Gerhard Richter. La verosimiglianza dell’apparire

Fondation Beyeler, Riehen – fino al 7 settembre 2014. La fondazione disegnata da Renzo Piano ospita il percorso più esteso mai realizzato – in Svizzera – come retrospettiva dell’artista tedesco. Sessant’anni di lavori, tra impressioni pittoriche, verosimiglianze seriali e ambienti architetturali astratti.

Gerhard Richter - veduta della mostra presso la Fondation Beyeler, Riehen 2014

La complessità stilistica e compositiva di Gerhard Richter (Dresda, 1932), ogni volta che ne viene stabilita, allestita una ricognizione, si manifesta, come un’antonomasia ricorrente, sotto forma di un fantasma imprendibile. Alla Fondation Beyeler l’ultima monografica, in ordine di tempo, dedicata alla galassia composita e screziata dell’immaginario richteriano, indaga in maniera simultanea e sistematica, seppur non esaustiva, la natura del significato di serie ciclica attraverso un’analisi a intersezioni comunicanti del concetto di spazio, interpretato dall’artista di Dresda.
Il percorso, cominciato a partire dalla produzione degli Anni Sessanta, comprende spazi dedicati a temi specifici, lunghi corridoi deputati ai processi compositivi di Richter così come superfici espositive tridimensionali atte a convogliare l’interazione del visitatore tra le sezioni pittoriche a parete e gli intervalli cromatici (tanto mono quanto poli-edrici)posti in corrispondenza. Seguendo questa alternanza allestitiva, il visitatore oscilla tra le intercapedini create per instaurare una relazione fisica con lo spazio, le superfici specchianti dei grigi, gli specchi pittorici della realtà (dipinti oppure reali) e la trasparenza di lastre vetrate, inclinate al vivo a seconda della loro capacità di carico.

Gerhard Richter - veduta della mostra presso la Fondation Beyeler, Riehen 2014
Gerhard Richter – veduta della mostra presso la Fondation Beyeler, Riehen 2014

Il visitatore si muove non solo tra lavoro e lavoro, attraversando gli spazi illuminati interamente da luce naturale, ma anche da una concezione dello spazio rappresentativo, fenomenologico al successivo. Il percorso ricrea alvei aperti che permettono, all’interno dell’area da essi circoscritta di trovarsi al centro di strutture invisibili, insiemi che nel compenetrarsi catalizzano il contesto d’appartenenza. Componenti singole sembrano rispondere a sistemi formali, dando vita ad immagini seriali che sciolgono tra la soggettività forzata, gravitazionale di Eight Student Nurses (1966) e del ciclo October 18, 1977 (1988) a contatto con tele iconiche come Iceberg in Mist (1982), Betty (1988), Small Bather e Reader (entrambi del 1994) ed Ella (2007).
Richter ha prodotto non solo i notori  dipinti foto-realistici e pitture astratte, ma caratterizzano il suo itinerario fenomenologico anche le recentissime stampe digitali e gli specchi posti, fra l’altro, proprio a ingresso della mostra, a seguire l’integrità identificativa del soggetto, in trasformazione tra l’inizio e la fine dei suoi lavori. Rendendo puntuale la sequenza degli spazi speculativi che l’artista attraversa, la Fondation Beyeler propone al visitatore diversi punti di meditazione che permettono di guardare all’opera di Richter come a un prisma, in continuo scambio tra il proprio baricentro e i lati, le sue sfaccettature esterne.

Ginevra Bria

Riehen // fino al 7 settembre 2014
Gerhard Richter – Bilder / Serien
a cura di Hans-Ulrich Obrist
FONDATION BEYELER
Baselstrasse 101
+41 (0)61 6459700
[email protected]
www.beyeler.com

 

DIDA

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.