La Sicilia secondo Vittorio Sgarbi

Ex Stabilimento Florio, Favignana – fino al 12 ottobre 2014. Una mostra curata da Vittorio Sgarbi ripercorre un secolo d’arte siciliana. Un omaggio alla pittura, con opere di Guttuso, Pirandello, Guccione, Iudice e molti altri. Ma anche alla scultura, alla fotografia e al video.

Salvatore Fiume, Il toro dell'isola, 1960

Sicilia: terra di profumi antichi e di lussureggiante memoria, superficie porosa di scambi non solo economici ma anche culturali e religiosi, che attraverso il mare da secoli sfida i propri confini terresti e si apre al dialogo, al confronto, alla multiculturalità. Essere siciliani significa anzitutto essere impregnabili, disposti – o condannati – a condividere la propria cultura con quella degli altri. La mostra Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice, ospitata negli spazi dell’ex Stabilimento Florio di Favignana, presenta una selezione di oltre duecento opere di artisti siciliani che nel corso del Novecento – attraverso la pittura, ma anche la scultura, la fotografia e il video – hanno condiviso storie e aneddoti, sogni e riflessioni. E che lo hanno fatto ora guardando al proprio entroterra emotivo, ora affacciandosi sulle coste insieme fisiche e metaforiche di quest’isola la cui visione – o miraggio – sembra alludere alla promessa di ogni abbondanza possibile.

Salvatore Fiume, Il toro dell'isola, 1960
Salvatore Fiume, Il toro dell’isola, 1960

Non a caso l’esposizione si apre con La Vucciria di Renato Guttuso, che con le sue “casce” di frutta guarda al Realismo secentesco, alla Canestra di frutta di Caravaggio, ma anche ad Annibale Carracci e all’opulenza della Bottega del macellaio, e procede cronologicamente, attraverso le quattro stanze in cui è suddivisa, fino ai profughi dipinti da Giovanni Iudice: i loro corpi ammassati su una lugubre battigia rimandano al desiderio, spesso frustrato, di appartenere a una comunità più ampia di quella dei propri paesi di origine.
Accanto a Guttuso – che aveva fatto parte del gruppo di Corrente, formatosi nel 1938 a Milano intorno all’omonima rivista di Ernesto Treccani – le pesanti figure di Fausto Pirandello cui ben si addice quella “immensa stanchezza del corpo” che Gilles Deleuze osservava a proposito di certi quadri di Lucian Freud. L’intensa luce siciliana torna a strutturare l’immaginario mediterraneo nei colori vividi e pastosi di Giuseppe Migneco, nei paesaggi metafisici di Salvatore Fiume o in quelli poetici di Piero Guccione, nelle immagini fantastiche di Bruno Caruso e negli arabeschi di Carla Accardi.

Emanuele Giuffrida, Sala giochi 8, 2013
Emanuele Giuffrida, Sala giochi 8, 2013

L’esposizione prosegue, nelle restanti tre sale, con il contributo che artisti più o meno giovani, più o meno noti, che danno all’idea di mediterraneità, matrice comune di questo vastissimo arcipelago di opere: dalla Palermo ricca di storia e rimandi surreali di Alessandro Bazan agli evasivi scenari tropicali di Fulvio Di Piazza, dalla pittura di Francesco De Grandi, sospesa tra suggestioni romantiche e la vena esistenzialista, fino a quella di Andrea Di Marco che con le sue rappresentazioni dell’Ape 50, iconico tre ruote della Piaggio, ha raccontato la bellezza popolare del capoluogo siciliano.
E ancora: la transavanguardia mediterranea di Mimmo Germanà, Franco Battiato pittore, i non-luoghi dell’immaginario contemporaneo dipinti da Emanuele Giuffrida e le sperimentazioni estetico-sonore di Alessandro Librio.

Antonio Amore, Carretti verso l'alba, 1951
Antonio Amore, Carretti verso l’alba, 1951

Il visitatore si muove da un’isola creativa a un’altra, attraccando dove la sua curiosità lo spinge a fermarsi. Le opere saranno di volta in volta luoghi da visitare, enigmi da sciogliere, linee di confine sulle quali lo sguardo non sembra mai riuscire a posarsi. Un percorso circolare di cui i profughi dipinti da Iudice a chiusura della mostra sembrano scongiurare la claustrofobia. Guardandoli viene in mente quello che Guttuso disse a proposito della sua Crocifissione: “Voglio dipingere questo supplizio del Cristo come una scena di oggi. Non certo nel senso che Cristo muore ogni giorno sulla croce per i nostri peccati, ma come simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee”.

Alessia Delisi

Favignana // fino al 12 ottobre 2014
Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice
a cura di Vittorio Sgarbi
EX STABILIMENTO FLORIO
Via Amendola 1
339 5339851
[email protected]