associazione no-profit di Torino che organizza mostre d'arte contemporanea in Italia e all'estero.
  • matteo

    mostra stratosferica

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    Dopo la loro performance mi sono sentita come toccata, in qualche modo violentata. Perché tutto questo dolore?Vi stimo . vi stimo veramente…