Il pittore del mare e delle onde. Turner a Greenwhich

National Maritime Museum, Greenwich – fino al 21 aprile 2014. Quale posto più adatto di un museo marittimo per esporre l’ossessione di William Turner? Onde e marosi in ogni declinazione possibile, fino alla quasi-astrazione degli ultimi anni.

William Turner, The Shipwreck, 1805 - © Tate

Nessun altro soggetto come il mare ricorre così spesso nell’opera di J.M.W. Turner (Londra, 1775-1851), e ciò non sorprende, dato che l’artista trascorse la maggior parte della propria vita viaggiando per le coste inglesi e dell’Europa continentale e pescando sulle rive del Tamigi. Notoriamente, si fece legare all’albero di una barca durante una tempesta per poter meglio catturarne l’essenza in pittura.
La mostra al National Maritime Museum raccoglie numerose tra le più importanti opere di Turner che hanno come soggetto il mare e le contestualizza nella tradizione paesaggistica a tema marino sia inglese che internazionale. Le opere provengono dalle vicine National Gallery e Tate Britain, ma anche da istituzioni come Yale Center for British Art, British Museum, Metropolitan Museum of Art, Royal Collection Trust, Calouste Gulbenkian Foundation, Lisbon and National Gallery of Art, Washington e dallo stesso National Maritime Museum.
L’esposizione copre temporalmente tutta la carriera di Turner, cominciando da Naufragio di una nave da trasporto, raffigurazione di una tempesta per mare ispirata ai resoconti giornalistici dell’epoca sul naufragio di una nave mercantile. Nonostante la rappresentazione sia immaginaria, la potenza delle onde e la disperazione dei passeggieri non potrebbero essere più reali e violenti. La composizione non ha un centro e lo spettatore è trascinato nel turbine acquatico da furiose pennellate in tutte le direzioni, senza speranza di avvistare la terraferma.

William Turner, Snow Storm. Steam-boat off a Harbour’s Mouth, 1842 - © Tate
William Turner, Snow Storm. Steam-boat off a Harbour’s Mouth, 1842 – © Tate

Non solo tempeste: Turner era un maestro nel rappresentare il mare in tutte le condizioni e aveva particolare attenzione per le attività e il lavoro degli uomini di mare. Pescatori, marinai e cacciatori di balene popolano i dipinti, ad esempio il peschereccio nel canale della Manica in Pescatori in mare” del 1796 o la caccia alla balena in La baleniera del 1845 (in quest’ultimo dipinto la rappresentazione è sempre più astratta e le onde prendono il soppravvento). Molte anche le opere a soggetto storico, tra cui la piu grande, per dimensione e fama, fiore all’occhiello del National Maritime Museum e unica commissione royal dell’artista: la Battaglia di Trafalgar del 1823-24.
Allievo di Joshua Reynold alla Royal Academy, Turner si affermò velocemente come il valido successore di prestigiosi pittori del mare, da Willem van de Velde il Giovane in Olanda, Claude-Joseph Vernet in Francia e Thomas Gainsborough in Inghilterra (esposti in mostra alcuni dipinti di questi ed altri artisti). Ma la sua visione lo portarono ben oltre, fino ai meravigliosi paesaggi astratti degli ultimi anni.
Un importante contributo della mostra è l’esposizione della collezione di schizzi e acquarelli preparatori, provenienti dalla Tate, che Turner aveva raccolto nel suo Liber Studiorium e che, oltre a essere sublimi in sé, fanno luce sul processo artistico e intellettuale dell’artista.

Gaia Penteriani

Greenwich // fino al 21 aprile 2014
Turner and the Sea
NATIONAL MARITIME MUSEUM
Park Row
+44 (0)20 83128517
[email protected]
www.rmg.co.uk

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Gaia Penteriani
Gaia Penteriani è nata a Roma nel 1984. Economista di formazione, la sua passione per l’arte l’ha portata ad interessarsi al mercato, in particolare a quello per l’arte contemporanea, e ad utilizzare le sue conoscenze di econometria e statistica per analizzare i trend e le determinanti dei risultati d’asta. Collabora con Artribune dal 2011 come corrispondente da Londra.